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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Greenberg: 2016, altri candidati, differenti situazioni

Luglio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il vecchio ‘pollster’ Stanley Greenberg – democratico strettamente collegato ai democratici, va sottolineato – prendendo in esame la situazione sondaggistica (nettissimo il vantaggio al 3 luglio di Biden) e rispondendo a quanti ricordano il 2016 e l’allora attribuito margine a Hillary Clinton (con il finale thrilling che si ebbe)
– dopo avere sottolineato che in verità il vantaggio dell’ex Segretario di Stato non era mai stato così ampio…
– in particolare nei tre Stati della ‘Rust Belt’ volti dal blu dem al rosso GOP da Trump …
– dopo avere ripetuto (cosa appunto già sentita e ovviamente vera) che il candidato democratico è persona diversa (ricordo che larga parte degli elettori consideravano la Signora ‘antipatica’ e non pensano altrettanto dell’ex Vice di Obama)…
– che molti (come sempre, in specie nei media largamente schierati dalla parte democratica) giudicano negativamente l’operato in generale del tycoon nonché quello recente…
– che, soprattutto (coronavirus, crisi economica, tumulti e rivolte di piazza a sfondo, non solo, razziale…), il momento storico sociale è del tutto diverso…
– conclude affermando, senza tema di essere nuovamente smentito (ricorda, infatti, di avere sbagliato nel 2016), che il prossimo 3 novembre la vittoria andrà a Joe Biden che diventerà pertanto il 46° Presidente.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-03 15:14:522020-07-03 15:14:52Greenberg: 2016, altri candidati, differenti situazioni

Bollettini sempre più negativi per il GOP

Luglio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dati forniti dall’istituto dell’analista Larry Sabato.
La Florida, fino a pochi giorni fa considerata tendenzialmente repubblicana (‘Leans Republican’), volge al ‘Toss-up’, la situazione nella quale ogni previsione appare sconsiderata essendo nelle rilevazioni i due partiti ‘fifty-fifty’.
Nello stesso momento, la Pennsylvania, fino ad un attimo prima a propria volta ‘Toss-up’, si colora leggerissimamente di blu e diventa ‘Leans Democratic’.
Due movimenti che spostano grandemente le previsioni e avvicinano (teoricamente, non va mai scordato, in teoria) Biden vie più alla meta.
Non per niente, nel sito, la successiva e conseguente rappresentazione della distribuzione dei Grandi Elettori vede il candidato democratico arrivare a 268, a soli due voti dalla maggioranza assoluta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-03 12:23:562020-07-03 12:23:56Bollettini sempre più negativi per il GOP

‘All-white Party’ il GOP? Male gliene incoglierebbe!

Luglio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vittorioso per la seconda volta nel 2012 Barack Obama, il partito repubblicano, guardando alla situazione e al futuro, concluse che non avrebbe più avuto possibilità di vincere le Presidenziali presentandosi (apparendo, anche al di là della realtà) come un movimento politico ‘all-white’ (per di più ‘vecchio’).
Occorreva, necessitava aprirsi e trovare adesioni in altri gruppi etnici e presso i giovani.
Cosa che in verità non ha fatto Donald Trump, autore di una campagna elettorale 2016 vincente ma davvero particolare, probabilmente impossibile da ripetere (lo vedremo).
Campagna nella quale ha estremizzato le differenze puntando comunque proprio sui bianchi.
Raccogliendone la insoddisfazione se non la rabbia negli Stati in specie della Rust Belt.
Dopo il 3 novembre, comunque – anche se non soprattutto perché un secondo Trump non esiste – il partito nato nel 1854 dovrà tornare alla predetta analisi, ragionarla e vedere di agire conseguentemente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-02 20:26:222020-07-02 20:26:22‘All-white Party’ il GOP? Male gliene incoglierebbe!

