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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Liste dei candidati alle Primarie del Michigan

Novembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In programma il 10 marzo, le Primarie del Michigan, tra democratici e repubblicani.
Quanto a questi ultimi, quattro gli ammessi
Donald Trump
Mark Sanford
Joe Walsh
Bill Weld.
Quanto ai democratici
Michael Bennett
Joe Biden
Michael Bloomberg
Cory Booker
Steve Bullock
Pete Buttigieg
Julian Castro
John Delaney
Tulsi Gabbard
Kamala Harris
Amy Klobuchar
Wayne Messam
Bernie Sanders
Joe Sestak
Tom Steyer
Elizabeth Warren
Marianne Williamson
Andrew Yang.
I giochi fra poco si faranno duri e solo i duri giocheranno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-12 20:22:472019-11-12 20:22:47Liste dei candidati alle Primarie del Michigan

Biden vs Warren

Novembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due visioni, due posizioni politiche contrapposte.
In qualche modo, così deve essere.
Parliamo di Joe Biden e di Elizabeth Warren.
Si sapeva e lo si vede ogni giorno che passa sempre di più montando tra i due la polemica e fioccando le reciproche accuse.
L’ex Vice rappresenta in tutto e per tutto i democratici moderati.
La Senatrice del Massachusetts i democratici radicali, addirittura socialisti visto che si pone, superandolo, sulla strada appunto socialista tracciata già nel 2016 e oggi percorsa con minore impatto da Bernie Sanders.
Storicamente collocarsi sulle estreme non porta bene nelle elezioni novembrine.
Che il candidato radicale sia stato democratico o repubblicano finora poco ha importato dato che ha regolarmente perso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-12 09:50:102019-11-12 09:50:10Biden vs Warren

L’età giusta

Novembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Esistono statistiche su tutti i possibili aspetti a proposito dei Presidenti americani.
Guardando ai candidati in corsa – Trump da una parte e in specie Sanders, Bloomberg, Biden e Warren dall’altra: tutti ultra settantenni – vediamo come e quanto si discostino per l’età rispetto a quella media di quanti si sono nel tempo insediati.
È tale età media pari esattamente a cinquantacinque anni e tre mesi.
I tempi sono cambiati e la vita si è allungata ed è possibile si arrivi ad avere un Presidente in carica ultra ottantenne (i primi tre democratici citati se eletti nel corso del mandato supererebbero tale soglia).
Un bene?
Un male?
Mah.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-12 09:49:022019-11-12 09:49:02L’età giusta

Bloomberg iscritto anche in Michigan

Novembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non solo in Alabama.
Michael Bloomberg risulta iscritto ufficialmente nella lista dei candidati democratici ammessi alle Primarie in programma in Michigan.
Sarà utile tenere d’occhio le scadenze per le iscrizioni ai Caucus e alle Primarie degli altri Stati per capire se davvero l’ex Sindaco di New York intende andare fino in fondo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-11 13:36:362019-11-11 13:36:36Bloomberg iscritto anche in Michigan

Ripassiamo la materia Elezioni USA

Novembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Presidente degli Stati Uniti d’America viene eletto dai delegati (i cosiddetti Grandi Elettori) dei singoli Stati componenti l’Unione e non direttamente dai cittadini.
Si tratta pertanto di una Elezione di secondo grado.

I citati Grandi Elettori (che formano il Collegio Elettorale) sono attualmente cinquecentotrentotto, ragione per la quale la maggioranza assoluta degli stessi, che garantisce la conquista dello scranno presidenziale, è pari a duecentosettanta.

Ogni Stato ha diritto alla nomina di tanti Grandi Elettori quanti sono i suoi parlamentari federali: Senatori più Rappresentanti.

L’effettiva nomina del Presidente – lo ripetiamo – è opera del citato Collegio Elettorale e, ovviamente, avviene in data successiva alla scelta attraverso il voto popolare dei signori che lo compongono.

Le prime Elezioni – denominate Presidenziali, ma che, va ripetuto alla noia, in verità promuovono i Grandi Elettori – hanno avuto luogo dal 15 dicembre 1788 al 10 gennaio 1789.

