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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Alaska senza Primaria GOP

Settembre 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Anche l’Alaska Repubblican Party ha deciso di non organizzare nel 2020 la Primaria di competenza.

È il quarto o quinto Stato il cui organismo locale GOP delibea in tale senso.

Alla base, la convinzione, espressa, che essendo il Presidente in carica candidato ed avendo nei sondaggi il gradimento di oltre l’ottanta per cento dei probabili votanti repubblicani, una Primaria risulterebbe inutile.

Non sono naturalmente d’accordo Weld, Walsh e Sanford.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-23 22:01:242019-09-23 22:01:24Alaska senza Primaria GOP

Critiche ai ‘criteria’

Settembre 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Le Primarie Nazionali sono basate su due errati fondamenti: il nome e i denari.

Noi pensavamo che il nostro fosse il Partito delle idee!”

Dave Nagle, ex Rappresentante democratico per l’Iowa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-23 18:57:392019-09-23 18:57:39Critiche ai ‘criteria’

Tempesta dopo la quiete

Settembre 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

– Elezioni del 1820.

Il Presidente uscente James Monroe si ripresenta e, dopo una campagna elettorale per l’ultima volta nella storia delle Presidenziali senza avversari e pertanto assolutamente tranquilla, vince.

Passano quattro anni ed ecco una delle tornate elettorali più complicate.

Quattro i candidati tutti dello stesso partito (che è poi lo stesso di Monroe), il Democratico Repubblicano.

Nel confronto, aspro e combattuto, nessuno raggiunge la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori e la competenza passa, secondo il disposto del XII Emendamento, alla Camera.

Qui non prevale il primo per voti popolari e Delegati (Andrew Jackson) ma il secondo (John Quincy Adams).

Rottura, polemiche, dissoluzione del movimento politico in questione, nascita del Partito Democratico.

– Elezioni del 1908.

Teddy Roosevelt, Repubblicano, in carica dal settembre del 1901 a seguito della morte di William McKinley e vittorioso nel 1904, lascia volentieri all’erede designato William Taft la candidatura che va tranquillamente a buon fine.

Quattro anni e tutto cambia.

Teddy non è soddisfatto e chiede al partito una nuova nomination.

Non la ottiene.

Esce, forma una compagine improvvisata, conduce una campagna fuoco e fiamme, strabatte Taft e praticamente causa la vittoria del Democratico Woodrow Wilson che approfitta della divisione del campo avverso per prevalere.

– Due casi nei quali la tempesta è venuta dopo la quiete.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-23 07:27:122019-09-23 07:27:12Tempesta dopo la quiete

Squilibri costituzionali

Settembre 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per disposto costituzionale, ogni Stato USA, per quanti pochi abitanti abbia, ha diritto almeno a un Rappresentante nella Camera Bassa.

Essendo peraltro in totale e per Legge i Rappresentanti quattrocentotrentacinque, ciò comporta una distribuzione degli stessi necessariamente distorta.

Per fare un esempio, il Wyoming vanta appunto un eletto in quel Consesso pur contando solamente su circa cinquecentoottantamila abitanti.

Sempre per esempio, i trentanove milioni abbondanti di residenti della California, per equità, usando il medesimo metro, dovrebbero poter contare su almeno sessantasette Rappresentanti invece dei cinquantatre che hanno.

Fatto è che la ripartizione avviene necessariamente dopo avere assegnato agli Stati meno popolosi (sette: Alaska, Delaware, Montana, North Dakota, South Dakota, Vermont e appunto Wyoming) il loro seggio che quindi viene sottratto al totale.

Passando quindi ai Grandi Elettori (che sono per ogni Stato pari al numero totale dei Congressisti – ai membri della Camera Bassa si aggiungono i due Senatori comunque spettanti), sono anch’essi allo stesso modo distribuiti.

Tornando a Wyoming e California, il primo ne ha tre, il secondo cinquantacinque in qualche modo aumentando lo squilibrio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-22 20:48:372019-09-22 20:48:37Squilibri costituzionali

Texas

Settembre 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Di seguito, per dare un’idea dell’opera, la pagina che dedico al Texas nel libro ‘Le cinquantuno Americhe’ che vado ultimando.

 

“Due Senatori e trentasei Rappresentanti secondo i dati del Censimento del 2010.

In totale, quindi, trentotto Grandi Elettori.

Come il Vermont, lo Stato con capitale Austin entra nell’Unione da Repubblica indipendente firmando un apposito Trattato.

Corre il 1845 e pertanto vota in una Presidenziale per la prima volta nel 1848 optando per Cass e rifiutando il Whig Taylor che sarà eletto.

Pierce e Buchanan, democratici, le due successive scelte coincidenti con quelle nazionali.

Nel fatidico 1860, si esprime per il Southern Democrat John Breckinridge.

Escluso nel 1864 perché Secessionista, quattro anni dopo non partecipa perché immerso nella Reconstruction Era.

