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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Fedeltà democratica del Distretto di Columbia

Settembre 14, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il minimo?

Jimmy Carter nel 1976: settantaquattro e ottantanove per cento.

Questo perché il ‘terzo’ candidato John Anderson aveva catturato a sua volta un nove e ventotto.

Per il resto, dal 1964, e cioè da quando Washington D.C. ha diritto a votare i suoi Grandi Elettori, tranne, per pochissimo, il Nixon datato 1972, nessun repubblicano è riuscito a tenere sotto l’ottanta per cento (negli ultimi tempi, novanta!) il voto per l’Asinello.

Sono pertanto quattordici (tutte!) le votazioni per i Grandi Elettori colà vinte dai democratici.

Una sequenza record che vedrà certamente l’aggiungersi di una tacca il prossimo 3 novembre 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-14 09:37:462019-09-14 09:37:46Fedeltà democratica del Distretto di Columbia

Hanno vinto tutti?!

Settembre 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Hanno vinto tutti o non ha prevalso nessuno?

Guardando ai mille commenti degli analisti americani, il terzo dibattito democratico in corso a Houston non ha un vincitore certo o ne ha più di uno.

L’impressione generale alla fine è che Joe Biden mantenga la testa della corsa ma che la sua leadership sia in leggero ma continuo declino.

Che peraltro, per quanto Elizabeth Warren sia molto vicina, non si veda tra i tanti una vera ‘prima scelta’.

Si aspetta.

E non poco contribuisce alla insorgente noia il metodo seguito dall’organizzazione nell’impostare i confronti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-13 18:16:132019-09-13 18:16:13Hanno vinto tutti?!

La trascurata politica estera

Settembre 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Terzo dibattito tra i democratici, si diceva.

Per la prima volta, qualche interesse per la politica estera.

Idee e programmi solo accennati, peraltro.

A proposito dell’Afganistan concordando sulla necessità di un ritiro delle truppe USA.

In generale, criticando il Presidente per quelle che vengono definite in questo ambito “simpatie verso regimi autoritari”.

Niente di specifico ma almeno il tema aleggia.

Occorre aspettare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-13 18:02:282019-09-13 18:02:28La trascurata politica estera

Sondaggi negativi per Trump

Settembre 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sondaggio Washington Post e ABS News.

Il Presidente, si votasse oggi, perderebbe con i primi cinque candidati democratici come a loro volta classificati dai sondaggi.

Clamorosamente con Joe Biden: cinquantacinque a quaranta.

Nettamente comunque con Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Kamala Harris.

Per poco, con Pete Buttigieg.

Va sempre ricordato che nel 1991 George Herbert Bush aveva un gradimento dell’ottantanove per cento mentre Bill Clinton non era tra i primi cinquanta tra i democratici.

L’anno dopo vinse Clinton.

Prendere sempre in esame i sondaggi con molto sospetto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-13 18:00:542019-09-13 18:00:54Sondaggi negativi per Trump

Terzo dibattito democratico a Houston

Settembre 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Joe Biden.

L’ex Vice Presidente con Barack Obama mantiene la testa nella corsa democratica alla nomination 2020.

Ieri, impegnato nel terzo dibattito ufficiale tra i candidati in quel di Houston è passato all’attacco in particolare nei confronti delle proposte, da lui definite irrealistiche, di Elizabeth Warren e Bernie Sanders a proposito del modello di assicurazione per malattia da loro sostenuto.

In ottima forma a Houston Biden.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-13 17:59:332019-09-13 17:59:33Terzo dibattito democratico a Houston

Thomas Hendricks: “stolen”?

Settembre 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Thomas Hendricks, Vice designato nel ticket democratico del 1876 al fianco di Samuel Tilden.

Vicenda elettorale particolare, quella che lo riguarda.

È difatti la campagna predetta la prima che si conclude con un voto popolare favorevole ad una parte (proprio la sua) e con uno schieramento di Grandi Elettori di contro a maggioranza contrari.

Vince ma perde, insomma.

Trascorsi due mandati, nel 1884 è nuovamente candidato alla funzione vicaria, questa volta con Grover Cleveland.

Prevalgono e si insedia il 4 marzo 1885.

Poco più di otto mesi e muore improvvisamente nel sonno.

Resta quindi il primo candidato Vice ‘stolen’ (‘derubato’, come non pochi lo definirono con Tilden) ed altresì colui che ha esercitato il ruolo per in quale era dipoi stato eletto per decisamente poco  tempo.

