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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Truman dopo White House: formidabile

Settembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

C’è modo e modo di vivere il ‘dopo Casa Bianca’.

Appartati e in silenzio?

Certamente.

Disponibili, consultati e ascoltati come  Jimmy Carter?

Perbacco, ma non è cosa comune.

Assolutamente partecipi della vita politica del proprio partito e non solo?

Mai probabilmente nessuno tanto presente e attivo quanto Harry Truman.

È il formidabile democratico missouriano che nel 1952, ancora in sella visto che decadrà il 20 gennaio 1953, appoggiando Adlai Stevenson, percorre in lungo e in largo in treno, alla vecchia maniera, il Paese.

È ancora lui nel 1956 a brigare perché il partito scelga Averell Harriman (peraltro non riuscendoci) avendo compreso che il bis di Stevenson – per il quale comunque si adopererà – non aveva possibilità alcuna di vittoria.

È sempre Truman che nel 1960 non crede a John Kennedy e cerca di portare avanti Stuart Symington.

Afferma nella circostanza, mentre molti si chiedono come impedire che il Cattolicesimo di Kennedy lo penalizzi e ricordando invece i trascorsi poco lineari del padre Joseph:

“Non è il Papa a preoccuparmi.

È il papà”

(“It’s not the Pope who worries me, it’s the pop!”)

È ancora il solido Truman ad intervenire a proposito del Vietnam nel 1964.

Non si vantava forse, più che ottantenne, di entrare ancora nella divisa indossata al fronte nella Prima Guerra Mondiale purché qualcuno avesse rinforzato le cuciture?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-04 10:27:512019-09-04 10:27:51Truman dopo White House: formidabile

Presidenziali del 1852: una novità e una conferma

Settembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mai successo prima.

Il movimento politico – Whig, nella circostanza, ma il discorso è valido per tutti – del Presidente uscente (ancora facente parte del partito e non espulso come nel precedente ‘caso John Tyler’) non lo ricandida preferendogli in sede di Convention Winfield Scott.

Il malcapitato è Millard Fillmore.

Una novità.

Non altrettanto si può invece dire a proposito della scelta Whig di Scott.

Il partito in questione amava, prediligeva i Generali (il designato lo era), visto che nelle tornate elettorali precedenti aveva candidato William Harrison e Zachary Taylor, uomini d’arme ai massimi livelli anch’essi.

Scott perde nettamente il confronto con il modesto ‘dark horse’ Franklin Pierce, sia in termini di voto popolare che per Grandi Elettori (quattro soltanto su trentuno gli Stati conquistati).

Sarà questa l’ultima volta di un candidato alla Casa Bianca Whig.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-04 10:25:462019-09-04 10:25:46Presidenziali del 1852: una novità e una conferma

Tom Steyer va comunque avanti

Settembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allora, pare che Tom Steyer non possa partecipare al terzo dibattito tra i candidati democratici alla nomination 2020 in programma oramai tra non molti giorni a Houston.

Non rispetterebbe totalmente i ‘criteria’ come richiesti dal Democratic Electoral Committee.

Il milionario già da qualche tempo si dichiara assolutamente in disaccordo col ‘metodo’ D. E. C. e ha oggi comunicato che non ha nessuna intenzione di abbandonare la corsa, ammesso o meno che sia al benedetto incontro texano.

Ottimo.

Un po’ di suspense in più non guasta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-04 10:24:522019-09-04 10:24:52Tom Steyer va comunque avanti

New Hampshire

Settembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Stato Fondatore, il New Hampshire ha votato cinquantotto volte nelle Presidenziali.

Da notare, dopo le classiche due ovazioni

per George Washington, una notevole varietà di scelta: Charles Pinckney, per dire, nel 1808 e DeWitt Clinton quattro anni dopo.

James Madison da quelle parti, insomma, non piaceva.

Clamoroso poi che nel 1824 John Quincy Adams abbia raggiunto e superato il novantatre per cento dei voti popolari.

Altri voti eterodossi: Lewis Cass nel 1848, James Blaine nel 1884, addirittura Herbert Hoover nel 1932 quando tutti volevano Franklin Delano Roosevelt!

Quanto al periodo precedente il 1856 (primo confronto tra Elefantini e Asini), mai votati i pretendenti Whig.

Quattro volte i Federalisti e cinque i Democratici Repubblicani.

