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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Ampliare i ‘criteria’

Agosto 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Richieste convergenti di Tulsi Gabbard e Tom Steyer perché vengano rivisti alcuni criteri che il Democratic Electoral Committee ha adottato per selezionare i candidati da ammettere al terzo dibattito televisivo in programma il 12 e il 13 settembre a Houston.

Maggior peso, soprattutto, ad altri sondaggi oltre quelli dal DEC selezionati.

Si discute in generale al riguardo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-26 10:14:312019-08-26 10:14:31Ampliare i ‘criteria’

Levi Parsons Morton sapeva rinunciare

Agosto 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Capita che il Partito Repubblicano ti offra la candidatura alla Vice Presidenza.

Corre il 1880 ed avresti ottime probabilità di centrare il bersaglio.

(Addirittura, Chester Arthur che ti sostituirà nella corsa, assassinato poco dopo il titolare James Garfield, sarà Presidente).

Rifiuti su sollecitazione del tuo boss e referente politico Roscoe Conkling.

E vieni ricompensato con la nomina ad Ambasciatore a Parigi.

Arriva il 1888 e a Washington siede da un mandato un democratico (Grover Cleveland e non succedeva dai tempi di James Buchanan).

Stavolta – Conkling è morto ad aprile e questo conta? – accetti l’ipotesi vicaria del prescelto Benjamin Harrison.

Vincete per Grandi Elettori benché il popolo preferisca Cleveland, e ti insedi il 4 marzo 1889.

Arriva la tornata 1892 e nel ticket repubblicano, accanto a quello di Harrison, il tuo cognome manca.

Contrasti interni al GOP, certamente.

Ma anche l’idea di andare altrove.

(Fai bene: Harrison perde).

Ti candidi per il Governatorato del New York infatti.

Vinci ed entri in carica il primo gennaio 1895.

Eserciti un solo mandato biennale.

Provi alquanto svogliatamente ad entrare nel ticket GOP 1896.

Non va e ti ritiri.

Sarai Presidente del Metropolitan Club.

Membro autorevole di altre associazioni di peso sociale e culturale.

Presidente ancora della New York Zoological Society.

Vivrai la bellezza di novantasei anni.

Dai davvero l’idea di essere stato uno che sapeva come fare.

Ti chiamavi Levi Parsons Morton.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-25 10:13:342019-08-25 10:13:34Levi Parsons Morton sapeva rinunciare

Il Presidente perde due volte di fila!

Agosto 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Presidenziali del 1888.

In carica, Grover Cleveland, democratico (il primo eletto di questo partito dopo James Buchanan).

Il 6 novembre, pur incassando un numero superiore di voti popolari a livello nazionale, perde da Benjamin Harrison, repubblicano, quanto a Grandi Elettori.

Quattro anni dopo, di fronte gli stessi due contendenti, il risultato è uguale per voti popolari ma opposto relativamente ai Grandi Elettori e Cleveland (unico nella storia ad esercitare due mandati non consecutivi) torna alla Casa Bianca.

Per inciso, la Signora Cleveland, lasciando la dimora presidenziale nel marzo del 1889, aveva detto al maggiordomo “Non tocchi né sposti nulla: torneremo!”

Si è allora in quegli anni verificato il caso davvero straordinario di due sconfitte consecutive del Presidente in carica: prima Cleveland e poi Harrison.

Più tardi, tra il 1976 e il 1980, due altri Capi dello Stato USA persero la carica l’uno dopo l’altro: il repubblicano Gerald Ford prima e il democratico Jimmy Carter dopo.

Ma, per così dire, l’aria era diversa dato che Ford era un Vice subentrato e mai personalmente eletto (per la prima volta, un vicario veniva scelto dal Presidente ed approvato dal Congresso con una procedura da poco approvata attraverso un Emendamento costituzionale).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-25 10:12:402019-08-25 10:12:40Il Presidente perde due volte di fila!

Kansas

Agosto 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo Stato con capitale Topeka è entrato a far parte dell’Unione nel 1861 ed ha partecipato a tutte le seguenti votazioni presidenziali.

Solo una volta, si è, per così dire, allontanato dalla retta via non esprimendosi per uno dei due partiti che, vicendevolmente affrontandosi dal 1856, governano il Paese: democratici e repubblicani, ovviamente.

Lo ha fatto nel 1892 votando il populista James Weaver.

Ha seguito i GOP addirittura in trentadue occasioni e l’asinello pertanto in sei: l’ultima, quella del ciclonico Lyndon Johnson 1964.

