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In attesa dell’odierna Philadelphia, il dibattito televisivo

Settembre 10, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Detto che il primo confronto televisivo tra candidati non vide l’uno di fronte all’altro gli esponenti dei due partiti dal lunghissima pezza egemoni ma Adlai Stevenson ed Estes Kefauver che si contendevano nel 1956 la Nomination democratica.
Che resta comunque memorabile il confronto datato anch’esso 1956 tra due grandi Signore quali furono la First Lady Eleanor Roosevelt, ovviamente democratica, e la Senatrice repubblicana del Maine Margaret Chase Smith.
Che per quanto tutti ricordino “il” dibattito Kennedy/Nixon del 1960 in verità quell’anno i due Senatori si affrontarono addirittura quattro volte.
Che a dimostrazione dell’impatto delle telecamere chi aveva ascoltato i due alla radio pensava che il repubblicano fosse risultato più efficace.
Che da allora non sempre il testa a testa ebbe luogo diventando consuetudinario relativamente di recente.
Che l’ex attore – la qual cosa gli giovò eccome – Ronald Reagan resta probabilmente il più capace nel campo e davvero memorabile la circostanza nella quale affrontò sul piccolo schermo l’Asinello Walter Mondale nel 1984.
Che l’incumbent democratico Bill Clinton si palesò molto abile allorquando non potendo poco gentilmente – si era ancora urbani – nel 1996 dire che l’Elefantino Bob Dole fosse vecchio definì tali le sue idee.
Che da quando di tali confronti è coprotagonista Donald Trump – il primo in era televisiva (le riprese diciamo così politiche ebbero inizio con le Convention del 1948) aspirante per tre volte consecutive alla Executive Mansion – ben poco ha funzionato secondo le usuali regole, che qualche appuntamento è saltato e che il linguaggio si è fatto più colorito.
Che la per lui catastrofica Atlanta del 27 giugno era stata in buona sostanza voluta da Joe Biden nientemeno.
Che ha luogo altresì il per il solito meno incidente vis a vis tra Vicepresidenti designati.
Veniamo alla vera ragione per la quale i dibattiti/confronto hanno luogo.
Vera ragione che non è – come in altro scritto già ho affermato e qui ribadisco – per il candidato quella di fare bella figura, di essere apprezzato dalla stampa, di trovare consensi tra le star e gli intellettuali, ma di convincere gli elettori a votarlo rivolgendosi nel modo ritenuto maggiormente adeguato, con le espressioni più incisive, efficaci, dapprima ai propri seguaci confermandone l’adesione, rassicurandoli, e poi agli incerti cercando di reclutarli.
Mai – per carità, fiato sprecato – agli avversari.
È per questo che non vanno prese in considerazione, ritenute significative, le relazioni e i giudizi praticamente immediati, a fine dibattito, di critici, analisti e osservatori, ma, non appena possibile, le considerazioni degli elettori stessi, senza filtri e articolazioni.
Andando al sodo, non conta assolutamente niente a questo punto (se mai abbia davvero avuto peso in campagna) l’opinione del corrispondente del New York Times o del Washington Post, di George Clooney o di Taylor Swift, ma quella del mitico lattaio dell’Ohio, della casalinga di Boise, di quanti insomma rappresentino non elitariamente gli Stati Uniti, della gente comune che certamente è composta da un notevolissimo numero di persone “deplorables”, come le definì a suo tempo Hillary Rodham Clinton.
Stasera a Philadelphia vedremo l’un contro l’altro un, occorre pur dirlo difficilmente disciplinabile e in non poche occasioni confusionario Donald Trump e una Vicepresidente che a suo tempo non si è assolutamente dimostrata all’altezza nei dibattiti sostenuti quando cercava senza riuscirci la candidatura democratica nel 2020.
Una Kamala Harris che si sta preparando da giorni affrontando con l’aiuto di consulenti vari anche una controfigura, vabbè, ideologica del tycoon.
Tour de force che può avere riscontri perfino divertenti come dimostrano le immagini che in ‘Il candidato’, 1972, propongono un Robert Redford al quale, in una situazione confrontabile, vengono suggerite battute di spirito da spendere nel volgere del confronto al momento giusto.
Augurarsi che stasera qualcosa del genere accada a Philadelphia, che scappi un sorriso – è quasi certamente sperare troppo!