Dal 1792, essendo il mandato quadriennale, si svolgono in coincidenza con l’anno bisestile.

Dal 1804, al candidato di ogni partito alla carica di Capo dello Stato si aggiunge, a formare un ticket, quello alla Vice Presidenza.

Il primo Presidente eletto, George Washington, si è insediato il 30 aprile 1789.

Si è votato per la prima volta in un solo giorno nel 1848.
In precedenza i seggi erano aperti per poco più di un mese comprendendo comunque in ogni circostanza larga parte di, se non tutto, novembre.

È a partire dallo stesso 1848 che si è deciso che l’elezione dei Grandi Elettori deve avere luogo il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno coincidente con il bisestile.

È dipoi stato determinato che i Grandi Elettori provvedano alla effettiva nomina del Presidente il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo dicembre.

Il deliberato del Collegio dei Grandi Elettori viene poi comunicato al Congresso che lo ratifica il 6 gennaio del seguente anno.

Il nuovo o confermato Capo dello Stato giura davanti al Presidente della Corte Suprema e si insedia il successivo 20 gennaio alle ore 12.

Per inciso, dal 1793 – anno seguente le seconde votazioni – al 1933 la cerimonia ora ricordata aveva luogo il 4 di marzo sempre dell’anno dopo quello elettorale.

È possibile – ed è accaduto nel 1824 – solo nell’ipotesi in cui i candidati in grado di conquistare Grandi Elettori siano tre o di più, che nessuno tra loro raggiunga la maggioranza assoluta.
Nel caso, non potendo il Collegio Elettorale adempiere al proprio compito, l’elezione spetta alla rinnovata Camera dei Rappresentanti nel cui ambito, nei ballottaggi, dal successivo gennaio e fino a deliberazione, non votano i singoli membri ma le delegazioni statali ciascuna delle quali conta uno.

Ancora, la medesima situazione – è capitato nel 1836 – può concernere il Vice Presidente.
Nel caso, la nomina spetta, dal seguente gennaio, al Senato, laddove di contro i singoli membri votano personalmente non contando le delegazioni.

Il Partito Democratico (detto , come altresì i suoi esponenti ed elettori, dell’Asino o dell’Asinello perché il suo simbolo è appunto il somaro) e quello Repubblicano (detto come i suoi esponenti ed elettori, per la stessa ragione, dell’Elefante o dell’Elefantino, come pure GOP, acronimo per Grand Old Party) si confrontano direttamente dalla tornata elettorale del 1856.

In precedenza, dopo i due mandati del Padre della Patria George Washington, indipendente, altri tre partiti erano arrivati ad occupare la poltrona presidenziale: i Federalisti, i Democratico Repubblicani, i Whig.

Le votazioni in programma il 3 novembre 2020 saranno le cinquantanovesime.

I Presidenti – compresi i Vice subentrati (otto a seguito del decesso del titolare e uno dopo le dimissioni dello stesso) sono numericamente quarantacinque.
Le persone che hanno ricoperto l’incarico invece quarantaquattro perché Grover Cleveland, il solo eletto due volte non consecutivamente, è conteggiato sia come ventiduesimo che quale ventiquattresimo Capo dello Stato.

Va ricordato che il sistema è bicamerale articolandosi il Parlamento in due consessi: il Senato e la Camera dei Rappresentanti.

Ogni Stato, avendo pari dignità e prescindendo dal numero degli abitanti, ha due Senatori.
Cinquanta essendo dal 1959 gli Stati, cento sono i Senatori.

Ogni Stato ha altresì diritto a un numero (in totale sono quattrocentotrentacinque) di Rappresentanti proporzionale invece alla consistenza della propria popolazione quale risulta dai censimenti in programma ogni dieci anni a partire dal 1790 (il prossimo nel 2020 quindi).

Il mandato dei Senatori è di sei anni.
Quello dei Rappresentanti di due.

