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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Un discorso che divide? Nelle urne non ci si divide votando?

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I critici del Presidente hanno trovato ‘divisivo’ il discorso da lui pronunciato il 4 luglio al Monte Rushmore.
Ora, non è forse vero che in democrazia (non in quella dei Paesi Comunisti che ‘democratici’ si auto definivano) nelle urne ci si divide?
Il momento dei discorsi che uniscono è invece quello successivo alle votazioni.
Quando vincitori e vinti si scambiano il dovuto riconoscimento e soprattutto gli sconfitti accettano che il rivale governi in nome di tutti.
Dovesse perdere, sarebbe tenuto a pronunciarne uno anche Trump.
A denti stretti, dato il personaggio?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 19:52:352020-07-05 19:52:35Un discorso che divide? Nelle urne non ci si divide votando?

Cosa ha detto il 4 luglio Donald Trump

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Nelle nostre scuole, nelle nostre redazioni, persino nelle nostre sale riunioni aziendali, c’è un nuovo fascismo di estrema sinistra che richiede fedeltà assoluta.
Se non parli la sua lingua, esegui i suoi rituali, reciti i suoi mantra e segui i suoi comandamenti, allora sarai censurato, bandito, inserito nella lista nera, perseguitato e punito.
A noi non succederà.
Non ingannatevi.
Questa rivoluzione culturale di sinistra è progettata per rovesciare la rivoluzione americana.
In tal modo distruggerebbero la stessa civiltà che ha salvato miliardi di persone dalla povertà, dalle malattie, dalla violenza e dalla fame e che ha portato l’umanità a nuovi livelli di successo, scoperta e progresso.
Per renderlo possibile, sono determinati nel demolire ogni statua, simbolo e memoria della nostra eredità nazionale…
Il caos violento che abbiamo visto nelle strade e nelle città che sono gestite dai democratici progressisti è il risultato prevedibile di anni di estremo indottrinamento e parzialità nell’istruzione, nel giornalismo e in altre istituzioni culturali.
Contro ogni legge della società e della natura, ai nostri figli viene insegnato a scuola a odiare il proprio paese e a credere che gli uomini e le donne che lo hanno costruito non fossero eroi ma dei malfattori.
La visione estremista della storia americana è una rete di menzogne, ogni prospettiva viene rimossa, ogni virtù viene oscurata, ogni ragione viene deformata, ogni fatto viene distorto e ogni difetto viene ingrandito fino a quando la storia viene eliminata e i risultati vengon sfigurati in modo da renderli irriconoscibili”.
(Dal discorso del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in South Dakota il 4 luglio 2020 davanti al monte Rushmore)

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 18:15:482020-07-05 18:15:48Cosa ha detto il 4 luglio Donald Trump

La candidatura di West suscita critiche varie

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non ha fatto a tempo ad annunciare la propria candidatura a White House Kanye West che subito non pochi gli sono saltati addosso.
Non pochi neri (Kanye lo è, per chi non lo sapesse) pensano e dicono che in realtà sia sceso in campo con l’intento di aiutare Donald Trump.
Se difatti una parte dell’elettorato di colore lo seguisse i voti a favore di Joe Biden diminuirebbero.
D’altra parte, sempre e in ogni occasione, in occasione delle Presidenziali, il ‘terzo candidato’ porta via suffragi da una parte o dall’altra.
Aspettare per credere alla candidatura del rapper e dopo guardare ai concreti atteggiamenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 17:50:372020-07-05 17:50:37La candidatura di West suscita critiche varie

Kanye West for President?

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Pare (lo ha annunciato ma la faccenda va verificata) che il celebre e, per dire il vero, grande rapper Kanye West abbia intenzione di candidarsi da indipendente alla Casa Bianca.
Estremamente religioso…
sposato con Kim Kardashian…
uno dei neri in qualche non breve momento vicini a Donald Trump e ai repubblicani (quando gliene chiesero la ragione rispose che votare secondo il colore della propria pelle è da malati mentali)…
generoso nei confronti della figlia di George Floyd alla quale ha donato due milioni di dollari perché frequenti il college…
appoggiato (sembra) dal miliardario Elon Musk…
se davvero in corsa renderebbe ancora più interessante una campagna che per una serie infinita di ragioni (epidemia in primis) è già scoppiettante.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 17:45:182020-07-05 17:45:18Kanye West for President?

E le radio locali?

