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Il terzo candidato (essendo oggi Robert Kennedy jr in corsa…)

Febbraio 5, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Storicamente, il candidato effettivamente indipendente (che non avesse nella circostanza a proprio sostegno neppure un partito minore o per la necessità formato come per dire Teddy Roosevelt nel 1912) che ha avuto il maggior successo quanto a voti popolari (addirittura quasi il diciannove per cento!) nelle elezioni presidenziali americane è stato Ross Perot nel 1992.
Dotato di una fortuna personale decisamente ingente, mise in piedi una campagna di particolare spessore assolutamente bene organizzata tanto per cominciare – nella prospettiva poi di avere dovunque una struttura politica a sostegno – da riuscire a presentarsi in tutti i cinquanta Stati e nel District of Columbia (operazione estremamente impegnativa dovendosi ottemperare localmente alle richieste procedure non essendo, come i candidati democratici e repubblicani, già ammesso sulla base dei precedenti risultati). Incidentalmente, nella successiva tornata (1996), Perot si propose con minore impatto quale esponente del da lui stesso fondato Reform Party.
Il miliardario texano a parte, notevole l’esito del già repubblicano John Anderson nel 1980: più del sei e mezzo per cento.

Davvero Robert Kennedy jr in questi giorni dichiaratosi disponibile alla solitaria avventura in quanto vessillifero di particolari istanze che ritiene – verificheremo se così è – prioritarie pensa di poter arrivare a tanto? Quali i sostegni finanziari?
Quali i sollevati – in aggiunta o almeno in alternativa – entusiasmi?
Certo che se davvero, come si vociferava, Elon Musk (che non può aspirare a White House perché non cittadino americano dalla nascita) lo appoggiasse…

Quanto all’incidenza che potrebbe comunque avere una sua (o d’altri che si aggiungessero) presenza magari anche solo in alcuni Stati, va ricordato che gli Elettori (iniziale maiuscola per distinguerli da quelli comuni) che in seguito effettivamente eleggeranno il Presidente si attribuiscono in quarantanove delle cinquantuno realtà (Stati più Distretto di Columbia) – Maine e Nebraska esclusi – con il winner takes all method e che in certe situazioni la cattura da parte di un terzo anche di poche migliaia di voti può dar luogo a sconvolgimenti che da locali diventano nazionali (non ad opera di un indipendente perché all’epoca Ralph Nader correva per il Green Party, ma i suffragi dal famoso attivista ottenuti in Florida nel 2000 con buona probabilità – ovviamente non con certezza – consentirono a George Walker Bush di prevalere colà ‘per un corto muso’ su Al Gore e di vincere il certame).

Che dire oggi in conclusione sul tema se non che se son rose fioriranno?

5 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/kennedy-jr-2024.jpg 518 712 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-05 11:25:262024-02-05 07:46:25Il terzo candidato (essendo oggi Robert Kennedy jr in corsa…)

Biden (ovviamente) vince in South Carolina

Febbraio 4, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Conquistando oltre il novantasei per cento dei voti espressi, Joe Biden, nelle vesti di candidato alla Nomination democratica, ha stravinto le consultazioni del proprio partito in South Carolina ieri 3 febbraio.
Avrebbe potuto accadere il contrario? Assolutamente no.
Mentre difatti in campo repubblicano una alternativa a Donald Trump, per quanto in difficoltà (ovviamente, Nikki Haley) esiste, così praticamente non è nel campo dell’Asinello.
Va poi ricordato che è stato proprio il Presidente in carica a volere quest’anno lo stravolgimento dell’abituale calendario Caucus/Primarie del partito ottenendo di cancellare od oscurare Iowa e New Hampshire affermando che il South Carolina rappresenti più compiutamente l’elettorato (cosa anche vera) ma soprattutto sapendo di poter contare in loco sul massiccio voto dei neri (già decisivi colà a suo vantaggio mentre era in difficoltà nelle Primarie 2020).
Vittoria strepitosa (attenzione però alla bassissima affluenza alle urne che sembra essere preoccupante) quindi da sbandierare come tale ma in realtà del tutto annunciata. Abbiamo di fronte una serie ininterrotta di consimili affermazioni dell’incumbent.
Se davvero dopo il loro (repubblicano) South Carolina una sconfitta Haley cedesse le armi, la noia in merito alle Primarie regnerebbe sovrana.

