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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

‘Jeu decisif’

Settembre 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sarebbe ‘Tie break’ in inglese.
Ma i galletti danno maggiore e più corretta significanza a questa espressione – ‘jeu decisif’ – che mutuo ovviamente dal tennis.
È in effetti come se in questo momento, dopo una lunga altalena, allunghi e rientri, break e controbreak per restare in tema, i due giocatori americani fossero alla pari, sei a sei.
Trump era partito bene approfittando della inconsistenza dei troppi rivali e della seconda se non terza fila nella quale Biden quasi si confondeva…
Il coach dell’ex Vice era allora intervenuto imponendo un cambio di strategia veramente efficace che, sgomberato il campo e chiarito che si trattava di un singolo maschile, per lungo tempo aveva portato avanti il suo poulain.
I fattori esterni debitamente sfruttati avevano pesato eccome.
Poi, un cambio in corsa nello staff del tycoon.
Un nuovo schema, più discese a rete e molti smash.
Ed eccoci al dunque.
Al ‘jeu decisif’, dicevo.
Dove contano altri fattori.
Dove vince chi ha più carattere, si afferma senza specificare cosa si intenda dire.
Chi non ci sta a perdere?
A pelle, vista così la cosa, d’acchito, verrebbe da optare per Trump.
Ragionando, potrebbe essere invece preferibile Biden.
Del resto, nella storia del tennis, un attaccante come Pete Sampras ne ha vinti di ‘tie break’.
Non percentualmente però quanti ne abbia riportati un ragionatore quale fu Arthur Ashe.
Guardiamoci lo spettacolo e, attenzione, un eventuale ‘mini break’ iniziale può anche non essere ‘decisif’!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-10 11:16:472020-09-10 11:16:47‘Jeu decisif’

480 differenti categorie di elettori!

Settembre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sembra facile.
Per modo di dire, ovviamente, come ben sa chiunque abbia sperimentato in merito.
Difficile, invece, di contro e decisamente, catturare e poi conservare i consensi, i voti.
Lo dimostrano ampiamente gli studi compiuti a partire dal 1959 da Ithiel de Sola Pool (uno studioso di scienze politiche fondatore della Simulmatics Corporation).
Presi in esame i dati di numerosi sondaggi condotti durante le campagne – Mid Term incluse – del 1952, ‘54, ‘56, ‘58 e infine ‘60, Pool arrivò a suddividere gli elettori in 480 categorie!
(Per fare due degli esempi proposti: un tipo di votante potrebbe essere “della costa Est, residente in città, con un reddito basso, bianco, cattolico, donna, democratico”…
un altro “proveniente da uno Stato confinante, residente in campagna, con un reddito alto, bianco, protestante, uomo, membro dell’Independent Party”…
laddove evidentemente mutando anche uno solo dei caratteri si ha una categoria di elettore diverso…).
Successiva la divisione per temi in 52 gruppi (con riferimenti politici “come gli aiuti esteri, l’atteggiamento verso le Nazioni Unite, il Maccartismo” allora emergente e l’aggiunta di indicatori familiari).
Gli elettori, perfino quelli che non avevano neppure idea di cosa significassero parole come ‘liberal’ o ‘conservatore’, potevano essere (e saranno da allora) quindi classificati ma il difficile era (e resta) nella loro infinita varietà arrivare a convincerli.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-09 17:49:562020-09-09 17:49:56480 differenti categorie di elettori!