10 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/debate-2020-donald-trump-01.jpg 1600 2400 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-10 14:01:562024-09-10 14:01:58In attesa dell’odierna Philadelphia, il dibattito televisivo

RFK Jr. sarà sulla scheda elettorale del Michigan

Settembre 10, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Il nome di Robert F. Kennedy, Jr. apparirà sulla scheda elettorale presidenziale del Michigan del 5 novembre nonostante le sue obiezioni, ha stabilito la Corte Suprema dello Stato, riporta il Detroit Free Press.
“La sentenza della maggioranza ribalta un parere espresso venerdì dalla Corte d’appello del Michigan, secondo cui non c’era alcuna valida ragione per non rimuovere il nome di Kennedy dalla scheda elettorale, come lo stesso aveva richiesto quando aveva sospeso la sua campagna e aveva appoggiato l’ex presidente repubblicano Donald Trump.
La sentenza è vista come un potenziale impulso alla vicepresidente democratica Kamala Harris a spese di Trump, sulla base della teoria secondo cui se il nome di Kennedy non fosse sulla scheda, alcuni di coloro che erano a conoscenza del suo appoggio avrebbero potuto essere più propensi a votare per Trump”.

10 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/kennedy-33.jpg 420 716 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-10 14:00:222024-09-10 14:00:24RFK Jr. sarà sulla scheda elettorale del Michigan

Una competizione serrata è inevitabile

Settembre 9, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Secondo il senior advisor di Barack Obama Daniel Pfeiffer: “Essere felici per un vantaggio di tre punti e scoraggiati per uno svantaggio di un punto tradisce un’incomprensione di come funzionano i sondaggi. I sondaggi sono una scienza inesatta, quindi hanno un margine di errore.
E gli ultimi trasmettono essenzialmente lo stesso messaggio: questa sarà una gara estremamente serrata, probabilmente decisa da meno persone in diversi stati rispetto al numero di persone che hanno assistito alla partita di football Michigan-Texas di sabato.
Il margine nel 2016 era di circa 70000 voti e nel 2020 è stato ancora più risicato. Restiamo una nazione profondamente polarizzata e strettamente divisa”.

9 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/poll-2024-2.jpg 424 718 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-09 18:29:142024-09-09 18:29:24Una competizione serrata è inevitabile

Harris e la sfida di candidato del ‘cambiamento’

Settembre 9, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Riporta il 9 settembre il New York Times: “Il dibattito rappresenterà una sfida per la Vicepresidente Harris che dovrà decidere quanto abbracciare o prendere le distanze da Biden e dalle sue politiche in un momento in cui i sondaggi mostrano che molti americani hanno fame di cambiamento.
È un enigma che altri Vice hanno dovuto affrontare mentre cercavano la presidenza e gli alleati della Harris hanno detto che dovrà procedere con cautela quando si difenderà.
Un recente sondaggio del New York Times e del Siena College ha evidenziato il difficile compito che Kamala Harris deve affrontare.
Ha scoperto che il 61 percento dei probabili elettori ha affermato che il prossimo Presidente dovrebbe rappresentare un cambiamento importante rispetto a Biden.
Solo il 25 per cento ha affermato che la Harris rappresenta quel cambiamento, mentre il 53 per cento ha affermato che lo ha fatto Donald Trump”.

9 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/kamala-Harris-888.jpg 739 1437 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-09 18:27:542024-09-09 18:27:55Harris e la sfida di candidato del ‘cambiamento’

Gli ordini esecutivi dei Presidenti dal 1921 al 2024

Settembre 9, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Negli Stati Uniti, un ordine esecutivo è una direttiva che gestisce le operazioni del governo federale.

