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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Quante probabilità per Biden e Trump di portare a termine il mandato?

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dobbiamo al professor S. Jay Olshansky (Illinois University) una statistica relativa alla vita media di tutti i candidati alla Presidenza USA nella storia.
Ebbene, stando ai dati emersi, vista l’età, Joe Biden ha il 21 per cento di possibilità di passare a miglior vita prima della scadenza dell’eventuale mandato, mentre Donald Trump il 15!!!
Scongiuri da fare in ogni praticabile modo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 19:16:572020-07-09 19:16:57Quante probabilità per Biden e Trump di portare a termine il mandato?

‘FiveThirtyEight average July 8, 2020’

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati comunicati l’8 luglio da FiveThirtyEight a proposito della media dei sondaggi nei seguenti singoli Stati:
– Colorado, Biden più 17,4
– New Mexico, B. più 13,9
– Maine, B. più 12,5
– Virginia, B. più 11,2
– Minnesota, B. più 10,6
– Michigan, B. più 9,7
– media nazionale, B. più 9,6
– Nevada, B. più 8,7
– New Hampshire, B. più 8,3
– Wisconsin, B. più 8,1
– Pennsylvania, B. più 7,5
– Florida, B. più 6,3
– North Carolina, B. più 3,2
– Arizona, B. più 3,1
– Ohio, B. più 2,6
– Georgia, B. più 1,7
– Iowa, alla pari
– Texas, Trump più 1,3.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 17:16:452020-07-09 17:16:45‘FiveThirtyEight average July 8, 2020’

Storia elettorale quanto alle Presidenziali del Distretto di Columbia

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È a seguito della ratifica nel 1961 del XXIII Emendamento alla Costituzione che in occasione delle Presidenziali il District of Columbia (in buona sostanza, la capitale federale Washington) elegge ed invia tre Grandi Elettori al Collegio che nomina il Capo dello Stato.
È in conseguenza di questa modifica costituzionale che dal 1964 il citato Collegio è formato da 538 persone e che la maggioranza assoluta necessaria per essere dipoi insediati a White House è di 270.
Dal predetto 1964, in ogni circostanza, i 3 eletti sono stati espressione del partito democratico.
Periodicamente, si discute a proposito del Distretto:
– può diventare uno Stato ed avere quindi 2 Senatori e Rappresentanti nel numero conseguente a quello dei residenti?
– deve essere (si è arrivati a questo) eliminato restituendo parte del territorio alla Virginia e parte al Maryland?
(Nel caso, in quale dei 2 Stati finirebbe la capitale?
E inoltre, che impatto avrebbe l’aumento della popolazione dei 2 sulla distribuzione dei Grandi Elettori?
E questi tornerebbero ad essere 535?)
Troppe le complicazioni come si vede.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 17:14:022020-07-09 17:14:02Storia elettorale quanto alle Presidenziali del Distretto di Columbia

Il partito che fu di Lincoln… Il partito che fu di Roosevelt…

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Difficile per Donald Trump sopravvivere a un confronto con Abraham Lincoln, il primo Presidente repubblicano.
Difficile per un Trump in carne ed ossa uscire bene da un vis a vis virtuale con un Grande uomo per di più collocato stabilmente nella leggenda.
Difficile per Joe Biden ogni raffronto con Franklin Delano Roosevelt.
Grande Presidente democratico, a propria volta leggendario.
Artifici retorici quelli usati da una parte e dall’altra per sminuire l’avversario.
Lincoln e F. D. Roosevelt ai loro tempi furono ovviamente ed ampiamente criticati e combattuti.
Si finge che così non fosse.
Si finge approfittando della ignoranza storica dei più e di quella particolare articolazione mentale che porta a guardare a personaggi e tempi andati con un rispetto e una considerazione eccessivi.
Rispetto e considerazione che agli attori in scena vengono in ogni caso negati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 17:10:572020-07-09 17:10:57Il partito che fu di Lincoln… Il partito che fu di Roosevelt…