Trump candidato al Nobel per la Pace

Settembre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Iniziativa in qualche modo clamorosa quella di un deputato norvegese.
Ha proposto per il Premio Nobel per la Pace Donald Trump.
Clamorosa ma non senza qualche fondamento viste le attività messe in opera dal Presidente per avviare colloqui tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti.
Impossibile d’acchito immaginare se e quale impatto possa avere questa notizia sulla campagna elettorale.
In passato, il primo Capo dello Stato americano a ricevere il Premio fu Theodore Roosevelt nel 1906.
Dopo di lui, Woodrow Wilson nel 1909, Jimmy Carter nel 2002, Barack Obama nel 2009.
Ove si escluda Carter che, Presidenza a parte, ha lungamente effettivamente operato a livello internazionale per la pace, premi oggetto di comprensibili contestazioni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-09 17:48:402020-09-09 17:48:40Trump candidato al Nobel per la Pace

Quanto può influire la differente ‘stoffa’

Settembre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È capitato negli Stati Uniti d’America (anche ovviamente altrove, ma è degli USA che qui si tratta) ed è un fenomeno di notevole interesse.
È capitato spesso che in una determinata situazione politica i conservatori abbiano trovato il loro vessillifero in un uomo politico di umili origini.
È capitato spesso di contro che i riformatori abbiano trovato una guida in quella che possiamo indicare, volutamente adattando il senso della espressione, come l’aristocrazia.
Si guardi per dire alla contrapposizione nella campagna elettorale 1932 tra il repubblicano Presidente uscente Herbert Hoover e il democratico sfidante Franklin Delano Roosevelt.
A quella più vicina, nel 1960, tra il GOP Richard Nixon e l’Asinello John Fitzgerald Kennedy.
Alla base del successo di F.D.R. e di J.F.K. anche la capacità in qualche modo congenita di affrontare i mezzi di comunicazione con una elegante naturalezza del tutto mancante ai contendenti.
La radio maneggiata con confidenza e grazia da Franklin Delano nella drammatica temperie post crollo di Wall Street che il Paese viveva.
La televisione con i suoi primi confronti politici dominati da un John Fitzgerald di confortante sicurezza.
Goffo e piatto il contrappunto dei due a quel momento, per una differente ‘stoffa’, non adeguati opponenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-09 12:15:562020-09-09 12:15:56Quanto può influire la differente ‘stoffa’

Obama licenziato!

Settembre 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Narra tra l’altro Michael Cohen – già legale di Donald Trump ed oggi impegnato soprattutto a diffamarlo (cosa si fa per vendere un libro…) – che il tycoon avrebbe a suo tempo assunto un nero somigliante a Barack Obama per organizzare una scenetta nella quale lo insultava e poi licenziava.
Torna alla mente quello che invariabilmente faceva sul set cinematografico il grande John Huston il primo giorno di lavoro.
Girate un paio di scene, si lamentava di questo e di quello e alla fine prendeva uno dei tecnici e facendogli un cazziatone lo cacciava.
I vecchi del mestiere se la ridevano sotto i baffi.
Sapevano che era tutta una scena per intimorire i novellini.
Quel tale – sempre lo stesso – faceva la stessa fine tutte le volte che John dava il via a un film!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-09 10:50:122020-09-09 10:50:12Obama licenziato!

Non riconoscere l’esito elettorale è possibile ed è già accaduto

Settembre 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si ipotizza che in caso di sconfitta Donald Trump non accetti il risultato elettorale.
Invero, per quanto tale evenienza venga presentata come una sconvolgente novità e si prospetti la conseguente situazione come drammatica, le eventuali possibili e previste contestazioni si possono e devono concretizzare semplicemente in ricorsi alla Autorità giudiziaria.
Localmente dapprima, Stato per Stato dove lo si ritenga necessario.
Approdando – come accaduto nel 2000 nel confronto George Walker Bush/Al Gore in Florida e poi a Washington – alla Corte Suprema e accettandone il verdetto, infine.
Quanto al passato più lontano, nella tornata elettorale del 1876 (lo abbiamo altra volta ricordato) una impasse apparentemente insuperabile dovuta anche allora ad una contestatissima attribuzione di Grandi Elettori fu alla fine risolta con la creazione di una Commissione Congressuale che, concordando tra infinite polemiche quelli che fu definito il ‘Compromesso del 1877’ pose fine alle contestazioni.
Il neo Presidente (il repubblicano Rutherford Hayes) fu nella circostanza nominato dal Collegio dei citati Grandi Elettori nelle ore antelucane del 2 marzo appunto 1877.
Mancavano meno di due giorni all’insediamento all’epoca previsto per il 4 dello stesso mese!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-08 17:48:432020-09-08 17:48:43Non riconoscere l’esito elettorale è possibile ed è già accaduto