Nel mentre la Camera si rinnova totalmente sia in coincidenza con la votazione per i Grandi Elettori che a metà del mandato presidenziale (Mid Term Elections), i Senatori, divisi in tre classi, sono rinnovati per un terzo ogni due anni.

Gli Stati che nella maggioranza dei casi votano democratico sono chiamati Blue States.
Quelli che si esprimono usualmente per i repubblicani Red States.
Gli Stati che spesso cambiano opinione vengono definiti Swing States e sono di sovente quelli decisivi.

Una necessaria precisazione: si può essere eletti Presidenti (è accaduto nel 1876, nel 1888, nel 2000 e nel 2016) prendendo a livello nazionale meno voti popolari del rivale.
Questo perché in quarantotto Stati su cinquanta (Maine e Nebraska esclusi) i Grandi Elettori vengono assegnati col Winner takes all method che comporta l’attribuzione in ciascun territorio dei delegati ai quali il territorio stesso ha diritto al candidato che abbia colà ricevuto il maggior numero di voti popolari, fosse anche solo uno il suffragio in più decisivo.
Per capirci, guardando alle ultime elezioni, Hillary Rodham Clinton ha sì preso molti voti popolari in più di Donald Trump ma particolarmente in California, sprecandoli (si deve pur dire), visto che le sarebbe bastato prevalere nel Golden State di infinitamente meno.

Ciò detto riguardo alla votazione per Grandi Elettori e a quella conseguente del Collegio degli stessi, poche parole sul processo interno ai partiti per la scelta dei candidati a White House.

Si articola oggi e da tempo (non da sempre essendosi evoluta ed articolata) la relativa procedura attraverso il meccanismo di Caucus e Primarie, differenti votazioni interne ai partiti, che consentono, secondo regole particolari dettate dai movimenti politici stessi, la nomina dei delegati poi partecipanti alle Convention (i Congressi) estive nel corso delle quali vengono ufficializzate le candidature per la Presidenza e per il ruolo vicario.

Da ricordare sempre che negli Stati Uniti raggiungendo i diciotto anni si ha diritto di votare ma che occorre dimostrare che si intende voler esercitare tale diritto cosa che si fa iscrivendosi alle Liste Elettorali.

Infine (mille altre sarebbero le cose specifiche da dire, ma tant’è), dal 1951, un Emendamento costituzionale vieta che un qualsiasi candidato possa essere eletto più di due volte.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-11 13:34:522019-11-11 13:34:52Ripassiamo la materia Elezioni USA

Può Biden arrivare alla nomination perdendo sia Iowa che New Hampshire?

Novembre 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I sondaggi, naturalmente.
I sondaggi dicono che Joe Biden è oggi in difficoltà notevoli in Iowa (addirittura in quarta posizione dietro Elizabeth Warren, Bernie Sanders e Pete Buttigieg) e minori ma considerevoli nel New Hampshire (alle spalle della Warren).
La domanda che gli analisti più avvertiti stanno facendosi è: perdesse entrambi questi due primi appuntamenti (3 e 11 febbraio), arriverebbe lo stesso alla nomination?
Difficile davvero rispondere.
Certamente, sarebbe per lui un notevole handicap.
Ancora di più se nei due Stati prevalesse il medesimo suo oppositore.
Ancora di più se non si classificasse tra i primi in entrambe le consultazioni.
Vero è che dopo si corre in Nevada e in South Carolina dove parrebbe avere chance di vittoria.
Me come si comporterebbero gli elettori democratici di questi due ultimi Stati se ci arrivasse dopo due serie sconfitte?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-10 16:18:302019-11-10 16:18:30Può Biden arrivare alla nomination perdendo sia Iowa che New Hampshire?