(Peraltro, da questo punto di vista, battuto almeno da John Tyler – subentrato alla Presidenza dopo un solo mese a causa della morte di William Harrison – e da William King, in carica nel 1853 per soli quarantaquattro giorni e dipoi passato a miglior vita).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-13 17:58:262019-09-13 17:58:26Thomas Hendricks: “stolen”?

La traversata del deserto

Settembre 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

2008, i repubblicani, tra Primarie e Caucus col sistema Winner takes all, scelgono John McCain.

Una parte dei loro elettori però, poi, si astiene dal voto novembrino.

Vince Barack Obama.

Non che il democratico abbia prevalso per questo soltanto.

Anche per questo.

Fu, nella circostanza, quella degli Evangelici e della destra GOP una decisione conseguente alle posizioni assunte da McCain su questioni ritenute da quegli elettori indiscutibili.

Il Senatore dell’Arizona non si era dimostrato abbastanza, anzi radicalmente, ostile nei confronti delle ‘aperture liberal’ (aborto, matrimoni gay, lgbtq…) dei democratici.

Quindi e pertanto – essendo assolutamente escluso un voto ad Obama – l’astensione.

Fu in quella occasione da certuni dichiarato che si intendeva affrontare una ‘traversata del deserto’ in attesa di tornare a votare convintamente per un diverso e per loro più ‘vero’ ed eticamente parlando prossimo candidato.

Ora, v’è qualche analista che oggi, guardando alle votazioni del novembre 2020, ipotizza un comportamento altrettale da parte di elettori trumpiani che si sentano ‘traditi’ (tra virgolette) da un tycoon che, per ottenere i voti centristi, attenui il proprio impeto e la propria azione.

Come sempre, difficile (e per qualche verso misterioso il metodo) tenere insieme tutto e tutti e infine vincere.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-13 08:59:062019-09-13 08:59:06La traversata del deserto

‘Swing Voters’

Settembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, sappiamo bene cosa sono i ‘Swing States’.

L’Ohio, per esempio – per definizione lo è – può votare democratico come repubblicano.

Cambia secondo ‘momento’ e candidato.

Non così – per andare ai duri e puri e comunque negli ultimi decenni – il Minnesota costantemente dem come l’Idaho praticamente sempre GOP.

Ma se esistono, eccome, ‘Swing States’, esistono anche gli ‘Swing Voters’.

Elettori non preliminarmente attribuibili ad un partito o all’altro, pronti a cambiare e a distinguere.

Quelli che erano altresì indicati come ‘di centro’.

In una elezione contrastata e incerta la loro importanza è grande.

Stanno i democratici e i repubblicani studiando il fenomeno (assolutamente non ignoto ma oggi più attentamente osservato) guardando in particolare ai flussi riscontrati nelle recenti votazioni.

Chi, per esempio, tra quanti nel 2012 hanno votato Obama, ha poi preferito Trump a Hillary Clinton?

E perché?

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-12 18:10:352019-09-12 18:10:35‘Swing Voters’

La Corte da ragione a Trump

Settembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allora, riguardo al divieto voluto da Donald Trump e avversato giudizialmente dai democratici di chiedere asilo negli USA ai migranti che arrivano dal Centro America, la Corte Suprema, ribaltando le decisioni di una Corte d’Appello, ha deliberato per la permanenza e validità.

Prima, difatti, di arrivare ai confini tra Messico e States, essi attraversano Paesi terzi giudicati sicuri ai quali possono e devono avanzare la loro richiesta.

La decisione ha effetti immediati sui profughi, per dire, di El Salvador, Guatemala e Honduras, ma non riguarda direttamente i messicani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-12 18:09:282019-09-12 18:09:28La Corte da ragione a Trump

Trump in campagna per Ben Sasse

Settembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ma non era Ben Sasse critico verso Trump?

Acqua passata, decisamente.

In corsa per il rinnovo del suo mandato senatoriale nel Nebraska, Ben Sasse ha ottenuto un totale appoggio pubblico da parte del Presidente.

Questo dopo un qualche dissapore per prese di posizione contrastanti.

Trump sa benissimo che anche nel secondo ipotetico mandato una maggioranza repubblicana al Senato sarebbe per lui il meglio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-12 08:39:472019-09-12 08:39:47Trump in campagna per Ben Sasse
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