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Indro Montanelli – la vedeva lunga anche a questo proposito – sosteneva a suo tempo che per capire da che parte tira il vento elettoralmente occorre parlare col lattaio dell’Ohio.
Con una persona quindi del tutto comune, quotidianamente impegnata, nel concreto, a vivere.
Per di più residente nel più classico degli swing States.
Non pertanto con l’intellettuale o il divo di turno che, al massimo (e se vota), dice per se stesso.
E – aggiungo io – cosa fa il predetto lattaio (così come un numero infinito di uomini e donne che si spostano in auto, furgoni, camion…) tutto il santo giorno?
Ascolta la radio!
Ecco, 500 testate nazionali a favore di Hillary Clinton nel 2016 (prima di Obama, Kerry, Gore… oggi di Biden, sempre del democratico di turno) e migliaia di radio locali che, soprattutto ma non solo, negli Stati ‘giusti’ parlano al cuore dei repubblicani.
È in qualche modo la stessa contrapposizione che verifichiamo guardando alle città e alle campagne.
Le prime, totalmente a maggioranza democratica con la gente che legge il New York Times o il Washington Post e guarda le televisioni che contano, liberal.
Le seconde, che hanno altro da fare, conservatrici.
Due Americhe!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 13:35:162020-07-05 13:35:16E le radio locali?

13 (più un Distretto del Nebraska) i ‘Toss-up’

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In totale, 191 Grandi Elettori.
Quelli che la media dei sondaggi danno oggi per non attribuibili, i ‘toss-up’.
Troppo stretto, difatti, il margine per Biden piuttosto che per Trump.
Fanno capo i predetti a tredici Stati:
Arizona
Florida
Georgia
Iowa
Maine
Michigan
Nevada
New Hampshire
North Carolina
Ohio
Pennsylvania
Texas
Wisconsin.
Va aggiunto a questi il CD 2 Nebraska, dato che nello Stato con capitale Lincoln si vota differentemente, per distretti.
Considerazioni da fare?
Il Texas, la Georgia e il North Carolina in forse rappresentano una cattiva novella per Trump.
Deve rimediare e velocemente perché alla vittoria contribuisce certamente un morale alto che tale non può essere in casa GOP con queste prospettive.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 12:02:432020-07-05 12:02:4313 (più un Distretto del Nebraska) i ‘Toss-up’

4 luglio 1776? Ma davvero?

Luglio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 4 luglio del 1776 non è la data nella quale le colonie videro riconosciuta la loro esistenza.
Accadde difatti il 3 settembre 1783 a Parigi, quando fu firmato il Trattato che poneva fine alla Guerra di Indipendenza.

Il 4 luglio 1776 non ricorda l’inizio della Guerra di Indipendenza in effetti cominciata il 19 aprile 1775, con la battaglia di Lexington.

Il 4 luglio non è data che riguardi la Costituzione americana che fu definita il 17 settembre 1787, ratificata da un sufficiente numero di Stati il 21 giugno 1788 ed entrò in vigore il 4 marzo 1789.

Non è neppure la data nella quale il Congresso Continentale voto all’unanimità la separazione dalla Gran Bretagna.
Cosa accaduta il 2 luglio 1776, due giorni prima.

È il giorno nel quale il testo concordato fu reso pubblico.
È questo talmente vero che John Adams – uno dei Founding Fathers, poi primo Vice Presidente e successore di Washington – indirizzando la lettera alla moglie Abigail, letteralmente scriveva:
“Il secondo giorno di luglio del 1776 sarà l’evento più memorabile della storia dell’America…”

Così va il mondo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-05 11:18:582020-07-05 11:18:584 luglio 1776? Ma davvero?

Se esistessero gli Stati proposti nel tempo e mai nati…

Luglio 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Absaroka
Chicago
Deseret
New York City
Franklin
Jefferson
Lincoln
Old Massachusetts
Original Virginia
Pico
Republic of Texas
Superior
Westsylvania…

Come si vede, 13 – incredibilmente lo stesso numero delle ex colonie – gli Stati la cui nascita nel volgere dei tempi è stata proposta (in qualche caso, hanno visto effimeramente la luce per poi essere cancellati) ma non esistono.
Per differenti ragioni.
Fossero tra quelli riconosciuti, occuperebbero parti di Stati in essere proponendo una carta geografica e politica degli States molto molto diversa.
E non è che ove operassero si andrebbero sic et simpliciter ad aggiungere ai 50.
Quale sarebbe in conseguenza di Censimenti evidentemente mai fatti in questa direzione e ordine di idee la distribuzione dei Rappresentanti e per conseguenza dei Grandi Elettori?
Chi avrebbe vinto in passato le Presidenziali?
Chi le vincerebbe il 3 novembre?
E in futuro?
E il Congresso, come si sarebbe formato?
Come si formerebbe oggi?
E domani?
Con quali maggioranze?
Un esercizio di fantapolitica affascinante ma di poca o nulla utilità al quale peraltro qualcuno ha atteso e attende.
Un vrai divertissement!

