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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

1932: i neri votano in maggioranza GOP per l’ultima volta

Novembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La vittoria democratica del 1932 (con Franklin Delano Roosevelt alla testa) segna davvero la fine di un’epoca storico politica e l’inizio di un’altra.
I repubblicani avevano governato il Paese per cinquantasei dei precedenti settantadue anni.
I democratici si accingevano a governarlo per ventotto dei successivi trentasei.
Nasceva quella maggioranza che si sarebbe chiamata ‘New Deal Coalition’ che, sia pure con l’intervallo anni Cinquanta di Dwight Eisenhower, avrebbe diretto gli Stati Uniti fino al 1968 compreso.
Una ‘Coalition’ in quella circostanza non ancora completa perché per l’ultima volta la maggioranza degli elettori neri votarono repubblicano.
Per l’ultimissima volta.
Dal 1936, non accadrà più.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-04 08:52:122019-11-04 08:52:121932: i neri votano in maggioranza GOP per l’ultima volta

Iowa e New Hampshire in un modo, Nevada e South Carolina in un altro

Novembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come tutti sanno, la stagione di Caucus e Primarie inizia a febbraio.
Notevole e incidente non poco la differenza che esiste a proposito del corpo elettorale tra le due consultazioni iniziali e le successive.
Iowa e New Hampshire – dove si aprono i giochi e occorre ricordarlo – presentano un elettorato sostanzialmente bianco.
Nevada e, più ancora, South Carolina (che seguono) si caratterizzano per la loro multi etnicità.
È anche in conseguenza di questa realtà che ai recenti sondaggi in ambito democratico conseguono esiti tanto differenti.
La Senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren infatti è data in vantaggio nei primi due Stati mentre Joe Biden – al quale l’elettorato nero è vicino – la sopravanza nettamente nei restanti due.
Se davvero (ma attenti a Sanders, che nel New Hampshire pare molto forte, e alla mina vagante Buttigieg) Warren dovesse prevalere in partenza, sarà indispensabile per Biden comunque piazzarsi bene perché non venga a qualcuno la voglia di abbandonarlo per seguire altri candidati.
Considerando le attese e le promesse, non è che l’ex Vice di Obama si trovi oggi e in prospettiva in una gran bella situazione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-03 16:57:282019-11-03 16:57:28Iowa e New Hampshire in un modo, Nevada e South Carolina in un altro

Buttigieg, la ‘seconda scelta’ preferita

Novembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quarto da tempo tra i candidati democratici alla nomination in tutti i sondaggi il Sindaco di South Bend, Indiana (città che personalmente conoscevo solo perché colà il grande sceneggiatore e regista cinematografico Sydney Pollack ha trascorso gli anni della propria giovinezza) è, sempre nelle rilevazioni statistiche, per tutti gli elettori dell’Asino, ‘la seconda scelta’ preferita.
In prospettiva e soprattutto se dovesse ottenere buoni risultati nell’Iowa e nel New Hampshire (e i rivali non sfondassero), questa situazione lo porterebbe in prima linea.
È vero che la giovinezza di per sé non garantisce ma Buttigieg è il solo candidato appunto giovane in uno schieramento dominato da anziani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-03 10:44:362019-11-03 10:44:36Buttigieg, la ‘seconda scelta’ preferita

Sanders primo ma comunque debole nel New Hampshire!

Novembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

All’improvviso.
Capita che da un sondaggio condotto nel New Hampshire pochi giorni fa arrivino indicazioni decisamente in contro tendenza.
Primo nel Granite State – la cui Primaria è fissata all’11 febbraio prossimo – risulta Bernie Sanders che precedenti rilevazioni davano invece in calo di consensi.
Bassa, comunque, la sua presa: al ventuno per cento.
Talmente bassa da essere quella storicamente più debole tra i candidati democratici alla nomination nello Stato addirittura dal 1972.
Segue Elizabeth Warren al diciotto.
Terzo al quindici Joe Biden.
Un esito di tal fatta, mettendo in luce la poca incisività dei rivali, ringalluzzirebbe di certo Donald Trump che lo stesso sondaggio conferma essere all’ottantasei per cento tra i repubblicani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-03 10:43:152019-11-03 10:43:15Sanders primo ma comunque debole nel New Hampshire!

