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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

“A nuoto fino ad Hanoi”

Settembre 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ci sono molti modi per perdere una elezione.

Forse, il più sicuro, è quello di non capire assolutamente il momento.

Un caso davvero esemplare da questo punto di vista è quello riguardante la campagna elettorale USA del 1972.

Presidente in carica e ovvio candidato del GOP Richard Nixon.

Fuori corsa praticamente da subito in casa democratica Edmund Muskie, la nomination andò al Senatore del South Dakota George McGovern.

(Nel ticket, con lui, un collega del Missouri, Thomas Eagleton, di lì a poco costretto a lasciare per questioni riguardanti suoi problemi psichici, ma questa è un’altra storia).

Uomo assolutamente perbene, da sempre oppositore del coinvolgimento americano in Vietnam, su posizioni radicali quanto ai restanti numerosi problemi, risultò in quel momento del tutto inadatto ad opporsi con qualche concreta speranza a Nixon.

Nel corso della campagna, per di più, intransigente quale era, si alienò le simpatie di larga parte della base democratica.

Quanto al Vietnam, affermò  che per arrivare alla pace sarebbe andato a nuoto fino ad Hanoi.

Atteggiamenti e frase che in altri momenti sarebbero forse stati giusti politicamente parlando ma non allora, in quella temperie.

Risultato?

Una disfatta: cinquecentoventi Grandi Elettori a diciassette per Nixon e la conquista, oltre che del Distretto di Columbia, unicamente del Massachusetts riuscendogli di perdere anche nel suo Stato.

Peggio di lui, solo quanto a Grandi Elettori perché alla pari come Stati (vincerà nel Minnesota e nel Distretto) nel 1984 Walter Mondale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-27 16:05:172019-09-27 16:05:17“A nuoto fino ad Hanoi”

Il candidato d’onore

Settembre 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Capita – in particolare quando un Presidente in carica e in cerca di un nuovo Mandato sia con evidenza difficilmente battibile – che il partito avverso, quasi inavvertitamente palpando per così dire l’aria che tira, candidi un proprio esponente certamente di spicco, d’onore, ma in qualche modo sorpassato.

Destinato pertanto a perdere, anche se assai dignitosamente.

(Non, come quando semplicemente proponga l’uomo sbagliato e il malcapitato venga travolto).

Guardando a un passato abbastanza lontano, Theodore Roosevelt imperversante, per dire, un Alton Parker (1904).

Ad anni più recenti, opponendolo a Bill Clinton, un Bob Dole (1996).

Nel caso, l’incumbent vince con relativa facilità.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-27 16:04:062019-09-27 16:04:06Il candidato d’onore

Hillary contro Trump

Settembre 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Trump è un chiaro pericolo…

Una minaccia per gli Stati Uniti…

È un tornado politico corrotto”.

Così pare si sia espressa in una intervista alla CBS che sarà resa pubblica domenica l’ex Segretario di Stato e candidata alla Casa Bianca Hillary Rodham Clinton.

La polemica dopo le rivelazioni sull’Ukrainagate è davvero infuocata.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-27 09:55:542019-09-27 09:55:54Hillary contro Trump

Joe Biden sotto tiro

Settembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, Nancy Pelosi ha dato il via alla procedura che potrebbe portare all’Impeachment del Presidente.

Vedremo.

Ma non è che Joe Biden stia vivendo ore tranquille.

Great America Pac – creato nel 2016 a supporto della candidatura di Donald Trump e dotato di una notevole quantità di fondi – ha dato il via a una campagna nei suoi confronti parlando di presunti (tutto è finora presunto) trascorsi ucraini quando era Vice di Obama e delle attività in quello stesso Paese del figlio.

Ogni più piccolo fatto verrà osservato al microscopio con un cospicuo uso di denaro.

Vedremo dove si andrà a finire.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-26 22:35:152019-09-26 22:35:15Joe Biden sotto tiro

Tre volte (o più) in corsa

Settembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Perennial Candidates a parte (tra gli indipendenti e gli aspiranti in rappresentanza di partiti minori, moltissimi i Candidati a più riprese e per questo in cotal modo definiti), guardando ai movimenti politici di tempo in tempo effettivamente in grado di aspirare allo Scranno Presidenziale, non pochi gli uomini impegnati nella bisogna (abbiano avuto successo o meno) in diverse occasioni.

Il record – eguagliabile, eventualmente superabile, solo in caso di nessuna o di una sola vittoria visto il disposto dell’Emendamento Costituzionale del 1951 che limita da allora a due le elezioni possibili – appartiene al Democratico Franklin Delano Roosevelt.

