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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Visto da destra: difficile. Visto da sinistra: possibile

Luglio 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Negli ultimi 75 anni (tre quarti di secolo!) tre i Presidenti degli Stati Uniti d’America sconfitti nel momento in cui chiedevano – come Donald Trump in questo 2020 – all’elettorato un secondo mandato.
Molti?
Pochi?
Analisti democratici dicono sia la dimostrazione che l’inquilino di White House è non solo in teoria ma nella pratica battibile.
Analisti repubblicani sostengono che dei tre (nell’ordine, Gerald Ford nel 1976, Jimmy Carter nel 1980 e George Herbert Bush nel 1992) in verità il solo Jimmy Carter abbia davvero perso.
Questo perché Ford affrontò la tornata elettorale citata ancora sotto l’incubo (per i candidati repubblicani) dello Scandalo Watergate ed altresì in quanto il ‘vecchio’ Bush perse soprattutto per la presenza di Ross Perot, un ‘terzo’ indipendente capace di catturare addirittura il 19 per cento dei suffragi popolari.
Senza dimenticare che Bill Clinton è un ‘Presidente di minoranza’ visto che ottenne il 43 per cento dei voti.
Tre in 75 anni?
Impresa non facile ma fattibile.
In verità uno soltanto in circostanze ‘normali’?
Impresa molto difficile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-11 17:53:122020-07-11 17:53:12Visto da destra: difficile. Visto da sinistra: possibile

Appartenenze presunte

Luglio 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allorquando, nel 1959, Alaska e Hawaii entrarono a far parte dell’Unione gli analisti e i politici previdero che i due nuovi Stati si sarebbero elettoralmente schierati il primo con i democratici e il secondo con i repubblicani.
Mai previsione fu più sbagliata.
Dal 1960 – prima occasione per i due elettorati di andare alle urne per le Presidenziali – le Isole hanno scelto il candidato repubblicano 2 volte su 15 (le circostanze nelle quali nel 1972 e nel 1984 Richard Nixon e Ronald Reagan vinsero ‘a valanga’) mentre gli Alaskani si sono pronunciati per i democratici solo nel 1964 (una volta su 15) quando Lyndon Johnson stravinse.
Le previsioni sono spesso sbagliate.
Quelle degli esperti!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-11 17:05:262020-07-11 17:05:26Appartenenze presunte

Pence guarda al ‘24

Luglio 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Aggiungere o no al titolo in punto interrogativo?
È in qualche modo ovvio che – con maggiori speranze e possibilità rispetto al periodo precedente l’adozione dell’Emendamento del 1951 che limita a due le possibili elezioni a White House (si guardi al Vice nei primi mandati di Franklin Delano Roosevelt, John Garner: convinto che nel 1940 F. D. non avrebbe chiesto un terzo quadriennio, si fece avanti salvo poi essere impallinato dal Presidente che invece si ricandidò in buona sostanza cancellandolo per di più dal ticket) – Mike Pence pensi e ragioni in prospettiva Casa Bianca.
Fosse confermato con Trump il 3 novembre prossimo arriverebbe alle votazioni del 2 del penultimo mese del 2024 sulla spinta (per carità, non è una garanzia) di otto anni di mani in pasta e di conoscenza dei dossier.
Fosse battuto quest’anno, sarebbe comunque di certo uno dei favoriti per la futura nomination GOP.
Vuole forse tutto questo dire che il Vice di Trump corre in qualche modo per se e basta?
Assolutamente no: è schierato col tycoon senza se e senza ma.
Al punto che qualcuno – tra quanti fra i repubblicani pensano che Trump avrebbe oggi maggiori possibilità avendo al proprio fianco, che so?, una donna o un nero – sostiene che l’ex Governatore dell’Indiana sarebbe perfino disposto a fare senza battibeccare un passo indietro e a cedere la candidatura.
Detto che un cambio in corsa del genere potrebbe avere effetti infelici e che l’idea dovrebbe restare tale, Mike Pence è giustamente sulla rampa di lancio in direzione 2024.
Vedremo se riuscirà a decollare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-11 11:58:462020-07-11 11:58:46Pence guarda al ‘24

