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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

’United States’

Settembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

9 settembre 1776: a Philadelphia, il Secondo Congresso Continentale decide ufficialmente che la dizione ‘United States’ sostituisca la precedentemente in uso ‘United Colonies’.

Tutto procede velocemente, la Dichiarazione di Indipendenza essendo stata resa pubblica due mesi e cinque giorni prima.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-02 10:54:482019-09-02 10:54:48’United States’

North Carolina

Settembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ti aspetti che essendo tra i Fondatori il North Carolina abbia partecipato alle prime elezioni in programma tra fine dicembre 1788 e inizio gennaio 1789 (l’unica volta anche in un anno dispari e la sola nella quale il mese di novembre non sia stato utilizzato a fini elettorali).

Non avendo peraltro a quei momenti lo Stato con capitale Raleigh ancora ratificato la Costituzione così non è.

Considerando poi che, come gli altri Stati secessionisti, non si è espresso nel 1864, cinquantasei le Presidenziali colà votate.

Aspettando il 1856 – anno del primo confronto tra democratici e repubblicani – tre le affermazioni locali di candidati Whig e sette quelle dei Democratico Repubblicani.

Da segnalare che nella confusa e contestata consultazione del 1824 aveva preferito Andrew Jackson e che nel bailamme del 1860 (col partito dell’Asino diviso) si era rifugiato nel Democratico del Sud John Breckinridge.

E come dimenticare poi le due votazioni a favore di Adlai Stevenson e contro Dwight Eisenhower nei Cinquanta?

Dopo di che, dal Reagan 1980, con la sola eccezione Obama 2008, GOP anche se non in modo travolgente.

Quindici – un bel pacchetto – i Grandi Elettori ai quali ha diritto.

Si direbbero preda trumpiana.

Con qualche perplessità.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-02 10:53:502019-09-02 10:53:50North Carolina

1820, 1920, 2020

Settembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘USA 2020’.

Fascino incredibile.

Dovremo aspettare il 3030 (!) per avere qualcosa di simile, che si avvicini.

Due, ovviamente e ‘poeticamente’ del tutto inferiori, le precedenti Presidenziali con finale 20.

La prima – si votava ancora per più giorni e settimane – tra l’1 novembre e il 6 dicembre 1820.

Resta per alcune unicità.

Il Presidente in carica e in cerca di conferma, James Monroe, non aveva avversari (mai più successo).

Per evitare che fosse scelto dai Grandi Elettori all’unanimità, uno tra loro dirottò il proprio voto su John Quincy Adams.

Altrimenti Monroe avrebbe pareggiato (raccogliendo la totalità nel Collegio) il Padre della Patria George Washington.

E fu l’ultima circostanza nella quale il Presidente eletto apparteneva alla generazione che aveva partecipato alla Rivoluzione contro gli Inglesi.

La seconda, il 2 novembre 1920 (dal 1848 si votava in un solo giorno), seguiva la fine della Prima Guerra Mondiale e l’approvazione dell’Emendamento che finalmente concedeva il voto alle donne (cinquant’anni dopo l’altro che aveva dato ai maschi neri quel diritto!).

Fra la immagini che restano di quel 2 novembre la foto al seggio della moglie del candidato repubblicano Warren Harding di lì a poco Capo dello Stato.

Era quella – e stava volgendo al termine – l’era nella quale gli ‘Ohioans’, i nati nell’Ohio, vincevano ripetutamente le elezioni.

Nella circostanza, il vincitore Harding e lo sconfitto democratico James Cox erano entrambi ‘Ohioans’!

E si pensi che il Running Mate di Cox – con lui ferocemente battuto – era nientemeno che Franklin Delano Roosevelt.

La sola volta nella storia che un candidato Vice perdente sarà dipoi in grado di arrivare (quattro i mandati vinti e tre quelli completati prima di lasciarci le penne) personalmente a White House.

Ecco, confrontando le due votazioni, nel 1820 correva un cavallo di razza, mentre nel 1920 la competizione riguardava due Dark Horse e il futuro cavallo di razza era in qualche modo nascosto, nelle retrovie.

E nel 2020?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-02 10:52:542019-09-02 10:52:541820, 1920, 2020

South Carolina

Settembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cinquantasette (nel 1864, essendo tra i secessionisti, ne era escluso) le Presidenziali alle quali lo Stato con capitale Columbia ha preso parte.