Dal 2004, preferisce costantemente il candidato dell’Asinello (anche se nel 2016 veramente per meno di quaranta centesimi di punto percentuale).

Dobbiamo ritenere che altrettanto possa accadere il 3 novembre 2020 ed assegnare i suoi quattro Grandi Elettori al democratico prescelto nella Convention del partito di Obama.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-04 10:24:052019-09-04 10:24:05New Hampshire

Bennett come Steyer. Una rivolta in atto?

Settembre 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come già segnalato, davvero parecchie le critiche dei candidati democratici alla nomination non ammessi al terzo dibattito televisivo ufficiale in programma il 12 e 13 settembre a Houston.

Tulsi Gabbard ha protestato contro i ‘criteria’ adottati dal Democratic Electoral Committee.

Tom Steyer – lo abbiamo appena scritto – ha dichiarato che comunque andrà avanti.

Ecco che altrettanto afferma anche Michael Bennett.

Una rivolta in atto?!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-04 10:23:102019-09-04 10:23:10Bennett come Steyer. Una rivolta in atto?

Andrew Jackson al 100 per 100

Settembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Straordinarie le prove elettorali del Generale Andrew Jackson nelle tre occasioni (quella persa turbinosamente del 1824 e le due vinte del 1828 e del 1832) nelle quali corse per la Presidenza.

Dopo avere ogni volta ottenuto un margine superiore addirittura al 90 per cento nel suo Tennessee, nell’ultima circostanza, in Georgia, Mississippi e Missouri, vinse senza opposizione arrivando pertanto al 100 per 100.

Altri due inquilini della Casa Bianca hanno a loro volta conquistato uno Stato con il predetto eccezionale margine (si tratta del distacco dato a un avversario in voti popolari) del 90: Woodrow Wilson sia nel 1912 che nel 1916 in South Carolina e Franklin Delano Roosevelt nello stesso Stato e nel Mississippi nel 1932, 1936 e 1940.

Peccato – verrebbe da dire – non gli sia riuscito la quarta volta, nel 1944.

Chapeau, a tutti e tre.

Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-03 10:35:032019-09-03 10:35:03Andrew Jackson al 100 per 100

‘Reconstruction Era’

Settembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Finita la Guerra di Secessione, per non pochi anni e per periodi diversi, gli Stati Confederati e loro politicamente vicini vissero un momento storico particolare, sotto tutela, occupati militarmente, controllati e guidati anche e soprattutto nelle loro articolazioni politiche.

Il periodo è conosciuto come ‘Era della Ricostruzione’ (‘Reconstruction Era’) ovviamente intesa come Ricostruzione del Sud o degli Stati Ribelli.

Iniziato nel 1863 a conflitto civile ancora in pieno corso ebbe variamente localmente termine e definitivamente il 31 marzo 1877, allorquando il neo eletto e da poco insediato Presidente repubblicano Rutherford Hayes diede seguito alle concordate condizioni concesse al riguardo ai democratici in specie sudisti nel cosiddetto ‘Compromesso del 1877’ che gli attribuiva, superando le contestazioni conseguenti al risultato elettorale del novembre 1876, lo scranno presidenziale.

Coinvolti Tennessee, Arkansas, North Carolina, Alabama, Florida, Louisiana, South Carolina, Virginia, Mississippi, Texas e Georgia.

Giunto a termine il periodo predetto, in breve, gli Stati indicati tornati al governo i democratici, quanto ai diritti civili delle minoranze, virarono dallo schiavismo (impossibile da riproporre) al segregazionismo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-03 10:34:062019-09-03 10:34:06‘Reconstruction Era’

Vincere meglio la seconda volta si può, ma non sempre riesce

Settembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Parecchi decisamente i Presidenti capaci di vincere due (o più, nel caso di Franklin Delano Roosevelt) volte.

Ma quanti tra costoro hanno migliorato il proprio risultato nella seconda circostanza?

Ora, nel lungo periodo nel quale – sostanzialmente, fino al 1912, allorquando votarono tutti i quarantotto Stati continentali – capitava che tra una votazione e l’altra il numero dei membri dell’Unione variasse (perfino in meno nel 1864, visto che i secessionisti ovviamente non parteciparono) molto difficile arrivare a valutazioni precise.

È quindi dal predetto 1912, prima elezione di Woodrow Wilson, che una simile disamina – per evitare le difficoltà conseguenti al continuo aumento degli aventi diritto al voto guardiamo solo agli Stati – è fattibile.

