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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Accelerare al massimo

Settembre 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sei le Commissioni camerali contemporaneamente al lavoro.
In modo coordinato e con l’intento di sottoporre alla fine alla superiore Commissione Giustizia la richiesta di Impeachment di Trump, richiesta che, una volta ratificata in quella sede, deve dipoi ottenere l’avallo della maggioranza dei Rappresentanti.
L’intento è quello di arrivare entro fine novembre alla messa in stato d’accusa del Presidente.
A tale fine, per evitare lungaggini, si procede esclusivamente in merito alle richieste di aiuto, ritenute incriminabili, fatte al Presidente ucraino per quanto concerne Biden e suo figlio.
Molti e già convocati i testimoni.
La Speaker Nancy Pelosi sa bene che il tutto, una volta arrivato al Senato l’incartamento, finirà quasi certamente in niente non essendo neppure ipotizzabile in quella sede una maggioranza dei due terzi favorevole alla destituzione.
Non sono forse cinquantatre su cento i Senatori GOP in carica?
Vale comunque la pena – sostiene Pelosi – di procedere.
Vedremo l’esito e le conseguenze che potrebbero essere negative per i Democratici se l’operazione finisse in un nulla di fatto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-29 16:38:382019-09-29 16:38:38Accelerare al massimo

Political Action Committee

Settembre 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quarta candidatura alla Presidenza USA da parte di Franklin Delano Roosevelt.

Siamo nel 1944.

Non che davvero i Democratici, riproponendolo, pensino di perdere.

Ma già nel 1940 (d’altra parte, quattro anni prima, la vittoria era stata travolgente) qualche Stato è passato ai Repubblicani che nella presente circostanza con buona probabilità candideranno un avversario di buon peso, il giovane Governatore del New York Thomas Dewey.

Fatto è, comunque, che è in questa temperie che, a sostegno del Presidente Candidato, nasce il primo  Political Action Committee.

È idea ed opera di un Sindacato Nazionale (del resto, le organizzazioni dei lavoratori americane sono da sempre vicine ai Democratici).

Oggi non da oggi, molti i PAC impegnati alla bisogna.

Alcuni di particolare rilievo a capacità.

Alcuni in grado di raccogliere e utilizzare fondi cospicui e di intervenire.

Non soltanto pubblicizzando un candidato ma anche investigando sulle attività e idee degli avversari.

A favore di Donald Trump in specie Great America Pac.

È pochi giorni fa – ricorderete – che ha annunciato di avere stanziato una cifra consistente per chiarire la Questione Ucraina per quanto riguarda l’operato in loco del figlio di Joe Biden, Hunter, nonché le eventuali azioni dell’allora Vice Presidente a suo sostegno.

Dura la lotta politica negli States!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-29 10:13:122019-09-29 10:13:12Political Action Committee

Gerrymandering e dintorni

Settembre 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

C’è modo e modo per passare alla Storia (con la esse maiuscola nel caso?).

Elbridge Gerry ebbe a scegliere quello di ideare e realizzare il sistema migliore per far vincere al proprio partito, agli amici, le elezioni per la Camera dei Rappresentanti.

Governatore del Massachusetts dal 1810 al 1812 (poi, ma non ci riguarda adesso, per poco tempo perché morto in carica, Vice Presidente), approfittando alla grande del potere che aveva nel disegnare i relativi Collegi elettorali, guardando ai risultati delle precedenti votazioni e alla collocazione degli elettori, li componeva in modo da far prevalere i suoi.

Guardando alla cartina del suo Stato e alla colorazione diversa e varia della stessa (ogni Collegio una nuance), a un osservatore venne in mente una salamandra.

Salamander in inglese, da cui quanto al metodo Salamandering  e subito dopo Gerrymandering.

Ebbene, capita ancora oggi, di quando in quando, che il sistema venga qua o là usato.

Magari, per far fuori un rompiscatole, addirittura eliminando un Collegio e creandone un’altro.

