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Ted Cruz: “Voto Trump perché Hillary Clinton è inaccettabile”

Settembre 24, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

E alla fine anche Ted Cruz dovette cedere.

La racconteranno così in futuro.

Nemico strenuo del tycoon al punto di non concedergli l’endorsement e di parlare contro di lui in piena convention, alla fine anche il senatore del Texas ha dichiarato che nelle elezioni novembrine voterà Trump!

Due le ragioni.

La prima: aveva all’inizio dichiarato che chiunque fosse alla fine il nominato GOP lo avrebbe votato e non vuole venire meno alla parola data.

La seconda: occorre impedire la vittoria di Hillary che a suo modo di vedere è “un candidato inaccettabile”. 

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-24 00:00:002016-09-24 00:00:00Ted Cruz: “Voto Trump perché Hillary Clinton è inaccettabile”

In tv: primo confronto Clinton/Trump

Settembre 24, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Il tanto atteso 26 settembre.

Esclusi sia il libertariano Gary Johnson che la verde Jill Stein (lontani, ahiloro, dal necessario quindici per cento minimo nei principali sondaggi nazionali quanto alle intenzioni di voto), il primo confronto televisivo Clinton/Trump va in onda appunto lunedì 26 settembre.

L’attesa è davvero particolare e per vari, differenti motivi.

Per cominciare, Hillary ha recuperato fisicamente ed è in grado di reggere il gioco?

Dovesse avere una defaillance metterebbe sul serio in crisi la sua corsa verso White House.

Trump come si comporterà?

Attaccherà a testa bassa come ha fatto nei confronti interni al GOP, confronti tutti praticamente vinti prendendo gli avversari alla gola?

Clinton cercherà di imporre la sua maggiore ‘presidenzialità’?

Metterà in luce la sua esperienza evidenziando il da lei denunciato dilettantismo del rivale?

Non è che per caso il tycoon, guardando al centro, si proporrà in veste più moderata?

Vedremo.

Le previsioni in merito all’audience sono straordinarie: addirittura cento milioni gli spettatori annunciati.

Nella oramai lunga storia dei confronti televisivi pre electoral day, contrariamente a quanto pensano i media, non sempre il vincitore, colui che ha avuto il maggior riscontro immediato, ha dipoi effettivamente guadagnato la Casa Bianca.

Certo è, peraltro, che alcuni dei dibattiti precedenti sono entrati nella storia, primo tra tutti quello, mitico, Kennedy/Nixon del 1960.

Sapranno i due tanto attesi contendenti 2016 dare vita a un confronto altrettanto memorabile?

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-24 00:00:002016-09-24 00:00:00In tv: primo confronto Clinton/Trump

Hillary e Trump troppo vecchi? E William Harrison, allora?

Settembre 23, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

La salute fisica (di quella mentale nessuno parla, ?!) dei due candidati, in specie negli ultimi tempi, è uno degli argomenti che maggiormente interessano media ed elettori USA.

Clinton e Trump, a dire il vero, non è che presentando, come hanno fatto, due striminzite paginette vergate da medici compiacenti abbiano fugato i dubbi.

Certo – e la constatazione incide in merito – sono entrambi alquanto vecchietti (è poco educato parlare dell’età di una signora, ma nel caso…).

Li si paragona a Ronald Reagan, detentore di vari record in materia.

Ma, guardando indietro nel tempo, considerando l’epoca (anni Quaranta dell’Ottocento) e la speranza di vita di allora, il vero Matusalemme tra i presidenti deve essere ritenuto William Harrison.

Nel 1840 – ultra sessantasettenne – vinse una dura battaglia elettorale contro Martin Van Buren.

Il 4 marzo 1841, quando entrò in carica, aveva sessantotto anni suonati.

Non pochi per quei tempi, tutt’altro.

Il confronto quanto all’età tra Harrison e i due attuali contendenti è bene non portarlo oltre visto che è proprio il presidente whig il primo inquilino della Casa Bianca morto in carica per di più avendo governato (si fa per dire: aveva preso la polmonite il giorno dell’insediamento) solo trenta giorni!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-23 00:00:002016-09-23 00:00:00Hillary e Trump troppo vecchi? E William Harrison, allora?

Don King, un nero per Trump

Settembre 22, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Chiunque in America conosce Don King.

E’ l’organizzatore di incontri di pugilato più in gamba e praticamente tutti i ‘grandi’ del ring, da Muhammad Ali in poi hanno combattuto per lui.

Ieri, in Ohio, King ha parlato a favore di Donald Trump.

Schietto e senza fronzoli, secondo il suo modo d’essere.

E’ ora di mandare a casa i corrotti che dominano la politica, ha sostenuto.

E chi può farlo è il tycoon nuovaiorchese.

Un discorso che ha colpito ed i cui effetti andranno valutati bene.

