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A Trump tocca assaggiare la propria medicina

Settembre 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

“…. le espressioni di queste tendenze da parte di Donald Trump erano allarmanti. Ha mostrato alcuni modelli sorprendenti, seppur familiari, che si vedono comunemente tra le persone in declino cognitivo”, così, commentando il dibattito di Philadelphia, lo psichiatra Richard Friedman ripreso con evidente piacere dai giornali americani. Ora che il “vecchio demente” non è più Biden, tocca al settantottenne Trump assaggiare la medicina che fino a poco tempo fa riservava al tramontato rivale.

13 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/trump-2024-mn.jpg 572 798 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-13 15:35:262024-09-13 15:35:27A Trump tocca assaggiare la propria medicina

Trump dice che non farà un altro dibattito

Settembre 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Donald Trump ha dichiarato che non avrebbe partecipato a un altro dibattito con Kamala Harris, stroncando così la possibilità di un secondo incontro tra i due candidati prima del giorno delle elezioni. Trump ha affermato su Truth Social “Quando un pugile perde un incontro, le prime parole che gli escono dalla bocca sono: ‘Voglio la rivincita’”.
Aggiungendo “Non ci sarà nessun terzo dibattito!”

13 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/trump-AP_20184609305333.jpg 1365 2048 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-13 15:33:062024-09-13 15:33:08Trump dice che non farà un altro dibattito

USA 1824: duecento anni fa

Settembre 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

James Monroe, Presidente in atto, seguendo le indicazioni orali di George Washington che nel 1796 aveva rifiutato una terza candidatura – che avrebbe naturalmente comportato una nuova elezione – sostenendo che per più di otto anni fosse molto difficile fare fronte bene all’impegno, annuncia che non si riproporrà e per conseguenza, a quel mentre, in corsa per la Casa Bianca si propongono
Andrew Jackson
John Quincy Adams
William Crawford
Henry Clay
tutti esponenti del partito Democratico-Repubblicano.
I quattro, quanto al numero di componenti il Collegio Elettorale conquistati, terminano nell’ordine, nessuno tra loro raggiungendo la prescritta maggioranza assoluta.
La competenza come vuole la Carta Costituzionale passa conseguentemente alla Camera dei Rappresentanti laddove nel ballottaggio che deve concernere solo i primi tre classificati si vota per delegazione statale pesando uno sia il consenso dello Stato più popolato che quello del più deserto.
Con grande scorno dello sconfitto (che aveva ricevuto altresì in precedenza il maggior numero di suffragi popolari), il Segretario di Stato John Quincy Adams – appoggiato dallo Speaker Clay (quarto ed escluso dalla nomina) che in cambio verrà nominato a propria volta Ministro degli Esteri – viene preferito al famoso e focoso Generale Jackson, eroe della Battaglia di New Orleans (che essendo la pace già stata firmata in terra belga senza che la notizia fosse arrivata non avrebbe dovuto essere combattuta) e di mille altre contese.
Governerà il desso tra mille accuse e ambasce per un solo quadriennio.
(È in conseguenza di tale assai controverso epilogo che il partito Democratico-Repubblicano si dissolve dopo avere occupato la Executive Mansion – dal 1801 quando Thomas Jefferson aveva preso possesso del ruolo – per sette mandati consecutivi).
Considerato il primo Presidente Democratico (anche se ufficialmente tale denominazione è successiva), il predetto Jackson sostanzialmente porterà al governo la non ancora definita tale borghesia allontanando in Quincy Adams (che, alla stregua del padre John quando battuto dal pre citato Jefferson, si rifiutò di accogliere nella dimora il vincitore) l’ultimo esponente della culturalmente assai avanzata aristocrazia terriera che aveva ideato e costituito il Paese, non certamente solo guerreggiando due volte con gli inglesi, ma lasciando Dichiarazioni di Indipendenza imperiture, Leggi costituzionali di grande spessore, una giustizia e una giurisprudenza ancora vigenti.

13 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/Monroe-Statue-SB-H-1024x768-1.jpg 768 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-13 15:31:382024-09-13 15:31:40USA 1824: duecento anni fa

Così, incredibilmente, il New York Times

Settembre 12, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Ecco quanto (dopo avere nuovamente lodato senza se e senza ma la performance del 10 settembre a Philadelphia della candidata democratica) quasi incredibile prendendo atto della realtà, afferma il New York Times: “Kamala Harris rimane però una parte fondamentale di un’amministrazione in carica impopolare in una nazione in cui molti elettori affermano di volere un cambiamento decisivo e hanno espresso insoddisfazione per la leadership del presidente Biden”.

