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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Ricoprire gli incarichi più importanti non porta bene

Maggio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quattro gli uomini politici americani che nel corso della loro carriera hanno avuto modo di essere Rappresentante, Senatore, Vice Presidente e Presidente.
Di ricoprire cioè tutti e quattro gli incarichi istituzionali più importanti.
Si tratta nell’ordine temporale di John Tyler, Andrew Johnson, Lyndon Johnson e Richard Nixon.
Ebbero i quattro vicissitudini davvero particolari.
I primi tre arrivarono alla Casa Bianca a seguito della morte del titolare (John Tyler dopo William Harrison deceduto per malattia, Andrew Johnson dopo Abraham Lincoln e Lyndon Johnson dopo John Kennedy entrambi uccisi).
Tyler, da Presidente, fu espulso dal suo partito, il whig.
Andrew Johnson, da Presidente, dovette affrontare l’Impeachment e se la cavò per un solo voto.
Lyndon Johnson fu il primo ed unico Presidente che potendosi ricandidare dopo l’Emendamento del 1951, decise di non farlo.
(Differente il caso di Harry Truman che si poteva riproporre non per diritto ma solo in quanto il dettato della norma in questione prevedeva la non applicabilità del proprio disposto all’inquilino di White House in carica a quel momento).
Quanto a Richard Nixon, a causa dello ‘scandalo Watergate’, unico a farlo, si dimise dalla Presidenza al fine di evitare l’Impeachment.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-08 18:19:332020-05-08 18:19:33Ricoprire gli incarichi più importanti non porta bene

Quando vincere le Primarie non serviva a niente

Maggio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Parte malissimo in casa repubblicana (meglio guardare al Grand Old Party al proposito) la faccenda Primarie quanto alla scelta del candidato alla Presidenza.
Parte con Teddy Roosevelt che nel 1912 vince in nove Stati contro i due di William Taft e viene sconfitto dal rivale al quale il partito dà la nomination.
(Esce Teddy, crea un suo movimento, prende un sacco di voti, demolisce Taft, ma dividendo il partito fa vincere il dem Woodrow Wilson).
È nel successivo 1916 che Albert Cummins si afferma in cinque Primarie e ottiene (?!) che la seguente Convention scelga Charles Evans Hughes.
1920, Leonard Wood e Hiram Johnson si impongono in un totale di quindici Stati e l’incarico viene dato a Warren Harding che ne ha vinto solo uno.
Il 1924 è, visti i tempi i e casi illustrati, anomalo perché praticamente l’uscente Calvin Coolidge non ha opposizione quanto alla nomination.
Nella circostanza (come nel successivo 1928 per Herbert Hoover), non influisce affatto l’esito di Primarie a questo fine pochissimo significative.
Emblematico il 1932.
Joseph France prevale in sette consultazioni statali contro le quattro che toccano all’uscente Hoover e questi viene incaricato al primo ballottaggio col novantotto per cento dei voti dei delegati.
La faccenda, sia pure non altrettanto eclatantemente, si ripete nel 1936.
William Borah vince in cinque Stati e il designato è Alf Landon.
Ed eccoci al 1940.
Thomas Dewey prevale nelle Primarie e viene scelto Wendell Wilkie che neppure aveva preso parte alle varie kermesse.
Lo stesso Dewey si rifarà quattro e otto anni dopo pur ricevendo molti meno consensi popolari dei contendenti.
Perfino l’Eisenhower del 1952 nelle Primarie in buona sostanza perde (stesso numero di Stati ma decisamente meno voti di Robert Taft) per poi essere nominato.
Finalmente, dal 1956 anno della seconda investitura del Generale, le cose cambiano e quanti ottengono il miglior risultato nelle votazioni a livello statale arrivano poi sempre alla nomination.
Il meccanismo funziona ma è stato necessario raffinarlo e a questo fine moltissimo ha inciso il fatto che da relativamente poche le consultazioni locali siano aumentate di numero fino ad essere in uso (Caucus o Primarie che siano) praticamente dovunque.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-08 16:23:192020-05-08 16:23:19Quando vincere le Primarie non serviva a niente

