Fondazione Italia Usa
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Staff
  • Eventi e news
  • Premio America
  • Elezioni USA
  • Amici della Fondazione
  • Come sostenerci
  • Master
  • Newsletter
  • Stati Uniti d’America
    • L’inno USA
    • Dichiarazione d’indipendenza
    • La costituzione USA
    • I presidenti USA
    • La geografia
    • La mappa degli USA
    • La storia
    • La cultura
    • Le istituzioni
    • L’economia
    • Bandiere
    • Dicono degli USA
  • Italiano
  • Menu Menu

Ma cosa vuol dire “testa a testa”?

Settembre 17, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Allora, riportando i dati del recentissimo sondaggio reso noto dal Los Angeles Times, tutti i media titolano: “Hillary e Trump sono testa a testa”.

Poi, nel testo, scrivono che quella specifica rilevazione colloca The Donald avanti di addirittura sei punti percentuali, quarantasette a quarantuno.

Solo una ventina di giorni orsono, i medesimi media plaudivano, definendolo eccezionale, ad un vantaggio minore della democratica.

Viene alla mente per connessione un vecchio modo di dire molto andreottiano: “La legge con i nemici si applica, con gli amici si interpreta”.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-17 00:00:002016-09-17 00:00:00Ma cosa vuol dire “testa a testa”?

E’ giusto, ma se lo dice Trump…

Settembre 17, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

“Trump si è anche scagliato contro il presidente Usa.

Ha promesso che, se verrà eletto, cancellerà le azioni distensive di Barack Obama verso Cuba a meno che il governo di Castro non consenta la libertà di religione e non liberi i prigionieri politici”.

Così Repubblica.it che definisce queste parole “una nuova provocazione”.

Ma non dovrebbe essere del tutto ovvio, naturale, chiedere a Raul Castro di operare in tale senso e condizionare le aperture in corso all’effettiva liberazione dei prigionieri politici e alle aperture religiose?

Non sarebbe piuttosto corretto chiedersi perché Obama non l’ha fatto?

Mah.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-17 00:00:002016-09-17 00:00:00E’ giusto, ma se lo dice Trump…

Johnson e Stein out

Settembre 17, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

La Commissione nazionale addetta alla organizzazione dei dibattiti televisivi ha ufficialmente comunicato che sia il candidato del Libertarian Party Gary Johnson che quello verde Jill Stein non saranno della partita il prossimo 26 settembre.

Non hanno infatti raggiunto nei sondaggi presi in considerazione il necessario quindici per cento nelle intenzioni di voto.

L’esclusione vale solo in relazione al primo dibattito tv potendo le cose teoricamente cambiare in futuro.

Vedremo, dunque, ma con poche speranze.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-17 00:00:002016-09-17 00:00:00Johnson e Stein out

Il peso di Donald Trump? Ridicolo rispetto a quello di William Taft

Settembre 16, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Deve dimagrire sette/dieci chili?

E’ sovrappeso?

Deve tenere il colesterolo sotto controllo?

E va bene.

Quisquiglie, direbbe il principe De Curtis.

Trump è alla fin fine in buona forma e non è assolutamente – come affermato dalla corrispondente RAI da New York – il più grasso candidato di sempre né sarebbe il più lardoso presidente se eletto. 

In questo campo, il record spetta a William Taft che arrivò a pesare centosettantacinque chili, che quando viaggiava portava con se una poltrona a lui confacente perché in giro non ne avrebbe trovate, che quando voleva uscire dalla vasca da bagno doveva essere aiutato da almeno sei persone.

Tutta un’altra stazza!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-16 00:00:002016-09-16 00:00:00Il peso di Donald Trump? Ridicolo rispetto a quello di William Taft

Il presidente americano non sarà eletto l’8 novembre ma il 19 dicembre!

