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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

James Polk, morto a causa del colera

Marzo 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Faccia i debiti scongiuri Donald Trump dato che, in tempi di pandemia, diamo un’occhiata ai suoi predecessori per vedere se qualcuno tra loro sia deceduto in costanza e a causa di una qualche malattia epidemica.
E invero un precedente c’è.
Riguarda però non un Presidente in carica ma che aveva appena lasciato White House.
Si tratta di James Polk, il quale, portato a termine il proprio mandato il 4 marzo 1849, morì di colera il 15 giugno successivo a Nashville.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-13 13:03:132020-03-13 13:03:13James Polk, morto a causa del colera

Biden e Sanders vengono da due ‘small States’

Marzo 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Joe Biden è stato di Vice Presidente con Obama ma in precedenza era Senatore per il Delaware, il quarantacinquesimo Stato quanto a numero degli abitanti.
Bernie Sanders è Senatore per il Vermont, il quarantanovesimo Stato dell’Unione sempre quanto alla consistenza numerica dei residenti.
L’uno e l’altro Stato eleggono solo tre Grandi Elettori.
Ora, storicamente, non pochi i candidati Presidenti dei due partiti maggiori espressi dagli ‘small States’ (come vengono definiti).
Pochi quelli eletti.
Sconfitti
– George McGovern, del South Dakota, nel 1972
– Barry Goldwater, Arizona, 1964
– John Fremont, California (1), 1856
– Bob Dole, Kansas, 1996
– James Blaine, Maine, 1884
– William Jennings Bryan, Nebraska, 1896, 1900, 1908
– Alf Landon, Kansas, 1936
– Lewis Cass, Michigan, 1848
– George McClellan, New Jersey, 1864
Vincenti
– Bill Clinton, Arkansas, 1992, 1996
– Dwight Eisenhower, Kansas, 1952, 1956
– Franklin Pierce, New Hampshire, 1852
– Zachary Taylor, Louisiana, 1848

(1) Ovviamente, nel 1856 il Golden State era molto meno popolato di adesso.
D’altra parte, è con riferimento all’anno della elezione che si guarda ai Grandi Elettori di diritto che nel tempo sono cambiati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-13 12:54:492020-03-13 12:54:49Biden e Sanders vengono da due ‘small States’

Quando Jimmy Carter vinse davvero per un pelo

Marzo 12, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Elezioni Presidenziali del 1976.
Il risultato ufficiale riporta 297 Grandi Elettori a favore del democratico Jimmy Carter conto i 240 attribuiti al Capo dello Stato uscente il repubblicano Gerald Ford.
In totale, 537.
Questo perché in sede di Collegio uno dei delegati nazionali (che erano e sono 538) si era espresso per Ronald Reagan.
Ora, visto che Carter aveva preceduto Ford nelle Hawaii per meno di 4.000 voti popolari e in Ohio per poco più di 5.500, si calcolò che lo spostamento dall’uno all’altro di quei 10.000 voti scarsi (i votanti furono circa 80 milioni!) avrebbe provocato il travaso dei totali 29 Grandi Elettori ai quali i due Stati avevano diritto (4 le isole e 25 lo Stato continentale) e la conseguente impossibilità da parte del citato Collegio di eleggere il Presidente.
Carter avrebbe avuto difatti 269 delegati nazionali a favore (uno in meno della maggioranza assoluta pari a 270) mentre Ford ne avrebbe raccolti 268.
Si sarebbe cioè verificato quanto accaduto solo nel 1824 allorquando, secondo il disposto del XII Emendamento del 1804, nessuno avendo raggiunto la prescritta maggioranza, la nomina passò per competenza alla Camera dei Rappresentanti.
Considerato il fatto che nella circostanza il voto camerale si esprime per Stati e vale uno (non contando, come in precedenza, il numero degli abitanti) nonché i risultati delle coincidenti votazioni per la Camera, Gerald Ford sarebbe restato a White House!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-12 19:53:492020-03-12 19:53:49Quando Jimmy Carter vinse davvero per un pelo