Warren Harding 217
Calvin Coolidge 215
Herbert Hoover 242
Franklin Delano Roosevelt 307
Harry Truman 117
Dwight Eisenhower 61
John Kennedy 75
Lyndon Johnson 63
Richard Nixon 62
Gerald Ford 69
Jimmy Carter 80
Ronald Reagan 48
George Herbert Bush 42
Bill Clinton 46
George Walker Bush 36
Barack Obama 35
Donald Trump 55
Joe Biden 39

9 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/biden-2024-44.jpg 508 715 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-09 18:26:162024-09-09 18:26:18Gli ordini esecutivi dei Presidenti dal 1921 al 2024

A proposito del duello tv in programma domani

Settembre 9, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Mancano ormai solo due giorni negli Stati Uniti all’atteso primo dibattito televisivo tra Donald Trump e Kamala Harris, con l’economia che rimane il principale motivo di preoccupazione per quattro americani su cinque. Negli ultimi giorni i due candidati – che sono ancora sostanzialmente alla pari nei sondaggi – hanno precisato alcuni aspetti dei loro programmi economici. Aspetti che vengono a questo modo illustrati dalle agenzie.
“La piattaforma economica di Donald Trump si basa essenzialmente su due pilastri: in primo luogo, il taglio delle tasse sui redditi di società e aziende che Trump intende portare dal 21 al 15%. Un taglio che avvantaggerebbe in primo luogo le grandi corporation. In secondo luogo, l’ex presidente intende finanziare gli aiuti alla classe media tramite l’imposizione di pesanti tariffe sui beni importati dall’estero tra il 10 e il 20%, per esempio sui prodotti europei, ma addirittura con dazi fino al 60% o anche di più.
Lo abbiamo sentito sui prodotti made in China e secondo molti economisti la combinazione di taglio alle tasse e dazi doganali farebbe salire l’inflazione appena ridiscesa al 3%, aggiungerebbe poi 5000 miliardi di dollari al debito americano sull’arco dei prossimi dieci anni.
Parlando un paio di giorni fa ad una platea di investitori a Wall Street, Donald Trump ha evocato l’idea di creare una commissione per eliminare sprechi e corruzione all’interno dell’amministrazione federale.
Ha aggiunto che il fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk, avrebbe già accettato di guidarla.
Secondo Trump, questa commissione, guidata appunto da Elon Musk, avrebbe il potere di decidere dove e come operare tagli trasversali a tutta la macchina governativa, facendo risparmiare ai contribuenti migliaia di miliardi di dollari.
Secondo quasi tutti gli economisti, una cifra del tutto esagerata, anche se i margini per rendere più efficiente l’amministrazione ovviamente ci sono.
Rispetto a Donald Trump, la candidata democratica è stata un po’ più precisa sui dettagli del suo programma economico che, rispetto a quello di Biden, potremmo definire un po’ più populista e un po’ più a sinistra.
Harris propone infatti di portare la tassazione delle imprese dal 21 al 28% e di non aumentare le tasse per chi guadagna meno di 400000 dollari all’anno, compresi sgravi fiscali fino a 50000 dollari per chi avvia una piccola impresa.
Kamala Harris strizza poi l’occhiolino alle famiglie della classe media con la promessa di un credito da 25000 dollari per chi compra la prima casa e l’aumento a 6000 dollari delle deduzioni fiscali per il primo anno di vita dei figli. Insomma, anche sull’economia Kamala Harris e Donald Trump offrono due visioni radicalmente diverse del futuro dell’America”.

9 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/kamala-harris.jpg 800 1200 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-09 18:24:532024-09-09 18:24:55A proposito del duello tv in programma domani

Walz e Obama per Trump!

Settembre 9, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Almeno otto membri della famiglia Walz – parenti stretti del candidato alla Vicepresidenza scelto dai democratici quale Running Mate di Kamala Harris – hanno esplicitato il loro appoggio a Donald Trump facendosi fotografare con una maglietta sulla quale era scritto “Walz’s for Trump”. Da segnalare poi allo stesso tempo che il fratellastro di Obama Abon’go Malik ha dichiarato “Sono un repubblicano e voto per il Presidente Trump!”
Ovviamente i media schierati praticamente all’unisono a favore della Vicepresidente, dopo avere sbandierato l’endorsement/conversione dei Cheney, danno poco spazio alle notizie sopra riportate.

