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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

1824/1836/1840

Agosto 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’influenza del risultato delle Presidenziali del 1824 sulla campagna elettorale del 1836 e dell’esito di quest’ultima sulla successiva del 1840.

Ecco un tema da trattare.

Ebbene, nella circostanza (succedeva) 1824, quattro i candidati tutti della stessa appartenenza politica (Democratici-Repubblicani).

Per la prima ed unica volta, da quando si vota secondo le regole a modifica e completamento del sistema dettate dall’Emendamento del 1804, nessuno tra loro ottiene la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori e la competenza quanto alla nomina del Presidente passa dal Collegio dei delegati nazionali alla Camera, laddove si vota valendo soltanto uno il suffragio di ciascuno Stato.

Viene infine (tra polemiche e contestazioni) in questo modo proclamato Presidente John Quincy Adams, in verità arrivato alla piazza d’onore (dietro Andrew Jackson) sia per voti popolari che per delegati.

Nel 1836, memori, i Whig pensarono di opporsi al favorito democratico Vice Presidente uscente Martin Van Buren presentandosi contro di lui in molti.

Disperdendo sì le forze ma contando sul fatto che tale dispersione portasse al mancato raggiungimento della maggioranza assoluta del Grandi Elettori da parte del rivale e alla conseguente scelta conclusiva da parte della Camera.

Operazione fallita totalmente che li portò quattro anni dopo a cambiare strategia e a puntare sul candidato unico.

Fu così che il movimento nato sostanzialmente in opposizione alle politiche di Andrew Jackson conquistò per la prima volta la Casa Bianca.

Non che la cosa dipoi andasse a chissà quale buon fine, visto che l’eletto, il Generale William Harrison, entrato in funzione il 4 marzo 1841, morì esattamente un mese dopo.

La più breve permanenza in carica della storia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-27 11:34:092019-08-27 11:34:091824/1836/1840

La poltrona di William Taft

Agosto 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Centosessanta chili.

È il record alla Casa Bianca quanto ai Presidenti in materia di peso.

Stabilito da William Taft.

Molte le relative leggende.

La volta che il successore di Teddy Roosevelt rimase incastrato nella vasca da bagno e occorsero sei uomini per liberarlo e metterlo in piedi, per dire.

Certo è, comunque, che le campagne per le Presidenziali dell’epoca (fu candidato vincente nel 1908 e sconfitto nel 1912) si conducevano girando il Paese in treno.

Difficile se non impossibile per il pesantissimo Taft viaggiare e dormire comodamente.

La soluzione: una davvero cospicua poltrona che veniva portata dovunque si spostasse.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-27 11:30:512019-08-27 11:30:51La poltrona di William Taft

I nove Stati che dal 1968 votano sempre repubblicano e il Minnesota democratico

Agosto 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quel telefilm nel quale un tipo era riuscito ad elencare quarantanove Stati USA e non ricordava il cinquantesimo.

Dannazione!

Poi, di notte, si svegliava e diceva “Delaware” prima di tornare a dormire.

Mica facile.

Così come non è certamente semplice (ma di più), che so?, ricordare che il Minnesota ha votato il candidato democratico in tutte le ultime undici occasioni (1976 compreso).

E che sono nove (il Montana ha ‘tradito’ nel 1992) gli Stati che dal 1968 si esprimono per il Grand Old Party:

Alaska

Idaho

Kansas

Nebraska

North Dakota

Oklahoma

South Dakota

Utah

Wyoming.

Tredici volte di fila!

Ok, se proprio volete, il record assoluto è democratico: quattordici.

Ma non riguarda uno Stato.

È il Distretto di Columbia che, da quando (1964) ha diritto a tre Grandi Elettori li ha sempre assegnati al democratico, chiunque fosse.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-27 10:25:482019-08-27 10:25:48I nove Stati che dal 1968 votano sempre repubblicano e il Minnesota democratico

Differenti valutazioni quanto alla candidatura di Joe Walsh

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È un sopravvissuto.

Avrebbe dovuto candidarsi dieci anni fa allorquando le idee e le istanze del Tea Party avevano davvero peso tra i repubblicani.

Oggi, Donald Trump ha sconvolto il modo politico del GOP, e non ha praticamente chance.

Così una non superficiale valutazione analitica della candidatura quale contendente la nomination repubblicana di Joe Walsh, appena sceso nell’agone.

Esattamente il contrario, sostengono altri osservatori, guardando in particolare alla questione del deficit federale esploso con Trump.