‘Sequoyah’: la Corte Suprema e il Territorio ‘indiano’ in Oklahoma

Luglio 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Altra sentenza assolutamente progressista (storicamente e giuridicamente più che solida, non come – mi si permetta – altre, di una delle quali, inaccettabile, mi sono già qui occupato) ad opera della Corte Suprema presieduta dal ‘conservatore’ John Roberts che conta tra i suoi membri i due Giudici – contestati perché ritenuti ‘retrogradi’ – nominati da Donald Trump.
Ha deciso l’alto consesso di accettare i ricorsi presentati da cinque tribù pellerossa che chiedevano il riconoscimento del possesso di larga parte dello Stato dell’Oklahoma.
Infinite le memorie storiche al riguardo.
Innanzi tutto, quello straordinario personaggio che risponde al nome di Sequoyah.
Un Cherokee che fece qualcosa di veramente eccezionale e unico: ideò e compose un sillabario della lingua nativa, sillabario che consentì di leggere e scrivere in un idioma solo ed esclusivamente parlato.
In suo nome (oltre all’albero Sequoia) fu così – ‘Sequoyah’, ripeto – chiamato lo Stato che i pellerossa dell’Oklahoma avevano costituito e del quale chiesero l’annessione all’Unione nel 1905.
È a seguito del rifiuto quasi immediato da parte del Congresso americano che nacque due anni dopo l’Oklahoma – espressione che significa ‘persona rossa’ – del quale si parla.
(Non vanno ovviamente dimenticati la questione relativa al confinamento obbligato in quelle terre dei nativi ad opera della amministrazione Jackson – anzi – e le vicissitudini di fine Ottocento).
Molto altro da dire ovviamente.
Una sentenza questa che rende Giustizia (per una volta con l’iniziale maiuscola)!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-11 10:56:442020-07-11 10:56:44‘Sequoyah’: la Corte Suprema e il Territorio ‘indiano’ in Oklahoma

Sondaggi su temi razziali

Luglio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Scott Rasmussen pubblica i risultati di un sondaggio che ha per tema i rapporti razziali nella vita di tutti i giorni.
Il 74 per cento degli intervistati ha risposto di non avere problemi di convivenza e di operare comunque per creare occasioni di coesistenza sempre migliori.
Al riguardo, più che la consueta divisione partitica (democratici e repubblicani, ovviamente) pure significativa, conta quella relativa alle fasce d’età.
Le persone ‘mature’ sono convinte all’82 per cento che i problemi razziali si possano affrontare e superare.
Tra i minori dei 25 anni, la percentuale scende al 55 per cento.
Fatto che trova conferma guardando all’età dei manifestanti e in prospettiva poco incoraggiante.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-10 17:56:472020-07-10 17:56:47Sondaggi su temi razziali

7 batte 11

Luglio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

7 (più il Distretto di Columbia) gli Stati considerati ‘certi’ per Biden dai sondaggisti
Massachusetts
New York
Maryland
Delaware
California
Hawaii
Vermont.
11 quelli ‘certi’ per Trump
Alabama
Idaho
Kansas
Kentucky
Nebraska (per 4 delegati su 5)
North Dakota
Oklahoma
South Dakota
Tennessee
West Virginia
Wyoming.
I 7 (più il Distretto) danno al democratico 118 Grandi Elettori.
Gli 11 ne danno al repubblicano 63.
Così va il mondo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-10 13:15:302020-07-10 13:15:307 batte 11