98 per cento e perdere

Maggio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1932, dal 14 al 16 giugno, Convention repubblicana in quel di Chicago.
Il Paese è sconvolto dalla depressione.
Larga parte dei cittadini (c’è gente che fa l’autostop con cartelli che dicono: “Se non mi date un passaggio voto Hoover!”) ritiene che responsabile della crisi e comunque incapace di farvi fronte sia Herbert Hoover, il Presidente repubblicano in carica dal 4 marzo 1929 sotto il cui governo si è avuto il Crollo di Wall Street.
E il Grand Old Party lo rinomina candidato al primo ballottaggio con il 98 per cento dei voti dei delegati!
A novembre – come avrebbe potuto essere altrimenti con l’aria che tirava? – il sostenutissimo (dal suo partito) Hoover viene letteralmente travolto dal democratico Franklin Delano Roosevelt.
57 e passa per cento a quasi 40 la percentuale dei votanti a favore del dem.
7 milioni di voti popolari in più ancora per il dem.
42 Stati a 6 sempre per il dem.
472 Grandi Elettori a 59, infine, per il dem.
“Quod vult Iupiter perdere dementat prius!”

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-08 11:59:472020-05-08 11:59:4798 per cento e perdere

‘Warmth’

Maggio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come tradurre in italiano ‘warmth’?
Cordialità?
Calore umano?
Capacità di suscitare simpatia?
In specie, consapevole?
Comunque sia, ‘warmth’ sarebbe secondo non poca stampa (a lui favorevole, naturalmente) il vocabolo giusto per inquadrare Joe Biden, i suoi naturali (si sottolinea) comportamenti, la forza della quieta (come viene definita ponendola in contrasto col fuoco di fila delle dichiarazioni e prese di posizione del rivale Donald Trump) campagna elettorale che va conducendo.
Scommettono i suoi sostenitori che questo suo “cordiale” comportamento lo porterà a vincere.
Vedremo per cominciare se il ‘presumptive nominee’ democratico continuerà su questa linea.
Vedremo se così facendo ce la farà.
Certo è, comunque, che in molteplici occasioni è il fatto di ricoprire la carica che impone a Trump di apparire e fare.
La differenza tra i due ruoli si aggiunge a quella caratteriale e a quella strategica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-07 19:23:392020-05-07 19:23:39‘Warmth’

Due Vice Presidenti?

Maggio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tra gli elettori democratici, come già detto, due e contrastanti le indicazioni quanto alla collocazione politica del futuro candidato (davvero, di una donna e quindi “della futura candidata”, come promesso dal ‘presumptive nominee’?) alla Vice Presidenza.
Deve essere un (una) ‘liberal’ per poco meno di un terzo degli intervistati al riguardo.
Deve essere un (una) ‘moderate’ per oltre il quaranta per cento.
Verrebbe da dire: proponete due differenti ticket e stiamo a vedere.
Ovvio, invero che così non possa fare un solo partito.
Ma – visto che, storicamente, a ben guardare, tutto è già accaduto – un candidato a White House messo al primo posto in due ticket e pertanto affiancato da due Vice in pectore c’è stato.
Correva il 1896 e nella circostanza il partito democratico investì ufficialmente della candidatura alla Executive Mansion William Jennings Bryan.
Già membro della Camera dei Rappresentanti per il Nebraska, oratore travolgente quant’altri mai, giovanissimo (occorre avere compiuto i trentacinque anni per potersi proporre per l’alto scranno e ne aveva a quel 1896 trentasei), il Nostro fu scelto anche dall’allora significativo partito populista.
Nel ticket democratico, figurava W. J. B. con Arthur Sewall.
In quello populista con Thomas Watson.
Avesse vinto, si sarebbe visto quale delle due formazioni elettorali fosse la più votata alla carica sarebbe stato assunto il Vice colà indicato.
Perse!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-07 12:47:282020-05-07 12:47:28Due Vice Presidenti?

‘Liberal’, ‘moderate’ la ‘running mate’?