Sanders sarà presente al prossimo dibattito dem

Marzo 12, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Vinciamo il dibattito ideologico ma perdiamo quello sulla eleggibilità”.
Questa la condivisibile prima dichiarazione rilasciata da Bernie Sanders dopo il voto ancora sfavorevole del 10 marzo.
Ciò detto, il Senatore del Vermont ha assicurato che sarà presente e partecipe il prossimo 15 a Phoenix, Arizona, all’undicesimo dibattito ufficiale tra candidati dem alla nomination, il primo nel quale saranno solamente due i dibattenti (con lui, ovviamente, il rampante Joe Biden).
Come abbiamo già detto e ripetuto, quasi impossibile numericamente la rimonta del candidato ‘socialista’.
Per i risultati conseguiti.
Per i sondaggi avversi.
Per i super delegati comunque schierati di certo dall’altra parte.
Combatte lo stesso e, per quanto è dato credere, combatterà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-12 17:39:132020-03-12 17:39:13Sanders sarà presente al prossimo dibattito dem

E i delegati conquistati dai candidati non più in corsa che fine fanno?

Marzo 12, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I settanta delegati conquistati prima del suo ritiro da Elizabeth Warren come si comporteranno alla Convention?
E i sessantuno legati a Michael Bloomberg?
Per non parlare dei ventisei di Pete Buttigieg e dei sette di Amy Klobuchar?

Il Regolamento per la Selezione dei Delegati per la Convention Nazionale Democratica 2020 comprende due clausole generiche che trattano il vincolo dei delegati ai candidati che sostenevano al momento della loro selezione.
“Nessun delegato in qualsiasi fase del processo di selezione dei delegati potrà essere autorizzato dalla legge o dalla regolamentazione del partito a votare in maniera diversa, rispetto alla scelta iniziale del candidato presidenziale fatta al momento dell’elezione del delegato” la prima disposizione.
“I delegati eletti per la Convention Nazionale promessi ad un candidato presidenziale rifletteranno in buona coscienza le opinioni di quelli che li hanno eletti” la seconda.

A parte queste clausole, il Regolamento per la selezione dei delegati non comprende linee guida maggiormente specifiche.

Dodici dei cinquanta Stati, tuttavia, hanno leggi che trattano tale svincolo.
L’Arizona, il Kentucky, il Massachusetts, il Michigan, il Nebraska, il New Mexico, l’Oregon e il Tennessee lo permettono
– o al momento del ritiro del candidato
– o secondo il volere del candidato
– o dopo uno specifico numero di votazioni fatte alla Convention.
L’Indiana invece consente solo lo svincolo dopo un numero specifico di ballottaggi congressuali.
Infine, Connecticut, Georgia e Oklahoma permettono il più volte citato svincolo
– o al momento del ritiro del candidato
– o secondo il volere dello stesso.

Occorre pertanto guardare in proposito al dove (allo Stato nel quale) i delegati sono stati conquistati per comprenderne i futuri comportamenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-12 11:57:142020-03-12 11:57:14E i delegati conquistati dai candidati non più in corsa che fine fanno?

Dove mai potrebbe Sanders recuperare?

Marzo 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Detto che anche Andrew Yang si è accodato dichiarando il proprio sostegno a Joe Biden, la domanda che ci si deve porre – visto che dopo le consultazioni del 10 marzo il vantaggio dell’ex Vice Presidente in termini di delegati è aumentato e che la sconfitta del Senatore del Vermont nel Michigan ha dimostrato che la sua presa sui ‘White Working-class voters’ è in calo – è se, come e dove il recupero da parte del candidato ‘socialista’ sia possibile.
Questo soprattutto considerando che i sondaggi lo danno largamente perdente anche il 17 marzo quando tra l’altro di voterà in Florida, Ohio e Illinois.
Mala tempora currunt!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-11 19:36:052020-03-11 19:36:05Dove mai potrebbe Sanders recuperare?