12 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/biden-brandon-2.jpg 422 718 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-12 16:31:302024-09-12 16:31:32Così, incredibilmente, il New York Times

A proposito di Bush/Kerry

Settembre 12, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Interessante ricordare che in ricordata circostanza 2004, poco prima delle elezioni, fu effettuata una ricerca a livello internazionale per verificare chi fra Bush e Kerry avrebbero votato, che so?, i francesi, i venezuelani, i neozelandesi, per dire.
Risultato: esclusi i polacchi e gli abitanti dei Paesi Baltici (va a sapere perché), tutti scelsero Kerry alla grande.
Dimostrazione della capacità propagandistica dei Democratici americani e della minore qualità nel campo dei Repubblicani.
D’altra parte, per quanto nel Novecento i Presidenti in carica ogniqualvolta gli Stati Uniti sono entrati in guerra siano stati, salvo nel Kuwait, democratici (un dato storico incontrovertibile) il loro è considerato un partito pacifista mentre dei repubblicani si parla come di guerrafondai.

12 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/bush-sident_of_the_United_States_by_U_S__Supreme_Court.jpg 1503 2345 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-12 16:30:022024-09-12 16:30:06A proposito di Bush/Kerry

Quando John Kerry stravinse i dibattiti e perse le elezioni

Settembre 12, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

I dibattiti presidenziali relativi alle elezioni del 2004 si sono tenuti il 30 settembre presso l’Università di Miami, l’8 ottobre presso la Washington University di St. Louis e il 13 ottobre presso l’Arizona State University, prima delle votazioni del 2 novembre. In ogni dibattito sono stati utilizzati moderatori e formati di dibattito diversi. I sondaggi successivi hanno generalmente suggerito che i dibattiti presidenziali del 2004 siano stati un fattore positivo per la candidatura di John Kerry.
Quelli post-dibattito immediati di CNN/USA Today/Gallup hanno mostrato che Kerry aveva chiaramente vinto il primo e il terzo confronto agli occhi del pubblico televisivo americano e pareggiato con Bush nel secondo.
Nei sondaggi successivi effettuati giorni dopo, la performance positiva percepita di Kerry nei dibattiti è aumentata, così che il pubblico lo ha visto vincitore in tutte e tre le circostanze. Il 2 novembre successivo il risultato fu
George Walker Bush 62.040.610 voti popolari e 286 delegati elettorali al Collegio
John Kerry 59.028.444 voti popolari e 251 componenti il citato Collegio.

12 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/kerry-e-sbagliata-l-idea-che-si-debba-scegliere-tra-clima-e-occupazione-ikj0.jpg 875 1280 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-12 16:28:202024-09-12 16:28:22Quando John Kerry stravinse i dibattiti e perse le elezioni

Il monotono ripetitivo e meccanico dopo dibattito

Settembre 12, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Come sempre accade (la sola eccezione è datata al dopo 27 giugno perché da tempo si pensava di sostituire Joe Biden e l’occasione fu presa al balzo), appena concluso un dibattito presidenziale televisivo, praticamente da ogni dove e ad opera di chiunque, il candidato democratico non solo viene indicato sbandierando gli analisti da una larga maggioranza dei media quale vincitore ma ci si affretta a dire che anche gli elettori comuni consultati concordano ampiamente nel giudizio.
Al fuoco di fila, si aggiungono i più eclatanti endorsement.
Sempre, anche quando poi il candidato democratico venga infine sonoramente sconfitto (basti qui ricordare i momenti successivi ai confronti G. W. Bush/John Kerry nel 2004) la quale cosa porta a chiedersi per quale ragione si ripetano tali, fuorvianti considerati gli esiti, eventi.
Orbene, tutto ciò detto e considerato, il dopo Kamala Harris/Donald Trump non ha fatto eccezione.
La Vicepresidente viene difatti data vincente non si dice per ko ma quasi, mentre dell’ex Capo dello Stato si parla perfino con qualche vena di religiosa pietà.
Orbene nuovamente, una disamina il più possibile (mai totalmente, perché nessuno riesce ad esserlo) imparziale porta a dire che, a seconda dei molti temi trattati, ora l’uno ora l’altro dei due contendenti nell’occasione hanno fatto migliore figura.
La qual cosa – considerati i trascorsi infelici di Harris nei dibattiti per la Nomination democratica 2020 – depone quanto alla stessa favorevolmente dimostrandone oltre che la
preparazione una professionalità della quale si poteva dubitare.
Ricordato ancora una volta che unico intento dei partecipanti a questi confronti deve essere quello di convincere gli elettori raccogliendo voti, vedremo solo col tempo se e quanto Harris e Trump a Philadelphia ci siano riusciti rivolgendosi ciascuno a una ben differente e contrastante parte dei cittadini, di un diviso Paese.

