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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Un figlio illegittimo?

Agosto 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La campagna elettorale per la Casa Bianca datata 1884 fu caratterizzata da numerosi (più del consueto) attacchi diffamatori nei confronti dei due candidati.
Il repubblicano James Blaine (che poi avrebbe perso e che resta nella storia anche per essere il primo GOP a subire dal 1860) perché accusato di essere coinvolto in uno scandalo delle ferrovie.
Il democratico Grover Cleveland per una certa ‘disinvoltura’ nei rapporti con il gentil sesso.
Del primo si canticchiava: “Blaine, Blaine, James G. Blaine, il bugiardo continentale dello Stato del Maine”.
Del secondo, che aveva un figlio illegittimo: “Mamma, mamma, dov’è il mio papà? Andato alla Casa Bianca, ah, ah, ah”.
Cleveland era scapolo e seppe affrontare le polemiche abilmente chiedendo ai suoi critici se non contassero molto più delle sue mancanze nello specifico argomento le indubbie capacità politiche dimostrate nella prestigiosa carriera.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-03 11:21:362020-08-03 11:21:36Un figlio illegittimo?

Cosa conta per Trump il North Carolina

Agosto 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dalla tornata elettorale del 1960, nessun repubblicano ha conquistato la Casa Bianca perdendo il North Carolina.
L’ultimo GOP a vincere senza i Grandi Elettori dello Stato con capitale Raleigh fu Dwight Eisenhower.
Non sarebbe pertanto un buon segno per Donald Trump essere parecchio indietro colà nei sondaggi.
Così però non è e i 15 membri di spettanza del Collegio Elettorale sono statisticamente in ballo.
Così come quelli dell’Ohio e dell’Iowa, altri Stati fondamentali.
Se si aggiunge che l’incumbent è dato sicuro vincente nell’Indiana laddove è successo addirittura nel 1876 che il GOP poi insediato non abbia localmente vinto…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-03 11:19:232020-08-03 11:19:23Cosa conta per Trump il North Carolina

A proposito del di sovente discusso sistema elettorale

Agosto 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricorrentemente – in particolare allorquando un candidato democratico (capita solo agli Asinelli e l’ultima volta a Hillary Clinton!) prevalga nel voto popolare nazionale e perda quanto a Grandi Elettori – si polemizza a proposito del sistema adottato dai Founding Fathers che privilegia – sono gli USA una Federazione – il suffragio nei singoli Stati.
A ben guardare, altri sono i possibili rilievi al proposito.
Occorre, per esempio, che il Presidente venga eletto da una minoranza (un caso emblematico è quello risalente al 1912 quando Woodrow Wilson prevalse raccogliendo 6 milioni e quasi 300.000 voti su un totale di 14.800.000).
Capita che un candidato raccolga pochissimo meno del 19 per cento dei voti popolari nazionali e, non vincendo Stati, non abbia nemmeno un Grande Elettore (Ross Perot nel 1992).
Ancora, che un aspirante sia del tutto demolito avendo comunque oltre il 40 per cento dei voti (Walter Mondale nel 1984 vinse – District of Columbia a parte – per un pelo, esclusivamente nel suo Minnesota e resta, appunto con il 40 per cento, il più umiliato tra i candidati).
È chiaro che se differente fosse il sistema, tutto cambierebbe.
Le campagne non più mirate alle singole situazioni sarebbero impostate in ben altra maniera, non trascurando come oggi accade alcuna parte del Paese (ai nostri giorni e con il sistema in uso un repubblicano non si impegna certamente in California) e gli elettori localmente minoritari sarebbero motivati a votare anche laddove oggi non lo fanno sapendo di non poter far vincere il proprio candidato.
Cambiare modificando la Carta Costituzionale e gli Emendamenti relativi è teoricamente possibile ma impraticabile troppi essendo gli Stati che non ratificherebbero una modifica di tale fatta.
Cambiare nei singoli Stati eliminando quanto alla attribuzione dei Grandi Elettori il ‘winner takes all method’ si può (dipende dalle leggi locali e lo hanno fatto il Maine e il Nebraska).
Cambiare attraverso un ‘Interstate Agreement’ tra gli Stati che si accordino per attribuire comunque al candidato più votato a livello Paese e non a quello statale i loro Grandi Elettori è discutibile malgrado la Corte Suprema lo abbia dichiarato possibile.
Per intanto, si continua così.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-02 17:29:262020-08-02 17:29:26A proposito del di sovente discusso sistema elettorale