Conta attualmente su una delegazione di Grandi Elettori pari a sei e guardando alla composizione della pattuglia di congressisti (due Senatori repubblicani e tre Rappresentanti su quattro altrettanto) nonché sulla tradizione, dovrebbe il 3 novembre 2020 scegliere decisamente Trump.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-25 10:11:462019-08-25 10:11:46Kansas

Joe Walsh è il secondo sfidante di Trump per la nomination repubblicana. La pulce e l’elefante

Agosto 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, sfidare il Presidente uscente per la nomination è come scalare una parete impervia di sesto grado superiore a mani nude.

E farlo andando contro un leader del proprio partito – questo è anche l’inquilino di White House – che come Donald Trump vanta nei sondaggi oltre il novanta per cento di gradimento tra quanti si dichiarano del suo movimento politico è peggio ancora.

E in più, essendo un uomo politico di non particolare peso (l’altro avversario dichiarato del tycoon Bill Weld ne ha infinitamente di più e nei sondaggi è disperso), già Rappresentante dell’Illinois per un solo mandato e potendo contare su una popolarità radiofonica del tutto discutibile.

Ciò detto, in queste precise condizioni, Joe Walsh ha deciso il 25 agosto di provarci.

Sinceramente: sembra una mosca decisa a battere con la forza fisica un elefante.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-25 10:10:302019-08-25 10:10:30Joe Walsh è il secondo sfidante di Trump per la nomination repubblicana. La pulce e l’elefante

United States of America. La lunga e articolata strada verso la democrazia

Agosto 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dalla sedicesima volta – e pertanto dal 1848 – nella quale gli Stati Fondatori (gli altri, è ovvio, successivamente entrati nell’Unione, contano su differenti numerazioni e per esempio Alaska ed Hawaii si sono espressi dal 1960 al 2016 e cioè solo in quindici tornate) – come noto a seguito di una Legge adottata nel 1845 – votano in un solo giorno quando in precedenza le elezioni si svolgevano nell’arco di oltre un mese, larga parte almeno di novembre (salvo le prime a cavallo degli anni 1788/1799) sempre inclusa, i Grandi Elettori, ai quali (essendo la Presidenziale una ‘elezione di secondo grado’ non ‘diretta’) spetta la scelta effettiva dell’inquilino di White House “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre successivo”, vengono nominati Stato per Stato, nel numero corrispondente alle delegazioni congressuali (Senatori più Rappresentanti), “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile”.

(Questa ultima circostanza è determinata dal fatto che le seconde elezioni ebbero luogo nel 1792, anno bisesto, ed essendo il mandato quadriennale…)

Abbiamo più volte narrato del perché quanto alla determinazione del giorno.

(Velocemente:

mantenuta la scadenza novembrina e scelto l’inizio del mese,

1) non si può votare di domenica perché è il giorno dedicato al Signore

2) occorre (occorreva) lasciare uno spazio di tempo – il lunedì – per recarsi ai seggi all’epoca non distribuiti ovunque

3) si va alle urne pertanto di martedì, ma non semplicemente il primo martedì del mese in quanto potrebbe coincidere – come nel 2016 – con il giorno di Ognissanti).

Orbene, la scelta dei predetti e decisivi Grandi Elettori è stata vissuta differentemente negli Stati.

In origine e per un numero di circostanze afferenti le diverse realtà, non pochi tra essi, non chiamavano gli elettori al voto per la bisogna ma provvedevano attraverso il Legislativo locale.

Si trattava pertanto di una decisione non ‘diretta’, il popolo degli aventi diritto restando escluso.

Così, è cercando Stato per Stato che si arriva a certificare quando e da quando i Grandi Elettori del South Carolina o del New York, per dire, sono determinati da una espressione non ‘mediata’.

Si aggiunga, per incidere maggiormente nel quadro, a sottolineare il fatto incontrovertibile e documentato che i Padri Fondatori Costituenti non intendevano affatto (in caso contrario, perché gli stessi Grandi Elettori?) lasciare ai cittadini le scelte che invece dovevano ogni volta essere ‘sorvegliate’ ed eventualmente, se del caso modificate, che i Senatori, fino alla riforma datata 1913, erano altresì nominati dai Legislativi.

Che i delegati alle Convention (fra l’altro, in uso dal 1831 – il Partito Anti Massonico, il primo ad adottarle – in vista delle Presidenziali dell’anno successivo) dei movimenti politici, fino alla certamente non facile e solo progressiva (già nel Novecento) adozione delle Primarie, erano scelti dalle consorterie che governavano gli affari nelle singole realtà.

Lunga e tormentata la strada percorsa dagli Stati Uniti d’America per arrivare – non assolutamente (è ipotizzabile?), ma infinitamente più degli altri Stati – alla democrazia.

Chiedendomi io di continuo cosa tale parola davvero significhi.

Nota bene

Attualmente, dopo l’approvazione dell’Emendamento che attribuisce al Distretto di Columbia un numero di Grandi Elettori pari a quelli degli Stati meno rappresentati al Congresso (tre), essendo cinquanta dal 1959 i membri dell’Unione,

i predetti infinitamente citati Grandi Elettori sono in totale cinquecentotrentotto.

