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Chi vince all’Harry’s Bar?

Novembre 5, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Dal 1924, cent’anni fa, gli americani che si trovano a Parigi possono fittiziamente votare per l’inquilino della Casa Bianca in un seggio davvero speciale che per la bisogna si apre all’Harry’s Bar. Leggenda vuole che solo in due occasioni il risultato non abbia coinciso con quello reale. L’esito ha dato Donald Trump avanti con 383 preferenze contro le 360 di Kamala Harris. Vedremo.

5 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/harrys.jpg 475 759 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-05 20:44:012024-11-05 20:44:01Chi vince all’Harry’s Bar?

USA al voto tra veleni e tensioni

Novembre 5, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Gli Stati Uniti vanno alle urne in un clima tesissimo, con lo spettro di incidenti e rivolte. Alla vigilia del voto, le autorità hanno messo in atto misure eccezionali a tutti i livelli per rafforzare la sicurezza degli addetti alle elezioni e delle schede elettorali. L’FBI ha istituito un posto di comando nazionale a Washington per monitorare le minacce 24 ore su 24 per tutta la settimana. In Nevada, nello Stato di Washington e in Oregon è stato mobilitato un contingente della Guardia Nazionale per contribuire a garantire una “giornata elettorale sicura e senza problemi”. Secondo il Pentagono, almeno 17 Stati hanno messo in allerta diverse centinaia di soldati. “Voglio essere sicuro che siamo pronti a rispondere a qualsiasi ulteriore disordine civile”, ha spiegato Jay Inslee, governatore democratico dello Stato di Washington, dove la scorsa settimana sono state date alle fiamme le urne per il voto per corrispondenza. Incidenti sono peraltro stati segnalati anche in Oregon e Arizona, dove sono state avviate indagini. Runbeck Election Services, una società specializzata in tecnologie per la sicurezza elettorale, ha confermato all’agenzia stampa AFP che alcuni dei circa 100000 seggi elettorali del Paese saranno dotati di pulsanti per le chiamate di emergenza. Il livello di allerta è ancora più alto negli Stati chiave, quelli decisivi per la vittoria finale. In Arizona, lo swing state del sud-ovest, la sede elettorale della contea più popolosa è stata trasformata in una fortezza: l’edificio è stato dotato di metal detector, dei droni pattuglieranno il cielo e dei cecchini saranno posizionati sui tetti. In Pennsylvania, anche se “è impossibile prepararsi a ogni possibile scenario”, le autorità hanno dichiarato di aver aumentato la sicurezza “a ogni livello” e di aver predisposto una “sorveglianza 24 ore su 24”, secondo un portavoce dello Stato. E poiché Donald Trump ha ripetutamente affermato che l’unico modo in cui potrebbe perdere sarebbe se l’altra parte truccasse i risultati, la sicurezza sarà rafforzata ben oltre il giorno delle votazioni. Sono già oltre 78 milioni gli elettori che hanno espresso il loro voto anticipato nelle elezioni americane, quasi la metà di quelli che votarono complessivamente all’election day nel 2020 (158 milioni). È il dato della Election Lab at the University of Florida.

5 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/vote-7790.jpg 773 1160 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-05 18:32:142024-11-05 18:32:14USA al voto tra veleni e tensioni

Il voto: istruzioni per l’uso, in quattro capitoli

Novembre 5, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Quanto pesa effettivamente Donald Trump in termini di voti popolari?

Nel 2016 e nel 2020, le due sue precedenti candidature, nei sondaggi, Donald Trump è stato accreditato di un numero di voti popolari poi rivelatosi decisamente inferiore rispetto al reale. Ora, nella situazione prospettata nelle ultime ore, dalle rilevazioni fatte, lo stesso tycoon è dato alla pari con la rivale Kamala Harris. Tre le possibilità.
La prima: i sondaggisti hanno imparato la lezione e lo collocano, sia pure in coabitazione, in testa correttamente.
La seconda: in effetti, per reazione, lo hanno ‘pompato’ oltremisura e in verità è indietro. La terza: anche in questa circostanza la sottovalutazione permane e di conseguenza vince nettamente.
Vedremo.

“Too close to call!”

