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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Le spese elettorali dell’ultima settimana

Agosto 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per la quarta volta consecutiva il record delle spese elettorali settimanali è di Tom Steyer.

Un totale di 327.552 dollari.

Al secondo posto, come nell’ultima occasione, Pete Buttigieg con 231.199.

Al terzo Donald Trump il cui impegno è stato pari a 224.468 dollars.

Poi, Bernie Sanders (159.196) e, quinta, Elizabeth Warren (108.859).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-29 11:17:092019-08-29 11:17:09Le spese elettorali dell’ultima settimana

Biden ha più tempo disponibile

Agosto 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ne abbiamo parlato.

I Congressisti (sei i Senatori ad oggi in corsa per la nomination democratica 2020 e non mancano i Rappresentanti), fra virgolette ma non tanto, ‘trascurano’, per la campagna che ovviamente li porta in giro per il grande Paese, ‘trascurano’ i loro impegni istituzionali, partecipando ai lavori del ramo del Congresso al quale appartengono con minore assiduità.

Da questo punto di vista di non poco conto, il candidato democratico che, non avendo alcun impegno istituzionale, è meglio collocato è indubbiamente Joe Biden.

Ha l’ex Vice Presidente molto più tempo e disponibilità e ne fa uso.

Un vantaggio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-29 11:16:182019-08-29 11:16:18Biden ha più tempo disponibile

4 settembre, New York, ‘Climate Crisis Town Hall’

Agosto 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Organizzata dalla CNN, si svolgerà a New York il prossimo 4 settembre, nel prime time, una conferenza sulla situazione climatica, su cosa ne pensano i candidati democratici alla nomination 2020, sugli interventi e le azioni che propongono e ritengono possibili.

Parteciperanno

Joe Biden

Cory Booker

Pete Buttigieg

Julian Castro

Kamala Harris

Amy Klobuchar

Beto O’Rourke

Bernie Sanders

Elizabeth Warren e

Andrew Yang.

Sostanzialmente, tutti i candidati già sicuri di intervenire il 12 e 13 prossimi al dibattito in programma a Houston.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-29 11:15:202019-08-29 11:15:204 settembre, New York, ‘Climate Crisis Town Hall’

Collocazione geopolitica storica del Partito Repubblicano

Agosto 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I partiti – tutti e quelli americani non eccepiscono – ‘si muovono’.

Una formazione politica fortemente ancorata ‘a sinistra’ (ma ci intendiamo a questo riguardo? cosa significa? e negli Stati Uniti d’America l’espressione, come l’opposta ‘a destra’, ha lo stesso significato che noi le assegnamo?) può, col tempo, ritrovarsi sul versante opposto e viceversa.

Esemplare a tale proposito la vicenda relativa al Partito Repubblicano USA, al Grand Old Party, all’Elefantino, quale viene rappresentata.

Semplificando – brutalmente, altrimenti dovrei scrivere sul tema dieci volumi – e dando di malavoglia retta (quando mai hanno pienamente ragione?) agli analisti, da prima della nascita (nel 1854) viste le riforme in animo e gli intenti (l’abolizione – duramente, al punto di secedere – avversata dai democratici del sistema schiavistico basta?) era ‘di sinistra’.

(Personalmente, ritengo e sostengo che i ‘veri’ e unici riformatori sempre si collochino ‘a destra’ e che pertanto colà si trovasse naturalmente il GOP, e ho ragione).

Sempre gli analisti affermano che dalla parte mancina sia restata sostanzialmente fino al 1896, vagando poi tra ‘centrosinistra’ (fino al 1912) e ‘centrodestra’ (successivamente, fino al 1944).

Vent’anni – quelli dopo – ‘al centro’ e dal 1964 al 1980 di nuovo ‘centrodestra’.

E in seguito?

Seguito a parte (dove vogliamo collocare il ‘reaganismo’? dove il secondo Bush partito come semi isolazionista nel corso della campagna 2000 e costretto per un altrove terrificantemente dagli attentati dell’11 settembre 2001? e Trump?) i limiti temporali suddetti coincidono con:

1896, la prima elezione di William McKinley,

1912, la divisione in campagna elettorale tra i seguaci del tornante Teddy Roosevelt e dell’uscente William Taft,

1944, l’ultima elezione del democratico Franklin Delano Roosevelt,

1964, una campagna elettorale di straordinario impatto con un Lyndon Johnson che stravolge e un Barry Goldwater che perde il decisivo Nord,

1980, l’arrivo sulla scena di Ronald Reagan.

