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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Mitt Romney? Perché?

Novembre 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tra i pochissimi Senatori repubblicani che hanno fatto le loro congratulazioni al cosiddetto ‘Presidente eletto’ – assolutamente non ufficialmente tale – Joe Biden, l’ex candidato alla Casa Bianca sconfitto da Barack Obama nel 2012 Mitt Romney, oggi Laticlavio per lo Utah.
È il Mormone nato nel 1947 e sarebbe probabilmente un po’ in là con gli anni volesse riprovare a correre (fra l’altro, la terza volta essendo stato nel 2008 battuto per la nomination repubblicana da John McCain) nel 2024.
Si è peraltro ritagliato una posizione personale ostile a Donald Trump che ha un residuo seguito nel vecchio establishment del Grand Old Party e non velate simpatie tra i democratici, in particolare dopo essere stato il solo Senatore del partito opposto a votare per l’Impeachment fallito (e già dimenticato, come passa il tempo) del Presidente.
A qual fine?
Viene da una famiglia di particolare spessore e autorevolezza.
Suo padre George Wilken è stato Governatore del Michigan a ripetizione e Ministro nel primo Governo Nixon.
Ambizioni personali?
Idee e programmi da proporre?
Essendo l’uomo che è, occorre comunque seguirne i movimenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-16 08:44:562020-11-16 08:44:56Mitt Romney? Perché?

Il 12° Presidente eletto in un anno con finale zero

Novembre 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’eletto nel 2020 – Joe Biden o Donald Trump che risulti essere – è e sarà il 12° Presidente degli Stati Uniti d’America vittorioso in una campagna elettorale svolta in un anno con finale zero.
Il 1° fu John Adams nel 1800 e rimase in carica un solo quadriennio avendo personalmente inaugurato la serie dei Capi dello Stato sconfitti al momento della ricerca del rinnovo.
Il 2°, James Monroe, invece confermato con un solo voto contrario al Collegio Elettorale nel 1820.
Il 3°, William Harrison il quale, vincente nel 1840, entrò in carica il 4 marzo del successivo anno (dal 1793 e fino al 1933 compreso la Cerimonia dell’Insediamento era così fissata e solo dal 1937 si svolge il 20 gennaio), si ammalò e venne a morte il 4 aprile risultando il primo a decedere in corso di quadriennio e ad essere sostituito dal Vice, John Tyler nel caso.
Il 4° fu nel 1860 Abraham Lincoln che, come ognun sa, fu poi assassinato (morì il 15 aprile del 1865).
Poi, 5°, nel 1880, James Garfield, a sua volta assassinato e deceduto il 19 settembre 1881.
6°, confermato nel 1900, William McKinley, anch’egli ucciso da mano armata è passato tra i più il 14 settembre del 1901.
Nel 1920, vince Warren Harding che muore per cause naturali il 2 agosto 1923.
Nel 1940, 8° nella serie, viene confermato (alla terza vittoriosa candidatura) Franklin Delano Roosevelt che morirà a sua volta per questioni naturali il 12 aprile 1945.
Nel 1960 è la volta di John Kennedy che sarà ucciso a Dallas il 22 novembre del 1963 e il cui assassinio è il primo filmato del genere della storia.
Il Presidente della Nuova Frontiera sarà il 7° consecutivo Capo dello Stato americano ad andarsene in corso di mandato.
(Si era a suo tempo definita questa macabra serie “la maledizione dell’anno zero”).
Nel 1980, prima elezione di Ronald Reagan che, fatto oggetto di un attentato nel 1981, il 30 marzo, sopravvisse (prima di essere operato, sempre di bello spirito, disse “Speriamo che il chirurgo sia repubblicano!”).
Nel 2000, ecco, 11°, George Walker Bush, che a parte un problema relativo a un piccolo intervento ospedaliero (fu sostituito per poco tempo dal Vice Dick Cheney) portò a compimento due incarichi.
È ovviamente un caso – cosa altrimenti temere? – se di tutti gli 8 Presidenti morti in carica solo uno (Zachary Taylor) è salito al Cielo non coinvolto da questa sequenza visto che era stato nominato nel 1848.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-16 08:44:022020-11-16 08:44:02Il 12° Presidente eletto in un anno con finale zero

Quell’inaccettabile individuo, quell’inciampo dai capelli gialli!