Settembre 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Lo so, lo so, dal 1848 – alla Casa Bianca, nella circostanza, arrivò Zachary Taylor – negli Stati Uniti, per White House ci si reca alle urne “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre” dell’anno bisestile (coincidenza determinata dal fatto che il 1792, anno dal quale prende il via l’elezione quadriennale – nell’unico precedente si era votato a cavallo tra il 1788 e il 1789 – era appunto bisesto).

Ma la domanda è: chi viene eletto quel fatidico giorno?

Davvero – come si dice sempre troppo semplificando – il presidente?

La risposta è no!

Il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre vengono invece eletti cinquecentotrentotto ‘grandi elettori’.

Cinquecentotrentotto, pari alla somma dei senatori (cento) e dei rappresentanti nazionali (quattrocentotrentacinque) più i tre ai quali nell’occasione ha diritto Washington D.C..

Cinquecentotrentotto suddivisi Stato per Stato (ciascuno Stato nomina tanti grandi elettori quanti sono i suoi parlamentari nazionali: senatori più rappresentanti).

Cinquecentotrentotto che “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre” successivo, formalmente riuniti – invero, ogni delegazione statale si ritrova nella capitale dello Stato di appartenenza – nel ‘Collegio Elettorale’ (l’organo costituzionale a questo delegato) eleggono il capo dello Stato.

Quest’anno, il predetto primo lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre cade il giorno 19.

Pertanto, con buona pace di tutti, il presidente non sarà eletto l’8 novembre, l’election day, ma appunto il 19 dicembre!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-15 00:00:002016-09-15 00:00:00Il presidente americano non sarà eletto l’8 novembre ma il 19 dicembre!

Gary Johnson e il sessantadue per cento!

Settembre 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Non è che improvvisamente il sessantadue per cento degli americani dichiari di voler votare il libertariano Gary Johnson, no.

E’ che quasi due terzi degli intervistati in una recentissima rilevazione nazionale hanno detto che Johnson, per quanto non al quindici per cento nei sondaggi, deve essere ammesso ai dibattiti televisivi, il primo dei quali è il programma il prossimo 26 settembre.

E’ di queste ore, poi, la conferma che il Libertarian Party è presente in tutti i cinquanta Stati.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-15 00:00:002016-09-15 00:00:00Gary Johnson e il sessantadue per cento!

Trump avanti in Ohio e Florida!

Settembre 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Sia effetto del vistoso malore accusato da Hillary Clinton l’11 settembre a Ground Zero.

Sia effetto della dichiarata polmonite.

Sia effetto delle sue mancate verità (per usare un eufemismo).

Sia effetto del trend negativo (da settimane è in calo).

Sia tutto questo ed altro ancora.

Fatto è che un recentissimo sondaggio CNN-ORC certifica un vantaggio di Donald Trump di ben cinque punti in Ohio (quarantasei a quarantuno) e di tre in Florida (quarantasette a quarantaquattro) ed è certo che non si diventa presidenti USA perdendo in questi due Stati!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-15 00:00:002016-09-15 00:00:00Trump avanti in Ohio e Florida!

Cartelle cliniche (?) che non dicono niente

Settembre 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Scambio di cartelle cliniche Trump/Clinton, dice la stampa.

Ma in verità leggiamo soltanto delle relazioni stese dai medici di fiducia dei due.

E perché mai dovremmo prenderle per buone?

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-15 00:00:002016-09-15 00:00:00Cartelle cliniche (?) che non dicono niente

Joe Biden al posto di Hillary?

Settembre 14, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Dovesse mai Hillary Clinton uscire di scena, chi fra i democratici avrebbe più possibilità di subentrarle?

A chi si rivolgerebbe il competente Comitato Nazionale Democratico?

Non molti invero i candidati probabili: solo uno.

Di più (due) i candidati con minori possibilità.

Il segretario di Stato John Kerry e la senatrice Elizabeth Warren i possibili.

Il vice presidente Joe Biden l’unico, il solo probabile.

Biden è un politico di grande esperienza al senato da sempre.

Competente in particolare di politica internazionale, è stato più volte a capo della commissione esteri della camera alta.