Già in corsa (in aggiunta) quale Running Mate con James Cox e sconfitto nel 1920, è stato alla Casa Bianca per oltre dodici anni (dal 4 marzo 1933 al 12 aprile 1945, giorno della improvvisa dipartita) avendo vinto di seguito le campagne 1932, 1936, 1940, 1944.

Il primo serio – diciamo così – Candidato che si è proposto in tre circostanze è stato, tra fine Settecento e inizi Ottocento, Thomas Jefferson, cofondatore e leader dei Democratici Repubblicani, sconfitto dal rivale Federalista John Adams nel 1796 ma successivamente, quattro anni dopo, capace di defenestrarlo e dipoi di vincere anche nel 1804.

Tre candidature e due affermazioni, pertanto.

Andrew Jackson ripercorre, tra il 1824 (quando viene sconfitto, alla Camera perché nessuno tra i concorrenti conquista la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori), 1828 (allorché, venendo considerato il primo Capo dello Stato USA Democratico, batte John Quincy Adams, che, per inciso, ripercorre il medesimo cammino presidenziale del padre) e 1832 (terza candidatura e seconda affermazione), passaggio per passaggio, la strada battuta da Jefferson.

È il Vice Presidente di Jackson Martin Van Buren il successivo pluriaspirante.

Da Democratico, prevale nel 1836 e viene sconfitto (da uno dei battuti della precedente campagna: William Harrison) nella seguente circostanza.

Passano otto anni e nel 1848 si propone per un diverso partito, il Free Soil, perdendo nuovamente.

Percorso, quindi, alternativo: vittoria, sconfitta, sconfitta.

Differente ancora, unica, la vicenda elettorale di Grover Cleveland.

Siamo nel 1884 e il Partito Democratico, che non vince dal 1856, candidandolo, riconquista White House

Passa il Quadriennio e lo sfidante Repubblicano Benjamin Harrison, lo batte.

Famosa la frase rivolta al maggiordomo della dimora dalla moglie di Cleveland al momento del congedo:

“Non sposti nulla.

Torneremo”.

Come in effetti avverrà perché, la terza campagna di Cleveland lo vedrà nuovamente vincente.

È il solo caso in tutta la storia delle Elezioni Americane nel quale un Presidente sconfitto torna a prevalere.

Cleveland è così numerato due volte nell’elenco degli inquilini di White House: al ventiduesimo e al ventiquattresimo posto.

I Presidenti sono quarantacinque ma gli uomini che hanno effettivamente governato quarantaquattro essendo naturalmente Grover Cleveland una sola persona.

Appare subito dopo nel firmamento della politica USA un possente oratore di grande presa sugli elettori in particolare negli Stati meridionali e conservatori.

È il giovanissimo (trentasei anni nel 1896 quando si propone la prima volta) Democratico William Jennings Bryan.

Nella circostanza  citata viene appoggiato anche dal Partito Populista (allora di un qualche peso).

La conseguenza è che Bryan sarà storicamente il solo Candidato alla Presidenza compreso in due ticket e con due diversi Running Mate.

Perde e perderà nel 1900 (in entrambe le occasioni battuto dal Repubblicano William McKinley) come anche, terza sconfitta, nel 1908.

Possibile dimenticare in questa carrellata Richard Nixon?

Vice di Dwight Eisenhower, Repubblicano, si presentò alla volata finale in tre circostanze.

Sconfitto da John Kennedy nella tornata 1960, risorse, imponendosi otto anni dopo e vincendo a valanga nel 1972.

La qual cosa (ma è un differente discorso) non impedì che fosse costretto alle dimissioni nell’agosto del 1974.

Un cenno – apparteneva ad un partito, il Socialista, in verità mai davvero in grado di conquistare White House – merita comunque Eugene Debs che, rappresentando peraltro un’idea e una ideologia, perse cinque volte tra il 1900 e il 1920, il 1916 escluso.

Fra l’altro, è stato l’unico Candidato non folkloristico (esistono, esistono) che abbia condotto una campagna elettorale stando in galera (l’ultima volta).

Volendo estendere il discorso e trattando quindi anche di politici eletti e in precedenza (o dopo) invece e in verità battuti, prima di arrivare alla candidatura, all’interno dei loro partiti in campagna o in sede di Convention, dopo avere ricordato che Ulysses Grant – eletto nel 1868 e nel 1872 – nel 1880 fu preso nuovamente in considerazione e sconfitto solo all’ultimo, sarà bene trattare di Ronald Reagan.

Governatore della California, il Nostro scese in campo una prima volta nel 1968 perdendo in poche battute in sede congressuale.

Tornato alla carica otto anni dopo, contese duramente la Nomination a Gerald Ford che ne ebbe ragione per pochissimi voti alla Convention.