Non era forse esattamente all’opposto, per un controllo e una diminuzione del deficit la posizione Tea Party?

Walsh, agitando questa non certamente secondaria istanza, troverà qualche seguace.

Dove la ragione?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:22:062019-08-26 10:22:06Differenti valutazioni quanto alla candidatura di Joe Walsh

In prospettiva: i votanti democratici aumentano e i candidati repubblicani vincono!

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Uno dei problemi – e non certamente quello di minor conto – che il Partito Democratico si trova davanti è quello, rilevato, dell’aumento dei suoi votanti laddove, considerato il sistema elettorale americano, ‘non servono’.

Molto semplicemente, per capirci: se, come i sondaggi dicono, gli asinelli crescono numericamente e percentualmente in California (nelle Mid Term del 2018, rispetto a soli due anni prima, hanno scalzato altri sette repubblicani arrivando ad avere quarantasei Rappresentanti su cinquantatre!) dal punto di vista, decisivo nelle Presidenziali, della conquista dei Grandi Elettori di quello Stato, non serve a niente.

A niente, in modo assoluto.

Nel 2016, Hillary Rodham Clinton vinse il Golden State con milioni e milioni di voti in più di Donald Trump.

Avrebbe catturato i cinquantacinque membri del Collegio che effettivamente eleggono il Presidente che spettano allo Stato con capitale Sacramento anche vincendo il voto popolare per una sola preferenza in più.

(Per inciso, altrettanto sta accadendo nel New York: nel 2016 i Rappresentanti repubblicani erano colà nove su ventisette, dalle votazioni 2018 sono sei).

Il feroce ‘winner take all’ assoluto non perdona.

Ed è applicato dappertutto nell’Unione tranne che nel Maine e in Nebraska.

In prospettiva – e d’altra parte è accaduto due volte (2000 e 2016) in pochi anni – dobbiamo aspettarci che spesso i democratici riportino a livello Paese il maggior numero di voti popolari perdendo regolarmente lo scranno di Washington.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:22:022019-08-26 10:22:02In prospettiva: i votanti democratici aumentano e i candidati repubblicani vincono!

La carta geografica del New York Times

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una carta geografica molto interessante quella degli Stati Uniti pubblicata dal New York Times.

Illustra il gradimento attuale del Presidente Trump.

Più o meno verdi nell’immagine gli Stati con lui schierati: al sessanta per cento ed oltre.

Di un non molto definito giallino quelli sui quali il suo gradimento si aggira sui cinquanta.

Dal rosa all’amaranto (mai che vengano usati colori facili da individuare) quelli nei quali riscuote al massimo il quaranta.

Alla fine, in qualche modo, la solita storia.

Tutta la costa pacifica e quasi totalmente l’atlantica sopra la Carolina del Nord, per il democratico,

chiunque sia.

Il resto, con qualche macchia, con lui.

La geopolitica non sta cambiando e così restasse la situazione, forse meno nettamente quanto a Grandi Elettori, prevarrebbe di nuovo.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:20:232019-08-26 10:20:23La carta geografica del New York Times

Le davvero particolari ed articolate Presidenziali del 1892 e l’effimera parziale e ‘drogata’ affermazione populista

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non solamente due (i democratici e i repubblicani, naturalmente) i partiti in corsa per White House nel 1892.

Terzo incomodo nella contesa Benjamin Harrison/Grover Cleveland (con il secondo a caccia – riuscita – di una sensazionale rielezione dopo un intervallo di quattro anni), il Populist Party che propone l’ottimo James Weaver.

Eccezionale il gioco messo in atto dai democratici di Cleveland che in alcuni Stati che considerano possano essere vinti da Weaver non mettono in competizione il loro candidato e appoggiano invece il populista.

L’operazione riesce.

Ecco i cinque Stati nella circostanza riportati dal terzo candidato che alla fine raccoglierà ventidue Grandi Elettori, mica poco:

– Colorado: James Weaver batte Benjamin Harrison e Grover Cleveland non partecipa

– Idaho: Weaver sconfigge Harrison con Cleveland assente

– Kansas: Weaver prevale su Harrison, Cleveland non partecipando al ballot

– Nevada: Weaver supera Harrison con Cleveland, che riceve comunque qualche suffragio, non ufficialmente in competizione

– North Dakota: Weaver batte Harrison e Cleveland non è in corsa ma per una serie di particolarità i tre Grandi Elettori dello Stato si dividono e per l’unica volta nella storia elettorale USA vanno a tre diversi candidati.