4 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/biden-777.jpg 547 737 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-04 12:07:042024-02-04 10:43:33Biden (ovviamente) vince in South Carolina

Buon gusto? Etica? Ben poco hanno a che fare con una campagna elettorale

Febbraio 4, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Guardando alle elezioni in generale ed oggi in specie alle Presidenziali americane laddove maggiore è l’evidenza, uno degli atteggiamenti più sbagliati, fuorvianti, è quello di giudicare eticamente i comportamenti e le parole dei candidati ed ipotizzare i conseguenti esiti sulla base del corrente e proprio buon gusto.
Di tutta evidenza, ed è a questo che infine porta la democrazia, il candidato in campagna elettorale deve puntare alla raccolta del massimo numero di voti e se, come ovviamente è visto il reale livello degli aventi diritto, per raccoglierli deve esprimersi fuori dalle righe, volgarmente, violentemente, lo fa e ne ha giovamento.
Esaminando in particolare l’azione in atto, già in precedenza messa in gioco, e le espressioni usate da Donald Trump, ridicolo criticarlo, come invariabilmente si fa, riferendosi ai citati etica e buon gusto.
Per di più, controproducente, perché le osservazioni di quanti poi verranno indicati agli elettori vicini come elitari e “puzzaalnaso”, motivandoli, li convinceranno di certo maggiormente.
Divertente (?!?!) che l’atteggiamento di condanna illustrato sia proprio dei democratici (in generale e partiticamente negli States) che così facendo dichiarano apertamente il disprezzo che provano per un certo tipo di elettorato, di persone quindi.
Il loro sostanziale rifiuto della democrazia.
Del resto, non è appunto parlando dei sostenitori di Trump che Hillary Clinton nel 2016 li definì “deplorables”, pertanto a suo modo di vedere indegni?

4 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/debate-clinton-trump-elezioni-usa.jpg 1280 1920 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-04 10:05:262024-02-04 10:05:27Buon gusto? Etica? Ben poco hanno a che fare con una campagna elettorale

Spunta Robert Kennedy jr? 

Febbraio 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Il sondaggio Quinnipiac University datato 31 gennaio del quale abbiamo parlato a proposito dello scarso sostegno che avrebbero i due maggiori candidati alla Presidenza ci dice anche che il supporto a Biden è 96 a 2 fra i democratici e 52 a 40 fra gli indipendenti mentre quello a Trump è 91 a 7 tra i repubblicani.
Guardando al genere, gli uomini sostengono Trump 53 a 43 e le donne sono per Biden 58 a 36.
Ove si mettano in gioco i candidati indipendenti e del Green Party, Biden ottiene il 39 per cento delle intenzioni di voto, Trump il 37, Robert Kennedy jr il 14, Cornel West il 3 e Jill Stein il 2.
Se il corpo elettorale fosse composto solo da indipendenti, Biden avrebbe il 35, Trump il 27, Kennedy il 24 (!), West e Stein il 5.

3 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/quinnipiac.jpg 544 829 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-03 16:57:512024-02-03 17:43:28Spunta Robert Kennedy jr? 

Presidenti e politici poliglotti prima di ‘costringere’ il mondo a parlare l’inglese 

Febbraio 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Ai suoi tempi, Benjamin Franklin arrivò a parlare francese, tedesco (pubblicava un quotidiano in questa lingua), italiano, spagnolo e latino.
Pensava fosse indispensabile visto che l’inglese aveva un ruolo ‘ancillare’ rispetto alle altre lingue.
Il francese era (e resterà fino al 1932) il punto fermo del parlare ed intendersi fra diplomatici.
Tra gli scienziati, nelle conferenze, era usato quasi nel cento per cento dei casi.
Fu tra i Presidenti di inizio Novecento che l’idea di studiare altre lingue venne ripresa.
Così Teddy Roosevelt si impadronì del francese e del tedesco nonché parzialmente dell’italiano.
Woodrow Wilson conosceva bene il tedesco.
Herbert Hoover – che da giovane aveva cercato di impratichirsi nella lingua degli Osage – in privato parlava mandarino con la moglie.
È con la Seconda Guerra Mondiale che gli Americani, obbligati dalle alleanze e dal coinvolgimento su mille fronti ad operare dovunque, sulla scorta di quanto aveva detto al riguardo in un discorso ad Harvard nel 1943 Winston Churchill, compresero quanto fosse necessario in qualche modo ‘costringere’ il mondo intero a praticare l’inglese.

3 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/rooservelt-teddyimage-placeholder-title.jpg 673 1200 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-03 11:14:092024-02-03 07:14:39Presidenti e politici poliglotti prima di ‘costringere’ il mondo a parlare l’inglese 

Sondaggio di Quinnipiac University del 31 gennaio su Joe Biden 

Febbraio 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

In generale, gli elettori giudicano negativamente Joe Biden (41 per cento i favorevoli contro il 55 contrari).
A proposito del suo operato sui seguenti singoli temi:
– Invasione russa dell’Ucraina, il 47 per cento approva e il 46 disapprova
– Economia, il 42 consente e il 55 giudica negativamente
– Politica estera, il 37 è favorevole e il 57 contrario
– Questione Israele/Hamas, il 34 è d’accordo e il 55 no
– Quanto al confine con il Messico, il 28 per cento approva mentre il 63 disapprova!

