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Trump: cento polemiche al giorno? Come risparmiare in pubblicità!

Agosto 11, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Spariamola grossa, ne parleranno tutti, media in prima fila.

Spariamola grossa e spendiamo decisamente poco in pubblicità.

Tutti hanno diritto di votare (purché maggiorenni, cittadini e iscritti alle liste elettorali) in America.

Tutti, non solamente gli intellettuali, gli artisti, gli attori, i giornalisti e via elencando.

Ai suoi tempi, Oscar Wilde diceva “L’unico modo per essere ricordati dalle persone dedite al commercio è non pagare i loro conti!”

Certamente, Donald Trump conosce poco o nulla di Wilde, ma, istintivamente, da animale televisivo quale è, sa che perché la gente si ricordi di lui deve apparire, apparire, apparire… e che non importa un fico secco il perché.

Sa benissimo poi che se non le sparasse grosse non apparirebbe affatto.

E poiché ha deciso di spendere poco o niente in pubblicità (un decimo di quanto spende la signora Clinton) e di vincere ci dà dentro a tutta forza.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-11 00:00:002016-08-11 00:00:00Trump: cento polemiche al giorno? Come risparmiare in pubblicità!

‘The Santa Monica Observer’ e gli ipotetici endorsement dell’intera vecchia guardia GOP al Libertarian Party

Agosto 10, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

A quanto sembra, dobbiamo prendere in considerazione quanto ha pubblicato pochi giorni fa nientemeno che ‘The Santa Monica Observer’, un foglio settimanale californiano che tira ventimila copie e vanta trentottomila lettori.

Ebbene, è sulle pagine del citato ‘Observer’ che è apparsa una notizia, meglio una anticipazione, che se corrispondesse al vero potrebbe mutare non poco l’andamento delle elezioni.

Ecco, scrive l’autore del reportage, che nella prossima settimana Mitt Romney, i Bush al completo e altri importanti componenti la vecchia guardia repubblicana (ma non solo) dichiareranno il proprio appoggio ufficiale al ticket libertariano Johnson/Weld.

Orbene, sia Jeb Bush che Mitt Romney hanno più volte dichiarato il loro apprezzamento per i due ex governatori in corsa per il Libertarian Party ma da qui ad arrivare a un esplicito endorsement corre molta acqua nel fiume.

Per di più, il mormone ha anche fatto sapere di non essere d’accordo con le aperture di Johnson a favore dei diritti femminili e dell’uso della marijuana.

Fatto è, comunque, che se la notizia trovasse riscontro nella realtà le possibilità di Johnson di arrivare almeno al quindici per cento nei sondaggi e di essere pertanto ammesso ai dibattiti televisivi nazionali aumenterebbero di molto.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-08-10 00:00:002016-08-10 00:00:00‘The Santa Monica Observer’ e gli ipotetici endorsement dell’intera vecchia guardia GOP al Libertarian Party

A Hillary 374.585.440 dollari (dati ufficiali al 21 luglio)

Agosto 9, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

I conti in tasca.

La Federal Election Commission – organo ufficiale che segue e monitora l’andamento della campagna elettorale USA – ha di recente comunicato i dati relativi alle contribuzioni ricevute dai due candidati maggiori alla Casa Bianca entro il trascorso 21 luglio.

Ebbene, Hillary Clinton aveva a quel momento incassato 374.585.440 dollari, ne aveva spesi duecentonovanta milioni e spiccioli, aveva in cassa ottantaquattro milioni e rotti.

Donald Trump aveva ricevuto contributi per totali 98.742.091 dollari, aveva speso settantasei milioni e spicci e ne conservava ventidue milioni e più.

La predetta Commission non si è limitata alle cifre, ha anche elencato i dati relativi ai contributors.

Chi ne abbia voglia può andare a leggere.

Le osservazioni in merito – nei mille possibili sensi – lascerebbero il tempo che trovano, ma è certo che le campagne elettorali sono vicine (se non l’hanno già superato) al punto di non ritorno.

Banalizzando, la presidenza spetta a chi ha maggiori disponibilità economiche?

Inaccettabile!

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Sondaggi: facciamo il punto

Agosto 9, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Nessuna fiducia nei sondaggi, naturalmente.

Soprattutto, se sono su base nazionale, visto che il voto è Stato per Stato.

Poi, perché le rilevazioni sulle intenzioni di voto in corso di campagna elettorale sono quasi sempre, se non manipolate, tendenziose avendo ben precise finalità.

Ciò detto, all’8 agosto 2016 – si vota l’8 novembre – secondo Real Clear Politics, l’istituto che fornisce i risultati facendo la media dei sondaggi più accreditati, la situazione è:

Hillary Clinton conduce con il quarantatre e nove per cento

Donald Trump segue con il trentasei e sette

Gary Johnson chiude con l’otto e otto.

Clinton, quindi, ha un vantaggio medio del sette e due per cento.

Rammento che a tre mesi dalle elezioni, in molte occasioni, i sondaggi assegnavano vantaggi anche parecchio superiori al candidato poi sconfitto.

Come già ricordato in precedenza, il caso più clamoroso concerne il turno elettorale del 1988, quando, a fine luglio, Jimmy Carter conduceva per diciassette punti salvo perdere poi nettissimamente.

Da ricordare anche il 1848 e il 2000 allorquando Al Gore all’inizio di settembre era dato in vantaggio di otto punti.

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Occorre arrivare a settembre

Agosto 8, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Certo, i media, a caccia di scoop purchessia, enfatizzano ogni e qualsiasi alito di vento, ma è quello agostano, successivo alle convention, normalmente, un periodo di laboriosa attesa nell’evolversi della campagna elettorale per la Casa Bianca.

