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I laureati dal 52 votano repubblicano

Agosto 19, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Si fanno ricerche in ogni possibile senso.

Come hanno votato finora i bianchi?

Come intenderebbero votare?

I neri sono compatti dietro Hillary?

E gli ispanici?

E quanto conta il voto nero? 

E quello ispanico?

E quanti tra bianchi, neri, ispanici sono iscritti alle liste elettorali e probabilmente voteranno?

E i contrasti razziali quanto pesano?

L’economia influisce certamente ma va da Stato a Stato.

Le questioni sociali?

E via elencando.

Guardando indietro, si scopre che i laureati, dal 1952 (ripeto, dal 1952!) votano in prevalenza repubblicano.

Significativo anche questo particolare dato.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-19 00:00:002016-08-19 00:00:00I laureati dal 52 votano repubblicano

“Lasciate che Trump sia Trump!”

Agosto 18, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

L’invocazione “Lasciate che Trump sia Trump!” l’abbiamo già sentita e ha senza dubbio una sua ragione.

Il tycoon nuovaiorchese, in tutta la campagna, dalla candidatura alle primarie, ha sbaragliato la concorrenza interna al GOP – diciassette avversari, mica niente – facendo sempre di testa sua, andando a ruota libera, stupendo, uscendo dagli schemi, eccetera.

Disinteressandosi delle opinioni dei media, degli osservatori, dei commentatori, dell’establishment tutto del suo stesso partito.

E aveva un capo dello staff di sua fiducia che lo lasciava fare.

Poi, arrivato alla consacrazione, consigliato per il meglio (secondo i consiglieri) ma per il peggio guardando ai risultati, l’ha cambiato.

Via Corey Lewandowski e dentro Paul Manafort.

E adesso, a giochi non certamente favorevoli, via Manafort che a suo modo di vedere (ma è così) lo avrebbe ingabbiato impedendogli di dire e fare secondo estro e natura.

L’ha sostituito con un suo fan, Stephen Bannon, un vero conservatore che l’ha finora sostenuto a spada tratta e che non ha la minima esperienza in merito al lavoro che l’attende.

Vedremo se la mossa avrà successo.

Se davvero Trump tornerà a tempestare senza freni.

Verificheremo se adesso, affrontando la Clinton, la tattica dei tempi felici può essere ancora usata con esiti positivi.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-18 00:00:002016-08-18 00:00:00“Lasciate che Trump sia Trump!”

OH, PA, FL, MI, NC, il quadro a Ferragosto

Agosto 17, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Lo sapete.

I Red States votano repubblicano a prescindere.

I Blue States democratico, sempre a prescindere.

Poi ci sono gli Swing States.

Una volta da una parte, una volta dall’altra: verrebbe da dire che negli S.S. si vota con maggiore attenzione, guardando alla personalità dei candidati e più attentamente ai programmi.

Lo Stato al quale in vista del voto novembrino si deve guardare con la massima attenzione è l’Ohio (OH).

Per due ragioni.

La prima: nella storia, a partire dal 1804, quando iniziò ad esprimersi, ha sbagliato (ha cioè votato per il perdente) in pochissime occasioni e, guardando agli anni a noi più vicini, dal 1948, solo nel 1960, quando optò per Richard Nixon e in effetti prevalse John Kennedy.

La seconda: mai un repubblicano ha conquistato White House senza vincere in Ohio.

E oggi?

Beh, le rilevazioni sulle intenzioni di voto dicono unanimemente ma non di certo definitivamente che a Columbus, Cleveland e dintorni l’intenzione sarebbe quella di votare Hillary Clinton.

Sarebbe, dato che Real Clear Politics – l’istituto che si incarica di fare la media tra tutti i sondaggi – la colloca avanti ma di soli due virgola sei punti percentuali.

Insomma, da qui all’8 novembre, Trump ha tutto il tempo per capovolgere la situazione.

E negli altri Stati teoricamente contesi?

Che succede?

Nei sondaggi, naturalmente.

A metà agosto.

Ok.

In Florida (FL), Clinton guida con il quattro e mezzo di vantaggio.

In Pennsylvania (PA), ancora Hillary con un margine molto più confortevole, di nove punti e due.

Nel Michigan (MI), sempre la democratica con un vantaggio di sei punto sei.

Nel North Carolina (NC), Stato più favorevole ai GOP, Clinton di poco, solo il due per cento.

