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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Scaduti in 4 Stati i termini per proporsi come indipendenti

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come detto trattando della ipotetica iscrizione (per ora solo parole al riguardo) di Kanye West alla corsa per la Casa Bianca, gli Stati – nei quali ci si deve iscrivere e che in materia legiferano liberamente non essendoci disposizioni federali – prevedono il percorso di uno specifico iter (può essere e spesso è la raccolta di un certo numero di firme) e dispongono comunque un limite temporale, la ‘deadline’.
Orbene, ad oggi, in 4 Stati il termine è già passato e non è più possibile candidarsi.
Sono
Indiana (11 Grandi Elettori)
New Mexico (5)
North Carolina (15)
Texas (38).
Questo significa che la persona che decidesse in queste 24 ore (prima che altre ‘deadlines’ maturino) di correre lo farebbe per totali 469 Grandi Elettori e avrebbe naturalmente molte più difficoltà a raggiungere la maggioranza assoluta necessaria che resta fissata (ci mancherebbe) a 270 (metà più uno dei complessivi 538).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 15:09:492020-07-08 15:09:49Scaduti in 4 Stati i termini per proporsi come indipendenti

Presidenti viaggiatori

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il primo Capo dello Stato USA ad uscire dal territorio nazionale fu Teddy Roosevelt: un viaggio durato 17 giorni tra Panama e Portorico.
Più contenuto (per via del peso?, si scherza) William Taft che andò in Messico per sole 24 ore.
Harding visitò l’Alaska (allora non americana) e Vancouver (dopo di che morì).
Coolidge fece una puntata di tre giorni a Cuba.
Hoover 72 ore tra Porto Rico e Isole Vergini.
Nel mentre, a causa della Prima Guerra Mondiale, Woodrow Wilson aveva visitato due volte l’Europa.
Il primo ad avere attraversato un oceano essendo in carica.
La ‘Presidenza stazionaria finì con Franklin Delano Roosevelt che uscì dal continente ben 21 volte!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 15:06:362020-07-08 15:06:36Presidenti viaggiatori

Complicazioni quanto alla precedente prospettiva

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quanto affermato nella precedente articolazione è valido solo nel caso in cui i democratici mantengano tutti i 12 loro scranni senatoriali in gioco.
(Riepilogando: si vota per complessivamente 35 seggi su cento, 23 dei quali oggi repubblicani e 12 – quelli dei quali parliamo – dem).
Ove gli Asini ne perdessero uno tutto cambierebbe perché per arrivare alla maggioranza nel consesso sarebbero obbligati a vincere almeno 5 seggi (e non 4) in caso di vittoria di Trump e 4 (non 3) in caso di affermazione di Biden.
Sempre per via del fatto che il Vice federale esercita la funzione di Presidente del Senato e vota in caso di parità.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 15:04:542020-07-08 15:04:54Complicazioni quanto alla precedente prospettiva

Senatori repubblicani in bilico

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, il Grand Old Party conta attualmente su 53 Senatori.
I democratici nella stessa Camera Alta sono quarantacinque.
Diventano 47 perché al loro gruppo sono aggregati i 2 indipendenti (uno dei quali è Bernie Sanders!).
Lo sapete, per controllare nel biennio 2021/23 il consesso in questione (che fra le altre cose ratifica le nomine del Presidente!) due le strade che il partito democratico può percorrere (e portare a compimento).
1 Se a novembre prevale Biden, essendo per Costituzione il Vice a White House il Presidente del Senato (che vota in caso di parità), deve accaparrarsi al minimo tre scranni (50 ciascuno più il predetto Vice…)
2 Se a novembre Trump viene rieletto, devono i dem arrivare a cinquantuno non potendo contare in aula sul voto del più volte qui citato Vice nelle vesti di Presidente.
Ecco pertanto che i sondaggisti stanno effettuando rilevazioni in merito ai ventitre seggi repubblicani che saranno oggetto di voto il 3 del penultimo mese dell’anno.
Ebbene, questi i Senatori repubblicani ritenuti più o meno vulnerabili:
Susan Collins, Maine
Cory Gardner, Colorado
Marsha McSally, Arizona
Thom Tillis, North Carolina
Steven Daines, Montana
Volendo, non stanno bene neppure
David Perdue, Georgia
Kelly Loeffler, Georgia
Joni Ernst, Iowa.
(Va segnalata la particolare situazione che riguarda i due Laticlavi dello Stato con capitale Atlanta, entrambi in gioco.
Non sarebbe consentito ma nella circostanza – mentre il mandato di Perdue è effettivamente agli sgoccioli – la Senatrice Loeffler chiede di essere confermata essendo stata nominata dal Governatore dello Stato in sostituzione del dimissionario Johnny Isakson, il cui mandato scade nel il 3 gennaio 2023).
Come sempre, vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 15:02:192020-07-08 15:02:19Senatori repubblicani in bilico

West fa sul serio? Mah?