9 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/trump-2024-rrrr.jpg 557 804 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-09 13:39:342024-09-09 07:39:53Walz e Obama per Trump!

Il voto latinoamericano a Philadelphia

Settembre 8, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

“Quattro anni fa, Donald Trump ha aumentato in modo significativo il suo sostegno in diverse sezioni di Philadelphia a forte prevalenza latina. Alcuni democratici che fanno campagna per Kamala Harris ammettono in privato di essere preoccupati che possa succedere di nuovo”, riporta il Wall Street Journal.
“Mentre i candidati si preparano per un dibattito ad alto rischio nel centro di Philadelphia martedì, la lotta per questi elettori si sta svolgendo a diverse miglia a nord. Invero, i latinoamericani sono una parte relativamente piccola della popolazione di Philadelphia (circa 240000, circa il 16%) e l’affluenza alle urne tende a essere bassa, ma entrambi i partiti sostengono che in un’elezione serrata potrebbero avere un significativo impatto”.

8 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/latinos-ca-4b6b-bc7b-5434bf5d6aa4-AFP_AFP_1LI6CC-scaled.jpg 1707 2560 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-08 16:20:362024-09-08 16:21:10Il voto latinoamericano a Philadelphia

Un nuovo sondaggio cambia le carte in tavola

Settembre 8, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Una nuova rilevazione del New York Times/Siena College pubblicata l’8 settembre ha concluso che Donald Trump è in vantaggio su Kamala Harris, con il 48% contro il 47%, entro il margine di errore di tre punti percentuali del sondaggio sostanzialmente invariato rispetto a quello dello stesso Times /Siena condotto a fine luglio, subito dopo che il presidente Biden aveva abbandonato la candidatura alla rielezione.
Ovviamente, restiamo in attesa di conferme ma la situazione potrebbe segnalare la fine della luna di miele per Kamala Harris.

8 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/trump-tNDU4NC1iZTExLTMwNDNmYjRhZjIxZg.jpg 352 547 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-08 16:18:532024-09-08 16:18:54Un nuovo sondaggio cambia le carte in tavola

Il concetto della ‘Traversata del deserto’

Settembre 8, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Ricordate John McCain? Per non andare troppo indietro nel tempo? Nel 2008? Ottiene la sospirata Nomination repubblicana per via della applicazione in molte circostanze nel corso delle Primarie del winner take all method, assoluto o relativo che fosse. Conseguentemente, avendo a favore (tra i repubblicani!) una maggioranza relativa di votanti e contraria una robusta minoranza. Contrari, in particolare, gli oppositori più espliciti di ogni ‘apertura’ riguardo alle questioni etiche: aborto, matrimonio tra persone dello stesso sesso, infinite situazioni del genere, insomma. E a novembre perde. Non in quanto i dissenzienti votino per la controparte, no. Perché semplicemente decidono di non recarsi ai seggi, cosa che in non pochi Stati contesi significa sconfitta. È (era?) questo il concetto della ‘Traversata del deserto’. Il ragionamento è il seguente:
sono repubblicano
tu non rappresenti le mie idee
io, per carità, non voto democratico
mi astengo e aspetto pazientemente (andare da un capo all’altro di un deserto importa parecchio tempo e implica appunto pazienza) la prossima volta
se allora il nominato corrisponderà ai miei desideri, tornerò a votare.
Orbene, pare proprio che in questo benedetto 2024 le cose funzionino differentemente. Non solo l’ex Vicepresidente con George Walker Bush Dick Cheney con figlia Liz al seguito (o alla guida?) concede il proprio endorsement a Kamala Harris. Non solo, in quanto molti altri repubblicani, prima e immediatamente dopo, fanno altrettanto. Qualcuno arrivando a dire “Perché prima di tutto sono un essere umano!” Effetto Trump? Impossibile negarlo. Talmente divisivo il tycoon da comportare almeno in alcuno perfino l’abbandono della povera Traversata!

8 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/mccain-AP_080904027622.jpg 1871 2400 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-08 12:25:172024-09-08 12:25:19Il concetto della ‘Traversata del deserto’
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