E intanto una constatazione: non tutti i neri sono con Hillary.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-22 00:00:002016-09-22 00:00:00Don King, un nero per Trump

George Walker Bush: sarà lui l’ultimo presidente USA repubblicano?

Settembre 22, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Pare che da qualche tempo George Walker Bush vada dicendo di temere grandemente per il futuro del GOP.

Al punto di pensare a bocca stretta di poter essere infine lui l’ultimo repubblicano capace di arrivare a White House.

Certo, non è che il trionfo di Donald Trump nelle primarie del partito e la sua successiva nomination lo abbiano confortato.

Il tycoon nuovaiorchese era ed è visto come il fumo negli occhi dalla vecchia e ortodossa guardia GOP che non coglie affatto in lui e nelle sue istanze lo spirito, il cuore repubblicano.

Trump peraltro a parte, è in particolare il declino wasp (white, anglo-saxon, protestant) unito all’emergere delle nuove etnie (ispanici in prima linea) che in qualche modo giustifica la preoccupazione di George Walker.

Gli wasp – comunque già in partenza certamente non tutti repubblicani – non sono più maggioranza nel Paese e nell’elettorato.

Gli altri, come ebbe a sottolineare a suo tempo Mitt Romney, sono in qualche modo la negazione del sogno americano e il successo incredibile del ‘socialista’ Bernie Sanders lo dimostra.

In prospettiva (brutalmente semplificando) due le strade possibili.

La prima – che si aprirebbe in caso Trump vincesse – è la trasformazione del GOP, in qualche modo il suo snaturamento.

La seconda – se il tycoon perderà – la ricerca di una posizione più articolata quanto in specie ai problemi 

relativi ai rapporti tra bianchi, ispanici e neri.

D’altra parte, non è storicamente sempre stato il partito che fu di Abramo Lincoln ad ‘aprire’ alle minoranze, a concedere loro riconoscimenti e diritti?

Vedremo.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-22 00:00:002016-09-22 00:00:00George Walker Bush: sarà lui l’ultimo presidente USA repubblicano?

Se si votasse oggi

Settembre 21, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ok, lasciamo da parte il voto popolare a livello nazionale.

In questo 2016 – le probabilità sono parecchie – può succedere davvero che il vincitore quanto a suffragi perda quanto a grandi elettori (finora, storicamente, è accaduto quattro volte, la più recente nel 2000).

E’ pertanto opportuno se non necessario guardare ai sondaggi Stato per Stato perché è appunto nei singoli Stati, vincendo, che si catturano i predetti grandi elettori.

Ebbene, fatti i debiti conti e tenuti in considerazione i precedenti storici, è possibile dire che se si votasse oggi, Hillary Rodham Clinton prevarrebbe per duecentosettantadue delegati a duececentosessantasei essendo la maggioranza assoluta pari a duecentosettanta.

Una corsa testa a testa – oggi – nella quale il semplice cambio di voto in uno degli Stati minori usualmente democratici (per dire, il piccolo Maine) cambierebbe il risultato.

Lunedì, Trump e Clinton si affronteranno per la prima volta faccia a faccia in televisione.

Subito dopo, con buone probabilità, il quadro si farà più chiaro.

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La Conta dei Grandi Elettori, per ora

Settembre 21, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

La conta dei delegati al momento favorisce Hillary Clinton, che può contare su 86 delegati sicuri, 69 probabili e 45 provenienti dagli Stati in cui ha un buon vantaggio. Donald Trump, invece, ha 63 delegati sicuri, 32 probabili e 69 possibili. In totale Clinton potrebbe contare attualmente su 200 delegati contro i 164 di Trump, con altri 174 da assegnare. Ne occorrono 270 per vincere la corsa alla Casa Bianca.

Se proviamo ad assegnare i 174 delegati in base a come gli Stati hanno votato storicamente e in base ai sondaggi, che comunque non sono particolarmente affidabili e spesso sono all’interno del margine di errore, Hillary Clinton dovrebbe conquistare 272 delegati contro i 266 di Donald Trump.

Va comunque considerato che la candidata democratica è in fase discendente in questo momento, e il vantaggio potrebbe ridursi, specialmente quando il gioco si farà più duro: il sito FiveThirtyEight di Nate Silver, che negli ultimi cicli elettorali è riuscito a prevedere con ottima precisione l’esito delle elezioni, assegna attualmente a Clinton il 56,2% di possibilità di vittoria, molto poco se si considera che appena un mese fa questa probabilità era al 84,7%. Nate Silver assegna a Hillary Clinton 281 delegati contro i 257 di Donald Trump, ed è la stima più pessimista per i democratici.

Il New York Times assegna invece a Clinton il 75% di possibilità di vittoria, ed è il più ottimista per la candidata dell’Asinello.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-21 00:00:002016-09-21 00:00:00La Conta dei Grandi Elettori, per ora

Il voto per Stati (in caso di parità ma non solo)

Settembre 20, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Allora, il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre (in questo 2016, il giorno 8) non viene eletto il presidente degli Stati Uniti d’America.