‘Globale’

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il primo ad usare nel senso per noi oramai ovvio il vocabolo ‘globale’ fu il poeta americano Archibald MacLeish.
La Seconda Guerra Mondiale volgeva al termine e “bisognava vedere il mondo con occhi nuovi…
una Terra rotonda in cui alla fine si incontrano tutte le direzioni…
Se vinciamo questa guerra l’immagine dell’era che si sta inaugurando sarà di una Terra ‘globale’, una sfera completa”.
Nacquero subito e conseguentemente parole come ‘globalista’, ‘globalismo’…
Franklin Delano Roosevelt parlò allora di una ‘guerra globale’…
Da quel momento, ogni Presidente americano e l’umanità tutta hanno usato tale vocabolo migliaia di volte.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 12:36:592020-07-09 12:36:59‘Globale’

Le statue ‘Sudiste’ volute dai democratici segregazionisti del Sud!

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quando sono stati realizzati i monumenti che rappresentano personaggi Confederati?
Contrariamente a quanto i più possono pensare, i monumenti – oggi sotto attacco e che molti vorrebbero eliminare – che riguardano personaggi e accadimenti legati al Sud Confederato non sono affatto un prodotto degli anni immediatamente successivi alla Guerra di Secessione.
Sono invece stati pensati e installati soprattutto nel periodo 1900/1920 e poi, in misura sempre decrescente, 1940.
Storicamente, quando gli Stati del Sud erano tutti saldamente in mano democratica.
Siamo quindi di fronte ad opere volute dai segregazionisti del partito (oggi di Obama e Biden) allora del tutto allineati a sostegno del ‘suprematismo bianco’ che i seguaci attuali dei predetti vogliono abbattere o comunque eliminare.
Così va il mondo, a saperlo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 12:08:072020-07-09 12:08:07Le statue ‘Sudiste’ volute dai democratici segregazionisti del Sud!

Biden: quale il più difficile ostacolo da superare?

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel 2016 – conti alla mano – il 16 per cento dei sostenitori di Bernie Sanders non votarono per Hillary Clinton ma per Trump, Gary Johnson o Jill Stein.
E Hillary perse.
Quest’anno – dicono le rilevazioni sondaggistiche – Biden non corre lo stesso pericolo.
Ne corre uno opposto.
È difatti percepito dai moderati del suo partito come ‘spostato’ a sinistra.
Non in modo eccessivo.
Ma insomma.
Ora, se davvero scegliesse come Vice una Signora (sarà una donna, ha giurato), e questa fosse – come invocano a gran voce i radicali dem – considerata ‘estremista’ dai predetti moderati cosa accadrebbe?
Non manca molto tempo alla decisione in merito (promessa per il primo d’agosto).
Potrebbe spostare gli equilibri e non favorevolmente per l’ex Vice di Obama.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 11:48:182020-07-09 11:48:18Biden: quale il più difficile ostacolo da superare?

West? Tutto molto improvvisato!

Luglio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In una intervista a Forbes, il ‘billionaire’ Kanye West torna a parlare della sua discesa in campo per la Casa Bianca.
Dice che non ha intenzioni pubblicitarie.
Che intende presentarsi per un nuovo movimento che si chiamerà ‘Birthday Party’.
Che comunque sì dà 30 giorni per decidere.
Che sceglierà come Vice la ‘biblical life coach’ (così si definisce la Signora) Michelle Tidball.
Quello che più dà da pensare è l’assoluta spensieratezza che esprime dicendo “fra 30 giorni”.
Ora, un candidato serio (ovviamente si può scendere in campo anche solo in pochi Stati o perfino in uno soltanto) che voglia ottenere risultati concreti non può lasciar passare tanto tempo.
Come abbiamo già evidenziato, 4 Stati hanno già chiuso le iscrizioni ed altri stanno per farlo.
Questo significa avere a disposizione per conquistarli un numero decisamente inferiore di Grandi Elettori.
Molto dilettantismo da parte di West.
Molta improvvisazione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-09 11:46:422020-07-09 11:46:42West? Tutto molto improvvisato!

