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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Edmund Gibson Ross, colui che salvò Andrew Johnson nel 1868

Gennaio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cinquantaquattro i Senatori in carica, e presenti in aula nella bisogna, tra marzo e maggio 1868 (ventisette gli Stati rappresentati essendo gli altri, quelli secessionisti, a quel tempo post bellico, esclusi dal consesso).
Trentasei pertanto i voti necessari per arrivare alla maggioranza dei due terzi necessaria per destituire, al termine del primo procedimento per l’Impeachment arrivato in aula senatoriale, Andrew Johnson, il Presidente succeduto ad Abraham Lincoln.
Trentacinque i suffragi a favore della misura: uno in meno del prescritto.
Determinante nella circostanza il voto contrario espresso dal Senatore del Kansas Edmund Gibson Ross.
Espresso, per di più, andando contro (ma negli USA è cosa abbastanza frequente) le disposizioni date dal partito (il repubblicano) al quale Ross apparteneva.
Mille le conseguenti polemiche.
Le accuse (fino al punto di dargli del venduto).
Le difese (qualcuno arrivò ad onorarlo).
Sia come sia – e va qui altresì ricordato che John Kennedy nel suo saggio ‘Profili del coraggio’ lo esalta – resta Ross nella storia per quella espressione di voto.
Vista la situazione e i numeri in Senato oggi, a nessuno tra i membri attuali della Camera Alta verrà richiesto un altrettanto decisivo comportamento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-25 18:00:352020-01-25 18:00:35Edmund Gibson Ross, colui che salvò Andrew Johnson nel 1868

Conclusa l’esposizione delle accuse da parte dei democratici

Gennaio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I sette Rappresentanti democratici incaricati di sostenere in Senato le accuse contro Donald Trump al fine di ottenerne la destituzione hanno terminato le loro esposizioni e lasciano ora spazio alla difesa.
Adam Schiff – il capo delegazione – in particolare ha efficacemente usato lo slogan più significativo del Presidente modificandolo in un “Prima Trump, non prima l’America”.
Dal canto suo, Jerry Naddler, ha sintetizzato il proprio argomentare con l’accusa “È un dittatore’”.
I sette in genere si sono soffermati più sul secondo capo di accusa (l’eventuale ostruzione al Congresso) che sul primo (abuso di potere).
Nei prossimi tre giorni (il medesimo spazio di tempo è concesso alle due parti in causa) i repubblicani avranno modo di ribattere.
Alla fine, per quanto si argomenti, resta l’Impeachment una procedura politica.
Il pressoché granitico schieramento dei due fronti senza che (Tulsi Gabbard a parte) nessuno trovi modo di uscire dagli schemi ed esporre conclusioni personali lo conferma.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-25 17:55:482020-01-25 17:55:48Conclusa l’esposizione delle accuse da parte dei democratici

Chi sta correndo per la Vice Presidenza?

Gennaio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Certo, quando gli è stato chiesto esplicitamente se stia in realtà correndo per un posto nella futura amministrazione o addirittura per ottenere il posto di Vice Presidente in pectore nel ticket democratico Deval Patrick ha risposto che così non è ma nel suo caso il dubbio è forte.
E come l’ex Governatore altri tra i concorrenti non di primissimo piano possono in verità nutrire questa ambizione.
Andando indietro nel tempo, l’ultima volta nella quale due candidati ad una nomination si sono uniti ed hanno poi vinto è stato nel 1980, ma si trattava, in campo repubblicano, nientemeno che di Ronald Reagan e George Herbert Bush!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-25 13:18:402020-01-25 13:18:40Chi sta correndo per la Vice Presidenza?