Torneremo necessariamente sull’argomento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-28 11:29:512019-08-28 11:29:51Collocazione geopolitica storica del Partito Repubblicano

Appartenenza politica dei Presidenti USA

Agosto 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

– Un Capo dello Stato decisamente indipendente.

Il primo, eletto due volte all’unanimità: George Washington.

– Un altro espulso dal suo partito (Whig) non molto dopo l’entrata in carica: John Tyler.

– Un solo Federalista: John Adams.

– Quattro Democratico Repubblicani: l’uno dopo l’altro, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe e John Quincy Adams.

– Quattro (mah?) Whig: William Harrison, il Vice subentrato e citato John Tyler (Whig per poco, come visto), Zachary Taylor e l’altro vicario succeduto Millard Fillmore.

– Due National Union, come fu denominato il partito che presentava il ticket Abraham Lincoln/Andrew Johnson nel 1864.

Il secondo subentrò al primo assassinato per poi tornare (lo era) a fine mandato Democratico.

– Quindici (mah?) Democratici: Andrew Jackson, Martin Van Buren, James Polk, Franklin Pierce, James Buchanan, Andrew Johnson (dal 1868 al 4 marzo 1869), Grover Cleveland, Woodrow Wilson, Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, John Kennedy, Lyndon Johnson, Jimmy Carter, Bill Clinton, Barack Obama.

– Diciannove Repubblicani: Abraham Lincoln, Ulysses Grant, Rutherford Hayes, James Garfield, Chester Arthur, Benjamin Harrison, William McKinley, Theodore Roosevelt, William Taft, Warren Harding, Calvin Coolidge, Herbert Hoover, Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan, George Herbert Bush, George Walker Bush, Donald Trump.

 

Si ricordi che il Partito Repubblicano è stato fondato nel 1854 e che in precedenza, confrontandosi in particolare coi Whig, il Democratico aveva già vinto con Andrew Jackson, Martin Van Buren, James Polk e Franklin Pierce.

La contesa Democratici vs Repubblicani ha inizio nel 1856.

Se si guarda solo al periodo 1856/2016 i Presidenti repubblicani sono appunto diciannove.

Decisamente meno i democratici: dieci.

Ovviamente, superiore il periodo GOP di permanenza a White House: novantadue anni a sessantotto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-28 11:28:552019-08-28 11:28:55Appartenenza politica dei Presidenti USA

Quarantotto Vice

Agosto 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quarantaquattro (Donald Trump è il quarantacinquesimo solo perché Grover Cleveland, eletto due volte non consecutive, è conteggiato sia come ventiduesimo che quale ventiquattresimo Presidente) le persone che hanno ricoperto l’incarico di Capo dello Stato USA.

Quarantotto invece i Vice Presidenti.

Di questi, nel tempo, otto sono ascesi alla massima carica a seguito della morte del titolare.

Nell’ordine:

John Tyler

Millard Fillmore

Andrew Johnson

Chester Arthur

Theodore Roosevelt

Calvin Coolidge

Harry Truman

Lyndon Johnson.

Uno – Gerald Ford – dopo le dimissioni del predecessore.

Ancora.

Sette Vice sono morti in corso di mandato:

George Clinton

Elbridge Gerry

William King

Henry Wilson

Thomas Hendricks

Garret Hobart

James Sherman.

Due si sono dimessi:

John Calhoun

Spiro Agnew.

Due hanno esercitato il mandato sotto due diversi Presidenti:

George Clinton

John Calhoun.

Quattro quelli eletti Capo dello Stato subito dopo essere stati Vice:

John Adams

Thomas Jefferson

Martin Van Buren

George Herbert Bush.

Uno eletto Presidente al secondo tentativo essendo stato sconfitto alla candidatura successiva all’esercizio della carica vicaria:

Richard Nixon.

Fino alla adozione del XXV Emendamento nel 1967, in caso di morte o dimissioni del Vice Presidente il ruolo restava vacante e la mancanza veniva colmata alla successiva elezione.

Dopo, la procedura prevede la scelta di un Vice da parte dell’inquilino di White House e la ratifica dello stesso da parte del Congresso.