Quando Benjamin Franklin corresse Thomas Jefferson

Settembre 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In una bozza della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, Thomas Jefferson aveva vergato
“Riteniamo che queste verità siano sacre e innegabili”.
Le ‘verità’ alle quali si riferiva erano l’uguaglianza politica, i diritti naturali e la sovranità del popolo.
Dopo avere letto queste parole, Benjamin Franklin prese penna e calamaio e cancellò le parole “sacre e innegabili” per sostituirle con “di per sé evidenti”.
Non si trattava di una modifica di poco conto come sottolinea Jill Lepore in ‘These Truths’.
Le verità ‘sacre e innegabili’ derivano da Dio.
Quelle ‘di per sé evidenti’ sono leggi di natura, empiriche, osservabili e appartengono alla scienza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-08 13:17:492020-09-08 13:17:49Quando Benjamin Franklin corresse Thomas Jefferson

‘Flyover Country’

Settembre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si vola.
Da una costa all’altra.
Da New York a Los Angeles.
Come se il resto del Paese (Chicago parzialmente esclusa) non esistesse.
E per abitudine di quello che succede negli Stati di mezzo – oramai, efficacemente denominati ‘Flyover Country’ – non importa niente a nessuno.
Ugualmente, di quello che pensano (ma davvero pensano?) e vogliono (come si permettono?) quanti vi abitano.
Poi arrivano le elezioni e questa congrega di persone e territori trattati con trascuratezza se non male votano differentemente da quello che il New York Times da una parte o George Clooney dall’altra dicono si debba fare.
Da quello che i corrispondenti scrivono non possa che accadere e per conseguenza la gente in giro per il mondo si aspetti.
E capita che vincano i repubblicani.
Capita molto spesso.
Capita molto più frequentemente di quanto l’ossessionante narrazione dica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-07 17:07:362020-09-07 17:07:36‘Flyover Country’

Al 9° posto gli USA quanto a morti per Covid

Settembre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Stando ai dati forniti dalla John Hopkins University ai primi di settembre, guardando ai morti causa Covid 19 per milione di abitanti, gli Stati Uniti d’America sono in nona posizione.
567 il loro riferimento.
Sono preceduti dal Brasile (571), dalla Svezia (575), dall’Italia (587), dal Cile (590), dal Regno Unito (611), dalla Spagna (622), dal Belgio (853) e dal Perù (876).
Sono quindi preceduti in questa non simpatica graduatoria anche da Paesi presi a modello per come hanno affrontato la situazione.
Dopo di che, ogni giorno Trump è sotto assedio a questo riguardo.
I media oltre ai democratici lo criticano.
I fatti, i numeri, non contano.
Vale la narrazione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-07 13:00:172020-09-07 13:00:17Al 9° posto gli USA quanto a morti per Covid

I giochi non sono assolutamente fatti

Settembre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ai primi di settembre, i repubblicani iscritti alle liste elettorali al 90 per cento dichiarano di approvare l’operato del Presidente.
Il 41 per cento del totale degli iscritti – prescindendo dalla appartenenza partitica – fa altrettanto.
La domanda – ove tali dati fossero veritieri e confermati – è: basta a Trump questo consenso per vincere nuovamente?
Ha comunque il tycoon ancora tempo per convincere gli indecisi e gli indipendenti.
Ha, per converso, lo stesso tempo Joe Biden per impedire che questo avvenga.
I giochi evidentemente sono ben lungi dall’essere compiuti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-07 11:10:092020-09-07 11:10:09I giochi non sono assolutamente fatti
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