Allora, dando per buoni i sondaggi che vedono Trump e Harris praticamente alla pari, quale la conclusione più probabile dello spoglio delle schede espresse nei seggi entro la chiusura e prima di quello concernente il voto anticipato e postale che in alcuni Stati prenderà il via subito dopo? Insomma, avremo un risultato che abbia reali possibilità di essere definitivo?
Sapremo almeno quanto dovremo aspettare? La risposta ai primi interrogativi è no, se verrà confermato nei sette Battlegrounds il serratissimo testa a testa previsto.
Tanto stretto l’ordine d’arrivo (ne parlo come si fa nelle corse al galoppo in particolare) da dover esporre il cartello con scritto “too close to call’”.
Quella all’ultimo – a meno che le rilevazioni quanto alle intenzioni di voto non siano del tutto sbagliate – un tempo non definibile, perfino qualche giorno.

Possibile un risultato simile a quello del 2016?

Ricordate certamente il clamoroso risultato delle elezioni presidenziali USA del 2016. Allorquando Hillary Clinton stravinse (quasi tre milioni di voti popolari in più a livello nazionale) quanto a suffragi popolari perdendo la Casa Bianca per via degli Electors componenti il Collegio Elettorale conquistati in maggioranza da Donald Trump?
Orbene, guardando ai bookmakers, possibile una ripetizione quasi precisa.
La quota più ricorrente considera difatti Harris nettamente (1,28 contro 3,75, addirittura) vincente nel voto federale e perdente (2,40 contro 1,61) quanto a Delegati conquistati.
Nell’ipotesi, va sottolineato che per la quinta volta dal 1856 (primo confronto diretto democratici/repubblicani) il candidato democratico risulterebbe sconfitto a questo modo, cosa mai accaduta al contrario.

La questione fusi orari e la dichiarazione ufficiosa del risultato

L’orario di chiusura dei seggi si differenzia nei 50 Stati perché gli Usa hanno diversi fusi orari dalla costa Est sull’Atlantico alle Hawaii nel Pacifico.
I primi a chiudere a mezzanotte (l’ora indicata è quella italiana) saranno Indiana e Kentucky. A seguire all’1 di notte del 6 novembre chiuderanno Florida, Georgia, South Carolina, Vermont e Virginia.
Alle 2, tra gli altri, arriverà la chiusura della probabilmente decisiva Pennsylvania e insieme avremo i primi exit polls.
Alle 3 chiuderà New York.
L’Alaska alle 6 di mercoledì 6 novembre, sempre ora italiana. E’ consuetudine quanto alla dichiarazione (non ufficiale, ovviamente) dei risultati Stato per Stato e poi nazionali considerare le comunicazioni al riguardo della Associated Press che ha regole precise. Per dare un’idea della difficoltà in merito (dovendosi tenere conto del suffragio anticipato e di quello postale, si cerca assolutamente di non parlare a vanvera), nel 2020 quando si votò il 3 novembre la predetta dichiarazione arrivò quattro giorni dopo.

5 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/vote-0000.jpg 427 644 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-05 13:37:102024-11-05 13:37:10Il voto: istruzioni per l’uso, in quattro capitoli

La spada che pende sulla testa di Trump

Novembre 5, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Come altra volta scritto, mentre il partito democratico è sostanzialmente tutto schierato dietro Kamala Harris non altrettanto accade nel campo repubblicano. È pur vero – lo sappiamo dal 2015, quando Donald Trump dichiarò le proprie intenzioni – che il vecchio Grand Old Party come allora e in qualche parte oggi rappresentato lo ha considerato e considera una specie di corpo estraneo (del resto, è un ‘maverick’), ma certamente non ha fatto quasi nulla per raccogliere i consensi di quell’allincirca trenta per cento che ancora nelle Primarie gli preferiva Nikki Haley.
Una parte che anche il linguaggio dal tycoon usato (certo per galvanizzare i propri adepti) ha allontanato. Ritiene difatti che certi limiti non debbano essere valicati. È questa la spada che pende sulla testa del solo Capo dello Stato americano che pensi di poter imitare Grover Cleveland tornando ad esercitare il potere esecutivo dopo quattro anni di opposizione.

