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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Il diritto di veto e sue applicazioni

Marzo 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Seicento trentacinque le volte nelle quali Franklin Delano Roosevelt ha applicato il veto a leggi non condivise.
Numericamente, si tratta del record in materia ma va ricordato che F. D. R. fu alla Executive Mansion dal 4 marzo 1933 al 12 aprile 1945, oltre dodici anni.
Più feroce in materia – tanto da meritare il titolo di ‘grande ostruzionista’ – Grover Cleveland che nel suo primo mandato lo pose quattrocentoquattordici volte, praticamente sempre.
All’opposto – nemmeno un veto – non tanto William Harrison (morto un mese dopo l’insediamento, mese trascorso in malattia), quanto John Adams (in quattro anni), Thomas Jefferson (in otto), John Quincy Adams (in quattro), Zachary Taylor (poco più di un anno e quattro mesi, però), Millard Fillmore (che portò a termine il mandato di Taylor) e James Garfield (peraltro, in sella pochi mesi).
Come si vede, dal 1881 (Garfield passa a miglior vita nel settembre di quell’anno), tutti, più o meno, hanno fatto ricorso a questo strumento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-18 17:21:432020-03-18 17:21:43Il diritto di veto e sue applicazioni

Aspettare il New York (e la Pennsylvania)?

Marzo 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Coronavirus con i conseguenti sconvolgimenti di calendario a parte, un lungo momento di riflessione per gli elettori e di aggiustamenti nell’establishment quello che corre tra l’oramai trascorso martedì 17 marzo e il prossimo 28 aprile.
Sono difatti (tranne pochi Stati minori, elettoralmente parlando) fissate a questa ultima data le due prossime consultazioni di peso.
Voteranno (dovrebbero votare) allora
Connecticut
Delaware
Maryland
New York
Pennsylvania
Rhode Island
e certamente il New York e in misura inferiore ma significativa lo Stato con capitale Harrisburg molto rappresentano.
Oggi guardiamo al New York come all’ultimissima spiaggia quanto a Bernie Sanders.
Sarà il Senatore ancora in competizione a quella lontana data?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-18 13:01:042020-03-18 13:01:04Aspettare il New York (e la Pennsylvania)?

Florida, Illinois e Arizona a Biden

Marzo 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Più (in Florida al sessantadue per cento e nell’Illinois al cinquantanove) o meno (in Arizona un comunque robusto quarantatre) nettamente, Joe Biden si aggiudica i tre Stati chiamati il 17 marzo alle Primarie e allunga notevolmente il vantaggio in termini di delegati.
Conta adesso all’incirca trecento futuri sostenitori in più del rivale alla Convention democratica di luglio in programma a Milwaukee.
Sempre meno sostenibile pertanto la candidatura del Senatore del Vermont.
Questo anche alla luce del fatto che, malgrado il Coronavirus, quantomeno in Florida (i cui dati arrivano prima per via del fuso orario), i votanti sono decisamente aumentati rispetto a quattro anni orsono delineando un fino a poco più di due settimane fa imprevedibile forte sostegno alle ora concrete aspettative dell’ex Vice Presidente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-18 12:41:052020-03-18 12:41:05Florida, Illinois e Arizona a Biden

È giunta l’ora per Sanders di abbandonare la corsa dem?

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel caos conseguente alla irruzione del Coronavirus nella vita americana.
Nel mentre gli Stati tuttora in attesa di votare tra Caucus e Primarie vanno esaminando (avendolo qualcuno già fatto) la possibilità di rinviare le consultazioni.
Visti i risultati nei territori già recatisi alle urne.
Ci si chiede se non sia arrivato il momento giusto per il ritiro dalla scena del Senatore del Vermont.
Nel 2016, Hillary Rodham Clinton raggiunse la prescritta maggioranza dei delegati il 6 giugno.
Sanders si congratulò solo il successivo 16 e concesse il proprio endorsement il 12 luglio essendo la Convention fissata a tredici giorni dopo.
Un duro che si è battuto fino all’ultimo ma che questa volta, affrontando comunque una campagna ancora maggiormente complicata (e in effetti persa) per via dell’epidemia dovrebbe arrivare presto ad abbassare armi e bandiere.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 19:38:162020-03-17 19:38:16È giunta l’ora per Sanders di abbandonare la corsa dem?