Nota bene
In verità, altri 3 o 4 quelli immaginati e repentinamente scomparsi dall’orizzonte.
Uno, però, in più va ricordato perché creato dai Nativi Americani nel 1905.
Si denominò Sequoyah, era collocato in Oklahoma, e venne a cessare due anni dopo perché non accettato dal Congresso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-04 19:55:552020-07-04 19:55:55Se esistessero gli Stati proposti nel tempo e mai nati…

Trump recupera da meno 9,4 a meno 8,8

Luglio 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Significativo?
Indicativo?
Momentaneo?
Chissà?
Lo vedremo.
Fatto è che Real Clear Politics, presentando la media (‘average’) dei sondaggi a livello nazionale (per quello che contano), documenta un dato (finalmente) positivo per Donald Trump il quale da un distacco medio del 9,4 per cento scende a uno dell’8,8.
Nel contempo, le rilevazioni riguardanti i seggi senatoriali mostrano un cambiamento di qualche conto.
Quelli assegnati sulla base dei sondaggi Stato per Stato (non avrebbero senso altrimenti) davano un pareggio (48 per parte) con 4 in bilico.
Adesso, il Grand Old Party può contarne (sempre in teoria) uno in più (48 a 47) e considerando che i 5 scranni incerti sono attualmente repubblicani ed è difficile vengano tutti persi…
Oggi, ripetiamo.
E domani?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-04 11:15:082020-07-04 11:15:08Trump recupera da meno 9,4 a meno 8,8

‘One Term President’, dovesse Trump ritirarsi o perdere

Luglio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si definisce ‘One Term President’ il Capo dello Stato USA rimasto in carica un solo mandato.
Qualunque sia la ragione: rinuncia a ripresentarsi o sconfitta elettorale.
Non sono definibili in cotal modo i Vice subentrati e non rieletti (fra l’altro, fino a Teddy Roosevelt, nessuno tra questi aveva cercato un proprio mandato subito dopo avere ricoperto l’incarico in sostituzione del titolare.
(Millard Fillmore in verità aveva invano provato a tornare in sella ma nel 1856 e non nel momento dell’abbandono dell’incombenza per scadenza del termine).
Ecco in ordine cronologico i predetti signori (dell’elenco non fanno parte i Presidenti morti nel primo quadriennio):
– John Quincy Adams, sconfitto da Andrew Jackson nel 1828
– Martin Van Buren, battuto da William Harrison nel 1840
– James Polk, ritiratosi a vita privata alla fine dei quattro anni (4 marzo 1849)
– Franklin Pierce, non riproposto dai democratici nel 1856
– James Buchanan, ritiratosi il 4 marzo 1861
– Rutherford Hayes, non ha cercato un nuovo incarico lasciando il 4 marzo 1881
– Benjamin Harrison, sconfitto da Grover Cleveland nel 1892
– William Taft, battuto da Woodrow Wilson nel 1912
– Herbert Hoover, demolito da Franklin Delano Roosevelt nel 1932
– Jimmy Carter, defenestrato da Ronald Reagan nel 1980
– George Herbert Bush, fatto fuori da Bill Clinton nel 1992.
I Vice subentrati, di cui sopra oltre il particolare caso Fillmore, non ripresentatisi sono:
– John Tyler, fuori dal 4 marzo 1845
– Andrew Johnson, out dal 4 marzo 1869
– Chester Arthur, dal 4 marzo 1885
A questi va aggiunto
– Gerald Ford, peraltro mai eletto neppure come Vice ma subentrato come dipoi alla Casa Bianca, sconfitto da Jimmy Carter nel 1976.
Un caso particolare riguarda
– Grover Cleveland: perse nel 1888 da Benjamin Harrison ma si riprese lo scettro nel 1892.
In totale – 15 o 16 includendo Cleveland – all’incirca un terzo dei 45 in elenco.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-03 17:47:262020-07-03 17:47:26‘One Term President’, dovesse Trump ritirarsi o perdere
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