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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Risultati in Mississippi, Kentucky e Virginia

Novembre 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Significativi i risultati delle elezioni locali svoltesi il 5 novembre in Mississippi (dove la carica di Governatore è andata al candidato repubblicano), in Kentucky (laddove, ancora per il Governatorato, per un minimo scarto, ha prevalso il democratico), in Virginia (si votava per il rinnovo del Parlamento e hanno avuto la meglio gli Asinelli)?
Significativi con riferimento al 3 novembre 2020?
In questa prospettiva?
Certo è che Donald Trump ha sostenuto personalmente il candidato poi perdente in Kentucky.
Certo è che tre anni fa lo stesso tycoon aveva vinto a mani basse da quelle parti.
(Non così in Virginia).
Occorre però sottolineare il fatto – contano queste cose eccome – che il nuovo Governatore dello Stato con capitale Frankfort è il figlio di colui che ha ricoperto il medesimo ruolo fino al 2015.
Sarà necessario tornare sul tema prospettive 2020 a bocce ferme.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-06 08:30:462019-11-06 08:30:46Risultati in Mississippi, Kentucky e Virginia

Mississippi: difficile diventare Governatore

Novembre 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Complicato il meccanismo elettorale per il Governatorato del Mississippi in queste ore in gioco.
Non basta vincere quanto al voto popolare.
Occorre altresì prevalere nella maggioranza dei centoventidue distretti nei quali lo Stato è diviso.
Nel caso in cui nessuno tra i candidati riesca nell’intento la scelta viene demandata alla locale Camera dei Rappresentanti.
Interessante.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-06 08:29:102019-11-06 08:29:10Mississippi: difficile diventare Governatore

Oltre 800 volte nell’Iowa

Novembre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Da luglio, in totale, i candidati democratici alla nomination hanno fatto tappa nell’Iowa più di 800 volte.
Più della somma delle visite compiute nel New Hampshire, nel South Carolina e in Nevada, i tre Stati le cui Primarie fanno seguito a febbraio al Caucus dello Stato con capitale Des Moines.
Questo dato conferma quanto l’esito della consultazione in programma il 3 febbraio sia considerato cruciale.
Al momento, stando a sondaggi comunque da prendere sempre con le molle, in Iowa Biden sta perdendo la spinta, Warren avanza ma di poco e senza entusiasmare, Sanders non va molto bene e l’unico che sembra migliorare di giorno in giorno è Buttigieg.
Tempo ce n’è per rimediare (come anche per precipitare nell’anonimato).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-05 19:09:542019-11-05 19:09:54Oltre 800 volte nell’Iowa

‘Trifecta’

Novembre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Indovinare nell’ordine il primo, il secondo e il terzo classificato in una corsa di cavalli (azzeccare una ‘tris’) è difficile e di solito comporta buone vincite.
Negli USA e in Australia questo tipo di scommessa si chiama ‘trifecta’.
Dall’ippica si è passati alla politica e nel gergo degli States la stessa espressione sta ad indicare quella particolare situazione di dominio a livello locale di un partito che detiene contemporaneamente la carica di Governatore e la maggioranza nei due rami del Parlamento.
Può verificarsi ovunque negli USA la ‘trifecta’ tranne che nel Nebraska perché lo Stato con capitale Lincoln ha un Parlamento monocamerale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-05 17:49:222019-11-05 17:49:22‘Trifecta’

3 novembre/14 dicembre 2020

Novembre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Definiamo i termini.
Il prossimo anno, per la scelta dei Grandi Elettori si voterà martedì 3 novembre.
Il successivo 14 dicembre i medesimi Grandi Elettori, riuniti in Collegio, eleggeranno il Capo dello Stato.
La normativa in merito, difatti – dalla tornata del 1848 e cioè da quando si vota in una sola giornata – dice che i cittadini devono recarsi ai seggi per scegliere i citati Delegati “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile”.
E che il voto collegiale per la ‘vera’ nomina del Presidente deve avere luogo “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo mese di dicembre”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-05 17:46:482019-11-05 17:46:483 novembre/14 dicembre 2020

Tre Governatorati in gioco

Novembre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si vota localmente a Sud.
Il 5 novembre per i Governatori del Mississippi e del Kentucky.
Il 16 novembre per quello della Louisiana.
Favoriti in genere i Repubblicani.
Mentre però a livello di Presidenziali e di seggi senatoriali il GOP si impone colà abbastanza regolarmente, non è certo che altrettanto accada nelle elezioni locali.
Sfide aperte il cui esito non pare essere se non assai relativamente significativo in vista del 3 novembre 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-05 14:50:382019-11-05 14:50:38Tre Governatorati in gioco