Novembre 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quanto a precedenti, al fine di sottolineare ancora e ancora soprattutto la volgarità (imperdonabile, secondo le ‘anime belle’ che popolano i media e sostanzialmente disprezzano chi la pensi diversamente da loro) di Donald Trump, si riportano discorsi e comportamenti ritenuti esemplari di predecessori – fra l’altro confondendo molto perché si tratta per la gran parte di Capi dello Stato che non potevano ripresentarsi in quanto eletti già due volte – come lui (nulla peraltro documenta ufficialmente che lo sia) sconfitti.
Ovviamente, nessuno sottolinea il fatto che Donald Trump si è trovato da subito – già dalla sua candidatura da sostanziale ‘maverick’ per la nomination repubblicana – ad affrontare (e, male gliene è incolto) e respingere attacchi mediatici senza pari.
Dapprima, per essere come detto ‘maverick’ (era nel 2015/16 un vitello non marchiato e pertanto ‘senza padrone’ e come uomo politico imprevedibile), un repubblicano certamente atipico, avversato fortemente dalla ‘vecchia guardia’ GOP.
Poi per avere incredibilmente sconfitto Hillary Rodham Clinton, ‘destinata’ alla Presidenza secondo tutti e sostenuta a spada tratta dai detentori del ‘potere mediatico politico nazionale’, dai poteri economici invero da molti Americani ritenuti il peggio del peggio.
Per rappresentare elettoralmente – altra cosa inaccettabile – in buona sostanza la “gente” definita pubblicamente “impresentabile” proprio dalla predetta ex First Lady.
Per difendere e farsi sostenitore (“barbaro”) di posizioni etiche di una destra “retrograda” che non accetta le “magnifiche”, assolutamente non rinunciabili, moderne, ‘aperture’ liberal in tema di aborto, rapporti tra gay, lgbtq e quant’altro.
Per avere designato ed eletto con il conforto del Senato (come si è permesso di rispettare la Costituzione in merito?) Giudici della Corte Suprema e Federali ‘originalisti’
Per avere denunciato e dimostrato l’incapacità dell’a prescindere osannato Barack Obama a risolvere la crisi della ‘Rust Belt’.
(La storia – non la narrazione – dovrà prima o poi scrivere quanto accaduto ai democratici nel novembre 2016 dopo otto anni di Obama: furono seccamente sconfitti per la Casa Bianca, per la Camera, per il Senato, per numerosissimi Governatorati e nelle elezioni statali).
Per essersi dimostrato capace sul piano economico al punto di proporsi prima dell’arrivo sulla scena del Covid quale sicuro vincitore a novembre.
Per avere infine ottenuto – non doveva essere travolto da una ‘ondata blu’ irrefrenabile? – un risultato in termini di voto popolare eccezionale, molto superiore alle attese drogate per mesi da sondaggi come si è visto ‘farlocchi’.
Per avere adesso intenzione (ma come, non lascia immediatamente – brutto sporco e cattivo – qual è?) di difendere giuridicamente le proprie ragioni.
Ed è straordinario infine (ma non infine, altro potendosi qui aggiungere) il fatto che oggi migliaia e migliaia di articoli parlino quasi esclusivamente del cambio di colore dei capelli del tycoon, non più gialli!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-16 08:42:362020-11-16 08:42:36Quell’inaccettabile individuo, quell’inciampo dai capelli gialli!

Vincere ed essere comunque all’opposizione (?!)