Fondatore e pertanto già impegnato nel 1788/1789 e nel 1792 a favore di George Washington, si è in altre circostanze distinto elettoralmente parlando.

Nel confuso 1824, preferendo Andrew Jackson.

Nel 1832 essendo l’unico a pronunciarsi per John Floyd.

Nel 1860 scegliendo John Breckinridge e il suo Democratici del Sud e nel 1948 preferendo il dixiecrat J. Strom Thurmond.

Due le circostanze prima del 1856 (è allora che GOP e Asini hanno cominciato a scontrarsi) che lo hanno portato a votare Whig e sette Democratico Repubblicano.

Dopo di che, venendo a noi, dal 1980, costantemente repubblicano.

Guardando alla composizione delle sua delegazione congressuale (solo due su nove i democratici) si può concludere assegnando nel 2020 a Donald Trump i suoi Grandi Elettori.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-02 10:37:022019-09-02 10:37:02South Carolina

Presidenziali 1928. Presidenziali 1932

Settembre 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

6 novembre 1928.

Finita la conta dei voti, la carta geografica che rappresenta Stato per Stato e nel complesso l’esito della consultazione presidenziale è totalmente colorata di rosso (il colore repubblicano) salvo una piccola macchia blu (il colore democratico) a rappresentare il Massachusetts e il Rhode Islands nel Nord e un raggruppamento di sei Stati in quello che allora veniva chiamato ‘Profondo Sud’ con una connotazione certamente non positiva.

(Che intendeva sottolinearne una arretratezza socio culturale del resto ottimamente rappresentata letterariamente in particolare da Erskine Caldwell e John Steinbeck nei romanzi in quelle terre ambientati).

Insomma, quarantotto gli Stati coinvolti (Alaska e Hawaii entreranno in scena ben dopo), quaranta quelli conquistati dal GOP Herbert Hoover e solamente otto i vinti dall’Asinello Alfred Smith.

Quattrocentoquarantaquattro a ottantasette i relativi e conseguenti Grandi Elettori.

Cinquantasei e nove per cento i votanti.

 

8 novembre 1932

Quattro soli anni dopo e il mondo rappresentato nella carta geografica conseguente il nuovo voto è assolutamente capovolto.

Il vincitore della precedente tornata – lo stesso Hoover – scende da quarantaquattro a sei Stati e quanto ai Grandi Elettori ne perde trecentoottantacinque mentre il livello percentuale dei votanti resta immutato.

Un vero massacro, come benissimo rappresenta il blu dei democratici sparso per ogni dove, tranne una povera ‘ridotta’ nel vecchio Nord Est.

Al posto del ‘papista’ (come spregiativamente veniva appellato in quanto cattolico) Alfred Smith i democratici schieravano il carismatico Franklin Delano Roosevelt, ma sarebbe questo bastato a provocare un tale terremoto?

Bando alle ciance – lo sappiamo – il Crollo di Wall Street e la conseguente Grande Depressione causarono tutto.

Il caso più clamoroso e noto di rivoluzione elettorale negli Stati Uniti determinata dall’economia.

Il più clamoroso ma non certamente l’unico.

Che Trump tenga sempre sotto particolare osservazione i dati economici e si adoperi al meglio se vuole vincere una seconda volta il 3 novembre 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-02 10:36:022019-09-02 10:36:02Presidenziali 1928. Presidenziali 1932

’Party Committees’

Settembre 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo imparato a conoscere i due Comitati Nazionali che vediamo di questi tempi in particolare dettare a democratici e repubblicani le regole quanto al confronto per arrivare alla nomination 2020.

Ovviamente, data la situazione, è il Democratic Electoral Committee quello che maggiormente agisce.

Organizza e segue  per cominciare – ricevendo per questo altresì un buon numero di critiche in specie riguardanti i ‘criteria’ che individua per ammettere o meno i candidati – i dibattiti televisivi nazionali.

Dopo Miami e Detroit, tra il 12 e il 13 settembre, Houston.

Naturalmente, compito dei Committees non è solo questo.

Operano, difatti, anche normalmente (non durante le campagne elettorali, quindi) per fornire a Senatori e Rappresentanti i supporti necessari al miglior possibile esercizio del loro mandato.