Memorabilia: marzo 1991, settembre 1992, elettoralmente parlando, un precipizio

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vincere una guerra fa bene.
Politicamente parlando.
Correva il mese di marzo del 1991 e un George Herbert Bush appena uscito trionfante da quella del Golfo (conclusa il 28 febbraio precedente), in un affidabile sondaggio Gallup, si vede attribuire un eccezionale indice di gradimento – si badi bene, non tra i suoi repubblicani ma tra gli Americani in genere – dell’ottantanove per cento!
Pressoché un anno e mezzo dopo, nel 1992, di settembre, un’altra rilevazione del medesimo istituto documenta il crollo della fiducia dei cittadini nei suoi confronti: dall’ottantanove di cui sopra al trentadue!
Ed è quello l’anno elettorale.
L’anno nel quale G. H. si gioca un secondo mandato.
Certo, la memoria degli elettori è corta.
Lo è riguardo a praticamente tutto tranne che alle questioni economiche.
Alle crisi.
In particolare, se persistenti e non adeguatamente – quantomeno nella percezione generale – affrontate.
Una seconda cosa gli elettori rammentano quando occorre: le promesse non mantenute.
Ebbene, quanto alla prima questione, la stagnazione/crisi è in atto da tempo (si dice addirittura dal 1990) e la differenza con altre precedenti consimili è che tocca anche l’élite professionale e manageriale della Costa Orientale del Paese e grandi aziende, quali le telefoniche e la IBM, che sono costrette a licenziare quando da sempre si vantavano di non averlo mai fatto.
Quanto alla seconda, non aveva forse Bush fatto una ben precisa promessa durante la campagna 1988?
Non aveva detto:
“Ascoltatemi bene: niente nuove tasse!”?
Promessa disattesa quasi subito il cui mancato mantenimento gli nocque grandemente?
Certo ancora, quel per lui dannato 1992 ne vide di tutti i colori elettoralmente parlando (l’arrivo sulla scena di un rampante Bill Clinton e l’inaspettata concorrenza a destra di un abile indipendente di grandi disponibilità quale si rivelò essere il texano Ross Perot).
Non avesse però imperversato la crisi economica, l’ex Governatore dell’Arkansas avrebbe avuto molto meno gioco ed agio e il miliardario di Texarkana non sarebbe probabilmente sceso in campo.
Con i se e i ma non si cava un ragno dal buco ma quale migliore conferma (e peggiore minaccia per un Donald Trump eventualmente precipitato, Coronavirus causa, nella crisi) che le difficoltà economiche – a parte e mai dimenticando le sofferenze di molti – sono le prime da evitare elettoralmente parlando?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 17:16:342020-03-17 17:16:34Memorabilia: marzo 1991, settembre 1992, elettoralmente parlando, un precipizio

L’influenza della crisi conseguente al Coronavirus sulle elezioni

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Gli Americani votano con la pancia”, si è spesso scritto intendendo dire che si esprimono nelle urne tenendo particolarmente conto della situazione economica e dei pericoli che da questo punto di vista corrono con il Paese.
E lo scenario peggiore possibile appunto ipotizzato quanto alla rielezione di Donald Trump era (ed è) quello che si riferiva (e riferisce) proprio all’economia.
Il Coronavirus cade tra capo e collo (con i due restanti candidati democratici Biden e Sanders che – alquanto ovviamente – accusano il Presidente di non essere intervenuto immediatamente ed efficacemente) e mette in grave serissima crisi la vita di tutti, la società, lasciando intravedere davvero pesanti se non sconvolgenti conseguenze.
Saranno gli immediati prossimi mesi decisivi in primo luogo per l’attenuazione del contagio.
Giudicheranno gli Americani gli effetti delle misure intraprese in ogni campo dall’amministrazione.
Voteranno conseguentemente.
E – come detto, anche se non può essere questo il primo riferimento in una cotale circostanza, ma tant’è – per la prima volta si può di questi tempi pensare ad un Trump seriamente in difficoltà quanto alla conferma.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 17:14:292020-03-17 17:14:29L’influenza della crisi conseguente al Coronavirus sulle elezioni