Novembre 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un paradosso, quanto sostenuto nel titolo (e non solo negli Stati Uniti d’America)?
Certamente, colaggiù ove si guardi agli esiti delle Presidenziali non dal punto di vista del suffragio popolare a livello nazionale (rifiutato dai Padri Fondatori per garantire il Federalismo) – questione sostanzialmente farlocca – ma da quello sostanziale.
Dalla bellezza di ventotto anni e con la sola eccezione del 2004, il partito democratico prevale nel Paese per le preferenze soprattutto nelle grandi città laddove si forma la narrazione culturale, sociale, dei media di sinistra imperanti che operano sempre come attivisti non badando assolutamente alla loro funzione.
Questo significa che anche nelle occasioni nelle quali poi nel Collegio dei Grandi Elettori i repubblicani vincano, essendo la predetta narrazione recepita ovunque, la loro successiva Amministrazione sia denunciata comunque come prevaricatoria, illegittima, ahimè, volgare.
È questa una situazione alla quale il Grand Old Party deve guardare con attenzione perché a lungo andare (e lo vediamo accadere) lo colloca in una posizione infine perdente.
Lo costringe – come ampiamente dimostrato dal quadriennio di Trump – governante ma invero all’opposizione.
È al come reagire ideologicamente, culturalmente a New York e in California – barbaramente semplificando – che deve guardare.
È in situazioni come queste che potrebbe nascere un nuovo partito che comprenda le istanze politico sociali ed economiche del vecchio e quelle del vicino Libertarian Party.
Fantasie?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-14 12:07:032020-11-14 12:07:03Vincere ed essere comunque all’opposizione (?!)

Vigo, Valencia, Clallam County, più Ohio e Florida

Novembre 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sappiamo che l’Ohio ha votato ininterrottamente per il candidato poi effettivamente insediato alla Casa Bianca dal 1964 (quattro anni prima si era espresso per Richard Nixon contro John Kennedy).
Se pertanto in questo 2020 Joe Biden avrà effettivamente defenestrato l’uscente Donald Trump, colaggiù ancora popolarmente vincente, verrà interrotta una ‘serie’ elettorale di particolare interesse storico sociale.
Sappiamo che la Florida ha a propria volta quasi costantemente preferito il dipoi Presidente dal 1966 (l’eccezione è del 1992, certamente influente sul risultato il terzo candidato d’allora Ross Perot).
Se davvero quindi Joe Biden si insediasse il 20 gennaio prossimo contravverrebbe una ‘regola’ locale longeva e datata avendo nel 2020 comunque nello Stato con capitale Tallahassee prevalso nuovamente Donald Trump.
Ove si passi ai risultati delle due Contee che da un maggior numero di occasioni novembrine hanno ‘indovinato’ e che sempre nel 2020 avrebbero ‘toppato’ (avrebbero, non essendo in effetti assolutamente dichiarata la successione) perché ‘trumpiane’, troviamo che sia Vigo, Indiana, che Valencia, New Mexico, sono invano rimaste al tycoon.
Da questo punto di osservazione, la Contea di Clallam, Washington’, che ‘indovina’ dal 1980 e che non ha errato quest’anno sarà (sarebbe) nel 2024 la veterana.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-14 12:05:172020-11-14 12:05:17Vigo, Valencia, Clallam County, più Ohio e Florida

Graham contribuisce per la Georgia

Novembre 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lindsey Graham – appena confermato – ha dato un contributo di un milione di dollari a sostegno dei due candidati repubblicani in corsa per il Senato in Georgia.
Le votazioni sono in programma il 5 gennaio prossimo e hanno a questo punto del discorso elettorale una notevolissima importanza.
Ad oggi, dopo la vittoria del repubblicano in Alaska, il Grand Old Party ha certamente 50 Senatori.
Perché mantenga sia pure con più piccolo margine (sono 53 i Laticlavi GOP in carica) la maggioranza e impedisca l’eventuale ‘trifecta’ democratica gliene basta vincere uno.
(Si ha ‘trifecta’ quando un partito occupa la Casa Bianca e controlla la maggioranza nei due rami del Congresso.
Nel caso, ai democratici che potessero contare su Kamala Harris Vice e pertanto Presidente del consesso basterebbe pareggiare potendo la Signora votare in tale caso).
Una lotta probabilmente all’ultimo voto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-13 18:26:432020-11-13 18:26:43Graham contribuisce per la Georgia

“Non è mai successo prima!” Ma mi faccia il piacere!