Quella volta che spararono a Franklin Delano Roosevelt

Novembre 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quel che è certo è che Giuseppe Zangara non aveva una buona mira.
L’avesse avuta, la Storia avrebbe avuto ben altro corso.
Immigrato negli USA, anarchico, calabrese di nascita, in quel di Miami, il 15 febbraio del 1933, da pochi passi, sparò cinque colpi di pistola a Franklin Delano Roosevelt mancandolo, ferendo alcuni presenti e in particolare il Sindaco di Chicago Anton Cermak – seduto nell’auto accanto a F. D. – che venne successivamente a morte.
Franklin Delano non era ancora in carica visto che l’insediamento era fissato al 4 marzo successivo.
Certo, con i se e con i ma non si fa la storia.
Fosse morto, però, Capo dello Stato sarebbe diventato il Vice eletto John Garner e chissà cosa avrebbe riservato al mondo questa alternativa.
(In proposito, due articolazioni.
Alcuni sostengono che in verità Zangara volesse davvero uccidere Cermak per faccende che riguardavano Chicago.
Poi, il grande Philip Dick – che i più conoscono quale autore dell’opera dalla quale fu tratto ‘Blade Runner’ – in un romanzo di ‘Storia alternativa’ pubblicato nel 1962, all’inizio, ipotizza che Zangara sia riuscito invece ad uccidere F. D. R. con davvero particolarissime conseguenze).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-10 10:20:452019-11-10 10:20:45Quella volta che spararono a Franklin Delano Roosevelt

I qualificati per i prossimi due dibattiti dem

Novembre 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 20 novembre ad Atlanta si terrà il prossimo dibattito ufficiale tra i candidati democratici alla nomination. Finora, superando gli ostacoli derivanti dai sempre più impegnativi ‘criteria’ dettati dal partito, i qualificati sono
Joe Biden
Elizabeth Warren
Bernie Sanders
Pete Buttigieg
Cory Booker
Kamala Harris
Amy Klobuchar
Tulsi Gabbard
Andrew Yang
Tom Steyer
Si conoscono già inoltre i primi ammessi al successivo e ancora più esclusivo dibattito previsto il 19 dicembre a Los Angeles.
Sono solamente sei (ma c’è tempo per recuperare):
Biden
Warren
Sanders
Buttigieg
Harris
Klobuchar
Va notata la parità tra uomini e donne: tre a testa.
E Bloomberg?
Occorre aspettare e aspetteremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-10 10:19:382019-11-10 10:19:38I qualificati per i prossimi due dibattiti dem

Bloomberg riuscirà laddove nessuno è riuscito?

Novembre 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Michael Bloomberg è stato Sindaco di New York.
Ebbene, nella lunga storia politica americana nessuno ex Sindaco di New York (come nessuno in carica) è mai arrivato ad occupare la Casa Bianca.
Molti anche i fallimenti ai quali sono questi signori andati incontro anche solo per ottenere la Nomination.
Si pensi, per dire, a Rudolph Giuliani qualche anno fa e a Bill de Blasio quest’anno.
Invero, in tempi lontani, nel 1812, uno dei predecessori di Bloomberg nell’incarico, DeWitt Clinton, arrivò all’atto conclusivo per essere però sconfitto da James Madison.
Non incoraggianti pertanto i precedenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-09 20:11:532019-11-09 20:11:53Bloomberg riuscirà laddove nessuno è riuscito?

I vantaggi di Bloomberg

Novembre 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le difficoltà che un ‘normale’ candidato alla nomination deve affrontare nelle quali di contro Michael Bloomberg non inciampa?
Due, soprattutto.
Di solito, per dire, se non sempre, una Senatrice della California o un Governatore del Washington non hanno fama nazionale, non sono ‘riconoscibili’ e, se scesi in campo, devono dedicare larga parte della loro attività a colmare tale grave (come può chi neppure ti conosce votarti?) lacuna.
L’ex Sindaco di New York – non solo per avere ricoperto questa carica ma per la sua notevolissima attività professionale – è noto praticamente a tutti nel Paese.
La seconda difficoltà (la politica costa) è ovviamente quella economica.
La raccolta di fondi è l’occupazione principale di un candidato perché senza quattrini la corsa si ferma.
Bloomberg è miliardario (grandemente) in dollari.
Se davvero (è iscritto in Alabama ma non abbiamo certezze) correrà partirà certamente fortissimo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-09 11:28:332019-11-09 11:28:33I vantaggi di Bloomberg
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