12 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/debate-th1.jpg 368 555 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-12 11:44:542024-09-12 12:03:06Il monotono ripetitivo e meccanico dopo dibattito

Il dibattito del 10 settembre a Philadelphia

Settembre 11, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

È il 2024 un anno davvero particolare negli Stati Uniti con riferimento ai dibattiti televisivi tra i candidati alla Presidenza. Il primo, tenutosi ad Atlanta il 27 giugno, si è distinto perché mai in precedenza i partecipanti si erano scontrati in anticipo rispetto alle Convention (in programma tra luglio e agosto), senza pertanto avere ufficialmente la Nomination in tasca.
Il secondo, il 10 settembre a Philadelphia, in quanto, da un punto di vista storico incredibilmente, i protagonisti sono stati parzialmente diversi.
In luogo del designato dal partito democratico attraverso Caucus e Primarie Joe Biden, Presidente uscente dichiaratosi il 21 luglio fuori corsa, il repubblicano ex Capo dello Stato Donald Trump, assetato di rivincita dopo la mai accettata sconfitta del 2020, ha affrontato la paracadutata e decisamente miracolata Vicepresidente in carica Kamala Harris.
La cronaca ci informa accuratamente in relazione. I due si sono stretti la mano.
La signora indossava un abito scuro e il tycoon sventolava la solita cravatta rossa.
Se ne sono poi – anche, per mano di Trump, molto folkloristicamente – dette di ogni genere e specie a proposito degli argomenti attesi (nessuna novità particolare e questo delude).
Dell’economia, la cui crisi sarebbe responsabilità di Trump per Harris e di Biden/Harris per il repubblicano.
Della immigrazione incontrollata (con le relative conseguenze) che è per non pochi elettori una notevole palla al piede dei democratici.
Dell’aborto, visto che Trump è arrivato a dire che Harris – la quale ha ovviamente negato – vuole consentirlo fino al nono mese.
Delle guerre in Ucraina e a Gaza con il repubblicano che ha nuovamente sostenuto che lui a White House non sarebbero scoppiate e che comunque sa cosa fare perché cessino.
Con la candidata dell’Asinello che ha affondato i colpi ricordando i fatti del 6 gennaio 2021 e i trascorsi giudiziari del rivale.
Dando però così modo a quest’ultimo di gridare alla persecuzione tramata dalla amministrazione Biden nei suoi confronti.
Eccetera, eccetera, eccetera.
Concludendo, la Vicepresidente ha invitato i suoi ad unirsi in vista di un futuro migliore mentre l’ex Presidente ha sostenuto che Harris al governo vorrebbe dire terza guerra mondiale con annessi e connessi.
Nessuno dei due, insomma, senza comunque brillare, ha gravemente vacillato (anche se alla fine sembra che Harris, non contenta del proprio exploit, abbia accennato alla possibilità di un secondo incontro subito negato dal rivale).
Nessuno dei due si è inoltre ricordato – ed è incredibile – che si era alla vigilia dell’anniversario degli attentati del 2001 alle Twin Towers!
Detto che i commenti subito stra favorevoli a Kamala Harris ad opera dei media notoriamente schierati (New York Times e Washington Post in prima linea) e gli apprezzamenti di artisti le cui simpatie democratiche sono conosciute lasciano naturalmente il tempo che trovano, quello che importa è sapere come hanno reagito gli elettori considerato che, alla fine, per quanto giornali, tv e social nell’ambito sguazzino, è a loro che i candidati si rivolgono.
A tal proposito, per dare un’idea e riaffermare che ci si rivolge ai non allineati, in quasi tutte le occasioni trascorse ben più del novanta per cento degli aventi diritto al voto schierati dall’una o dall’altra parte non hanno cambiato affatto opinione!

11 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/debate-th3.jpg 421 710 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-11 12:56:532024-09-11 15:50:26Il dibattito del 10 settembre a Philadelphia

Le condizioni per i Presidential Debates

Settembre 10, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Per qualificarsi, i candidati devono ovviamente soddisfare i requisiti costituzionali di ammissibilità: essere cittadini americani dalla nascita, avere almeno 35 anni ed essere stati residenti nel Paese per un minimo di 14 anni. Devono comparire nelle schede elettorali di un numero sufficiente di Stati per poter ottenere almeno 270 voti elettorali, pari quindi, essendo in totale 538 i delegati, alla maggioranza assoluta degli stessi.
Devono infine ottenere almeno il 15 percento di consensi in quattro sondaggi nazionali che rispettino gli standard editoriali previsti.

10 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/vote37444128_-_12_02_2016_-_us-ohio-g.jpg 509 763 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-10 18:04:492024-09-12 05:45:46Le condizioni per i Presidential Debates

Adesso il candidato più anziano è Trump

Settembre 10, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Con Joe Biden ormai fuori dai giochi la questione relativa all’età dei candidati è stata ovviamente capovolta. Donald Trump è ora la persona più anziana ad aver mai corso per la presidenza con un ticket di un partito importante e, se vincesse, diventerebbe il presidente più anziano della storia entro la fine del suo mandato quando avrebbe ottantadue anni.
È riuscito a eludere le domande sulla sua capacità quando Biden era l’avversario ma il rivale con cui si scontrerà nel dibattito in prima serata di martedì a Philadelphia sarà la vicepresidente Kamala Harris che a cinquantanove anni è quasi due decenni più giovane.

10 settembre 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/09/trump-5effc324defba_image.jpg 794 1200 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-09-10 14:03:002024-09-10 14:03:02Adesso il candidato più anziano è Trump
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