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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Ci vuole davvero un fisico bestiale!

Settembre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo di recente ricordato i 351 discorsi tenuti da Harry Truman nel corso della fase conclusiva della infine assai sorprendentemente vinta campagna elettorale del 1948.
E il numero infinito di chilometri percorsi in treno per tutto il Paese.
Un fisico perfetto il suo.
Non altrettanto nel settembre 1919 – allorquando decise di incontrare il popolo per convincerlo a sostenere le sue tesi a proposito della costituenda Società delle Nazioni – quello di Woodrow Wilson.
Ventimila chilometri su rotaia e alcune di dozzine di discorsi lo minarono.
Dopo un collasso subito a Pueblo in Colorado, il 2 ottobre ecco l’infarto.
Erano altri tempi, si dirà.
Ma ancora oggi vincere vuole anche dire avere maggiore resistenza fisica e salute.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-07 11:08:182020-09-07 11:08:18Ci vuole davvero un fisico bestiale!

E se non guardassimo che raramente i sondaggi?

Settembre 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I più recenti sondaggi dicono:
Rasmussen 49 Biden 43 Trump
Fox 49 a 42
Yougov 49 a 39
The Hill 44 a 40
CBS 52 a 42.
Quanto ai singoli Stati, differenze incredibili un po’ dappertutto in quelli più combattuti.
Ove si tenga conto dei margini di errore che a volte arrivano al 3,6 per cento, cosa si può davvero ricavare dall’esame continuo di tali rilevazioni?
Conviene guardarle più raramente?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-07 11:06:492020-09-07 11:06:49E se non guardassimo che raramente i sondaggi?

Il voto dei Latinos. Di quali Latinos?

Settembre 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

John McCain, perdendo le elezioni, ottenne nel 2008 il 31 per cento del voto dei Latinos .
Mitt Romney, perdendo peraltro meno nettamente, ne conquistò nel successivo 2012 il 27 per cento.
Donald Trump, vincendo nel 2016, ne ottenne il 28.
È una delle molte preoccupazioni dello staff del Presidente come del suo partito operare perché il consenso ricevuto da questa etnia aumenti evitando assolutamente che diminuisca.
Come altre minoranze, i Latini non ‘pesano’ elettoralmente allo stesso modo nel Paese e in parecchi Stati praticamente non contano.
Per di più – ed è una loro specificità – sono di differente provenienza e tendenza politica.
Può conseguentemente un provvedimento essere del tutto gradito al discendente degli esuli cubani di Miami e assolutamente inaccettabile per un centro americano californiano.
Il riferimento a Florida e California ora fatto, nella particolare aritmetica elettorale americana, non è casuale.
Trump e i suoi sanno benissimo che il voto latino del Golden State non gli apparterrà mai.
Mentre quello del Sunshine State può portargli i 29 Grandi Elettori ai quali lo Stato ha diritto.
E vincere in Florida è quasi sempre determinante.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-06 18:25:542020-09-06 18:25:54Il voto dei Latinos. Di quali Latinos?

Avere un soprannome non depone favorevolmente

Settembre 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

George Washington?
Il Padre della Patria, ma non era di certo questo un soprannome.
John Adams, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe e John Quincy Adams, i suoi successori?
Nessuno di loro era soprannominato.
Andrew Jackson, sì.
Lo chiamavano ‘Old Hickory’, ‘vecchio noce americano’ volendo tradurre.
Dopo di lui, nell’ordine, Martin Van Buren ovvero ‘Little Magician’; William Harrison ‘Tippecanoe’; James Polk ‘Young Hickory’; Zachary Taylor ‘Old Rough and Ready’.
A parte certamente Jackson e per qualche misura Polk, Capi dello Stato non particolarmente significanti.
Presidenti espressione di classi politiche nuove, borghesi, che avevano preso il posto degli aristocratici predecessori e che non si dimostravano alla loro altezza.
È guardando a questa comunque discutibile considerazione che qualche storico è arrivato a sostenere che il fatto stesso di avere in qualche modo necessità di un soprannome qualifichi come mediocre un Presidente!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-06 10:33:572020-09-06 10:33:57Avere un soprannome non depone favorevolmente