Novembre 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Così perentoriamente oggi sul Corriere della Sera nella pagina dedicata agli Esteri un tal Davide Casati sostenendo che mai un Presidente sconfitto nel tentativo di essere confermato alla Executive Mansion si sia poi ricandidato come, si ipotizza, potrebbe fare Donald Trump nel 2024.
Orbene – come perfino al Corriere dovrebbero sapere (e ignorano, voce del verbo ignorare!) – nel 1888 il democratico Grover Cleveland, vittorioso quattro anni prima e in carica dal 1885, fu sconfitto dal repubblicano Benjamin Harrison.
Nel successivo 1892, si ripropose contro lo stesso avversario e vinse nuovamente.
Si tratta fra l’altro di un caso che chiunque anche solo mastichi di Presidenziali Americane conosce perfettamente (ah, è vero, dimenticavo, nei media e negli Istituti di gran nome tutti quanti parlano sul tema non ne hanno storicamente la minima conoscenza e inventano).
È difatti Cleveland per questi accadimenti conteggiato sia quale 22° che come 24° inquilino di White House.

PS: La preparazione storica e istituzionale dello staff di Barack Obama era talmente bassa che nel discorso inaugurale del 20 gennaio 2009 gli fecero dire testualmente “Sono il
44° Americano a giurare” quando era invece il 44° Presidente ma solo il 43° Americano visto che il più volte citato Cleveland era una sola persona, non due.

E se qualcuno sapesse di cosa parla?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-13 18:24:012020-11-13 18:24:01“Non è mai successo prima!” Ma mi faccia il piacere!

La CNN assegna a Biden l’Arizona (?!)

Novembre 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Continua con assoluto sprezzo della Costituzione del XII Emendamento delle Leggi Federali e Locali l’operazione mediatica a favore di Joe Biden.
Nientemeno che la CNN – si viene informati – ha assegnato l’Arizona al democratico e chi mai a questo punto oserà dire che così non sia?
La CNN, la Bibbia no?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-13 13:03:372020-11-13 13:03:37La CNN assegna a Biden l’Arizona (?!)