Ebbene, è proprio Wilson il primo a perdere colpi.

Quaranta gli Stati da lui conquistati nel 1912, trenta quattro anni dopo.

È pur vero che nella prima circostanza aveva potuto contare sul vantaggio determinato dalla feroce frattura tra Teddy Roosevelt e William Taft in campo repubblicano.

Dopo di lui, plurivincitore il già citato F. D. R..

Quarantadue Stati nel 1932.

Quarantasei (!!) quattro anni dopo.

Trentotto nel 1940.

Infine, trentasei nel 1944.

Dal 1951, un apposito Emendamento elimina la possibilità di essere eletti più di due volte.

Ed eccoci a Dwight Eisenhower.

Trentanove nel 1952 e quarantuno nel 1956.

Niente male.

Dopo – cinquanta gli Stati dell’Unione dal 1959 con l’ingresso di Alaska e Hawaii – plurivincente, Richard Nixon con trentadue nel 1968 (due gli avversari: Hubert Humphrey democratico e George Wallace segregazionista) e addirittura quarantanove nel 1972, il record al riguardo pareggiato dal Reagan 1984.

(Non è che una simile trionfale vittoria abbia messo al riparo – tutt’altro  –  il Presidente delle aperture alla Cina di Mao dai giusti attacchi che lo portarono alle dimissioni).

Dopo Nixon, due vittorie consecutive ad opera di Ronald Reagan.

1980, quarantaquattro e 1984 quarantanove Stati (primato eguagliato, come già detto).

Bill Clinton, allora: trentadue più il Distretto di Columbia (che vota dal 1964) nel 1992 e uno in meno (ahi ahi) nel 1996.

Seguono, entrambi eletti per due quadrienni, George Walker Bush e Barack Obama.

Nel 2000, contro l’agguerrito Al Gore, G. W. B. vince in trenta territori che diventano trentuno nel 2004.

Quanto a Obama, ventotto più il D. C. la prima volta, contro ventisei (ancora con l’aggiunta del Distretto) nel 2012.

Donald Trump, nel 2020?

Vedremo se e come prevarrà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-03 10:33:112019-09-03 10:33:11Vincere meglio la seconda volta si può, ma non sempre riesce

Iowa

Settembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ammesso nell’Unione nel 1846, l’Iowa partecipa alle Presidenziali ininterrottamente dal fatidico 1848, anno nel quale per la prima volta si votò in un solo giorno.

È lo Stato con capitale Des Moines l’importantissima sede del Caucus che agli inizi di febbraio

tradizionalmente dà il via alla stagione elettorale in vista della nomina novembrina del Presidente.

Ciò detto, si tratta di uno dei più significativi ‘Swing States’ visto che non appare necessariamente collegabile né al campo democratico né a quello repubblicano.

Ha votato, per dire, di recente, in sequenza, Bush, Obama, Obama, Trump con percentuali molto vicine e a volte inferiori al cinquanta per cento.

I suoi sei Grandi Elettori non sono pertanto assegnabili con facilità dipendendo il suo voto (caratteristica dei citati ‘Swing States’) dal ‘momento’ socialmente e politicamente inteso e dal candidato.

In passato, da segnalare che nel 1856 (primo confronto tra gli Asinelli e il GOP da poco fondato) si espresse per il repubblicano John Fremont.

Che nel successivo 1860 scelse Abraham Lincoln nel bailamme conseguente la spaccatura democratica.

Che non si è mai lasciato tentare da ‘terzi’ respingendo perfino il travolgente Teddy Roosevelt del 1912.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-03 10:32:052019-09-03 10:32:05Iowa

‘At large’

Settembre 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, i Rappresentanti, membri della Camera Bassa USA, sono per legge quattrocentotrentacinque, ripartiti Stato per Stato proporzionalmente al numero degli abitanti dello stesso sulla base dei risultati del Censimento (‘Census’) che si effettua dal 1790 ogni dieci anni (nel 2020, il prossimo).

Alcuni Stati risultano talmente poco abitati da avere diritto ad un solo Rappresentante.

Ebbene, nel caso e ovviamente, corrispondono  lo Stato nei suoi confini e la circoscrizione elettorale che viene pertanto definita ‘at large congressional disctrict’ o sinteticamente ‘at large’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-03 10:31:062019-09-03 10:31:06‘At large’
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