3 novembre: tra un anno esatto il voto americano

Novembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, la ricerca da parte di un presidente in carica di una seconda nomination normalmente e salvo casi particolari non è impegnativa quanto quella precedente.
E così sembra accadere nella circostanza per Donald Trump.
Resta comunque un impegno che in specie nell’ultimo anno di primo mandato (che per il tycoon comincia domani) si aggiunge a quelli governativi.
Ci si può chiedere se non avessero ragione i vecchi Whigs che negli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento sostenevano fosse opportuno se non necessario limitare ad uno ed uno soltanto i quadrienni presidenziali.
Anche per evitare che i deliberati e i provvedimenti governativi siano in minore o maggiore misura condizionati dal desiderio di rielezione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-03 10:42:102019-11-03 10:42:103 novembre: tra un anno esatto il voto americano

48 per cento a favore dell’Impeachment?

Novembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I sondaggi?
Fidarsene è bene, non fidarsene è meglio.
Comunque, secondo la più recente rilevazione in merito, il 48 per cento dei cittadini americani sarebbe favorevole all’Impeachment.
La percentuale è ovviamente altissima (sopra l’80 per cento) tra gli elettori democratici.
Scarsa (l’11 per cento) tra quelli repubblicani.
Come è stato rilevato, nella situazione data, praticamente impossibile che larga parte – occorrerebbe una maggioranza dei due terzi – dei Senatori GOP si schierino nel giudicare (la funzione spetta al Senato) contro Trump.
Vedremo nel volgere delle udienze, ora pubbliche, alla Camera come e in qual modo la situazione evolverà.
Soprattutto, se i democratici riterranno davvero produttivo affondare il colpo sapendo che l’esito finale sarà loro contrario.
Produttivo riguardo alle elezioni novembrine, ovviamente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-03 10:41:052019-11-03 10:41:0548 per cento a favore dell’Impeachment?

Il Vice in carica e il Presidente no

Novembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Di tutto.
Nelle pieghe della oramai lunga storia della Presidenza americana si trovano
– Presidenti candidati senza Running Mate (Martin Van Buren nel 1840)…
– candidati alla Casa Bianca affiancati da due Running Mate (William Jennings Bryan nel 1896 essendo due i partiti che lo sostenevano)…
– candidati appoggiati da partiti avversi perché ritenuti in grado localmente di sottrarre al ‘vero’ avversario contendente un po’ di Grandi Elettori (il populista James Weaver nel 1892 allorquando i democratici rivinsero con Grover Cleveland
– Presidenti che nelle loro prime esperienze elettorali negli Stati di provenienza erano appoggiati dalla malavita (il dipoi grande Harry Truman in Missouri)…
e chi più ne ha più ne metta.

Già stranissimo quanto occorso a seguito del risultato delle primissime elezioni.
Si votò dal 15 dicembre 1788 al 10 gennaio 1789.
Presidente eletto all’unanimità dai Grandi Elettori George Washington.
Vice Presidente il leader dei Federalisti John Adams.
Ebbene, il primo tra i due a giurare e ad entrare teoricamente in carica non fu Washington – che entrò nella Executive Mansion allora nuovaiorchese solo il 30 aprile 1789 – perché nove giorni prima, il 21 di quel mese, il giuramento era già stato prestato da John Adams, suo Vice.
Ora – ci si chieda – chi mai ha effettivamente governato il Paese in quel lasso di tempo?
Si può ritenere che quel duro di Adams sia stato invero il primo a ricoprire l’incarico esecutivo anche se solo per un istante?
Problematico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-02 16:57:542019-11-02 16:57:54Il Vice in carica e il Presidente no

Beto O’Rourke out

Novembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Grandemente sostenuto dai media che ne avevano fatto un protagonista già in occasione della sfida da lui portata (invano) a Ted Cruz per lo scranno senatoriale texano ma in verità mai davvero emerso quale reale contendente per la nomination democratica, Beto O’Rourke ha annunciato il proprio ritiro dalla corsa elettorale.
Mancanza di fondi, la ragione.
Quindi – visto che i donatori sostengono quanti a loro modo di vedere hanno concrete possibilità di affermazione – di sostanza.
Era, Beto, tra i pochi democratici ‘di centro’ e in un confronto che viene deciso da minoranze radicali, già in partenza in difficoltà.
Chapeau, comunque.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-02 10:14:192019-11-02 10:14:19Beto O’Rourke out