Herbert Hoover, il grande uniformatore

Luglio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Occorre prima di tutto essere fortunati.
Guardate per dire ad Herbert Hoover.
Tutti volevano che diventasse Presidente (vedremo a breve perché).
Democratici, repubblicani e indipendenti.
Il 4 marzo del 1929 entra in carica (per il Grand Old Party) e il successivo 29 ottobre ecco il patatrac: crollo a Wall Street e inizio della Grande Depressione.
Colpa sua?
In meno di otto mesi era riuscito a mandare tutto all’aria?
Certamente no.
Ma era seduto sullo scranno presidenziale in quel momento e fu identificato come ‘il’ responsabile.
Al punto che nel successivo 1932, in lotta per la conferma, di lui se ne dissero davvero delle belle.
Si chiamarono ‘coperte Hoover’ i giornali avvolgendosi nei quali i poveri cercavano di coprirsi nei giorni freddi.
Sì raccontò – era peraltro in qualche caso vero – che gli autostoppisti, per costringere le macchine a caricarli, sventolassero cartelli con la scritta “Se non mi dai un passaggio voto Hoover”.
Ebbene, questo ingegnere prestato alla politica e tirato da destra e manca per le qualità dimostrate, aveva voluto per sé (con Harding e con Coolidge, da 1921 al 1928) il Ministero del Commercio e aveva colà impostato e portato a termine un lavoro colossale e determinante per il futuro del Paese.
Certo, quanti non capiscono che uniformare la filettatura delle viti e dei dadi è essenziale perché altrimenti – mille essendo prima di lui le filettature usate – non si costruisce o fabbrica nulla se non con enorme perdita di tempo e fatica non capiscono.
Hoover standardizzò tutto lo standardizzabile e così facendo diede agli Stati Uniti quella uniformità di mezzi che, ovviamente non da sola ma insomma, permetterà loro – finita la terribile Depressione – di volare (come fu necessario fare durante la Seconda Guerra Mondiale e come fecero dopo e fanno ancora) diventando la prima potenza mondiale altresì dal punto di vista economico.
Un eccezionale Segretario al Commercio e un mediocre Presidente.
Benedette – se ti permettono di fare secondo capacità ed estro – o maledette – quando ti tolgono perfino la speranza – circostanze!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-10 13:03:222020-07-10 13:03:22Herbert Hoover, il grande uniformatore

La Corte Suprema contro Trump?

Luglio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Di tutti i generi.
Le critiche e le considerazioni conseguenti alla terza (quarta?) sentenza della Corte Suprema ‘avversa’ a Trump (questa volta i Giudici hanno dato via libera alla Procura nuovaiorchese perché acceda alla documentazione fiscale del tycoon).
Sentenze dettate da una volontà politica, ha scritto il Trump.
Sentenze che dimostrano l’intenzione del Chief John Roberts e di qualche Giudice considerato ‘vicino’ di riposizionarsi evidentemente in vista di un cambio a White House, come hanno affermato molti politici al Presidente vicini.
Comunque sia, in questo caso specifico, Trump dovrà sottostare a una inchiesta che sperava di evitare e che sosteneva non fosse ‘corretta’ contro un Presidente.
Ovvio che si possa rispondere – come è stato immediatamente fatto – che la deliberazione altro non fa che confermare l’imparzialità dell’organo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-10 13:01:192020-07-10 13:01:19La Corte Suprema contro Trump?

Sondaggi: Trump fisso e Biden in movimento. Ipotesi

Luglio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vediamo di spiegarci.
Guardando ai diversi più recenti sondaggi (Real Clear Politics ne considera 8 per ricavere il dato medio), si nota che in percentuale la valutazione del gradimento di Donald
Trump è sostanzialmente sempre la stessa (39, tre volte 40, tre 41 appunto per cento).
È quella di Joe Biden che cambia (da 43 a 53!).
Sappiamo con certezza – qui ne troviamo conferma – che il Presidente in carica ha tra i repubblicani un livello molto alto di fidelizzazione.
Sappiamo che i repubblicani iscritti alle liste elettorali sono decisamente meno numerosi dei democratici.
E verifichiamo che intendono in massa votare per lui.
Quanto a Biden – che parte comunque da una base più alta (43, che Trump non raggiunge mai) non si possono avere certezze.
Con buona probabilità le notevoli differenze rilevate riguardano gli indipendenti che non sono sicuri della loro scelta.
Dubitano.
Mancano tre mesi 20 giorni a passa al 3 novembre.
Oggi – ma domani forse non più – mi sentirei di dire che se l’affluenza sarà bassa il repubblicano avrà maggiori possibilità di farcela che nel caso opposto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-10 12:58:092020-07-10 12:58:09Sondaggi: Trump fisso e Biden in movimento. Ipotesi

‘Biden-Sanders Unity Task Force’

Luglio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Gli staff elettorali di Joe Biden e Bernie Sanders stanno collaborando (una novità rispetto al 2016 quando con Hillary Clinton un rapporto del genere non fu neppure ipotizzato) e hanno portato a compimento un documento di ben 110 pagine che viene a formare una notevole base programmatica in vista del novembre prossimo elettorale.
I temi trattati più dettagliatamente sono
– il cambiamento climatico
– la Giustizia
– l’economia
– l’educazione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-10 12:54:292020-07-10 12:54:29‘Biden-Sanders Unity Task Force’
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