2 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/biden-444.jpg 490 712 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-02 18:12:572024-02-02 18:12:59Sondaggio di Quinnipiac University del 31 gennaio su Joe Biden 

Pluralità di candidati alla Vicepresidenza: i record

Febbraio 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Nel 1896 il candidato democratico alla Executive Mansion William Jennings Bryan fu scelto quale pretendente al massimo scranno anche dal Partito Populista.
È questa la sola occasione per quanto riguarda i due movimenti politici maggiori nella quale un ticket vide la stessa persona al primo posto e appunto due diverse al secondo.
(Per i Democratici correva Arthur Sewall e per i Populisti Thomas Watson).

Venendo a partiti decisamente meno significativi sul piano elettorale, da ricordare con riferimento al numero delle candidature alla Vicepresidenza l’avventura di Ralph Nader nel 1996.
Viene l’una volta celebre attivista nella circostanza ricordato quale esponente del Green Party ma in effetti non fu designato da quel partito a livello nazionale quanto localmente in una parte soltanto degli Stati (ventidue).
Orbene, nei diversi ticket fu affiancato da Anne Goeke in nove ambiti, Deborah Howes in Oregon, Muriel Tillinghast nello Stato di New York, Krista Paradise in Colorado, Madelyn Hoffman nel New Jersey, Bill Boteler nel Distretto di Columbia e Winona LaDuke in California e Texas.

Nell’uno e nell’altro caso, avessero Bryan e Nader vinto (non accadde), la carica vicaria sarebbe andata al candidato Vice che avesse raggiunto la maggioranza assoluta dei voti in sede di Collegio Elettorale (tra gli Electors con l’iniziale maiuscola per distinguerli da quelli comuni) e, ove questo non fosse risultato possibile, prevalso nei successivi ballottaggi al Senato.

2 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/nader-maxresdefault.jpg 720 1280 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-02 12:08:202024-02-02 12:32:57Pluralità di candidati alla Vicepresidenza: i record

Le Costituzioni statali in genere

Febbraio 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Ovviamente, ciascuno dei cinquanta Stati aderenti all’Unione ha una propria Costituzione.
Il primo ad operare e statuire in questo senso (va qui ricordato che la stesura della Carta costituzionale USA ha luogo a Philadelphia nel 1787) fu la Virginia già nel luglio del 1776.
Molto precoce anche il New York la cui Carta fondamentale è datata 1777.
Peraltro – parecchie essendo nel tempo le modifiche e le riscritture delle due Costituzioni statali citate – il testo del Massachusetts del 1780 resta quello più antico tuttora in uso.
Naturale che questi primati appartengano a Stati fondatori e non a territori entrati a far parte dell’Unione con il trascorrere di decenni, cinquantenni e secoli.

Ciò detto, è interessante altresì sapere che la più lunga tra tutte è la Carta dell’Alabama (che è anche la maggiormente emendata).
Che la più recente – ratificata nel 1986 – appartiene al Rhode Island.
Che la più volte riscritta (nove, l’ultima nel 1983) è della Georgia.

Tutte regolano il governo locale, il legislativo, il giudiziario di competenza, i diritti civili, la milizia…
Tutte tranne quella del Nebraska (monocamera) prevedono un sistema bicamerale.

Va qui ricordato che il Vermont era da sei mesi una Repubblica indipendente quando adottò la sua prima Costituzione nel 1777.
Entrò a far parte dell’Unione nel 1791 e due anni dopo la riscrisse.
Solo il Texas fra tutti gli Stati annessi si trova nella medesima situazione del Vermont.
Repubblica resasi quell’anno indipendente dal Messico, nel 1836 adottò una Costituzione propria riscrivendola nel 1845, all’entrata negli States.

Quanto agli altri fondatori (Virginia, New York e Massachusetts già trattati)
– il Connecticut è considerato il ‘Constitution State’ per eccellenza visto che si diede un articolato (‘The Fundamental Orders’) addirittura nel 1638, quando era ovviamente una colonia inglese
– il Delaware istituì la sua nell’agosto del 1776
– la Georgia nel 1777
– il Maryland nel 1776
– il New Hampshire il 5 gennaio 1776, sei mesi prima della Dichiarazione di Indipendenza
– il New Jersey nel 1776 invece dopo la Dichiarazione
– altrettanto il North Carolina
– la Pennsylvania, antiche disposizioni coloniali a parte, anch’essa dopo la Dichiarazione
– il Rhode Island, pur risultando la prima tra le colonie a rifiutare la dipendenza legale dall’Inghilterra, non si dette Carta costituzionale se non nel 1842/43
– il South Carolina, ancora, nel 1776.