Mille, tra non molto, i candidati

Novembre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Novecentotrenta.
A ieri, i candidati alla Presidenza degli Stati Uniti regolarmente iscritti alla FEC (Federal Election Commission) sono novecentotrenta.
Già, perché, come altre volte detto e va qui ripetuto, non corrisponde assolutamente al vero che i pretendenti a White House siano alla fine solo due, il Democratico e il Repubblicano.
Due in grado di conquistare lo scranno presidenziale.
Un numero indeterminato gli altri (fra i quali, comunque, il Libertariano e il Verde hanno un qualche peso) in rappresentanza di mille diversi, a volte del tutto insignificanti movimenti e istanze.
Partiti e persone che corrono per vanagloria, spesso, ma non raramente, per dare testimonianza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-05 14:49:412019-11-05 14:49:41Mille, tra non molto, i candidati

Già programmati i dibattiti tra i nominati: il democratico e il repubblicano

Novembre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un po’ presto, verrebbe da dire.
Ma già adesso sappiamo quando e dove si confronteranno ufficialmente i candidati alla Presidenza espressi dai due storici partiti.
Il primo dibattito è fissato al 29 settembre (ovviamente del 2020) alla Notre Dame University in Indiana.
Il secondo il 15 ottobre alla Università del Michigan.
Il terzo il 22 ottobre alla Belmont University, Tennessee.
I due candidati Vice avranno modo di scontrarsi invece il 7 ottobre alla University of Utah, Salt Lake City.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-05 14:48:152019-11-05 14:48:15Già programmati i dibattiti tra i nominati: il democratico e il repubblicano

First and Second Lady

Novembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Siamo abituati a chiamare First Lady la moglie del Presidente degli Stati Uniti.
Non siamo invece assolutamente avvezzi a chiamare Second Lady la consorte del Vice Presidente USA.
Comprensibile che così sia dato che molto raramente di queste Signore la cronaca si occupa.
(Assai meno, poi, la storia, se non quella minore e al massimo in due tre casi).
Comunque – per quanto l’espressione pare sia stata usata inizialmente solo nel 1849 parlando della dipartita della vedova di James Madison Dolley Payne Todd – la prima ‘vera’ First Lady, in ragione della propria personalità capace di dare spessore alla collocazione familiare e nel contempo pubblica, fu Julia Gardiner, seconda moglie di John Tyler (a White House poco meno di un, incisivo, anno tra il 1844 e il 1845).
A voler scartabellare, ancora in precedenza, si era distinta una Prima Signora che esercitava al meglio la ‘professione’ tale peraltro non essendo: la nuora del vedovo Martin Van Buren Sarah Angelica Singleton.
La prima Second Lady in cotal modo definita (fra quante la precedettero nel ruolo non può essere però dimenticata Floride Bonneau, consorte di John Calhoun e protagonista dell’Affare Petticot che costò caro al marito) fu Jennie Tuttle, al fianco di Garret Hobart, Vicario di William McKinley, dal 1897 al 1899.
Una soltanto tra questa Signore ebbe una incombenza politica di rilievo (per carità, nessun possibile confronto con la First Lady Hillary Rodham Clinton!) successivo.
Si tratta di Muriel Fay Buck che al momento della morte del coniuge Hubert Humphrey gli subentrò nell’incarico di Senatore del Minnesota.
A chiudere, quattordici le Second diventate First.
O perché il marito era subentrato al titolare a causa del decesso (delle dimissioni, nel caso di Nixon) del medesimo.
O in ragione della elezione del coniuge alla carica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-04 17:48:082019-11-04 17:48:08First and Second Lady

1968/2008 va bene. E poi?

Novembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È con le votazioni del 1968 che la ‘New Deal Coalition’ compattata da Franklin Delano Roosevelt nel 1932/36 si sfalda.
Avevano i Democratici governato ventotto di quei trentasei anni.
Governeranno i Repubblicani ventotto dei successivi quaranta.
E questo pur tenendo conto del Watergate, lo scandalo che avrebbe dovuto minare a lungo la prevalenza del GOP e che alla fine condusse solo al quadriennio di Jimmy Carter poi subito sconfitto.
Anche la successiva (1992) vittoria democratica di Bill Clinton trova spiegazione nella discesa in campo nella circostanza di quel vero ‘corpo estraneo’ in grado di sottrarre voti soprattutto a George Herbert Bush che fu l’indipendente Ross Perot.

Ciò detto, resta da comprendere in qual modo inquadrare le due affermazioni (2008 e 2012) di Barack Obama nonche quella del 2016 di Donald Trump.
Come sempre, gli accadimenti storici troppi vicini sono molto difficilmente giudicabili.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-04 08:53:192019-11-04 08:53:191968/2008 va bene. E poi?
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