Jackson fu il primo a proporre il voto popolare nazionale

Settembre 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una delle possibili (probabili, addirittura) conclusioni della campagna in atto è che, ripetendo l’esito favorevole del 2016, Donald Trump perda il voto popolare a livello nazionale per vincere nel Collegio dei Grandi Elettori, avendo conquistato la maggioranza degli stessi Stato per Stato.
Come in altre occasioni ricordato, la proposta di modifica (in verità, attraverso l’adozione di un impossibile – non sarebbe mai ratificato – Emendamento costituzionale) del sistema è argomento di discussione da molto tempo in particolare ad opera dei democratici (non a caso in tutte le circostanze nelle quali si è arrivati al punto, è l’Asinello che ci ha rimesso).
Il primo in assoluto che ne parlò – a conferma delle tre precedenti asserzioni: se ne discute da tempo infinito, sono i democratici che ne trattano, non si arriva a risultato alcuno – fu Andrew Jackson nel lontanissimo 1829 nel messaggio al Congresso inviato subito dopo l’entrata in carica.
‘Old Hickory’ non dimenticava – come avrebbe mai potuto? – che nel 1824 la Executive Mansion gli era sfuggita per il voto contrario della Camera dopo che, pur non raggiungendo la maggioranza dei Grandi Elettori, aveva appunto vinto il voto popolare nazionale.
Era Jackson un Presidente con gli attributi, non un fantoccio nelle mani dei partiti o del Congresso.
Il fatto che sulla per lui tanto importante questione non abbia cavato un ragno dal buco dice come in proposito stessero le cose.
Le successive vicende, come siano state.
Le attuali inutili perorazioni, come stiano.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-06 10:06:022020-09-06 10:06:02Jackson fu il primo a proporre il voto popolare nazionale

Un bigamo figlio di una prostituta sconfigge un mezzano

Settembre 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La tornata elettorale del 1828 fu ricca di ogni tipo di attacco politico e di accuse a proposito perfino dell’etica personale e familiare dei due contendenti.
Molte le ragioni.
La durissima contrapposizione personale tra John Quincy Adams e Andrew Jackson dovuta all’esito delle votazioni precedenti…
La assolutamente opposta provenienza familiare dei due contendenti, visto che J. Q. A. era espressione della nobiltà terriera che aveva governato il Paese dalle origini e Jackson era il primo ‘self made man’ arrivato tanto in alto…
La nascita di quel movimento popolare che, demolendo il vecchio partito democratico/repubblicano, portava alla Casa Bianca (la da me definita ‘Seconda Rivoluzione Americana’) la nascente borghesia che si coagulerà nell’allora in culla partito democratico.
Arrivando alle questioni personali, la moglie di Jackson fu accusata di bigamia per una faccenda che riguardava la sua giovinezza.
Morì, secondo il marito (che i maligni volevano figlio di una donna portata in America dalla madre patria “per compiacere i soldati inglesi”), di crepacuore dopo le elezioni ma prima dell’insediamento.
Quanto ad Adams, fu oggetto delle malelingue perché quando era Ambasciatore in Russia si era dato da fare (lo definirono per questo ‘mezzano’) per procurare allo Zar una ragazza americana.
Risultato?
Il 4 marzo 1829 Jackson andò alla Executive Mansion da solo visto che il predecessore si era rifiutato di accompagnarlo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-06 10:01:382020-09-06 10:01:38Un bigamo figlio di una prostituta sconfigge un mezzano

5 settembre 2016, 5 settembre 2020

Settembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

12 come ben sappiamo gli Stati considerati decisivi, i cosiddetti ‘Battlegrounds’.
Sono
Arizona
Florida
Georgia
Iowa
Michigan
Minnesota
Nevada
North Carolina
Ohio
Pennsylvania
Texas
Wisconsin.
Ebbene il 5 settembre del 2016 i relativi sondaggi davano Hillary Clinton in vantaggio su Trump di 3,3 punti percentuali.
Quattro anni dopo esatti, danno Biden avanti di 3.
Meno, pertanto.
Viene da chiedersi se alla fine, poi, questo sia un confronto davvero significativo.
Nessuno può garantire oggi una evoluzione similare.
Hillary non è Joe.
E viceversa.
Soprattutto, il 2020 è tutta un’altra cosa.
Mancano 58 giorni: poco ma anche molto tempo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-05 17:40:392020-09-05 17:40:395 settembre 2016, 5 settembre 2020