2 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/constitution-13th-amend_0.jpg 768 1152 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-02 10:09:302024-02-01 22:09:53Le Costituzioni statali in genere

Perennial ‘Swing States’

Febbraio 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Nel linguaggio politico americano, è definito ‘Swing State’ uno Stato che in una elezione può risultare, a seconda dei momenti e dei candidati, sia ‘Blue’ (il colore dei democratici) che ‘Red’ (quello dei repubblicani).
Per larga parte, gli Stati non si collocano in tale categoria dato che molti si esprimono costantemente (salvo ‘valanghe’ alla Johnson 1964, alla Nixon 1972 o alla Reagan 1984) per lo stesso partito.
Guardando comunque alla storia, FiveThirtyEight – un serio istituto analitico nel campo elettorale – ha indicato quelli che definisce ‘Perennial Swing States’ che sono:
Colorado
Florida
Iowa
Michigan
Minnesota
Nevada
New Hampshire
North Carolina
Ohio
Pennsylvania
Virginia
Wisconsin.
(Va qui detto che meraviglia l’inclusione del Minnesota che praticamente sempre – fu con il District of Columbia il solo a esprimersi nel 1984 per Walter Mondale – vota democratico).
Undici, pertanto, i ‘Perennial’ ai quali i partiti devono dare maggiore attenzione perché conquistandone nella maggior parte gli Elettori (‘Electors’, con l’iniziale maiuscola per distinguerli da quelli comuni) si vince White House!

1 febbraio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/Pennsylvania-Wood-Flag-8.jpg 864 1296 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-01 16:04:482024-02-01 22:10:12Perennial ‘Swing States’

Molti gli interrogativi 

Febbraio 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

La durata delle legislature?
Elezioni meno frequenti?
Mandati più lunghi?
Ineleggibilità di quanti abbiano già governato?
Poca democrazia?
Troppa democrazia?
Perché mai una persona, per il semplice fatto di avere raggiunto l’età prescritta, abbia diritto al voto?
Se non avesse ragione Jorge Luis Borges nel dire che la democrazia altro non sia che “una indebita estensione della statistica”?
E, trascorrendo dall’universo mondo agli USA, come mai i più grandi Presidenti americani (proprio da questo identificabili come tali ?) sono arrivati alla Executive Mansion malgrado il popolo fosse loro nei primi momenti elettorali, differentemente nei singoli casi, nelle urne contrario? (Thomas Jefferson, Abraham Lincoln, Teddy Roosevelt, Lyndon Johnson, nell’ordine temporale i dessi).

Secoli che di tutto questo si parla.
Invano.
Inutilmente.

Negli anni dai Trenta ai primi Cinquanta dell’Ottocento – al fine, all’inizio, in particolare (semplificazione estrema) di combattere la politica di Andrew Jackson – nacque, prosperò e declinò negli Stati Uniti un alternativo movimento politico, quello dei Whig.
Fra l’altro, sostenevano costoro che il mandato presidenziale dovesse essere uno soltanto.
Era ed è un ragionamento valido.
Il Presidente USA in verità governa liberamente per i diciotto mesi iniziali del suo primo quadriennio.
Poi, deve tenere conto delle a quel punto prossime Mid Term Elections il cui esito non può non preoccuparlo e comunque è importante per il partito d’appartenenza le cui sorti non possono certo essere trascurate dal massimo suo esponente.
Nel secondo biennio, appressandosi il possibile rinnovo dell’incarico, il condizionamento è via via costantemente maggiore.
(Ometto qui di indagare sul perché il dipoi raggiunto – nei due terzi dei casi – traguardo elettorale porti quasi sempre a secondi mandati a dir poco deludenti).
Orbene, i due Whig effettivamente eletti (William Harrison nel 1840 e Zachary Taylor nel 1848, fra l’altro due ex Generali) rispettarono appieno questa volontà politica morendo entrambi in carica e pertanto non riproponendosi agli elettori.
Un caso di coerenza assoluta!

1 febbario 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/02/white-house105899_da72656e-ae43-459a-b0a0-bc667eadb9a5-superJumbo.jpg 1365 2048 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-02-01 08:43:192024-02-01 07:13:41Molti gli interrogativi 
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