Le successioni alla ‘Executive Mansion’ guardando infine all’oggi

Novembre 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le prime cosiddette Presidenziali Americane (il suffragio popolare non è ‘diretto’ ma di ‘secondo grado’ perché sono poi i Grandi Elettori votati al momento stabilito, variato nel tempo, ad eleggere effettivamente il Capo dello Stato) ebbero luogo tra il 15 dicembre del 1788 e il 10 gennaio 1789.
(Fu quella la sola occasione nella quale i cittadini furono chiamati alle urne anche in un anno dispari).
I seggi, da allora e fino al 1844 compreso, restarono aperti all’incirca un mese (sempre, dal 1792, comprendente il novembre dell’anno bisestile).
L’entrata in carica del Presidente era fissata al 4 marzo seguente, durante la Cerimonia dell’Insediamento (ovviamente comprendente il Giuramento sulla Bibbia).
Dal 1848, la chiamata alle urne per, ripetiamo, scegliere i Grandi Elettori, è fissata (Legge del gennaio del 1845) al “primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre” dell’anno bisestile (era tale, ricordiamo, il 1792 e durando il mandato quattro anni…)
La prima entrata in carica (George Washington) fu del tutto anomala e cadde il 30 aprile del 1789.
Dalla seconda (ancora Washington) e fino all’entrata in vigore di un Emendamento Costituzionale del 1933, il Presidente (salvo i casi di successione ‘mortis causa’ quando subentrava, evidentemente non a data prestabilita, il Vice) si insediava il 4 marzo dell’anno successivo a quello elettorale.
Dal 1937 – applicandosi il citato Emendamento e in occasione della inaugurazione del secondo quadriennio di Franklin Delano Roosevelt – il Capo dello Stato giura e si insedia invece anticipatamente, a mezzogiorno del 20 di gennaio.
Il periodo intercorrente tra la votazione e l’Insediamento ha portato in non poi pochissime circostanze (naturalmente, in particolare quando al Presidente in cerca di un rinnovo di mandato succedeva uno sfidante di opposto partito in grado di batterlo) a situazioni difficili.
Va qui ribadito che fino al momento del subentro, per quanto possa essere stato sconfitto, l’inquilino della Executive Mansion è Presidente con tutti gli attributi del caso.
Periodo quello della attesa del passaggio delle consegne nel quale contrasti personali (altroché!) e partitici estremi orientano.
Non pochissimi i Presidenti sconfitti che non hanno partecipato alla Cerimonia riguardante il successore.
Straordinariamente estrema (i due non si sopportavano e comunque il precedente del 1824 li rendeva nemici) la data del 4 marzo 1829 allorquando all’aristocratico (nel senso USA del termine) John Quincy Adams ebbe a succedere Andrew Jackson, dipoi ritenuto il primo democratico a White House.
Nel caso dei primi mesi del 1845 (l’intento di John Tyler era quello di fare in modo di risultare lui il Presidente che aveva portato il Texas nell’Unione), il titolare forzò alla bisogna i termini costituzionali.
Ovviamente traumatico il passaggio dalla votazione pro Abraham Lincoln, primo repubblicano e contrario allo Schiavismo, e l’entrata in carica dato che 7 Stati del Sud in quel mentre trascorrere dichiararono la Secessione.
Complicata quella di Woodrow Wilson a William Taft.
Conflittuale (non diremo i peccatori) e abbastanza recente una nella quale i repubblicani che subentravano trovarono i tasti delle macchine da scrivere tagliati, la quale cosa rendeva impossibile utilizzarle.
La prima volta in cui lo sconfitto (nessuno dei due era nella circostanza uscente) compì un atto di accettazione (assolutamente non ufficialmente richiesto) fu quando nel 1896 William Jennings Bryan, democratico, telefonò a Grover Cleveland, repubblicano, per congratularsi.
Venendo infine all’oggi e preso atto che malgrado la assolutamente non ufficiale investitura di Joe Biden come vincitore ad opera dei media (la Costituzione gli Emendamenti le Leggi Federali e locali dicono tutt’altro dovendosi aspettare almeno il voto del Collegio dei Grandi Elettori fissato per il 14 dicembre), certamente il clima, per l’andamento di tutta la campagna elettorale, davvero straordinario (il Covid ha dettato non poco sulla scelta degli elettori e senza dubbio scatenato una corsa al voto postale che Trump ritiene manipolabile), i ricorsi presentati dai repubblicani e il possibile intervento della Corte Suprema sul ‘caso Pennsylvania’ (una complessa questione giuridica) non si vede perché debba essere impedito alla Amministrazione del tycoon di chiedere il rispetto delle disposizioni esistenti in merito.
O deve obbedire alla Associated Press e al New York Times all’auto proclamatosi Biden andandosene da “brutto sporco e cattivo” come viene rappresentato?
Vincerà il democratico?
Può certamente essere ma al momento non ha vinto niente ed è la sua parte che sta “avvelenando i pozzi” volendo impedire l’applicazione della Legge!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-13 12:37:422020-11-13 12:37:42Le successioni alla ‘Executive Mansion’ guardando infine all’oggi

Parrebbe che…

Novembre 12, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si ricorda dal 2016 la particolare circostanza per la quale Donald Trump vinse in Pennsylvania, Wisconsin e Michigan per un totale di all’incirca 78.000 mila voti popolari.
Così sconfisse per Grandi Elettori Hillary Clinton.
Ebbene, dai dati che vanno emergendo (assolutamente non certi), Joe Biden può restituire la cortesia conquistando per un totale di 97.000 suffragi Pennsylvania, Arizona, Wisconsin e Georgia.
(Questo quanto appare considerato che il voto postale nello Stato con capitale Harrisburg è sub judice, che il Georgia si va riconteggiando a mano e che nel Wisconsin pende un ricorso).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-12 16:58:432020-11-12 16:58:43Parrebbe che…
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