Caucus e Primarie: della crudeltà del sistema

Marzo 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quelle per definizione ‘nascoste’ (si sono svolte, prima della vera chiamata alle urne dei cittadini, attraverso dibattiti e più o meno riuscite raccolte di consensi mediatici ed economici per larga parte dei mesi del declinante 2019) a parte, le votazioni per la scelta del candidato democratico alla nomination 2020 si sono aperte, come ogni anno, secondo tradizione, con il Caucus dell’Iowa, nella circostanza, cinque settimane fa (correva il 3 febbraio).
Nel trascorrere di questo breve lasso di tempo – mentre il circo elettorale si spostava dal Nord al West, dal Sud all’ovunque affrontando realtà politiche, sociali, culturali differenti se non opposte – abbiamo visto nascere e tramontare alcune ‘stelle’.
Anche risorgere.
Vanno scritti i nomi dei candidati alternatisi significativamente, se non in testa, in una posizione che permetteva loro di sperare.
Eccoli:
– Il giovane ex Sindaco di South Bend, Indiana, Pete Buttigieg inatteso vincitore proprio in Iowa.
Lo ritroveremo chissà dove e quando o sarà ricordato esclusivamente per essere stato il primo aspirante alla candidatura dichiaratamente gay?
Ha vissuto Buttigieg neppure trenta giorni nella illusione di una possibile vittoria visto che si è ritirato meno di un mese dopo.
– La battagliera e determinata Senatrice del Minnesota Amy Klobuchar (troppo nordica per trovare consensi all’Ovest e a Sud), per un istante sugli scudi a seguito di una inaspettata e appena buona prestazione nel New Hampshire e subito dopo tramontata.
Se ne parla – con molte altre Signore, invero – come di un possibile Running Mate per quanto il suo Stato sia in fondo periferico e non abbia prodotto storicamente altro che più o meno dignitosi perdenti (Eugene McCarthy, Hubert Humphrey, Walter Mondale, per dire).
– I due ‘oggetti misteriosi’, evidentemente fuori contesto, Tom Steyer e Andrew Yang, per quanto quest’ultimo abbia apportato qualche non peregrina idea sul piano economico sociale.
– La invero deludente Senatrice Elizabeth Warren, data in spolvero soprattutto prima che si cominciasse a votare, per la quale l’accusa di Trump di avere affossato la candidatura di Sanders non ritirandosi prima del Super Tuesday è assolutamente condivisibile.
Incapace di andare oltre il terzo posto (!?) nel suo Massachusetts, ostinata nel non volere dichiarare il proprio endorsement, non si vede quale futuro possa avere.
– Michael Bloomberg, infine.
Resterà nella storia delle elezioni americane perché capace di battere ogni record in fatto di spese personali senza per contro ottenere il minimo risultato.
Per avere vinto solo nelle American Samoa la cui capitale (è una battuta che comprendiamo praticamente solo noi italiani) è Pago Pago!

Cancellati oggi – e chissà se altresì in futuro, anche se per alcuni il verdetto non può essere che definitivo – tutti costoro, pare che, dopo la nuova sconfitta subita ieri nel ‘mini Super Tuesday’ che chiamava al voto sei Stati, stia per lasciare infine il campo il Senatore del Vermont Bernie Sanders il quale, per la prima volta senza rilasciare dichiarazioni, è colà tornato evidentemente a riflettere.
Più crudele con Bernie che con tutti gli altri citati signori il ‘Sistema Primarie’.
Più crudele per averlo illuso.
Per averlo fatto una seconda volta!

Quanto alla sopra accennata resurrezione?
Quella di un Joe Biden dato per morto dal giorno successivo all’Iowa, rinato il 29 febbraio in South Carolina e praticamente incoronato tra il 3 e il 10 marzo.