Manca un candidato indipendente alla McMullin

Agosto 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quattro anni fa, ai primi di agosto, Evan McMullin annunciò la propria candidatura alla Presidenza come indipendente.
Ebbe un qualche successo nel ‘suo’ Utah (è un mormone) e per un certo periodo i sondaggi lo dettero addirittura localmente in testa.
Alla fine, buona la sua riuscita a Salt Lake City e dintorni dove raccolse oltre il 21 per cento dei voti popolari.
Era la candidatura del desso quella di un repubblicano non contento della designazione da parte del Grand Old Party di Donald Trump.
Ovviamente sicuro di non avere chance alcuna quanto a White House, correva in effetti con il difficilissimo intento di arrivare a vincere lo Utah conquistandone i 6 Grandi Elettori.
Nel caso, in ipotesi, restando disponibili ai contendenti Hillary Clinton e Donald Trump 532 dei 538 componenti il Collegio Elettorale, poteva accadere che nessuno dei due arrivasse a raggiungere la maggioranza assoluta degli stessi pari a duecentosettanta.
Nel caso ancora, la decisione (è accaduto solo nel 1824) sarebbe spettata alla Camera dei Rappresentanti con una procedura particolare dettata dall’Emendamento del 1804.
Si sente quest’anno in una temperie tanto complicata e difficile per le ragioni ben note la mancanza di una candidatura alternativa di un indipendente in qualche modo anche romantico alla McMullin?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-02 13:43:092020-08-02 13:43:09Manca un candidato indipendente alla McMullin

Si aspetta

Agosto 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Polemiche immancabili a parte, un paio di giorni di pausa.
Trump sta rivedendo i piani di una campagna elettorale finora non certamente brillante (oltre che sfortunata, vista l’epidemia).
Biden ragiona a proposito della non facile scelta del (della) Vice.
Si avvicinano le mutilate (i giornalisti potranno seguire quella repubblicana solo via streaming) Convention.
Si guarda allo sprint finale – settembre, ottobre – e si affilano le armi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-02 12:31:472020-08-02 12:31:47Si aspetta

1814/1815 di là e di qua dell’Atlantico

Agosto 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Gand (in fiammingo, Gent), Belgio.
È il 24 dicembre del 1814.
La delegazione degli Stati Uniti (della quale fanno parte tra gli altri John Quincy Adams, Henry Clay e Albert Gallatin, tre assoluti pesi massimi) e quella britannica firmano il Trattato di Pace (che dalla città prenderà nome) che segna la fine della ‘Guerra del 1812’ – combattuta sul suolo americano e durante la quale erano stati dati alle fiamme sia la dimora presidenziale che il Campidoglio – come si vede protrattasi ben oltre l’indicato anno.
New Orleans, 8 gennaio 1815.
Le truppe USA comandate da Andrew Jackson sconfiggono quelle inglesi alla cui testa è Edward Pakenham.
Si tratta di una grande vittoria militare (che fra l’altro fa conoscere a tutti il vincitore, futuro Presidente).
Una vittoria in una battaglia che non si doveva combattere essendo – come visto – stata firmata la pace quindici giorni prima.
Con mezzi di comunicazione più moderni non avrebbe certamente avuto luogo.
Così fosse stato, il fino ad allora poco conosciuto Jackson quale percorso avrebbe seguito?
Sarebbe mai arrivato attraverso le peripezie delle elezioni del 1824 e del 1828 alla Casa Bianca?
Di più – dato che dalla sua sconfitta politica del ‘24 trae origine il partito democratico americano – sarebbe nato il movimento che oggi propone Joe Biden per la Presidenza?
La storia con i se e con i ma!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-01 18:14:062020-08-01 18:14:061814/1815 di là e di qua dell’Atlantico

Un Congresso diviso (la ‘Wilmot Proviso’ in particolare)