Riuscì (finalmente, si può ben dire) ad ottenere il via libera dal GOP nel 1980.

Vinse defenestrando Jimmy Carter.

Rivinse travolgendo il povero Walter Mondale nel 1984.

A ben guardare, anche Bill Clinton è un pluricandidato.

Prima del vittorioso 1992 (replicò quattro anni dopo) ebbe a considerare seriamente di proporsi nel 1988.

Non lo fece, ma nelle sue memorie parla di quel momento decisivo con un qualche rammarico.

Tra i candidati due volte battuti a novembre, non pochi quelli che, prima o dopo, avevano provato o proveranno ad ottenere una Nomination.

Ricordiamo qui, per par condicio, un Repubblicano e un Democratico.

Thomas Dewey, sconfitto da due differenti avversari in carica (un bel record) – nel 1944 da Franklin Delano Roosevelt e nel 1948 da Harry Truman – pensando che Eisenhower si sarebbe ritirato dopo un solo Mandato, cosa che il Generale si guardò bene di fare – si spese invano nel 1956.

Adlai Stevenson, sconfitto in due occasioni dallo stesso Eisenhower (1952 e 1956), per qualche istante fu considerato anche quattro anni dopo.

Ogni qual volta scrivo di Stevenson – uomo intelligente e colto certamente inadatto a ricoprire un incarico di tal fatta, essendo persona  complessa e troppo articolata – mi sovviene di quando, terminato nel 1952 un discorso elettorale, avvicinato da una Signora che gli disse “Governatore” (lo era, dell’Illinois) “tutte le persone intelligenti voteranno per lei”, rispose: “Non basterà Madame.

Occorre la maggioranza!”

Nient’altro al riguardo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-26 16:50:472019-09-26 16:50:47Tre volte (o più) in corsa

Spese elettorali dal 16 al 22/9

Settembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per la seconda settimana consecutiva il candidato democratico alla nomination per il 2020 che ha speso maggiormente è il Sindaco dell’Indiana Pete Buttigieg: 339.259 dollari.

Segue Tom Steyer con 250.702.

Terza Elizabeth Warren con 185.011.

Donald Trump, per parte sua, ha usato 161. 192 dollari.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-26 11:05:082019-09-26 11:05:08Spese elettorali dal 16 al 22/9

Diffuso un riassunto della telefonata

Settembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non è una trascrizione completa quella diffusa dalla Casa Bianca.

E comunque contiene frasi difficilmente digeribili – diciamo così – in specie dai contestatori democratici di Trump e già discusse dai media.

Chiedere il “favore” di indagare sul figlio di Joe Biden riguardo alle sue attività ucraine non è il massimo.

Si ribatte che lo stesso Biden, allora Vice Presidente, avrebbe fatto nel 2016 pressioni per alleggerire la questione del figliolo.

Fatto è che gli avvenimenti incalzano e la temperatura aumenta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-26 09:59:142019-09-26 09:59:14Diffuso un riassunto della telefonata

Dodici al quarto dibattito

Settembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dodici ad oggi i candidati democratici alla nomination 2020 ammessi al quarto dibattito televisivo ufficiale in programma il 15 e 16 ottobre.

Nell’ordine:

Biden

Booker

Buttigieg

Castro

Gabbard

Harris

Klobuchar

O’Rourke

Sanders

Steyer

Warren

Yang

Vedremo se altri saranno in grado di far fronte ai duri ‘criteria’ dettati dal Democratic Electoral Committee.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-26 09:57:562019-09-26 09:57:56Dodici al quarto dibattito

Biden parla in proposito

Settembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Parlando della proposta di Impeachment, l’ex Vice di Obama, leader nella corsa democratica alla nomination 2020 e l’oggetto delle presunte pressioni ucraine del Presidente Trump Joe Biden ha dichiarato che la procedura dovrà avere corso nel caso in cui il Capo dello Stato non desse seguito alle richieste camerali di rendere noto il contenuto della telefonata famigerata intercorsa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-26 09:56:332019-09-26 09:56:33Biden parla in proposito

Le adesioni dei candidati dem

Settembre 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Diciannove ad oggi i candidati democratici alla nomination 2020 ancora in corsa.
Riguardo alla ipotesi di Impeachment del Presidente Trump, meglio, esplicitamente aderenti all’azione intrapresa da Nancy Pelosi con la creazione di una Commissione che esamini la questione, solo quattro al momento non hanno preso positivamente posizione.
Sono Joe Biden, Steve Bullock, Tulsi Gabbard e Joe Sestak.
Gli altri, pezzi da novanta compresi (Warren, Harris, Sanders, Buttigieg) sì.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-25 20:03:392019-09-25 20:03:39Le adesioni dei candidati dem
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