5 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/trump_kenosha_runway-scaled.jpg 1707 2560 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-05 13:37:032024-11-05 13:37:03La spada che pende sulla testa di Trump

Alcuni momenti salienti della campagna

Novembre 5, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

30 maggio: Trump condannato nel processo “Stormy” Daniels
27 giugno: Biden si mostra debole e confuso in un dibattito tv con Trump
1 luglio: la Corte suprema concede un’immunità parziale a Trump
13 luglio: fallito attentato a Trump durante un comizio a Butler, in Pennsylvania
15 luglio: il candidato repubblicano alla vicepresidenza sarà JD Vance
21 luglio: Biden rinuncia alla candidatura democratica e lancia Harris
6 agosto: il candidato democratico alla vicepresidenza sarà Tim Walz
21 agosto: Harris ufficializzata quale candidata dei democratici
10 settembre: dibattito tv Harris-Trump, valutato da molti come un successo della democratica
11 settembre: Swift con un post sui social annuncia che voterà Harris
15 settembre: il Secret Service sventa un possibile secondo tentativo di attentato a Trump
5 ottobre: Trump torna nel luogo del tentativo di attentato e sul palco con lui c’è Musk
20 ottobre: il generale John Kelly, definisce il repubblicano “un fascista”
26 ottobre: appello di Michelle Obama a ricordarsi delle donne nel voto
5 novembre: è il giorno in cui si chiude il voto

5 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/trump-2024-eegg.jpg 420 630 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-05 13:36:572024-11-05 13:36:57Alcuni momenti salienti della campagna

L’assenza di un candidato del Libertarian Party

Novembre 4, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

2016, il Libertarian Party candida alla Casa Bianca Gary Johnson, già due volte Governatore del New Mexico quando repubblicano. Nei sette Stati (Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin) attualmente in bilico e non attribuiti dai sondaggi (per quanto tale attribuzione possa valere), ottiene rispettivamente il 4,1 per cento, il 3, il 3,6, il 3,3, il 2,7, il 2,4, il 3,6.
È nel 2016 che alla Presidenza approda Donald Trump prevalendo, per dare un riferimento preciso, per esempio, in Pennsylvania, dove il partito repubblicano non vinceva da tempo.
Nel 2020, candidato Jo Jorgensen, le percentuali libertariane in quegli stessi Stati precipitano e, sempre ai fini di fornire un esempio, i democratici riconquistano la predetta Pennsylvania. E a White Hours atterra Joe Biden.
Orbene, visto che le possibilità di Chase Oliver, quest’anno in corsa per il partito fondato nel 1971 di imitare Johnson e pesare sono meno che minime, non pare che nella circostanza Trump possa usufruire (se così è davvero accaduto) di un aiuto ‘terzo’.

4 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/libertarian-party-debate.jpg 675 1200 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-04 14:19:452024-11-04 14:19:45L’assenza di un candidato del Libertarian Party

Trump: “Non mi dispiacerebbe se qualcuno sparasse ai giornalisti!”

Novembre 4, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Semplificando (così viene riportata dai media ostili la frase), in questo modo si è espresso nella assai probabilmente decisiva Pennsylvania durante un recentissimo comizio Donald Trump. E non è che questa sia la prima volta – per carità, tutt’altro – nella quale il tycoon usa frasi decisamente forti, truci, trattando di persone o di categorie, di atteggiamenti.
Nella campagna 2016, arrivò ad affermare che se avesse sparato in una pubblica via non avrebbe perso un voto (dentro di sé convinto, anzi, che ne avrebbe guadagnati).
Immediate e martellanti, ad indicarne gli istinti ferini e l’antidemocrazia di fondo, le apparentemente generali (il New York Times, tanto citato, rappresenterebbe l’America? negli spesso decisivi ‘Flyover States’ qualcuno lo leggerebbe? per carità!) reazioni, allarmate e allarmanti.
Esaminando con il necessario distacco, tenendo naturalmente conto del clima e dei precedenti, l’accaduto e le reazioni, che dire? Soprattutto e pressoché definitivamente, che sia Trump che Harris e i sostenitori, politici e mediatici, si stanno comportando secondo copione. Nulla di nuovo, cioè. Di sorprendente.
L’ex inquilino della Executive Mansion – come invariabilmente deve fare ogni politico che cerchi consenso – si esprime pubblicamente usando le parole forti che ritiene gradite dai propri sostenitori (definiti deplorevoli da Hillary Clinton e spazzatura da Joe Biden) che deve galvanizzare. Parole, pensa, comunque altresì capaci di convincere almeno parte degli indecisi. Nel mentre, non tiene quasi conto delle reazioni dei rivali.
Quasi, perché di contro può capitare – e Trump conosce perfettamente il giro del fumo – che non pochi al momento meno propensi elettori si convincano proprio reagendo a suscitate critiche ritenute politicamente corrette, liberal, radical chic, elitarie, espresse con la puzza sotto il naso …
Nel gioco delle parti, Harris e compagnia cantante, additando il reprobo vero dittatore in nuce come immancabilmente conferma il suo dire, parlano ai propri adepti con l’occhio a loro volta rivolto agli indecisi. In vista dell’apertura dei seggi (tanto attesa e in realtà di elezione in elezione meno importante, meno decisiva, visto il fortissimo aumento del voto anticipato e postale), i toni non possono che inasprirsi specie se le parti in causa pensano di giocarsi tutto sul filo di lana. Situazione che occorre sperare non si verifichi per evitare in un Paese diviso in due lunghi momenti di conflittualità ulteriormente esacerbata.