Oggi, Presidente del Comitato Democratico è Tom Perez mentre Ronna Romney McDaniel guida quello Repubblicano.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-01 11:06:332019-09-01 11:06:33’Party Committees’

Alaska

Settembre 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È lo Stato con capitale Juneau il penultimo (quarantanovesimo) entrato nell’Unione.

Correva il 1959 e per conseguenza partecipa alle Presidenziali dal 1960.

Enorme territorialmente è pochissimo abitato ragione per la quale, oltre ai due Senatori comunque spettanti ad ogni Stato, conta su un solo Rappresentante il cui ambito elettorale, il cui Collegio, coincide con lo Stato stesso ed è il più vasto al mondo.

Tre pertanto i Grandi Elettori ai quali ha diritto.

Andranno assolutamente a Donald Trump considerato il fatto che l’Alaska ha votato democratico una solo volta dal predetto 1960: per il travolgente Lyndon Johnson del ‘64.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-01 11:05:332019-09-01 11:05:33Alaska

‘Ohioans’ sette Presidenti, tutti repubblicani!

Agosto 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sappiamo, dal dopoguerra (politicamente, un tempo infinito), l’Ohio – unica eccezione il 1960 – vota per il vincitore.

In parole povere, chi vince colà arriva a White House.

Il più classico ed affidabile ‘Swing State’.

È, peraltro, lo Stato con capitale Columbus giustamente definito ‘Modern Mother of Presidents’ (‘Modern’ per distinguerlo dalla Virginia, antica fucina di Capi dello Stato) avendone ‘prodotti’ sette.

Eccoli in ordine di insediamento:

Ulysses Grant

Rutherford Hayes

James Garfield

Benjamin Harrison

William McKinley

William Taft

Warren Harding.

Tutti raccolti in un ‘momento’ storico che partendo dal terminare della Guerra di Secessione si protende fino ai primi Venti del Novecento.

E – incredibilmente? – tutti repubblicani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-31 11:10:302019-08-31 11:10:30‘Ohioans’ sette Presidenti, tutti repubblicani!

Vermont

Agosto 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Del tutto particolare il Vermont.

Per cominciare, entra a far parte dell’Unione nel 1781 quale quattordicesimo Stato essendo da qualche tempo una Repubblica resasi indipendente.

Mantiene da sempre una specificità che oggi non da oggi gli permette fra l’altro di avere al proprio interno un ‘Progressive Party’ di un qualche peso e di essere rappresentato al Senato da un uomo politico di grande prestigio di nome Bernie Sanders che si auto proclama socialista.

Indipendente ma candidato per la seconda volta alla nomination democratica.

Nel suo passato quanto a votazioni presidenziali, di particolare rilievo la scelta nel 1832 del candidato del Partito Anti Massonico William Wirt.

Poi, come sempre per gli Stati che votano già da fine Settecento, qualche suffragio ai Democratici Repubblicani e ai Whig.

Sottolineato che nel 1824 scelse John Quincy Adams e nel 1860 diede addirittura il settantacinque per cento dei voti a Lincoln, va detto che nelle ultime sette circostanze ha votato nettissimamente democratico.

Tre Grandi Elettori certamente non a favore di Donald Trump, quindi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-31 11:09:392019-08-31 11:09:39Vermont

‘New Deal Coalition’

Agosto 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una delle ‘epoche’ nelle quali la storia politica USA si divide secondo gli analisti è quella definita dal ‘New Deal’ roosveltiano.

È intorno al Presidente eletto per la prima volta nel 1932 che si raccolgono in ‘Coalition’, forze diverse – politiche, sociali, sindacali, intellettuali – che da quel momento fino alla tornata elettorale 1964 compresa votano democratico.

Cinque mandati consecutivi (i quattro di Franklin Delano e il successivo di Harry Truman) e poi, superata la parentesi Eisenhower, altri due con John Kennedy e infine Lyndon Johnson.

È fra l’altro particolarmente significativo che a chiudere questa era politica sia il giovane (allora) congressista texano che lo stesso F. D. R. tanto aveva apprezzato, come riporta autorevolmente James Hillman.

Chiude e passa il testimone la ‘New Deal Coalition’ nel 1968.

Sono le contestazioni, duramente represse dalla polizia, che circondano la Convention dell’Asinello di Chicago a dare la misura del disfacimento in atto.

Del distacco.

Prevale a novembre a certificare la fine un avversario emblematico: Richard Nixon!

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