Sconvolto il calendario delle Primarie

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Louisiana e Georgia, come già detto, i primi due Stati che hanno deciso causa Coronavirus di posporre le rispettive primarie.
Con l’aggravarsi della situazione sanitaria, altri Stati stanno decidendo in merito.
Il Kentucky ha deciso per il 23 giugno mentre l’Ohio che dovrebbe votare oggi 17 marzo sta in questi momenti prendendo proprie decisioni al riguardo.
Data la situazione, probabile che molto del restante programma elettorale venga sconvolto.
Del tutto comprensibilmente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 11:03:402020-03-17 11:03:40Sconvolto il calendario delle Primarie

Florida 17 marzo 2020

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In Florida il 17 marzo 2020, Primarie democratiche per la nomina di duecentodiciannove delegati (più ventinove super).
Il sistema di attribuzione è proporzionale e solo chi superi il quindici per cento dei voti ha diritto ad una quota degli eligendi.
Stando alle previsioni sondaggistiche
– Biden dovrebbe conquistarne centosessantuno e
– Sanders cinquantotto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 10:58:322020-03-17 10:58:32Florida 17 marzo 2020

Dibattiti dem 2015/16 e 2019/20

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È datato 15 marzo 2020 l’undicesimo dibattito tra candidati democratici della corrente tornata elettorale.
Ne è in programma (ma incerta la effettiva realizzazione) un dodicesimo ad aprile.
Dall’inizio ad oggi, solo Joe Biden e Bernie Sanders hanno partecipato sempre avendo in ogni occasione rispettato i ‘criteria’ come dettati dal Democratic National Committee.
Nella stagione 2015/16, invece, in totale, i dibattiti ufficiali furono nove.
Il primo il 13 ottobre 2015 a Las Vegas.
L’ultimo il 14 aprile 2016 a Brooklyn.
Hillary Rodham Clinton e Bernie Sanders i due candidati sempre partecipi.
Quanto agli altri, oggi assolutamente dimenticati,
Martin O’Malley fu presente le prime quattro volte mentre Lincoln Chafee e Jim Webb solo a quello inaugurale.
Notevole il record complessivo di Sanders finora partecipe venti volte di fila consecutive.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 10:46:142020-03-17 10:46:14Dibattiti dem 2015/16 e 2019/20

Anthony Quinn e McCarthy

Marzo 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Erich Segal, ricordate?
Lo scrittore americano arcinoto per ‘Love Story’, il cui vero capolavoro è invece ‘La classe’?
Come mille altri narratori yankee, ma con maggiore successo, altresì sceneggiatore a Hollywood?
Ecco, è a Segal che dobbiamo una illuminante scena filmica che illustra molto bene il trascorrere del tempo in ogni campo quello politico compreso, il distacco generazionale e l’ignoranza dei giovani.
Il protagonista della pellicola alla quale faccio riferimento (‘RPM’, 1970, di Stanley Kramer) è un robusto Anthony Quinn.
Uso a rappresentare personaggi ‘più grandi della vita’, l’uomo di Chihuahua impersona nella circostanza il Direttore di un College Universitario (Paco Perez, il desso) occupato con una qualche violenza da contestatori di vario genere all’epoca in piena fioritura.
È costretto il nostro a chiamare la Polizia, cosa che, antico oppositore della Caccia alle Streghe quale era, lo deprime.
Parlando con una giovane studentessa, affranto, così si esprime:
“Pensare che ero contro McCarthy!”
“E te ne vanti?” è la orripilata risposta della ragazza.
Ecco l’irrimediabile fraintendimento.
Quinn/Paco si riferisce a Joseph McCarthy, il Senatore repubblicano del Wisconsin dei primi Cinquanta dal quale prese nome il ‘Maccartismo’, conclusione estrema e feroce della predetta Caccia alle Streghe.
La giovane, alla quale Joseph è del tutto ignoto, pensa ad Eugene McCarthy, Senatore del Minnesota, invano candidato radicale alla nomination democratica nell’appena trascorso 1968.
Meno di quindici anni tra i due ‘momenti’ incarnati, rappresentati dai due, l’uno ideologicamente e politicamente del tutto opposto all’altro.
Quindici anni.
Pochi?
In verità e per molti versi, una vita!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-17 10:45:102020-03-17 10:45:10Anthony Quinn e McCarthy
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