Detto che, secondo questi benedetti sondaggi (se si da un’occhiata generale), Hillary e’ accreditata di un numero di grandi elettori vicino, parecchio vicino, alla maggioranza assoluta.

Detto che a ‘disturbare’ The Donald (magari, sottraendogli i suffragi necessari per riportare uno Stato) potrebbe intervenire il libertariano Gary Johnson non poi posizionato male nelle intenzioni di voto.

Detto che Jill Stein, la ‘verde’, non dovrebbe invece avere un impatto altrettale nei confronti di Hillary.

Detto che i seguaci di Sanders che hanno a lungo battagliato con l’ex first lady sembrano (chissà?) avere in larga parte deposto le armi.

Tutto ciò detto e lasciando da parte la fantapolitica (ne tratto in un altro intervento), la ‘candidata ineluttabile’ dovrebbe farcela.

Certo è che in diverse occasioni il pretendente nettamente in testa a metà agosto ha poi perso.

Scongiuri da una parte.

Speranze dall’altra.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-17 00:00:002016-08-17 00:00:00OH, PA, FL, MI, NC, il quadro a Ferragosto

La Commissione che si occupa dei dibattiti televisivi ha reso note le regole alle quali si atterrà

Agosto 16, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Lo sappiamo da tempo: per partecipare ai dibattiti televisivi nazionali in programma a partire dal prossimo 26 settembre, un candidato deve contare su sondaggi che lo accreditino di almeno il quindici per cento delle intenzioni di voto.

La Commissione preposta a regolare i confronti suddetti ha oggi specificato altre interessanti notizie in merito.

Per prima cosa, i sondaggi che verranno considerati sono i seguenti: ABC-Washington Post, CBS-New York Times, CNN-Opinion Research Corporation, Fox News, and NBC-Wall Street Journal.

Poi, quanto al primo dibattito, varranno i dati rilevati a metà settembre.

Poi ancora, se tra un confronto e l’altro ci saranno variazioni nelle rilevazioni se ne terrà conto ammettendo o escludendo chi dovesse arrivare al predetto quindici o scendere sotto tale limite.

Per opportuna conoscenza, nel periodo 29 luglio/4 agosto, la media dei risultati ottenuti dei candidati più importanti nei sondaggi dei citati istituti era: Clinton, quarantaquattro per cento, Trump trentasei, Johnson dieci e Stein cinque.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-16 00:00:002016-08-16 00:00:00La Commissione che si occupa dei dibattiti televisivi ha reso note le regole alle quali si atterrà

La Repubblica on line conferma che Trump ha ragione nel dire che i media manipolano le notizie per nuocergli

Agosto 16, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

“Bufera su Trump, al capo staff dodici milioni dai filorussi di Yanukovych”.

Questo testualmente il titolo dell’articolo apparso il giorno di Ferragosto verso le ventuno e trenta nel sito di Repubblica R.it Esteri.

Cosa deve concludere il lettore scorrendolo?

Ovvio: che Yanukovych ha versato in questi tempi – e di tutta evidenza per finanziare Trump e condizionare dall’esterno, dalla Russia alla fin fine, la campagna elettorale americana – dodici milioni di dollari a Paul Manafort, appunto oggi capo staff del tycoon nuovaiorchese.

Poi, se uno legge l’articolo con attenzione, scopre che se davvero Manafort ha ricevuto (ma non è certo assolutamente) quei denari questo è accaduto tra il 2007 e il 2012, e cioè quando il desso non aveva nessun rapporto con un Trump, che fra l’altro all’epoca non era in corsa per la Casa Bianca.

Il candidato repubblicano va sostenendo che i media manipolano le notizie per nuocergli.

Ha ragione e questo è solo l’ultimo caso! 

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Interrogativi ferragostani

Agosto 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ferragosto.

Mi pongo due interrogativi ai quali non do risposta.

Il primo: ma che sistema elettorale è quello nel quale non ci si esprime a favore del candidato ritenuto migliore ma obbligatoriamente (se non si vuole buttare via il voto) per uno dei due proposti dai partiti che contano?

Nello specifico, Gary Johnson, con il running mate William Weld, non hanno la minima possibilità di vincere.

Il secondo: ma davvero un Paese maschilista come gli USA sceglierà una donna?

Non è che nell’urna, alla fine, i sondaggi saranno disattesi proprio in ragione del maschilismo prevalente?

Per il vero, relativamente a quest’ultimo punto, ci si deve anche chiedere: l’imperante politically correct sarà capace invece di prevalere e di far votare una donna solo perché tale?