Quel giorno, vengono votati Stato per Stato i cinquecentotrentotto componenti del ‘Collegio Elettorale’, l’organo costituzionale preposto alla elezione dell’inquilino di White House, elezione fissata al primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo dicembre.

Nell’ipotesi – decisamente improbabile ma non impossibile – che i due massimi contendenti (il repubblicano e il democratico, ai nostri tempi) finiscano alla pari con duecentosessantanove delegati nazionali a testa, secondo quanto disposto dalla Carta, la scelta del presidente spetta alla camera dei rappresentanti.

(Così, peraltro, anche nel caso in cui, essendo più di due i candidati che abbiano conquistato i grandi elettori, nessuno abbia raggiunto la maggioranza assoluta nel predetto Collegio Elettorale).

La decisiva votazione deve avere luogo “immediatamente” (come vuole la norma costituzionale) dopo la, in quel caso vana, determinazione del Collegio.

Questo significa – dobbiamo arguire ma è controverso – che i rappresentanti chiamati a votare sono quelli della vecchia legislatura visto che i neo eletti (la camera si rinnova totalmente anch’essa il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre) entrano in carica solo il 3 gennaio dell’anno successivo.

La Carta esplicita che in questo frangente alla votazione, perché sia valida, devono partecipare almeno le rappresentanze di due terzi degli Stati e che la maggioranza degli stessi Stati (tutti, non solo dei presenti e votanti) sarà necessaria per la nomina.

Di particolare interesse poi il fatto che in questi momenti il voto dovrà essere dato per Stati e che la rappresentanza di ciascuno Stato disporrà di un voto.

Ecco, quindi, che in questa estrema ipotesi, diverrà presidente il candidato il cui partito avrà conquistato il maggior numero di rappresentanti non in senso assoluto ma nel maggior numero di Stati.

Per chiarire: la California ha diritto oggi a cinquantatre rappresentanti.

Ipotizziamo che in maggioranza questi siano democratici.

Quel popolosissimo Stato si schiererà quindi per il candidato dell’asinello al quale darà un (uno!) voto.

Di contro, l’Alaska ha diritto alla camera ad un unico rappresentante.

Se si tratta di un repubblicano il suo voto pareggia quello dei cinquantatre californiani.

Un’altra, in qualche modo estrema, conseguenza del federalismo per il quale gli Stati hanno pari dignità a prescindere dal numero degli abitanti.

N.B.

Nella lunga storia USA, la camera è intervenuta due volte nella scelta del capo dello Stato.

La prima, nell’anno 1800 allorquando Thomas Jefferson e Aaron Burr conquistarono il medesimo numero di delegati.

La seconda nel 1824 quando Andrew Jackson pur ottenendo più voti popolari e grandi elettori non raggiunse il quorum di questi ultimi.

Nel 1800, Jefferson prevalse al trentaseiesimo ballottaggio.

Nel 1824, a Jackson fu preferito il secondo classificato John Quincy Adams.

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RCP Electoral Map 18 settembre 2016

Settembre 19, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Real Clear Politics, in data 18 settembre, facendo nella Electoral Map come sempre la media delle rilevazioni nazionali riguardanti le intenzioni di voto con riferimento ai singoli Stati e attribuendo virtualmente per conseguenza ai due candidati i grandi elettori, afferma che Hillary Clinton ha al momento forti probabilità di ottenere duecento voti elettorali.

Ottima performance, verrebbe da dire, non fosse per il fatto che un mese fa le attribuiva sessantadue grandi elettori in più.

Essendo fissata a duecentosettanta la necessaria maggioranza assoluta, Hillary, da quel traguardo poco fa molto vicino va sempre più allontanandosi.

Riuscirà a invertire la tendenza?

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-19 00:00:002016-09-19 00:00:00RCP Electoral Map 18 settembre 2016

Sanders: “Trump può vincere!”

Settembre 17, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Tempi quantomeno difficili per Hillary Clinton, quelli che sta vivendo.

Già prima del malore accusato a Ground Zero i dati conseguenti ai sondaggi nazionali e quelli, maggiormente significativi, relativi ai singoli Stati erano in discesa.

Poi, il bailamme conseguente la malattia e il rinfocolarsi di mai sopiti sospetti riguardo il suo vero stato di salute.

Le accuse, ancora una volta, di nascondere al Paese la verità.

A certificare lo stato delle cose e i fondati timori del partito dell’asinello, ecco un improvvisamente redivivo Bernie Sanders.

Lo sconfitto nella corsa democratica alla nomination, in una intervista concessa alla CNN, ha semplicemente detto: “Trump può vincere!”

Se ne sono accorti perfino i democratici.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-17 00:00:002016-09-17 00:00:00Sanders: “Trump può vincere!”
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