Si spiega così perché se si dà una attenta occhiata alla carriera di qualche uomo politico un po’ ribelle, ci si accorge che, se gli è andata male, ha dovuto ritirarsi, mentre nel caso contrario è riuscito a farsi comunque eleggere ma in Distretti diversi.

Altrettanto non è possibile fare con le votazioni senatoriali perché la Circoscrizione coincide con lo Stato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-29 10:11:272019-09-29 10:11:27Gerrymandering e dintorni

Un Repubblicano a favore dell’inchiesta

Settembre 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un comportamento in qualche modo normale, quello di Mark Amodei.

Il Rappresentante repubblicano del Nevada ha dichiarato di essere favorevole all’apertura di una indagine della Camera tesa a verificare se nei confronti di Donald Trump sia ipotizzabile l’Impeachment.

Normale perché negli USA non è affatto rigida la disciplina di partito e dei propri comportamenti si risponde all’elettorato.

Probabile che altri GOP si uniscano a lui.

Amodei, peraltro, ha dichiarato che si riserva ovviamente di decidere poi, alla luce dei risultati dell’inchiesta, come votare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-29 10:10:312019-09-29 10:10:31Un Repubblicano a favore dell’inchiesta

1876/1892 e non solo

Settembre 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Fondato nel 1854, il Partito Repubblicano USA prende rapidamente piede approfittando altresì del declino, addirittura della dissoluzione, dei Whig che pure nei decenni precedenti avevano portato non pochi loro esponenti al confronto finale per White House, vincendo in due occasioni: con William Harrison nel 1840 e con Zachary Taylor otto anni dopo.

Proposto invano come candidato alla Presidenza nel 1856 John Fremont (sconfitto dal Democratico James Buchanan in quello che resta il primo scontro/confronto diretto tra i due Partiti da allora dominanti la politica americana), nel successivo 1860, approfittando delle divisioni interne agli Asinelli (si scindono tra Northern e Southern Democrat proponendo i primi Stephen Douglas e i secondi John Breckinridge), i GOP, riuniti attorno alla figura carismatica di Abraham Lincoln, prevalgono.

Andrew Johnson a parte – il successore causa mortis (assassinio, come tutti sanno) di Lincoln era un Democratico incluso nelle Elezioni del 1864 nel ticket guidato dal Presidente uscente per dimostrare, a Guerra di Secessione ancora in corso, che non tutti gli Asinelli erano a favore dello Schiavismo – fino al 1872 compreso, il candidato senza problemi vincente (invero, nettamente) a novembre è Repubblicano.

A ben vedere, nel 1868 e nel citato 1872, il medesimo – Generale considerato il vincitore della Guerra di Secessione Ulysses Grant – che esercita così due Mandati.

Nel successivo 1876, il possibile terzo vincente Capo dello Stato Repubblicano consecutivo (essendo la parentesi Johnson, come visto, non conseguente ad una vittoria elettorale) è individuato dalla Convention GOP in Rutherford Hayes, Governatore dell’Ohio.

Contendente, Samuel Tilden, a sua volta Governatore, ovviamente Democratico, del New York.

Durissima la battaglia che si conclude solo a 1877 inoltrato (si entrava in carica il 4 marzo dell’anno successivo a quello che elettorale) con un Compromesso, detto appunto del 1877.

Fatto è che per la prima volta (il precedente a volte invocato del 1824 non può fare del tutto testo), alla fine, contesi aspramente i Grandi Elettori di tre Stati (tra i quali, come accadrà nel 2000, la Florida), prevale – per cento ottantacinque Delegati Nazionali a centottantaquattro (un solo voto in più) – e si insedia il Candidato (Hayes) che perde a livello nazionale il voto popolare (partecipa al voto quasi l’ottantadue per cento degli aventi diritto).

Duecentocinquantamila abbondanti in più i suffragi inutilmente raccolti da Tilden e, percentualmente, oltre tre punti, altrettanto in più!