Marianne Williamson appoggia Andrew Yang

Gennaio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Aveva dichiarato che non avrebbe appoggiato nessuno l’ex candidata Marianne Williamson.
Ha cambiato idea a si spende in Iowa a favore di Andrew Yang del quale, dice, approva l’impegno e l’intelligenza.
Sì augura che Yang sia in grado di proseguire la sua avventura anche dopo i primi confronti in programma a febbraio.
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0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-25 13:17:442020-01-25 13:17:44Marianne Williamson appoggia Andrew Yang

Battaglie procedurali a fini elettorali

Gennaio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allora, in Senato, i democratici operano per ottenere l’ammissione di altri testimoni – in prima linea di John Bolton – al fine di allungare il più possibile la procedura e complicare la vita a Trump.
I repubblicani, compatti, per una veloce conclusione dell’iter processuale, meglio se prima del 4 febbraio giorno nel quale è fissato il Discorso sullo stato dell’Unione.
L’uno e l’altro schieramento cercano ovviamente di ricavare dagli accadimenti in corso il massimo profitto elettorale.
È questo in verità il punto.
Difficile se non impossibile capire oggi se gli attacchi degli Asinelli – comunque destinati in aula, salvo imprevedibili e masochistiche sollevazioni nelle fila degli Elefantini, al fallimento – produrranno benefici nell’urna novembrina.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-24 13:39:572020-01-24 13:39:57Battaglie procedurali a fini elettorali

Trump in marcia pro Life

Gennaio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Donald Trump sarà oggi personalmente presente a Washington alla Marcia per la Vita, la grande manifestazione annuale antiabortista.
È la prima volta che un Presidente partecipa al raduno.
Una conferma delle posizioni sul tema dal tycoon più volte espresse.
Un precisa presa di posizione politica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-24 13:38:352020-01-24 13:38:35Trump in marcia pro Life

Re degli Stati Uniti: il rifiuto di Washington

Gennaio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come chiamare ufficialmente il Capo dello Stato?
Abituati da sempre ad avere un re, i Costituenti americani, per qualche tempo, si baloccarono con l’idea di un regime monarchico.
La questione venne accantonata allorquando un vecchio ed entusiasta suo commilitone propose che appunto re fosse incoronato George Washington.
“Un’idea che considero con ripugnanza e condanno severamente”, replicò quando messo a conoscenza della cosa il futuro Presidente.
Fu così che di una monarchia statunitense non si parlò più.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-24 12:30:532020-01-24 12:30:53Re degli Stati Uniti: il rifiuto di Washington

Richard Nixon

Gennaio 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Passato alla storia per via dello ‘Scandalo Watergate’ e delle conseguenti dimissioni (caso unico nella vicenda istituzionale americana), Richard Nixon va ricordato per altri accadimenti.
Vice di Dwihgt Eisenhower dal 20 gennaio 1953 al 20 gennaio 1961, si era candidato alla Presidenza nel 1960.
Persa di stretta misura e non senza giuste lamentazioni quella campagna elettorale (prevalse, come ognun sa, nella circostanza, John Kennedy), era stato altresì sconfitto nel 1962 nel tentativo di arrivare al Governatorato della California.
Apparentemente scomparso dalla scena politica, era invece tornato in sella nel 1968 anno nel quale, battuto il concorrente più agguerrito Nelson Rockfeller – ma anche George Wilcken Romney – aveva dapprima conquistato la nomination repubblicana e poi, a novembre, superato l’oppositore democratico Hubert Humphrey, la Presidenza agognata.
Scelto Henry Kissinger quale Consigliere per la sicurezza nazionale (lo designerà successivamente Segretario di Stato), si distinguerà in particolare per l’attività a livello internazionale.
Fra l’altro, al fine di arrivare alla conclusione della Guerra del Vietnam cercando in ogni modo di evitare di passare, come disse, per “il primo Presidente USA sconfitto in una guerra”.
Il suo maggior successo in politica estera resta peraltro l’apertura alla Cina Maoista.