4 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/trump-2024-ga6.jpg 623 813 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-04 14:19:382024-11-04 14:19:38Trump: “Non mi dispiacerebbe se qualcuno sparasse ai giornalisti!”

Cosa pensare dell’agitazione dei democratici?

Novembre 4, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Tutto questo agitarsi sempre più scomposto mano mano che la temutissima data del 5 novembre si avvicina… tutto il continuo denunciare il pericolo conseguente ad una vittoria trumpiana… tutto questo ripetuto accusare il nemico (non il contendente: il nemico) di avere intenzione di non riconoscere la indubbia (come potrebbe accadere il contrario? impossibile!) sconfitta… fa pensare che a preparare lo scenario giusto per non riconoscere l’insuccesso e accusare il rivale di ogni nefandezza non siano i trumpiani ma proprio i democratici. Come diceva un saggio, a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina.

4 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/trump-3-cec01a97186d-FTC0728-TrumpRally001-scaled.jpg 1707 2560 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-04 14:19:302024-11-04 14:19:30Cosa pensare dell’agitazione dei democratici?

Quando la razionalità lascia doverosamente il campo

Novembre 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Mettiamola cosi: se gli Dei sono favorevoli, non importa assolutamente niente che a vincere sia Kamala Harris piuttosto che Donald Trump. Che i due abbiano questo o quel programma, dato che nella realtà saranno eventi futuri spesso imprevedibili a condizionarne l’azione. Che al loro fianco, pronti se necessario a sostituirli, si trovino personaggi in fondo minori che danno ben poco affidamento… L’ho detta in questo modo per non offendere (con i tempi che corrono, usare termini che fanno riferimento alla religione, non sia mai…) nessuno affermando invece, come diceva sul declinare del XIX secolo Otto von Bismarck-Schönhausen, che gli Stati Uniti d’America, alla fine – le conferme sono numerose a cominciare dalla constatazione che ogni volta che un Presidente sia stato sostituito dal Vice questi, per quanto poco o nulla considerato, si sia dimostrato assolutamente all’altezza – comunque vada e quindi anche chiunque comandi, possono contare su una particolare Provvidenza che li protegge come fa “con gli stupidi, i bambini e gli ubriachi!” Provvidenza alla quale, irrazionalmente certo, a cascata in considerazione della loro preminenza, a nostra volta ci affidiamo.

3 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/WHHO_Grounds-and--scaled.jpg 1707 2560 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-03 15:16:052026-04-15 14:16:51Quando la razionalità lascia doverosamente il campo

Miraggio rosso. Miraggio blu

Novembre 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Sapete, vero? I singoli Stati rappresentati sugli schermi televisivi nella cartina proposta durante la notte dello spoglio delle schede elettorali si colorano di rosso quando attribuiti al candidato repubblicano e di blu nella situazione opposta. Capita però (in specie in alcune occasioni quando lo Stato in questione si rivela molto conteso) che una iniziale colorazione debba essere mutata con l’arrivo di ulteriori esiti da seggi ritardatari. In gergo, tale situazione è chiamata miraggio. Miraggio rosso se lo Stato è inizialmente attribuito ai repubblicani e poi mano mano, trascolorando, volge al colore democratico. Miraggio blu nel caso opposto.

3 novembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/11/polls-trump-sondaggi-848198.jpg 650 969 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-11-03 15:13:012024-11-03 15:13:04Miraggio rosso. Miraggio blu
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