Fuori gioco i due precedenti protagonisti, nel 1880, si fronteggiano il Repubblicano John Garfield, membro della Camera dei Rappresentanti per l’Ohio, e il Democratico Winflield Scott Hancock, un Generale che si era illustrato a Gettysburg.

Meno di duemila suffragi popolari in più su quasi nove milioni di votanti raccoglie il primo.

Entrambi conquistano diciannove Stati.

Ma il Repubblicano vince in quelli giusti (New York e Pennsylvania, per dire, che all’epoca pesavano molto) e passa abbondantemente quanto a Grandi Elettori (duecentoquattordici a centocinquantacinque).

Ancora una volta (la sesta consecutiva) battuti gli Asinelli.

Ancora una volta vincenti (le ultime due, lottando strenuamente) gli Elefantini.

Ed eccoci al 1884.

I Democratici spendono un pezzo da novanta: l’ottimo Governatore del New York Grover Cleveland.

Contro di lui, il GOP James Blaine, già invano in corsa per la Nomination nelle due precedenti tornate.

Con Cleveland le cose cambiano, è vero, ma per una specificità si ripetono: vince il voto popolare tre volte di fila e perde nella seconda campagna pur prevalendo per espressioni popolari.

Nello stesso 1884, si impone la prima volta, arrivando finalmente (il suo partito non prevaleva dal 1856!) ad occupare lo Scranno presidenziale, con un minimo vantaggio (meno di sessantamila voti su quasi dieci milioni di persone andate alle urne) e più nettamente, non di molto però, quanto ai Grandi Elettori.

Nel successivo 1888, in quella che gli storici definiscono l’Elezione più corrotta (entrambi i partiti egemoni ne fecero di tutti i colori) di sempre, superando di novantamila suffragi il rivale sconfitto anche in termini percentuali e come accennato soccombendo nettamente (occorre vincere negli Stati giusti, va ripetuto all’infinito) quanto ai decisivi Delegati Nazionali.

Celeberrima la battuta d’uscita da White House della di lui volitiva consorte.

Disse nella circostanza la First Lady al maggiordomo di non spostare o toccare nulla all’interno “perché ritorneremo”.

Presidente diventa – caso unico come quello che tra poco illustreremo quanto al nostro Grover Cleveland – il nipote di un predecessore: Benjamin Harrison, il cui citato nonno, William Harrison, era stato eletto nel 1840.

(Per inciso, avevano già raggiunto la dimora presidenziale – come poi accadrà con i Bush – un padre e un figlio, John e John Quincy Adams).

La Signora Frances Folsom Cleveland doveva avere poteri paranormali perché in effetti il coniuge, proposto per la terza circostanza consecutiva – già questo un caso molto particolare – dai Democratici, defenestra Harrison nel 1892, peraltro usando con molta sagacia la candidatura terza del Populista James Weaver che viene appoggiato negli Stati nei quali può sottrarre, come in effetti fa, Delegati al Repubblicano.

Nell’occasione, arriva al termine il lungo momento che ha visto i voti popolari dei due partiti essere davvero estremamente vicini.

Prevale Cleveland su Harrison quindi di oltre quattrocentomila suffragi, del tre per cento, di centotrentadue Grandi Elettori e in ventitre Stati a sedici.

Resta da segnalare che la seconda vittoria del Democratico (che sarà imitato da un compagno di partito – Woodrow Wilson – solo nel 1912) è una delle due che riguardano la successiva sconfitta elettorale di due Presidenti in carica: Harrison aveva sconfitto Cleveland che lo batte.

La medesima cosa accadrà solo quando Jimmy Carter sconfiggerà nel 1976 Gerald Ford (in carica) per essere poi allontanato da White House a propria volta da Ronald Reagan nel 1980.

Ancora più importante il fatto che Cleveland, non eletto due volte consecutive ma con un intervallo, sia conteggiato come ventiduesimo e come ventiquattresimo Capo dello Stato USA.