Certo, ogni giorno, ogni improvviso accadimento può contribuire a cambiare le carte in tavola, ma nei due schieramenti è questo il momento di ragionare, di correggere gli infiniti errori commessi, di programmare lo sprint finale.

E’ quella tra Hillary Rodham Clinton e Donald Trump (Gary Johnson e Jill Stein finiranno per non contare molto) una partita aperta, per quanto i sondaggi – comunque ballerini – possano indicare il contrario.

Certo ancora, il tycoon, a detta degli osservatori, sbrocca ad ogni piè sospinto, ma quel che conta al riguardo non è evidentemente la poco influente opinione dei media ma quella dell’elettore.

Certo, Hillary è vulnerabile (sarebbe vulnerabile non fosse difesa e salvaguardata in ogni modo).

Comunque, una del tutto relativa pausa occorre.

Non è forse questa la più affascinante campagna per White House da molti anni in qua!?

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Romney e Kasich appoggiano Ryan

Agosto 7, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Non che l’appoggio di Mitt Romney e di John Kasich possa essere determinante ai fini della vittoria di Paul Ryan nella primaria GOP del Wisconsin in programma il 9 agosto.

Lo sfidante Paul Nehlen è staccatissimo nei sondaggi.

E poi che Romney si dichiarasse a favore dello speaker era in qualche modo scontato visto che è stato il suo running mate nel 2012.

No, quello che va rimarcato in questa vicenda è il fatto che i due – indubbiamente tra i massimi esponenti del partito repubblicano in qualche modo della vecchia guardia – abbiano dichiarato il proprio endorsement senza se e senza ma, contrariamente a Donald Trump, all’inizio deciso ad appoggiare Nehlen e solo più tardi, investito da un fiume di polemiche, tornato sui suoi passi.

Un altro segno della frattura interna al GOP.

Insanabile, malgrado i mille tentativi.

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“Hillary Clinton non è la soluzione, è il problema!”

Agosto 7, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Riprendendo e rielaborando una celebre battuta di Ronald Reagan (suonava: “Il governo non è la soluzione, è il problema!”), nel discorso di accettazione della nomination da parte del Green Party in quel di Houston, Jill Stein ha naturalmente attaccato i candidati dei due principali partiti.

Donald Trump è per lei impresentabile ma votare l’altrettanto improponibile ex first lady non risolve il problema relativo al futuro degli Stati Uniti.

Stein si è quindi rivolta al ‘popolo di Bernie Sanders’, a quanti si sentono traditi dall’endorsement che il senatore del Vermont ha dato a Hillary Clinton dopo averla duramente combattuta avendo in cambio un pugno di mosche.

“Insieme”, ha incitato, “saremo inarrestabili!”

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Houston, 6 agosto: Jill Stein ottiene la nomination dal Green Party

Agosto 7, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ora il quadro è completo. 

Prima il Libertarian Party ad Orlando (incoronato Gary Johnson).

Poi i repubblicani a Cleveland (ed ecco ufficializzato Donald Trump).

Dopo i democratici a Philadelphia (nomination a Hillary Rodham Clinton).

Infine, il 6 agosto, il Green Party a Houston (Jill Stein la prescelta).

Certo, mettere sullo stesso piano i candidati ufficiali dei due partiti che si contendono senza seri e competitivi terzi incomodi dal 1856 White House con quelli dei due movimenti indicati è decisamente troppo.

Ma, forse, vale la pena oggi di guardare con una qualche attenzione a libertariani e verdi visto che risulta da sondaggi condotti con serietà che addirittura il quaranta per cento dei giovani sotto i trent’anni guarda con simpatia a questi due partiti e dichiara di non poterne più dei vecchi.

Johnson e Stein non faranno saltare il banco a novembre di quest’anno ma stanno aprendo una strada.

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Trump fa dietrofront: pieno sostegno a Paul Ryan e soci

Agosto 6, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Tanto tuonò che piovve!

Un bene o un male, che Donald Trump si sia piegato alle infinite pressioni ricevute e abbia accettato, obtorto collo, di concedere il proprio appoggio allo speaker Paul Ryan e ai senatori John McCain e Kelly Ayotte (tutti più o meno critici nei suoi confronti e in partenza da lui avversati) nelle primarie interne al GOP in programma in questi giorni?

Premesso che i sondaggi per quanto riguarda la sfida del Wisconsin tra il predetto Ryan e lo sfidante Paul Nehlen vedono il primo in vantaggio nettissimo e che, quindi, appoggiare lo sfidante avrebbe fatto fare a Trump a una figuraccia (argomento a mio modo di vedere decisivo ai fini della improvvisa inversione di marcia), la mossa forse conduce a un momento – un momento – di tregua nel partito ma porta a dubitare per l’ennesima volta delle idee e dei comportamenti del candidato.

Ondivago, si conferma il tycoon, tanto da sostenere a proposito di molti temi cose contraddittorie.

Ondivago, in forte contrasto con l’immagine di uomo deciso e determinato che intende dare.

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Sanders? Quando i riflettori si spengono

Agosto 6, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Che fine ha fatto Bernie Sanders?

Certo, non è sparito.

Ma altrettanto certamente le luci dei riflettori non lo inseguono più.

Il suo tempo è finito.

Ha corso.

Ha battagliato.

Ha dato filo da torcere al partito che voleva Hillary e ha fatto di tutto per boicottarlo.

Alla fine, ha in qualche modo se stesso e i mille che avevano creduto in lui, nelle sue idee ‘socialiste’, nella sua promessa di andare fino in fondo.

Avevano pensato davvero a una rivoluzione (pacifica, per carità).

Il suo futuro?

Un ruolo nella campagna elettorale, di sicuro.

Serve ancora!

Poi, l’oblio, salvo tre o quattro righe nei libri di storia.

Tre o quattro, forse cinque righe.

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