L’insegnamento è
mai esaltarsi
mai disperare!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-11 16:06:372020-03-11 16:06:37Caucus e Primarie: della crudeltà del sistema

A Sanders resta solo il North Dakota

Marzo 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Volge rapidamente al peggio la campagna elettorale per la nomination dem del Senatore del Vermont Bernie Sanders.
Messo nell’angolo dal redivivo Joe Biden già nel Super Tuesday, esce sconfitto anche dal confronto del 10 marzo, quello nel quale sperava di riprendersi.
Demolito letteralmente nel Mississippi (laddove il rivale ha preso percentuali bulgare o quasi del voto popolare), meglio ma non poi molto nel Missouri, sconfitto anche nel Michigan sul quale puntava, battuto perfino nell’Idaho, ha praticamente pareggiato sulla costa pacifica nel Washington, prevalendo solamente nel North Dakota.
Poca cosa davvero.
Una campagna partita lancia in resta (per il vero, guardando attentamente, con percentuali di voto anche laddove favorevoli comunque inferiori a quelle del 2016) che non si vede ora dove possa pensare di riprendersi visto che in Florida, dove si vota il 17 marzo, i sondaggi lo danno assolutamente out.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-11 11:31:212020-03-11 11:31:21A Sanders resta solo il North Dakota

I candidati democratici finora usciti di scena

Marzo 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quello che segue – necessita un riepilogo nel momento nel quale (Tulsi Gabbard – Rappresentante delle Hawaii – a parte) restano due i contendenti in corsa per la nomination democratica 2020 – è l’elenco ufficiale in ordine alfabetico dei candidati ‘autorevoli’ (che ricoprano cioè o abbiano ricoperto incarichi politici di rilievo essendo altrimenti molte centinaia i concorrenti per così dire senza arte né parte) che nel tempo hanno annunciato il proprio ritiro.
– Michael Bennett, Senatore del Colorado
– Bill de Blasio, Sindaco di New York
– Michael Bloomberg, ex Sindaco della Grande Mela
– Cory Booker, Senatore del New Jersey
– Steve Bullock, Governatore del Montana
– Pete Buttigieg, ex Sindaco di South Bend, Indiana
– Julian Castro, ex ministro con Obama
– Kirsten Gillibrand, Senatrice del New York
– Mike Gravel, già Senatore dell’Alaska
– Kamala Harris, Senatrice della California
– John Hickenlooper, ex Governatore del Colorado
– Jay Inslee, Governatore del Washington
– Amy Klobuchar, Senatrice del Minnesota
– Wayne Messam, Sindaco di Miramar, Florida
– Seth Moulton, Rappresentante del Massachusetts
– Richard Ojeda, Senatore statale del West Virginia
– Beto O’Rourke, già Rappresentante per il Texas
– Deval Patrick, ex Governatore del Massachusetts
– Tim Ryan, Rappresentante per l’Ohio
– Joe Sestak, già Rappresentante per la Pennsylvania
– Tom Steyer, investitore e filantropo
– Eric Swalwell, Rappresentante per la California
– Elizabeth Warren, Senatrice del Massachusetts
– Marianne Williamson, scrittrice e spiritualista
– Andrew Yang, imprenditore.

Restano effettivamente in gara
– Joe Biden, già Vice Presidente con Obama e per lunghi anni Senatore per il Maryland
– Bernie Sanders, Senatore del Vermont.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-10 17:10:062020-03-10 17:10:06I candidati democratici finora usciti di scena

10 marzo, 7 aprile, 28 aprile

Marzo 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tre gli Stati che nel 2016, votando Donald Trump contro le aspettative, ne hanno determinato la vittoria: il Michigan con i suoi sedici Grandi Elettori, il Wisconsin che ne conta dieci, la Pennsylvania che ne elegge venti.
Ecco, oggi, con le Primarie del Michigan, prende il via la difficile azione del partito democratico tesa alla riconquista dei tre Stati.
Si vedrà, guardando alla partecipazione e ai flussi, se il popolo dei lavoratori (gli ‘White Working-class voters’) intende tornare nel campo dell’Asinello.
Seguirà il 7 aprile il Wisconsin e chiuderà questo particolare ‘momento’ la Pennsylvania il 28 dello stesso mese.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-10 12:53:172020-03-10 12:53:1710 marzo, 7 aprile, 28 aprile
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