Ben lungi dall’essere qualcosa di non ponderato, ben lungi dall’essere un colpo d’ala, l’idea di allacciare rapporti con la Cina comunista di Mao era nella mente di Richard Nixon da tempo, addirittura dall’anno precedente la campagna elettorale del 1968.
Ne aveva infatti scritto nell’ottobre 1967 in ‘Foreign Affairs’.
Una volta in sella, il Presidente repubblicano operò compiutamente in tale direzione.
Certamente, fra i molti provvedimenti, tra le molte iniziative intraprese, importante oltre ogni dire la decisione di votare contro ma di non porre il veto alla Risoluzione dell’ONU che ammetteva nel consesso la Cina nel contempo includendola al posto di Taiwan nel consiglio di sicurezza.
Correva l’anno 1971 che, in quest’ambito, sarà caratterizzato dalla strombazzata visita della squadra americana di tennis da tavolo nel paese asiatico (la cosiddetta ‘diplomazia del ping pong’) e soprattutto dalla missione segreta in quelle bande di Henry Kissinger tra il 9 e l’11 luglio, missione tesa a preparare la successiva, storica visita, annunciata il 15 luglio, del Presidente USA.
È tra il 21 e il 28 febbraio 1972, quindi, che gli Stati Uniti d’America e la Cina maoista davvero si incontrano superando barriere ideali, ideologiche, politiche e sociali di grande conto.
Si mirava alla costruzione di un clima di fiducia e dopo si opererà in tal senso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-23 19:11:252020-01-23 19:11:25Richard Nixon

Henry Ford e la tentazione White House

Gennaio 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’uomo di maggior successo negli Stati Uniti negli anni Dieci e Venti del Novecento?
Facile rispondere: Henry Ford.
Le auto che produceva si vendevano come il pane e la sua figura si stagliava tra le più ammirevoli.
Perché allora non mandarlo alla Casa Bianca?
Già nel 1916 un movimento spontaneamente sorto nel Michigan lo indicò per l’alto incarico ma la cosa si fermò lì.
Strenuo sostenitore di Woodrow Wilson nelle Mid Term Elections del 1918, restò grandemente deluso per il risultato in quel frangente negativo.
Per quanto indeciso tra democratici e repubblicani (e qualcuno tra i suoi sostenitori pensava addirittura ad un terzo partito appositamente creato), forte dell’enorme notorietà, opinò per qualche momento di correre nel 1924.
La situazione politica poteva apparire favorevole: il Presidente Warren Harding era morto nel 1923 e il suo Vice Calvin Coolidge, subentrato, non aveva ancora avuto modo di consolidarsi al potere, o così sembrava.
Non se ne fece niente, in larga misura per il carattere freddo e distante di Ford che sembrava pensare che gli americani ‘dovessero’ votarlo per l’uomo che era, ragione per la quale non organizzò alcuna vera campagna elettorale.
Alla fine, in quel fatidico anno, si schierò per Coolidge e di una possibile candidatura a White House del costruttore di auto più di successo di tutti i tempi non si parlò più.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-23 12:04:562020-01-23 12:04:56Henry Ford e la tentazione White House

Jesse Jackson: il primo serio candidato nero a White House

Gennaio 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dopo l’antesignana Shirley Chisholm, nel Novecento, l’unico nero che abbia partecipato alle Primarie di un partito di rilevanza nazionale mostrandosi in grado di ottenere notevoli e confortanti risultati è stato Jesse Jackson.
In corsa tra i democratici nel 1984, anno nel quale, poco appoggiato in quanto ritenuto un cavallo perdente, conquistò comunque una buona messe di voti popolari, nelle successive consultazioni in vista della nomination per il novembre 1988 vinse in ben undici Stati risultando competitivo fino all’ultimo.
Andata dipoi la candidatura a Michael Dukakis – dipoi nettamente sconfitto da George Herbert Bush – Jackson (che aveva per attimo pensato di potere entrare a far parte del ticket quale Vice in pectore) tornò ad occuparsi di questioni sociali, ambito nel quale si era già illustrato al seguito di Martin Luther King.
Da ricordare in particolare la costituzione da parte sua della cosiddetta ‘Coalizione Arcobaleno’ che tendeva appunto a coalizzare tutte le minoranze razziali USA per avere ragione della allora (molto meno, oggi) dominante in campo economico struttura di potere bianca e maschile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-23 12:03:452020-01-23 12:03:45Jesse Jackson: il primo serio candidato nero a White House
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