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-15 00:00:002016-08-15 00:00:00Interrogativi ferragostani

I sondaggi negli Stati dicono Clinton

Agosto 13, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

L’abbiamo detto e ripetuto: i sondaggi a livello nazionale contano poco.

Negli Stati Uniti si può vincere e arrivare alla Casa Bianca perdendo per voti popolari nel complesso ma vincendo per grandi elettori.

E’ accaduto non spessissimo (quattro volte: nel 1824, nel 1876, nel 1888 – prima del diluvio, si potrebbe dire – ma anche nel 2000), ma è appunto accaduto.

E guardando alle rilevazioni del 12 agosto, nel mentre il Los Angeles Times dice che nel Paese il vantaggio di Clinton è solo dell’uno per cento, cosa ci mostrano le rilevazioni sulle intenzioni di voto condotte a livello locale per conto di NBC e Wall Street Journal e riguardanti non solamente i due candidati maggiori?

Ecco:

Florida, Clinton 41, Trump 36, Johnson 9, Stein 4

North Carolina, Clinton 45, Trump 36, Johnson 9, Stein 2

Virginia, Clinton 43, Trump 31, Johnson 12, Stein 5

Colorado, Clinton 41, Trump 29, Johnson 15, Stein 6

Non bene, ovviamente, per il tycoon che, stando ad un’altra rilevazione, si salverebbe nel Texas dove conduce su Hillary per 46 a 35.

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Dove (secondo i sondaggi) può vincere Trump?

Agosto 13, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Detto di Hillary e degli Stati di non poco conto che i sondaggi dicono propendere per lei, dove Trump può contare di vincere?

Guardando ai dati a partire dall’inizio di agosto, dovrebbe vincere in Iowa, Georgia, South Carolina, Utah, Kansas, Arizona e Oklahoma.

Quanto ai rimanenti Stati, non esistono sondaggi davvero recenti.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-13 00:00:002016-08-13 00:00:00Dove (secondo i sondaggi) può vincere Trump?

Tre soli punti di vantaggio per Hillary (!!!???)

Agosto 12, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Rasmussen – per il vero, un istituto da sempre, diciamo così, generoso con i repubblicani, ma insomma – assicura che il vantaggio di Hillary Clinton nei confronti di Donald Trump è al momento di soli tre punti percentuali.

Ove si consideri che il cosiddetto margine di errore in questi sondaggi è del tre per cento, i due sono alla pari.

E questo nel mentre i media americani e quelli di tutto il mondo parlano male (a dir davvero poco: lo vorrebbero morto!) del tycoon nuovaiorchese.

Una veloce verifica, consente di constatare che l’ex first lady – salvo la fase finale della convention repubblicana di Cleveland – è stata costantemente data per favorita nei sondaggi, partendo a maggio addirittura con quindici e più punti di margine.

Non va bene affatto, quindi e pertanto, per la signora che, col suo nutritissimo staff, non dorme certo sogni tranquilli come, del resto, certificato dai messaggi via internet che vengono inviati a quanti si sono iscritti tra i suoi sostenitori.

L’8 novembre è ancora lontano e mille accadimenti e comportamenti possono intervenire, tali da indirizzare il voto nell’una o nell’altra direzione.

Occorre attendere.

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Trump: “Obama fondatore dell’ISIS?” Gary Johnson: “Sì, ma non intenzionalmente!”

Agosto 12, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Polemica dura a proposito dell’ISIS.

Donald Trump, in un affondo decisamente incisivo, ha accusato il presidente Barack Obama e Hillary Clinton di essere i ”fondatori dell’ISIS”.

In una successiva intervista, al giornalista che cercava di edulcorare la pillola introducendo il tema con la frase “Lei intendeva dire che Obama ha creato le condizioni per la nascita dell’ISIS”, ha ribadito che no, “Intendo dire proprio quello che ho detto!”

Putiferio conseguente.

Richiesto di un parere in merito, il candidato del Libertarian Party Gary Johnson ha sostenuto che Obama è il fondatore dell’ISIS ma che lo ha fatto “inconsapevolmente”.

Può sembrare una difesa del capo dello Stato ma in verità è terribile un colpo sotto la cintura.

Johnson con queste parole sta dicendo che Obama non si rende conto di quello che fa e delle conseguenze del suo operato.

Peggio di così?!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-12 00:00:002016-08-12 00:00:00Trump: “Obama fondatore dell’ISIS?” Gary Johnson: “Sì, ma non intenzionalmente!”
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