Dal 1872 – allorquando opta per Greeley – addirittura al 1924 – quando prederisce Davis a Coolidge – solo e sempre voti per l’Asinello vedendo quindi le sue scelte vincenti (perché uguali a quelli del Paese) solo con Cleveland e Wilson.

Nel 1928, rifiutando il cattolico e democratico Smith, il GOP Hoover.

Comune a molti altri Stati la successiva sequenza dem quattro Franklin Delano Roosevelt e Truman.

Di nuovo, 1952 e 1956, un repubblicano: Eisenhower.

Kennedy nel 1960.

Johnson, ovviamente, a seguire.

Humphrey invano contro Nixon nel ‘68.

Questi invece quattro anni dopo.

Parentesi dem con Carter e dal Reagan 1980 solo scelte GOP: ancora Reagan, George Herbert Bush vincente e perdente (1988 e 1992), Dole (sconfitto nel 1996 da Clinton), due volte il trionfante George Walker Bush (2000 e 2004), McCain e Romney battuti da Obama, Trump nel 2016.

Cinquantadue per cento a quarantatre il buon margine ottenuto dal tycoon.

Mid Term Elections 2018?

Ventitre Rappresentanti repubblicani contro tredici.

Un certo calo del GOP che ha perso nella circostanza due seggi camerali.

Per quanto il Texas non possa essere definito tout court ‘Red State’ va certamente considerato dai repubblicani uno Stato amico e, dato il suo bagaglio di Delegati Nazionali, importantissimo.

Deve (deve) il candidato dell’Elefante assolutamente vincere il 3 novembre 2020 da queste parti.

Altrimenti può mettersi davvero male”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-22 10:38:432019-09-22 10:38:43Texas

Cinquantuno Americhe, perché

Settembre 21, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non sono forse cinquanta gli Stati Uniti d’America?

E allora, perché ‘cinquantuno Americhe’ quando parlo delle cosiddette elezioni presidenziali?

Perché in quella circostanza, oltre agli Stati, ha diritto di nominare attraverso il voto popolare i propri Grandi Elettori (i quali provvederanno dipoi alla ‘vera’ elezione loro spettante) anche Washington D. C., ovvero il Distretto di Columbia.

Questo a partire dalla tornata datata 1964.

Cinquantuno, pertanto e quindi, le Americhe chiamate alle urne il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-21 19:50:082019-09-21 19:50:08Cinquantuno Americhe, perché

248

Settembre 21, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una davvero attenta e precisa rilevazione riguardante il possibile esito delle elezioni del prossimo 3 novembre 2020  conclude – considerando tradizioni e tendenze e dividendo nei due campi gli Stati tra ‘certamente’, ‘con buona probabilità’ e ‘con qualche incertezza’ portati a votare democratico o repubblicano – affermando che agli uni e agli altri sono assegnabili esattamente 248 Grandi Elettori.

Restano imperscrutabili le intenzioni di voto di Arizona (11 Delegati Nazionali), Wisconsin (10), Pennsylvania (20) e di una delle Circoscrizioni del Nebraska.

In totale, 42 assolutamente decisivi  Grandi Elettori.

Che incertezza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-21 09:24:022019-09-21 09:24:02248

1.000.000 di donatori per Sanders

Settembre 21, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mai nessun candidato ad una nomination – democratico o repubblicano che fosse -storicamente aveva finora raggiunto 1.000.000 di donatori.

Oggi, questo incredibile risultato/primato è stato stabilito da Bernie Sanders.

Naturale, visto che siamo ancora agli inizi della contesa, che le cifre lievitino.

Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-21 09:22:122019-09-21 09:22:121.000.000 di donatori per Sanders

Bill de Blasio out

Settembre 20, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Annunciato da qualche tempo, ecco il ritiro dalla corsa democratica alla nomination del Sindaco di New York Bill de Blasio.

“Ho dato il mio contributo”, ha dichiarato, “ma evidentemente non è il mio momento”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-20 17:28:032019-09-20 17:28:03Bill de Blasio out

Alla vigilia di un 1854?

Settembre 20, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Opinione interessante quella espressa dal professor Bob Bradley, già della Illinois State University, a proposito della situazione politica e sociale USA venutasi a creare e di una possibile sua evoluzione in vista delle votazioni del 3 novembre del 2020.

Ci troveremmo oggi, sostiene, in una situazione simile a quella che portò poi nel 1854 alla nascita del Partito Repubblicano.

Le considerazioni di Bradley:

– l’attuale Grand Old Party, se, come viene ritenuto da molti, dovesse arrivare nel 2020 una forte recessione economica, perderebbe l’appoggio delle periferie e delle campagne nonché di parte degli Stati del Sud

– il Partito Democratico, per parte sua, come dimostra il fatto decisamente preoccupante che l’unico suo esponente seguito dai giovani è il quasi ottantenne Bernie Sanders, è lontano dall’elettorato di riferimento

– è in una situazione cotale che può nascere, e se ne coglie la necessità, un terzo partito in grado di modificare radicalmente società e politica.

Elucubrazioni?

Comunque, interessanti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-20 08:59:512019-09-20 08:59:51Alla vigilia di un 1854?
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