Trump o/e Biden: ipotesi ritiro

Luglio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Fantapolitica.
Si dovessero ritirare dalla corsa elettorale o Donald Trump o Joe Biden (tutti e due!!!) cosa succederebbe?
Nella oramai lunga storia delle cosiddette Presidenziali americane, in una situazione quale quella attuale (candidati certi della nomination ma non ufficializzati dalla Convention), non è mai successo che uno dei due lasciasse per qualsiasi motivo la competizione.
I regolamenti dei due partiti prevedono ovviamente anche questa estrema ipotesi.
In poche parole, dovessero l’uno o l’altro ritirarsi (o passare a miglior vita) prima della Convention questa diventerebbe ‘open’ e i delegati non sarebbero obbligati a rispettare alcun impegno preso quanto al voto.
Alla designazione si arriverebbe ‘alla vecchia maniera’ concordando alleanze e futuri incarichi governativi.
Fosse invece costretto uno dei due a lasciare (o morisse), teoricamente sarebbe necessario convocare nuovamente la Convention stessa.
Teoricamente, dovendosi considerare i tempi (quanto vicino alle votazioni novembrine si sarebbe nel caso?).
Storicamente, due i possibili riferimenti comunque riguardanti la carica vicaria (non i capicordata).
In entrambe le circostanze (nel 1912 il Vice Presidente uscente e candidato con William Taft, James Sherman, morì a pochissimi giorni dalle elezioni, mentre nel 1972 fu necessario cambiare il proposto Vice di George McGovern, Thomas Eagleton, dopo la Convention), la sostituzione avvenne ad opera del Comitato Nazionale del partito coinvolto (Sherman era repubblicano e Eagleton democratico).
Il 2020 è un anno elettorale nel quale è capitato di tutto.
Manca davvero solamente che Trump o Biden lascino.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-02 20:24:452020-07-02 20:24:45Trump o/e Biden: ipotesi ritiro

4 luglio 2026, 250 anni dopo

Luglio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sanno anche i sassi (non però che si tratta di una data in qualche modo ‘scelta’ dato che l’approvazione del Documento era avvenuta in una seduta del precedente 2 luglio 1776 e che buona parte dei Founding Fathers in effetti lo firmarono ad agosto): il giorno fatidico della Dichiarazione di Indipendenza (‘Independence Day’, come definito dal 1791) cade il 4 del settimo mese dell’anno.
Nel giorno del Cinquantenario (4 luglio 1826) due gravi lutti colpirono la Nazione.
Morirono difatti a poche ore di distanza l’uno dall’altro il secondo e il terzo Presidente, John Adams e Thomas Jefferson.
In carica a Washington in quel momento John Quincy Adams.
Nel giorno del Centenario (4 luglio 1876) era in corso a Philadelphia la Centennial International Exhibition inaugurata per la bisogna il 10 maggio precedente alla presenza di Ulysses Grant e dell’Imperatore del Brasile dom Pedro Il di Braganza.
In occasione del Centocinquantesimo (4 luglio 1926), fu inaugurato, sempre a Philadelphia, il ‘Sesquicentennial Stadium’, un importante impianto sportivo a forma di ferro di cavallo con tappeto erboso che arrivava ad ospitare 102.000 spettatori.
Molte le manifestazioni per l’occasione organizzate.
Alla Casa Bianca in quel mentre Calvin Coolidge.
I festeggiamenti per il Bicentenario (caduto il 4 luglio 1976 e celebrato alla presenza di Gerald Ford) ebbero inizio addirittura il primo giorno di aprile dell’anno precedente.
Moltissimi gli eventi in programma e realizzati.
Giorni tutti, quelli qui ricordati, di partecipazione e festa.
Naturalmente, in particolare a Philadelphia ma in tutto il Paese, già si pensa al 4 luglio 2026, al 250°.
A presiedere sarà l’eletto del novembre 2024.
Con quasi certezza, né Donald Trump (sarebbe possibile solo nel caso estremo in cui perdesse il 3 novembre prossimo e si ripresentasse vincendo 4 anni dopo: fantascienza), né Joe Biden (occorrerebbe, se si riproponesse prevalendo nel 2024 a 82 anni suonati).
Le iniziative intese alla celebrazione per la ricorrenza verranno certamente rese note per tempo.
Il nome dell’eletto verrà conosciuto il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile 2024.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-02 18:21:362020-07-02 18:21:364 luglio 2026, 250 anni dopo

‘October surprise’: desiderarla? Temerla?