Maggio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una recente inchiesta ha concluso che le tre più autorevoli candidate al ruolo di Vice nel ticket democratico sono
– Elizabeth Warren, vera icona liberal
– Kamala Harris, che sarebbe la prima donna di colore a tale livello proposta
– Amy Klobuchar, Senatrice del Minnesota definita “Midwestern moderate”.
È proprio guardando alla tendenza e collocazione liberal o moderata che gli elettori dem si dividono.
Il trentuno per cento ritiene Biden vincente se affiancato da una esponente radicale.
Il quarantadue se da una vessillifera conservatrice.
Mah?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-07 12:45:202020-05-07 12:45:20‘Liberal’, ‘moderate’ la ‘running mate’?

Spese elettorali sostenute

Maggio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Spese ufficialmente dichiarate dai due candidati e sostenute nel periodo 25 aprile 2 maggio:
Donald Trump 738.837 dollari
Joe Biden 526.733

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-07 11:02:352020-05-07 11:02:35Spese elettorali sostenute

Nel New York si devono tenere le Primarie!

Maggio 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cancellate a causa del Coronavirus dalla locale organizzazione del partito, le Primarie democratiche dello Stato del New York si terranno invece e comunque il 23 giugno prossimo venturo.
Così ha deciso il Giudice Analisa Torres affermando che la cancellazione priva i candidati delegati della possibilità di essere eletti, di partecipare e di dare il proprio contributo alla formulazione del programma del partito, di dare insomma forma e sostanza alla Convention.
Sarà effettivamente così?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-06 18:14:142020-05-06 18:14:14Nel New York si devono tenere le Primarie!

Il momento giusto e quello sbagliato

Maggio 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1920.
Si vota martedì 2 novembre.
La Guerra Mondiale è finita lasciando il Paese in serie difficoltà.
Il secondo mandato di un Woodrow Wilson invecchiato e oramai fisicamente logoro giunge al termine.
È ora per gli Americani di lasciar perdere.
Di pensare a loro e non ai destini dell’universo mondo.
È l’ora nella quale praticamente un ‘chiunque’ candidato repubblicano prevarrebbe.
È l’ora nella quale un qualunque democratico perderebbe.
È così che Warren Harding – al posto giusto nel momento giusto – vince.
È così che James Cox – al posto sbagliato nel momento sbagliato – perde.
Ben poco se non nulla contando nella situazione data le capaci personali!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-06 18:13:052020-05-06 18:13:05Il momento giusto e quello sbagliato

1831

Maggio 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un anno dispari, il 1831.
Nella storia delle elezioni americane gli anni dispari entrano in gioco nel 1789.
È difatti a cavallo tra il 15 dicembre 1788 e il 10 gennaio appunto del 1789 che si vota la prima volta per la nomina dei Grandi Elettori (fino al 1844 compreso le urne saranno aperte per oltre un mese e a partire dal 1848 un solo giorno).
È vero però che la data dell’insediamento è da sempre collocata nell’anno successivo a quello elettorale e pertanto, visto che si vota in corrispondenza del bisestile, in un dispari.
Nel predetto anomalo 1789, al 30 aprile.
Dal 1793 al 1933, al 4 marzo.
Dal 1937, al 20 gennaio alle dodici.
D’abitudine, le Conventions (con le precedenti Primarie e i Caucus) sono in programma nell’estate dell’anno elettorale e pertanto nei pari.
Fece notevole eccezione il 1831.
È difatti in questo dispari che a settembre ha luogo la prima Convention mai organizzata, quella dell’allora significativo partito anti massonico.
È sempre nel 1831, a dicembre, che – imitando gli antimassonici come dipoi faranno e fanno tutti i movimenti politici – il partito nazional repubblicano convoca la propria.
Le due riunioni si tengono a Baltimora laddove poi – però nel 1832 – anche i democratici si raduneranno.
I candidati in quelle Convention selezionati furono nell’ordine
– William Wirt, il primo di un terzo partito capace di vincere, nel seguente 1832, in uno Stato (il Vermont)
– Henry Clay, per la seconda volta in corsa e per la seconda volta sconfitto
– Andrew Jackson, in carica e confermato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-06 13:46:222020-05-06 13:46:221831
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