È per tale ragione che mentre Donald Trump è indubbiamente il quarantacinquesimo Presidente è soltanto il quarantaquattresimo individuo che eserciti la funzione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-29 10:09:262019-09-29 10:09:261876/1892 e non solo

13 milioni!

Settembre 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Bufera su Trump.

Minacce di Impeachment.

Reazione da parte dell’elettorato?

In una settimana scarsa, 13.000.000 di dollari in cassa frutto di contributi a pioggia.

Mica male.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-28 20:00:442019-09-28 20:00:4413 milioni!

Mike Pompeo dovrà rispondere

Settembre 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ben tre Commissioni camerali hanno chiesto al Segretario di Stato Mike Pompeo di fornire la documentazione relativa alla interazione tra Donald Trump e il Presidente ucraino Volodimir Zelens’kij.

Dovrà rispondere positivamente entro il 4 ottobre.

Nel frattempo, si è dimesso Kurt Volker, inviato USA nella stessa Ucraina.

Tutto si muove molto velocemente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-28 11:01:322019-09-28 11:01:32Mike Pompeo dovrà rispondere

“Velocemente, non avventatamente”

Settembre 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vecchia (si può dire di una Signora?) volpe della politica, Nancy Pelosi, Speaker della Camera e vero leader democratico, ha dichiarato che quanto alla richiesta di Impeachment il Consesso da lei presieduto si muoverà “velocemente, non avventatamente”.

Avveduta, si rende ben conto delle mille complicazioni e implicazioni.

Piedi di piombo, giustamente.

È in una posizione non particolarmente comoda.

Da Speaker è chiamata ad una qualche neutralità.

Da Democratica da interessi partitici.

È una competente Signora non portata appunto alle avventatezze.

Saprà operare per il meglio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-28 09:48:142019-09-28 09:48:14“Velocemente, non avventatamente”

Rifiutare i dibattiti con il rivale

Settembre 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Siamo abituati.

Al punto di non pensare nemmeno a che non abbiano luogo.

Parlo dei confronti televisivi tra i due Candidati alla Presidenza.

Tutto ebbe inizio nel 1960, allorquando John Kennedy, decisamente più telegenico, sconfisse Richard Nixon.

Poi sempre?

Affatto.

Già quattro anni dopo non è così: Lyndon Johnson non accetta il possibile dibattito con Barry Goldwater.

Più avanti, probabilmente memore del negativo trascorso, lo stesso Nixon rifiutò ogni confronto sia con Hubert Humphrey (1968), sia con George McGovern (1972).

Non è pertanto sicuro che l’anno prossimo Trump accetti il dibattito per quanto in televisione il più brillante sia normalmente lui.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-28 09:47:182019-09-28 09:47:18Rifiutare i dibattiti con il rivale

Sanders ‘stalwart rock’

Settembre 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Che Bernie Sanders sia una figura a se stante nel panorama politico americano è risultato a tutti evidente nel 2016.

Socialista in un mondo che fino a non molto tempo fa rifiutava perfino di sentire questa parola, nella circostanza ha sfiorato una Nomination che sarebbe stata assolutamente storica.

Oggi, in vista del 2029, trova concorrenti tra gli altri Candidati democratici la qual cosa prova che la strada da lui aperta può funzionare e nello stesso tempo ne limita (la concorrenza è seria) slancio è presa.

Interessante comunque per capire il bel (si sia d’accordo o meno con lui, lo è) personaggio il giudizio che ne dà Chuck Rocha, strategista elettorale di razza che ben lo conosce:

“Nei tempi difficili che stiamo vivendo, nella corrente tumultuosa che trascina, la gente ha bisogno di una roccia alla quale attaccarsi.

Bernie Sanders è stato ed è questa coraggiosa roccia!”

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-27 19:04:502019-09-27 19:04:50Sanders ‘stalwart rock’
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