È attraverso tale iter che Gerald Ford è arrivato a ricoprire l’incarico dopo le dimissioni di Agnew.

(Successivamente, è pervenuto alla Casa Bianca per le ulteriori dimissioni di Nixon).

Va sempre sottolineato che il Vice Presidente ricopre altresì l’incarico di Presidente del Senato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-28 11:28:052019-08-28 11:28:05Quarantotto Vice

‘Missed votes’

Agosto 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sei i Senatori democratici in corsa per la nomination 2020.

Ovvio che, partecipando attivamente alla campagna in giro per il Paese, non possano essere con buona frequenza in Senato e votare.

Esiste naturalmente una classifica riguardo le presenze e ai voti.

Da tale rilevazione si conclude che dall’inizio dell’anno Cory Booker ha mancato il quarantasette per cento dei voti e che Kamala Harris, Bernie Sanders e Kirsten Gillibrand hanno a loro volta ‘bucato’ oltre il quaranta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-28 11:27:072019-08-28 11:27:07‘Missed votes’

‘Asini’ ed ‘elefanti’

Agosto 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una annotazione essenziale  – che va ogni tanto riproposta – quanto al repertorio della Politica USA.

I due partiti (Democratico e Repubblicano, ovviamente) dal 1856 in competizione per Casa Bianca, Senato, Camera dei Rappresentanti, Governatorati e quant’altro sono identificati da animali simbolo.

Il Partito Democratico (dai tempi di Andrew Jackson che al somaro fu paragonato e lungi dal lamentarsene se ne vantò) è detto ‘dell’asino’ o ‘dell’asinello’ e ‘asinelli’ possono essere chiamati così i suoi esponenti come i suoi elettori.

Il Repubblicano ha – dagli anni declinanti dell’Ottocento – per simbolo un elefante ed è noto quindi e pertanto anche come ‘Partito dell’elefante’ o ‘dell’elefantino’.

‘Elefantini’, altresì, i suoi uomini e gli elettori.

Lo stesso Partito Repubblicano è anche appellato ‘Grand Old Party’.

Il relativo acronimo ‘GOP’ è usato, anche in questo caso, per indicare gergalmente esponenti ed elettori.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-28 11:26:152019-08-28 11:26:15‘Asini’ ed ‘elefanti’

Illinois

Agosto 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Venti, i Grandi Elettori ai quali ha diritto l’Ilinois.

E l’aria che tira – vista la delegazione congressuale (solo cinque su diciotto i Rappresentanti repubblicani) e l’esito del 2016 quando Hillary Clinton ha riportato, in calo rispetto a Obama, il cinquantacinque per cento dei voti popolari – è che risulterà difficile a Donald Trump portarli dalla propria parte.

Avendo votato in cinquanta circostanze (dal 1820), lo Stato con capitale Springfield vanta un numero altissimo di occasioni (quarantuno) nelle quali il vincente a livello locale ha corrisposto con quello federale.

A parte le prime due votazioni (obbligatorio esprimersi a quei tempi – James Monroe nel 1820 non aveva rivali e quattro anni dopo tutti i quattro candidati appartenevano a quel partito – per un Democratico Repubblicano), ventiquattro i voti GOP e altrettanti quelli dell’asinello.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-27 11:37:002019-08-27 11:37:00Illinois

Massachusetts

Agosto 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Noioso, da un certo punto di vista, elettoralmente parlando, quanto alle Presidenziali il Massachusetts, Stato Fondatore.

Dopo avere votato due volte George Washington, prima dell’avvento nell’ordine di Democratici e Repubblicani, si è espresso in cinque circostanze a testa per Federalisti, Democratici-Repubblicani e Whig.

Non ha deragliato mai.

Non ha votato, che so?, per John Breckinridge nel 1860, per James Weaver trentadue anni in seguito, magari per Robert La Follette nel 1924, a favore di J. Strom Thurmond nel 1948 o di George Wallace un ventennio dopo.

Quanto all’oggi non da oggi (i Kennedy, ricordate?), è un ‘Blue State’ fatto e finito.

L’intera delegazione congressuale dello Stato con capitale Boston è dell’asinello e non verrebbe in mente a nessuno di votare differentemente.

Undici Grandi Elettori che certamente il 3 novembre 2020 non sfuggiranno al candidato democratico chiunque egli sia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-27 11:34:592019-08-27 11:34:59Massachusetts
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