Robert Redford ricorda Franklin Delano Roosevelt

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In un davvero interessante intervento scritto, Robert Redford (nato nel 1936) ricorda quando, con i parenti d’attorno, gli accadde di ascoltare i discorsi radiofonici di Franklin Delano Roosevelt.
(Tempo di Seconda Guerra Mondiale, ovviamente, essendo prima Robert troppo piccolo e deceduto Franklin Delano il 12 aprile 1945 ad armi ancora spianate).
Rammenta i toni e le parole usati dal Presidente del New Deal.
Toni, parole e concetti che – fortemente dice – univano.
Non dividevano – ecco (semplificando) la conclusione che lo porta a dire che voterà Joe Biden – come dividono i discorsi che pronuncia oggi Donald Trump.
Si chiede il grande attore se nostalgia e memoria non possano condizionarlo, ma tant’è.
Volendo, si potrebbe rispondere a Redford che in tempo di guerra (lutti infiniti all’ordine del giorno e per tutti) sarebbe stato folle indirizzare ai cittadini parole dividenti.
Ben sapendo F. D. R. che il conflitto avrebbe richiesto a lungo altri immensi sacrifici (sarà il successore Harry Truman a decidere di porre fine al probabilmente ancora lunghissimo confronto con Tokyo usando le atomiche).
Non ricorda – era bambino e comunque nessuno lo ricorda – che per quanto F. D. R. ‘unificasse’, il 7 novembre del 1944 (l’ultima volta che il ‘four terms President’ vinse le elezioni) ben 22 milioni di Americani, il 46 per cento, gli votarono contro.
Un risultato che gli consentì senz’altro di vincere ma che, conseguito in tempi tanto difficili e per conseguenza, in quanto tali, ‘unificanti’ (è da sempre in queste situazioni che insiste e si manifesta il fenomeno conosciuto come ‘around the flag effect’) dimostra che non fosse assolutamente – come viene rappresentato e Redford ricorda – ‘il Presidente di tutti’.
I dati di fatto incontestabili dicono che così, al di là della leggenda, non era!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 18:17:142020-07-08 18:17:14Robert Redford ricorda Franklin Delano Roosevelt

49, 50, 51… tutti gli Stati del mondo

Luglio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’euforia conseguente alla fine della vittoriosa Seconda Guerra Mondiale suscitò negli USA entusiasmi di vario genere, uno dei quali relativo alla possibile, auspicata, entrata nell’Unione di nuovi Stati.
Erano 48 addirittura da prima del conflitto che aveva visto i soldati del Paese combattere in Europa nel 1917/18.
Potevano le Filippine, dal 1898 nell’orbita (eccome!) americana diventare la 49ª stella?
Portorico?
L’Islanda?
Varie isole e arcipelaghi – basi militari navali e non solo – sui quali la bandiera degli States batteva da anni?
L’Alaska?
Le Hawaii?
Qualche pazzerellone pensò perfino al Giappone!
(Intanto, in Sicilia,non pochi speravano…)
Come l’ondata favorevole alle annessioni era venuta, così velocemente se ne andò raffreddando gli animi.
L’amministrazione Truman diede il via libera alla totale indipendenza dei Filippini (il mondo e l’Asia tutta non avrebbero accettato altro dopo che per quasi 50 anni l’arcipelago era stato terra di lotta e devastazione tra Spagnoli, Americani, Nazionalisti, Giapponesi e chi più ne ha più ne metta) e concluse per un nulla di fatto anche in tutte le altre direzioni.
Dovettero così aspettare il 1959 perfino l’Alaska e le Hawaii che, godendo già del riconoscimento di Territorio, erano da tempo sulla giusta via.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-07-08 16:26:192020-07-08 16:26:1949, 50, 51… tutti gli Stati del mondo
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