Luglio 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ci si confonde.
Capita che parlando di un accadimento dell’ultimo momento (di fine ottobre dato che si vota ‘il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre’) che sia in grado di capovolgere l’andamento della campagna elettorale per White House e di far vincere nelle urne il candidato fino a quel momento considerato perdente il riferimento vada alla caduta di Atlanta ad opera delle truppe comandate da William Tecumseh Sherman, fatto che volse assolutamente a favore di Abraham Lincoln la successiva votazione.
Invero, però, Sherman portò a compimento l’impresa molto prima e la concluse ad inizio settembre 1864.
Molti complottisti (sempre presenti) hanno parlato di ‘October surprise’ a proposito in particolare delle elezioni 1980 e dei rapporti che avrebbe avuto con gli Iraniani (che tenevano da tempo in ostaggio 52 Americani nell’ambasciata di Teheran) l’entourage del ticket repubblicano Ronald Reagan/George Herbert Bush (non dimentichiamolo, già direttore della CIA), rapporti che avrebbero portato gli Iraniani a respingere ogni ipotesi di liberazione dei predetti (fatto che avrebbe favorito il Presidente in carica Jimmy Carter) conservando lo statu quo ai GOP decisamente proficuo.
Due – su tale ipotesi si è indagato – le indagini portate successivamente a termine senza che prova sostanziale alcuna sia venuta alla luce.
Quale la ‘October surprise’ del 2020?
A favore di Donald Trump?
La si sogna da una parte.
La si teme dall’altra.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-01 20:19:232020-07-01 20:19:23‘October surprise’: desiderarla? Temerla?

Spese elettorali dal maggio 2018

Luglio 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cifre ufficiali alla mano, dal maggio del 2018 al 28 giugno 2020, le spese sostenute da Donald Trump in chiave rielezione sono superano di poco i 47 milioni di dollari.
Quelle democratiche (solo da ultimo definibili ‘per Biden’) ammontano a poco meno di 25 milioni.
Notevole la differenza.
D’altra parte, normalmente ed anche in questi tempi, la raccolta fondi del Grand Old Party arriva a cifre nettamente superiori a quelle dei rivali.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-01 20:18:032020-07-01 20:18:03Spese elettorali dal maggio 2018

4 ancora le Primarie dem in programma

Luglio 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Siamo agli sgoccioli.
A giochi ampiamente fatti.
Con un solo candidato (Joe Biden, naturalmente) in lizza dal 9 aprile.
Mancano solo 4 Primarie a chiudere questa davvero incredibile stagione (mai così tante procrastinazioni, mai una campagna condotta in piena pandemia).
Il 7 luglio, Delaware e New Jersey.
L’11, la Louisiana.
Esattamente un mese dopo, l’11 agosto, il Connecticut.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-01 20:16:522020-07-01 20:16:524 ancora le Primarie dem in programma

Huntsman al tramonto? Perché parlarne?

Luglio 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Aveva sempre (non a livello nazionale dato che nel 2012 dovette ritirarsi dalle Primarie repubblicane) vinto finora nel suo Utah Jon Huntsman.
Già Governatore – trascorsi anni nel ruolo di Ambasciatore in Cina e a Mosca (sedi ovviamente davvero prestigiose) – ha tentato di ottenere nuovamente dal suo partito (il GOP) il via libera per il confronto finale novembrino in vista di un bis.
Ma non è andata affatto bene.
Il 30 giugno, nelle Primarie ha perso nei riguardi del Lieutenant Governor Spencer Cox.
Ora, perché dare un particolare rilievo a questo apparentemente solo locale accadimento?
Certamente constatare che nel Grand Old Party i giovani siano, diciamo così, in buona salute.
Ma soprattutto per mettere in rilievo uno di quei fatti che confermano il sempre più profondo distacco tra i due partiti egemoni, in specie tra i loro elettori.
La caduta nei consensi di Huntsman è anche conseguenza del fatto che nel 2009 la sua nomina ad Ambasciatore a Pechino fu voluta e decisa da Barack Obama, un democratico!
Per una sia pure piccola parte dei repubblicani (decisiva nel caso), un peccato imperdonabile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-01 20:15:402020-07-01 20:15:40Huntsman al tramonto? Perché parlarne?

7 Stati in particolare quelli da contendere

Luglio 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

7 (Arizona, Florida, Ohio, Michigan, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin) gli Stati nei quali lo staff di Donald Trump ha deciso di avanzare all’inizio di settembre una campagna elettorale televisiva particolarmente intensa in vista dell’Election day.
Si sa del resto benissimo che esistono Stati nei quali è in questa prospettiva inutile darsi troppo da fare.
O perché irrimediabilmente persi (quanto ai repubblicani, certamente California e New York, per dire).
O nei quali la vittoria è sicura (sempre per i GOP, quelli del cosiddetto ‘Red Wall’).
Tanto vale, quindi, concentrarsi seriamente sugli altri.
Gli abituali Swing States (Ohio e Florida) e quelli che si ritengono contendibili.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-01 20:13:482020-07-01 20:13:487 Stati in particolare quelli da contendere
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