Sanders teme che Trump, se sconfitto, non lascerebbe l’incarico

Settembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Non facciamoci mancare nulla”, dev’essere questo l’intento dei vari protagonisti della scena politica americana 2020.
Così, dopo le dichiarazioni di Trump che sostiene come solo un voto truccato e truffaldino potrebbe sconfiggerlo…
Dopo che Hillary Clinton ha sollecitato Joe Biden a non riconoscere nel caso la sconfitta…
Dopo che i due candidati se ne sono dette quanto Carlo in Francia…
Ecco Bernie Sanders aggiungere il ‘carico da undici’, affermando che la nazione deve prepararsi ad una scena mai vista: ad un Presidente sconfitto che non intenda per nessuna ragione lasciare l’incarico.
Lo possiamo immaginare il desso, abbracciato alla poltrona nella Stanza Ovale mentre gli armigeri cercano di portarlo via con la forza.
Per carità!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-05 15:24:252020-09-05 15:24:25Sanders teme che Trump, se sconfitto, non lascerebbe l’incarico

Sul Proibizionismo

Settembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cosa ci si attendeva approvando l’Emendamento che imponeva il cosiddetto Proibizionismo?
Una buona risposta a questa domanda l’abbiamo leggendo cosa scrisse al riguardo Alice Roosevelt Longworth, figlia di Theodore Roosevelt:
“Quando arrivò, brontolammo,scrollammo le spalle, decidemmo di usare le scorte che possedevamo, e quando quelle finirono concentrammo la nostra attenzione sulla produzione del vino e la distillazione casalinghe, pensando che indubbiamente le forniture sarebbero arrivate col contagocce da una fonte o dall’altra.
Ritengo che nessuno di noi avesse minimamente previsto la fiorente industria del contrabbando che si sarebbe sviluppata, la totale e organizzata violazione della legge e dell’ordine”.
Va a questo proposito ricordato cosa ebbe a dire anni dopo Orson Welles:
“Come tutte le culture protestanti o ebraiche, gli Stati Uniti vennero fondati sull’idea che la parola di un uomo ha un valore.
Altrimenti non saremmo potuti andare nel West, dato che era senza legge.
La parola di un uomo doveva contare qualcosa.
La mia teoria è che tutto andò in malora con il Proibizionismo, perché era una legge che nessuno poteva rispettare.
In quel momento il concetto di sovranità della legge si guastò…
Quando la gente accetta che infrangere la legge è normale, tutta la società ne risente”.
(Da ‘A pranzo con Orson Welles. Conversazioni tra Henry Jaglom e Orson Welles’, a cura di Peter Biskind, Adelphi, 2013)

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-05 13:07:372020-09-05 13:07:37Sul Proibizionismo

Il South Carolina dà il via alla procedura per il voto postale

Settembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il South Carolina sta inviando – è il primo Stato a farlo – ai cittadini che ne abbiano fatto richiesta le schede per l’esercizio del voto tramite posta.
Sono addirittura 16 volte (!) più del 2016 le istanze pervenute negli uffici della capitale Raleigh.
I dati finora forniti dagli altri Stati indicano grandi incrementi, ovviamente commisurati al numero degli abitanti.
Così, per dare una indicazione, quasi un milione oltre la misura della trascorsa votazione le schede volute dagli elettori della Florida e centomila quelle richieste nel Wisconsin.
In prospettiva, polemiche a parte, se davvero il voto precedente l’apertura dei seggi arrivasse a percentuali alte, sarebbe molto difficile dire, come usualmente si fa, nella notte seguente chi ha vinto occorrendo probabilmente nel caso giorni per spogliare tutte le schede.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-09-05 11:57:362020-09-05 11:57:36Il South Carolina dà il via alla procedura per il voto postale
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