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dopo avere annunciato lo scorso 4 luglio l’intenzione di candidarsi alla Casa Bianca, il rapper e famosissimo artista Kanye West non ha dato più notizie in merito.
E, soprattutto, non si è ancora iscritto alla FEC (Federal Electoral Commission) ufficializzando la cosa.
Certo è comunque che avrebbe fatto meglio – se non si tratta solo di una mossa pubblicitaria – a muoversi prima.
Candidarsi infatti in tutti i 50 Stati e nel Distretto di Columbia vuol dire affrontare notevoli incombenze e rispettare differenti ‘deadlines’.
Un lavoro lungo – la raccolta delle firme di sostegno per dire – e impegnativo.
Certo, è anche possibile presentarsi in pochi o in un solo Stato ma sarebbe tutta un’altra storia.
Mah?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 14:15:052020-07-08 14:15:05West fa sul serio? Mah?

Fuori dalla OMS!

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dando seguito alle prese di posizione di qualche tempo fa avverse alla Organizzazione Mondiale della Sanità – accusata di essere troppo filo cinese in particolare riguardo agli accertamenti sulle responsabilità di Pechino in tema Coronavirus – il Presidente Trump ha comunicato al Congresso USA di avere dato il via alle pratiche, all’iter per uscirne.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 13:30:112020-07-08 13:30:11Fuori dalla OMS!

Delaware e New Jersey dem al voto

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sottotono e sottovoce, martedì 7 luglio si è votato per le Primarie democratiche nel Delaware e nel New Jersey.
Guardando alle schede, stampate tempo fa, nello Stato con capitale Dover, per quanto il solo in corsa sia ovviamente Joe Biden, si trovano i nomi sia di Elizabeth Warren che di Bernie Sanders mentre nel New Jersey la Senatrice non c’è.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 12:11:422020-07-08 12:11:42Delaware e New Jersey dem al voto

Guardare a Dukakis 1988 e girare il coltello nella piaga

Luglio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo abbiamo già scritto.
Al 21/22 luglio del 1988 un sondaggio Gallup dava il candidato democratico e Governatore del Massachusetts Michael Dukakis al 55 per cento contro il 38 (17 punti meno!) del repubblicano Vice Presidente uscente George Herbert Bush.
A novembre il GOP prevalse di 8.
Abbiamo anche detto che il dato del 21/22 luglio ‘88 risentiva del ‘Convention bounce’ e che, insomma, era esagerato.
Peraltro, chiunque desideri mettere in guardia quanto ai sondaggi che danno Joe Biden molto sopra, è quell’anno elettorale e quegli accadimenti che ricorda.
Qualcuno poi intende affondare il coltello nella piaga sostenendo che l’ex Vice di Obama di oggi perderebbe in verità un eventuale confronto con il Dukakis di allora.
Questi aveva 55 anni ed era in grande forma mentale e fisica mentre Biden nel compie 78 appena dopo le elezioni e non sembra molto presente.
Per di più, Dukakis era l’autore del cosiddetto ‘Massachusetts miracle’ vivendo il suo Stato in quei momenti un periodo ottimo da tutti i punti di vista.
E cosa ha fatto di straordinario di recente (anche in precedenza, sostengono i detrattori) di eccezionale?
Le risposte?
I tempi storici e la società sono cambiati e i protagonisti diversi, la prima e più ovvia.
La seconda, più importante: allora non era oggetto di un giudizio nelle urne l’operato da Capo dello Stato (un Vice è tutt’altro) uscente e contestato quanto Trump è.
V’è chi sostiene che il dem potrebbe vincere senza dire e fare niente!
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-07 19:58:222020-07-07 19:58:22Guardare a Dukakis 1988 e girare il coltello nella piaga

‘Colorblind meritocracy’

Luglio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una meritocrazia ‘daltonica’, per gli Stati Uniti d’America quella auspicata da molti.
Una meritocrazia cioè che prescinda dal colore della pelle.
In un futuro quanto lontano, ci si chiede, visto che il razzismo domina entrambi e versanti della vita politica americana (e ovviamente quella di tutti i giorni)?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-07 19:11:422020-07-07 19:11:42‘Colorblind meritocracy’

I repubblicani pensano vinca Trump. Meno i democratici quanto a Biden

Luglio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sondaggio Scott Rasmussen tra gli elettori dei due campi.
Ebbene, il 91 per cento di quanti si definiscono repubblicani pensano che Donald Trump sarà rieletto.
Tra i democratici, l’81 ritiene che vincerà.
Fra i GOP numerosissimi quanti ritengono che i sondaggi del 2016 che vedevano Hillary Clinton avanti fossero falsi.
(Come già rilevato, i dati a livello nazionale erano sostanzialmente giusti e sono stati confermati nelle urne, visto che l’ex Segretario di Stato ha vinto il voto popolare.
Erano sbagliati quelli di alcuni Stati e qui il sistema sondaggistico è deragliato).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-07 18:10:352020-07-07 18:10:35I repubblicani pensano vinca Trump. Meno i democratici quanto a Biden
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