Agosto 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sappiamo.
Alla Camera (dove siedono in 435 e che non per niente è chiamata ‘dei Rappresentanti!), gli eletti ‘rappresentano’ il popolo e sono pertanto distribuiti Stato per Stato proporzionalmente al numero degli abitanti quale risulta dai Censimenti che si tengono ogni decennio nell’anno con finale zero.
Al Senato, i Laticlavi rappresentano gli Stati che hanno per definizione pari dignità, ragione per la quale sono eletti nel numero di due qualunque sia la consistenza dei rispettivi residenti.
I Collegi camerali (Distretti) in ciascuno Stato sono tanti quanti i Rappresentanti da eleggere.
La circoscrizione senatoriale coincide invece con l’intero territorio dello Stato.
La differente origine elettorale porta in molte circostanze a risultati contrastanti e a maggioranze diverse nei due rami del Congresso.
Contribuisce altresì a determinare tale situazione il fatto che il Senato si rinnovi ogni due anni per un terzo (la Camera ogni biennio totalmente) impedendo improvvisi e travolgenti cambiamenti – sempre così invece controllati – nella composizione partitica.
Infinite (al di là della elaborazione delle leggi), si potrebbe dire, le votazioni su temi di vero rilievo politico e ideologico che portano a risultati, nei due consessi, opposti, addirittura inconciliabili.
Un solo esempio di grande significanza perché indicativo di divaricazioni che porteranno lontano e al peggio.
Nel 1846, alla Camera, David Wilmot, in vista della espansione dei territori dell’Unione fino al Pacifico, propose che nelle terre che dipoi avrebbero costituito Stati quali il Texas, il New Mexico, lo Utah, la California… non fossero consentite la schiavitù o la servitù involontaria.
Ebbene – sia pure dopo accesissimi dibattiti, con i presenti spesso venuti alle mani e sfide a duello – la Camera approvò per ben due volte la proposta, invece respinta in entrambe le circostanze dal Senato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-01 11:35:562020-08-01 11:35:56Un Congresso diviso (la ‘Wilmot Proviso’ in particolare)

Il primo dibattito a Cleveland, Ohio

Agosto 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le date e i luoghi dei tre dibattiti previsti tra i candidati democratici alla Casa Bianca furono decisi il 16 dicembre del 2019, quando di Coronavirus si sapeva poco o niente.
Così, il primo confronto era stato programmato a South Bend, Indiana, fra l’altro la cittadina a suo tempo amministrata da Pete Buttigieg.
Avendo i locali organizzatori declinato l’invito per i timori relativi alla pandemia, ecco il conseguente cambio: l’atteso dibattito avrà svolgimento sempre il 29 settembre ma a Cleveland, Ohio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-01 09:55:252020-08-01 09:55:25Il primo dibattito a Cleveland, Ohio

Perché mai un’alta affluenza alle urne sarebbe un bene?

Luglio 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I favorevoli al voto postale sostengono che, allargandone l’uso, aumenterebbe il numero dei votanti.
Ora, guardando ai risultati, storicamente, la massima affluenza (‘turnout’) alle urne in occasione delle cosiddette Presidenziali americane si è avuta nel 1876 con l’81,8 per cento degli aventi diritto.
Per caso (?!) e per fatalità, si tratta della più chiacchierata a ‘imbrogliata’ tornata elettorale della storia.
Il democratico Samuel Tilden vinse il voto popolare e perse.
Era la prima volta che accadeva in quei termini (nel 1824 le cose erano andate differentemente) ma non è questo il problema.
Perse Tilden perché una Commissione (che concluse quello che fu definito il ‘Compromesso del 1877’) appositamente istituita gli attribuì i Grandi Elettori di tre Stati (Florida, Louisiana e South Carolina) i cui risultati, contestati con accuse reciproche di ogni genere, erano in ballo.
Perse perché i membri della Commissione erano 8 repubblicani e 7 democratici.
Perse per 185 a 184.
Perse da Rutherford Hayes in seguito chiamato ‘Rutherfraud’ Hayes.
Anche nel 1860 il ‘turnout’ fu superiore all’81 per cento.
E vinse Abraham Lincoln!
Magnifico.
Certamente.
Conseguenza?
La Guerra di Secessione!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-31 18:34:442020-07-31 18:34:44Perché mai un’alta affluenza alle urne sarebbe un bene?

‘Commission on Presidential Debates’ (CPD)

Luglio 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Creata nel 1987 da Paul Kirk e Frank Fahrenkopf – allora a capo il primo del Democratic e il secondo del Republican National Committee – la Commissione di cui al titolo dal 1988 organizza i dibattiti tra i candidati alla Presidenza e ne detta le regole.
I confronti quest’anno in programma tra Donald Trump e Joe Biden sono tre (il 29 settembre avrà luogo il primo cui seguiranno quelli del 15 e del 22 ottobre).
Il dibattito tra i due aspiranti Vice è invece previsto in data 7 ottobre.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-31 15:59:202020-07-31 15:59:20‘Commission on Presidential Debates’ (CPD)
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