Alla fine, come detto, ritorno di Grover Cleveland alla Casa Bianca e l’otto e mezzo per cento di voti popolari (‘drogati’, in parte, come visto) per il Populist Party che non sarà mai più tanto forte e, diciamolo, elettoralmente prezioso.

Già nel 1896, preso dalla personalità e dall’impeto di William Jennings Bryan – candidato (il più giovane della storia) dei democratici – rinuncerà a proporre un proprio uomo ed arriverà ad affiancare a Bryan in un ticket alternativo un differente (rispetto al binomio democratico ufficiale) running mate.

Un candidato alla Presidenza primo in due differenti ticket, Bryan.

Sensazionale anche se non gli porterà bene.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:19:272019-08-26 10:19:27Le davvero particolari ed articolate Presidenziali del 1892 e l’effimera parziale e ‘drogata’ affermazione populista

Similitudini tra Schuyler Colfax e John Garner

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Elezioni 1872 (in vista delle).

Il Vice Presidente in carica Schuyler Colfax ritiene che Ulysses Grant non intenda correre per un secondo mandato.

Pensa – è stato per anni lo speaker della Camera, è uno dei Fondatori del Partito Repubblicano, è tra i massimi avversari dello schiavismo – di poter ambire alla successione.

La sua aspirazione lo danneggia e finirà per essere addirittura sostituito nel ticket dal Senatore del Massachusetts Henry Wilson.

Passano i decenni e, oramai prossima la conclusione del secondo quadriennio di governo di Franklin Delano Roosevelt, visto che nessun Presidente si è mai proposto per un terzo incarico, nel 1940, il suo Vice John Nance Garner (come Colfax è stato anche luiin precedenza Speaker della Camera) ritiene di poter scendere personalmente in gara per White House.

Mal gliene incoglie.

Franklin Delano si ripropone travolgendolo.

Perde anche la Vice Presidenza che nel terzo incarico dell’ex Governatore del New York va ad Henry Wallace.

Credere che…

pensare che…

Meglio essere certi, no?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:18:032019-08-26 10:18:03Similitudini tra Schuyler Colfax e John Garner

Può l’affondamento del Titanic avere influito sulle sorti politiche degli Stati Uniti?

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Amico e collaboratore sia di Theodore Roosevelt che di William Taft – di quei tempi davvero ai ferri corti tanto che il primo, scontento dell’operato del da lui designato successore, cercava attivamente una nuova nomination per tornare a White House personalmente – Archibald Butt, era da molti ritenuto l’unico possibile mediatore tra i due.

Non che la durissima contrapposizione in atto non lo avesse coinvolto e stressato.

Al punto di pensare ad in viaggio in Europa per trovare qualche momento di pace.

Cercò Butt di tornare negli States imbarcandosi sul Titanic.

Morì quindi e pertanto in mare il 15 aprile 1912.

Mancavano praticamente due mesi alla Convention di Chicago dei GOP.

Convention che segnò la spaccatura del Partito.

Teddy sbatté la porta alle sue spalle e corse come ‘terzo’.

Fu come sempre straripante, relegò Taft alle retrovie elettorali ma non riuscì ad impedire al democratico Woodrow Wilson di insediarsi.

Butt vivo ed attivo tra i due, come sarebbe andata a finire?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:16:372019-08-26 10:16:37Può l’affondamento del Titanic avere influito sulle sorti politiche degli Stati Uniti?

Poco entusiasmo per Biden in Iowa

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo ripeteremo centinaia di volte: la ‘vera’ (siamo adesso nel periodo delle cosiddette ‘Primarie nascoste’) campagna per la nomination democratica avrà inizio il 3 febbraio 2020 con il Caucus dell’Iowa.

Tradizionalissimo appuntamento di grande portata psicologica.

Non si può uscire male (non, d’altra parte, che sia indispensabile vincere) dall’Iowa e sopravvivere.

Di più se, come nel caso di Joe Biden, tutti ritengano tu debba affrontare l’impegno facilmente.

Ebbene, oggi, suona proprio per l’ex Vice di Obama un campanello d’allarme.

Sondaggi di buona caratura lo collocano addirittura al quinto posto in ordine di preferenza.

Quinto, quando è abituato ad essere il numero uno.

Lo precedono Elizabeth Warren di parecchio, Kamala Harris, Pete Buttigieg e Bernie Sanders di poco.

C’è tempo, ma insomma…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:15:422019-08-26 10:15:42Poco entusiasmo per Biden in Iowa
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