Cosa è successo quando il Presidente non si è o non è stato ricandidato

Novembre 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tenendo conto del fatto che fino a Franklin Delano Roosevelt i Capi dello Stato USA avevano governato al massimo due mandati, in questo dando seguito a quanto detto e fatto da George Washington che nel 1796 aveva rifiutato una terza candidatura e un conseguente terzo sicuro quadriennio…
ricordando che prima del citato F. D. R. solo Ulysses Grant è stato veramente in corsa (alla Convention del 1880) per un incarico ulteriore dopo i due già ottenuti fallendo di poco la meta…
guardando pertanto solo ai Presidenti che hanno governato quattro anni (o meno, quando Vice subentrati)…
cosa è successo nelle elezioni seguenti quando, per propria decisione o per volontà del partito di appartenenza, non sono scesi in campo?
Il primo tra questi è John Tyler.
Addirittura espulso dai Whigs, non riuscì ad ottenere l’appoggio di alcun movimento politico e nel 1844 non si ripropose e il suo ex partito perse lo scranno a favore dei Democratici.
Nel successivo 1848, James Polk, tenendo fede alla parola data nel ricevere la nomination quattro anni prima, non cercò una conferma.
I Democratici lo sostituirono e persero la Presidenza a favore dei, per l’ultima volta vincenti, Whigs.
1852, proprio i Whigs non ritengono di candidare l’uscente Millard Fillmore (che era subentrato a Zachary Taylor morto in carica) e perdono contro il Democratico Franklin Pierce.
È sostituendo quest’ultimo con James Buchanan che, per la prima volta, invece il Partito di appartenenza di entrambi mantiene il potere.
Subito dopo, nel 1860, i Democratici non solo non ricandidano Buchanan ma si dividono tra Northern e Southern e permettono al repubblicano Abraham Lincoln di prevalere.
Nel 1868 la situazione è del tutto particolare e non rientra nel discorso qui trattato.
Andrew Johnson – il successore dell’assassinato Lincoln – era un democratico incluso nel ticket del quale il leader era un repubblicano.
Terminato l’incarico, peraltro anche vulnerato da uno scampato impeachment, non era praticamente né carne né pesce.
1880: Rutherford Hayes tiene fede all’impegno preso e non si ripropone.
Il GOP – al quale appartiene – sceglie James Garfield che (è la seconda volta che succede) mantiene al Partito la Casa Bianca.
Non così nel successivo 1884.
All’uscente Chester Arthur (succeduto all’assassinato Garfield) il partito repubblicano preferisce James Blaine che perde contro il democratico Grover Cleveland.
Occorre arrivare poi al 1908 per trovare un Presidente (nel caso, Teddy Roosevelt) che rinuncia alla possibile candidatura a favore di un collega di partito (William Taft) il quale – terza volta che capita – vince.
Ed eccoci al 1928.
Calvin Coolidge decide di ritirarsi e gli subentra vincendo le elezioni il collega Herbert Hoover (quarta circostanza favorevole).
È addirittura poi nel 1952 che ad un Harry Truman non ricandidato e sostituito dal partito democratico con Adlai Stevenson, subentra un avversario politico, il repubblicano Dwight Eisenhower.
E ancora, è nel 1968 che, Lyndon Johnson volontariamente fuori corsa, i democratici, cambiando cavallo (Hubert Humphrey) cedono al repubblicano Richard Nixon.
È questa storicamente l’ultima volta che un Presidente in grado di ripresentarsi, vuoi per una propria decisione, vuoi per volontà del suo partito, non lo fa.
In totale, undici le situazioni di tal fatta.
In sette il sostituto ha perso.
In quattro ha vinto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-01 17:51:112019-11-01 17:51:11Cosa è successo quando il Presidente non si è o non è stato ricandidato

Continuità alla Casa Bianca

Novembre 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Zachary Taylor – Whig – è l’ultimo Presidente eletto (nel 1848) degli Stati Uniti né Democratico né Repubblicano.
Il suo Vice Millard Fillmore – subentrato nel 1850 causa mortis – l’ultimo inquilino di White House né Democratico né Repubblicano.
Quelle del 1848 furono le sedicesime elezioni presidenziali USA.
Quelle in programma il 3 novembre 2020 le cinquantanovesime.
Un davvero lungo lasso di tempo e non si intravede neppure un Presidente di differente appartenenza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-01 13:34:002019-11-01 13:34:00Continuità alla Casa Bianca
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