Da vice di Obama si è comportato ottimamente e tutti sanno che l’attuale presidente avrebbe voluto si candidasse.

E’ certo che i repubblicani non sarebbero affatto contenti della sostituzione.

La azzopppata – per mille versi – Hillary è molto più battibile di quanto sarebbe il vecchio Joe.

Vecchio – ecco il problema visto che ha già settantaquattro anni – ma che potrebbe proporsi nel caso come un presidente da un solo mandato. 

Quattro anni e via. 

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-14 00:00:002016-09-14 00:00:00Joe Biden al posto di Hillary?

La carta geografica elettorale USA oggi

Settembre 13, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Premessa: l’elezione presidenziale USA non è una elezione ‘diretta’.

Non si vota cioè per uno dei candidati ma, Stato per Stato, scegliendo delegati a loro collegati.

Per arrivare a White House occorre conquistare almeno duecentosettanta voti dei citati delegati – denominati ‘grandi elettori’ – pari alla maggioranza assoluta degli stessi (sono in totale cinquecentotrentotto).

Real Clear Politics – l’istituto che quotidianamente monitora tutti i più importanti sondaggi elettorali condotti a livello nazionale e locale e ne ricava la media – nella cartina geografica USA redatta in questi giorni, colora di blu intenso (e considera dunque acquisiti al campo democratico) i seguenti Stati: Hawaii, California, Vermont, Massachusetts, Washington DC e Maryland per un totale di ottantasei grandi elettori.

Quanto ai repubblicani, il rosso intenso domina in Alaska, Idaho, Wyoming, North Dakota, Nebraska, Oklahoma, Arizona, Alabama, Tennessee, Kentucky e West Virginia per complessivamente sessantatre grandi elettori.

Ottantanove i voti elettorali tendenzialmente ma non sicuramente dem, relativi a Washington (lo Stato), Illinois, New York, Rhode Island, Connecticut, New Jersey e Delaware.

Trentadue quelli probabilmente ma non certamente repubblicani, relativi a Utah, Montana, South Dakota, Kansas, Louisiana e Mississippi.

Trentaquattro i grandi elettori tendenzialmente dem, concernenti Oregon, Colorado, New Mexico, Minnesota e Maine.

Cinquantanove quelli altrettanto tendenzialmente rep, provenienti da Texas, Indiana e South Carolina.

I centosettantacinque delegati non attribuibili neppure lontanamente – i sondaggi sono oggi “too close to call” o pressappoco – ovviamente risulteranno decisivi.

Fanno capo a Nevada, Arizona, Iowa, Missouri, Wisconsin, Michigan, Ohio, Pennsylvania, Virginia, North Carolina, New Hampshire, Georgia e Florida.

Occorre sottolineare che i cinque delegati del Nebraska (Stato nel quale, come nel Maine, non si vota col ‘winner take all’ in ragione del quale chi vince in voti popolari prende tutti i grandi elettori ai quali lo Stato ha diritto) sono attribuiti quattro ai repubblicani e uno ai democratici.

Ricordo che praticamente da sempre due Stati ora inseriti tra i non attribuibili – Ohio e Florida, definiti con altri ‘Swing States’ perché possono votare e votano non secondo tradizione ma di volta in volta differentemente – risultano determinanti.

In particolare, nessun repubblicano ha mai vinto senza trionfare in Ohio.

Mancano meno di due mesi all’8 novembre, l’electoral day, e i giochi sono davvero aperti.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-09-13 00:00:002016-09-13 00:00:00La carta geografica elettorale USA oggi
Pagina 13 di 62«‹1112131415›»
Search Search

CHI SIAMO

La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.

CONTATTI

Via V. Veneto 108
00187 Roma, Italia

C.F. 97495210581

info @ italiausa.org

LINK UTILI

Contattaci

© Copyright -Fondazione Italia USA 2026, tutti i diritti riservati.Fondazione Italia USA è un marchio registrato. - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Art. 1 legge 3/2019
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto