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Chi tra i GOP lascerà Trump? E importa qualcosa al tycoon delle critiche e degli abbandoni?

Giugno 9, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Donald Trump parla (a ruota libera, straparla, secondo molti) e qualcuno tra i big repubblicani prende le distanze da lui.

I Bush tutti e Mitt Romney – ricorderete – hanno da tempo dichiarato che non lo appoggeranno.

Ed ecco che Paul Ryan (da poco, in qualche misura obbligato dal ruolo di speaker, arrivato infine ad appoggiarlo) critica le sue uscite ‘razziste’ così come Lindsay Graham e perfino Newt Gingrich.

Per non parlare, al riguardo, dei media.

Come sempre, però, quando si guarda al tycoon nuovaiorchese, ci si dimentica dell’elettore al quale si rivolge.

Un elettore che se ne impipa delle paginate giornalistiche e delle opinioni dei critici.

Un elettore diverso e nuovo (alle primarie hanno votato per Trump persone che non erano mai andate alle urne prima).

The Donald conosce i suoi polli.

I critici non hanno capito nulla di lui dall’inizio e continuano a non capire.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-06-09 00:00:002016-06-09 00:00:00Chi tra i GOP lascerà Trump? E importa qualcosa al tycoon delle critiche e degli abbandoni?

Paura di Trump? Qual è l’unica cosa che il presidente USA può decidere da solo?

Giugno 9, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Paura di Donald Trump?

Di cosa diavolo possa combinare una volta arrivato a White House?

Pare proprio che tale timore serpeggi, che molti lo nutrano.

Ma, per il vero, il presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del mondo nella comune percezione, non ha poteri assoluti praticamente in nessun campo.

Vanta il potere esecutivo ma con parecchi limiti.

Non ha potere legislativo e men che meno, ovviamente, giudiziario.

Venendo più specificamente alla paura da parecchie persone nutrita che il tycoon si avventuri in guerre in giro per il mondo, negli USA lo stato di guerra è dichiarato dal senato (e Hillary Clinton, tutti lo dimenticano, votò a favore dell’intervento in Iraq).

Esagerando, ma non troppo, Gerald Ford diceva: “L’unica cosa che può decidere da solo il presidente è quando andare al gabinetto!”

Evviva.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-06-09 00:00:002016-06-09 00:00:00Paura di Trump? Qual è l’unica cosa che il presidente USA può decidere da solo?

Trump, il repubblicano più votato di sempre

Giugno 9, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Consuntivo delle primarie e dei caucus 2016 per il partito repubblicano (i democratici devono ancora votare nel Distretto di Columbia).

Record a bizzeffe.

Intanto, nel numero dei candidati che all’inizio erano addirittura diciassette.

Poi, ventotto milioni di voti in totale con un incremento del trentanove per cento rispetto al 2012.

Infine, Donald Trump è il candidato che ha raccolto personalmente il maggior numero di consensi da quando il sistema è in uso: tredici milioni quattrocentoseimila elettori e cioè un milione e quattrocentomila più di George Walker Bush nel 2000.

Numeri che devono fortemente preoccupare Hillary Clinton perché dimostrano che The Donald è in grado di convocare ai seggi anche molti tra coloro che prima non hanno mai votato!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-06-09 00:00:002016-06-09 00:00:00Trump, il repubblicano più votato di sempre

In attesa della California. Hillary vince nel New Jersey e non solo

Giugno 8, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Non che i dati siano definitivi – d’altra parte, la California è lontana – ma i risultati delle primarie in programma il 7 giugno, l’ultimo supermartedì, premiano Hillary Clinton.

L’ex first lady vince nettamente nel New Jersey – importantissima affermazione dato che si trattava dello stato che attribuiva il maggior numero di delegati in palio dopo la California.

Prevale di poco, ma prevale, nel Sud Dakota.

Va meglio nel New Mexico.

Al rivale Bernie Sanders, per il momento, nettamente il Nord Dakota e, pare, per un pugno di voti, il Montana.

A sera, faremo i conti – e si vedrà se Clinton ha raggiunto o meno la maggioranza assoluta dei voti elettorali scelti da popolo, quindi super esclusi – non facili se non a seguito dei risultati ufficiali, visto che tra i democratici i delegati vengono attribuiti proporzionalmente.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-06-08 00:00:002016-06-08 00:00:00In attesa della California. Hillary vince nel New Jersey e non solo

Victoria Woodhull,1872, la prima donna candidata a White House

Giugno 8, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

La prima candidatura alla Casa Bianca di una donna si perde nella notte dei tempi, risalendo addirittura al 1872.

Accadimento straordinario in specie ove si pensi che all’epoca – e fino al 1920 – negli Stati Uniti le donne non avevano il diritto di voto.

La signora che ebbe, appunto per prima e in quella situazione non certamente facile per il sesso debole, l’ardire di proporsi fu Victoria Woodhull.

Con lei nel ticket – altro primato assoluto – un afroamericano, il grande attivista nero Frederick Douglass.

Ebbero, i due, nella circostanza, il sostegno dell’Equal Rights Party, formazione politica ovviamente del tutto minoritaria.

Woodhull – che si ripresenterà altre due volte, nel 1884 e nel 1892 – non arrivò indenne alla general election (5 novembre) perché fu arrestata qualche giorno prima per questioni peraltro non riguardanti la candidatura.

Ovviamente – per quanto le notizie in merito siano scarsissime – non ebbe seguito elettorale alcuno. 

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Endorsement di Nancy Pelosi per Hillary Clinton

Giugno 8, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Finalmente!

Nancy Pelosi – la prima donna arrivata a suo tempo alla presidenza della camera dei rappresentanti – ha aspettato praticamente la fine delle primarie per dichiarare che intende appoggiare Hillary Clinton.

Verrebbe da chiedersi il perché di questa lunga meditazione e da pensare che l’endorsement arrivi adesso solo perché restare ai piedi del carro del vincitore (della vincitrice) non è positivo.

In un partito pieno di vecchi (Hillary, la più giovane, viaggia per i sessantanove anni!), la settantaseienne ex speaker spera forse ancora in un incarico, in un posto al sole?

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All’ex segretario di Stato anche la California ma Sanders non cede

Giugno 8, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Arrivano infine i risultati delle tanto attese primarie democratiche californiane e, contro ogni aspettativa – i sondaggi davano il senatore del Vermont molto vicino – Hillary Clinton ha vinto nettamente!

Dappoiché la distribuzione dei delegati in campo dem avviene su base proporzionale, sapremo solo più tardi, quando tutti i conteggi saranno terminati, quanti voti elettorali ha conquistato in totale sul campo Hillary.

Solo nel caso in cui per arrivare alla maggioranza assoluta non fossero necessari i superdelegati Sanders sarebbe costretto a concedere la vittoria alla rivale.

Nell’ipotesi contraria – l’ha appena ribadito – andrà avanti fino alla convention.

 

California, riepilogo dei dati relativi alle primarie democratiche del 7 giugno:

Delegati totali 550

Delegati popolari 475

Superdelegati 75

Hillary Rodham Clinton 238 delegati popolari e 69 superdelegati

Bernie Sanders 155 delegati popolari e 0 superdelegati

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Hillary ‘nominata’ (secondo i media)

Giugno 7, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Fatti e rifatti i conti, l’Associated Press comunica che ancor prima del confronto odierno in cinque Stati – New Jersey e California compresi – Hillary Clinton avrebbe raggiunto la maggioranza di delegati necessaria per ottenere la nomination nella prossima convention estiva democratica di Filadelfia.

E’ un avvenimento davvero epocale, una notizia sulla quale in media si buttano a pesce: si tratta della prima donna che arriva a tagliare tale traguardo e che sul serio vede non poi tanto in lontananza la Casa Bianca.

Osanna, acclamazioni soprattutto mediatiche.

Bernie Sanders non ci sta e protesta ricordando i fatti (ma cosa contano i fatti, la realtà?).

Hillary non ha assolutamente raggiunto la maggioranza dei delegati eletti, scelti dal popolo.

Hillary supera il fatidico numero perché appoggiata dalla quasi totalità dei superdelegati, i quali – ripete alla noia ma correttamente il senatore del Vermont – non essendo vincolati, potrebbero anche cambiare voto in sede di convention.

Tant’è.

Mi sovviene il finale de ‘L’uomo che uccise Liberty Valance’, vecchio film di John Ford.

Il direttore del giornale che intende pubblicare una certa notizia viene a sapere che in verità le cose non sono andate come la vulgata da sempre riferisce e dice: “Se la leggenda incontra la realtà vince la leggenda!”

Amen.

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David French molla, Bill Kristoll no

Giugno 7, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ci ha pensato a lungo (relativamente).

Ha riflettuto.

Ha pregato.

E, alla fine, ha fatto un passo indietro.

Pur ribadendo tutte le critiche già avanzate nei confronti del Republican Committee e su Donald Trump, David French ha dichiarato di non essere in corsa per la presidenza come candidato alternativo o terzo incomodo.

Ha ringraziato e si è fatto da parte.

Comprensibilissima la sua decisione.

In fin dei conti, altro non era che una scelta – molto decorosa – di ripiego del fronte anti Trump, scelta fatta a seguito dei rifiuti di personalità decisamente più autorevoli prima collezionati. 

Ma, c’è chi non desiste.

French non aveva fatto in tempo a dire quel che ha detto che subito Bill Kristoll ha twittato assicurando che la ricerca del terzo uomo non è chiusa qui e che comunque a novembre una alternativa anti Trump di provenienza GOP ci sarà.

Vedremo.

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Perché dare oggi la notizia della nomination di Hillary Clinton?

Giugno 7, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

“A pensare male si fa peccato ma spesso si indovina”.

Allora, l’Associated Press, a voce spiegata e forzando la realtà, spara la notizia (che inevitabilmente viene ripresa senza nessun ragionamento in merito da tutti media) del superamento da parte di Hillary Clinton della soglia del cinquanta per cento più uno dei delegati alla convention ed annuncia che l’ex first lady sarà la candidata ufficiale del partito dell’asinello l’8 novembre nella general election.

Invero, così non è ufficialmente perché la maggioranza alla quale sarebbe pervenuta comprende larghissima parte dei superdelegati i quali, teoricamente, possono in sede di convention cambiare voto.

Non lo faranno, ma è così.

Ora, perché lanciare oggi tale notizia?

Per rendere meno interessante, per fare ritenere inutile ai sostenitori di Bernie Sanders il voto nelle primarie in programma in cinque Stati, California e New Jersey inclusi.

Hillary, il suo staff, l’establishment temono grandemente un possibile esito sfavorevole, ma se, scoraggiati (se i giochi sono fatti, perché mai andare a votare?), i seguaci del senatore del Vermont stanno a casa…

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