Si arriva a tale consistenza perché coincidono con il totale (in aggiunta poi i tre del Distretto) dei congressisti che sono cinquecentotrentacinque

(quattrocentotrentacinque difatti per legge i Rappresentanti,

due per Stato i Senatori).

Così stando le cose, la maggioranza assoluta da raggiungere è duecentosettanta.

Come più volte detto e scritto, i Grandi Elettori, nella riunione del Collegio – che ha luogo nelle capitali degli Stati quivi convenendo senza recarsi a Washington – “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre successivo alla loro nomina”, eleggono il Capo dello Stato.

Non tutti gli Stati hanno nel tempo emanato disposizioni che obblighino i singoli loro delegati a mantenere l’impegno preso e a conseguentemente votare per il candidato al quale sono legati e capita che in quella sede alcuni voti vengano dispersi (per dire, nell’ultima circostanza, tre preferenze sono andate a Colin Powell), ma questo non ha mai modificato la sostanza.

Nel caso in cui, tre o più essendo i pretendenti allo scranno presidenziale che hanno conquistato Stati e pertanto delegati, nessuno tra i candidati abbia raggiunto la citata maggioranza assoluta (è capitato solo nel 1824 essendo il caso del 1800 determinato dalla inesistenza del ticket elettorale introdotto nel 1804) la competenza passa alla Camera dei Rappresentanti che entra in carica il 3 gennaio dell’anno successivo.

Nel consesso, il voto di ogni Stato rappresentato è pari a uno, non avendo più peso la consistenza numerica degli abitanti – come evinta dal Censimento che viene condotto ogni dieci anni quando la finale è zero (il prossimo nel 2020) – che fa sì che i Rappresentanti stessi e per conseguenza i Grandi Elettori siano proporzionalmente distribuiti.

Oggi, per dare una misura, la California vale cinquantatre Rappresentanti e due Senatori, cioè cinquantacinque delegati al Collegio.

Mentre l’Alaska (e non solo) ne porta tre, due essendo i suoi nella Camera Alta e uno in quella Bassa.

Straordinario pertanto il fatto che nelle predetta votazione camerale per la elezione del Presidente California e Alaska contino allo stesso modo.

Va qui per incidens ricordato che può accadere che sia il candidato alla Vice Presidenza a non raggiungere la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori.

È accaduto nel 1836.

Nell’ipotesi, si esprime votando in merito il Senato laddove però i componenti votano individualmente.

Notevole il fatto che la competenza per la qualifica maggiore sia della Camera e quella per la minore il Senato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-24 10:09:242019-08-24 10:09:24United States of America. La lunga e articolata strada verso la democrazia

Seth Moulton out

Agosto 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

E sei.

Parlo dei candidati democratici alla nomination 2020 già usciti di scena.

Verrebbe da dire “cadono come mosche”, ma sarebbe irridente nei confronti di persone che comunque in loro contributo hanno dato a un dibattito che alla fine darà certamente frutti.

Il sesto in ritirata – erano davvero in numero notevole i contendenti dem – è il Rappresentante del Massachusetts Seth Moulton.

Ha dovuto lasciare, ha dichiarato, perché si è reso conto di non riuscire ad incidere come sperava.

Continuerà, dice, a portare avanti le proprie idee.

Ricordate Highlanders?

“Ne resterà uno solo!”

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-24 10:07:562019-08-24 10:07:56Seth Moulton out

Resta solo Steve Bullock

Agosto 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo abbiamo già notato.

E la conferma non è mancata.

Per anni ed anni, negli Stati Uniti d’America, essere stati o essere Governatori forniva garanzie e una solida base in una campagna presidenziale.

Per dire, Reagan, Clinton, Bush II avevano retto Stati e dato dimostrazione di capacità esecutive.

Da qualche tempo – cosa è successo? – non accade più.

Obama e Trump mai Stati Governatori e fra i ventisei candidati democratici alla nomination 2020 solo tre.

E da ieri – dopo Hickenlooper si è ritirato Inslee – sono uno: Steve Bullock del Montana.

E non è che stia messo molto bene nei sondaggi.

Mah?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-24 10:07:092019-08-24 10:07:09Resta solo Steve Bullock

Trump vince il ‘Kernel corn poll’ in Iowa

Agosto 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Folklore?

Certo.

Ma ricordiamoci che il 23 agosto 2015 Hillary Clinton tra i democratici e Donald Trump tra i repubblicani vincevano questo incredibile sondaggio.

Una Fiera in Iowa, laddove parte a febbraio la maratona dei Caucus e delle Primarie.

E colà una bella fila di contenitori di vetro ognuno con il nome di un candidato.

Chi vuole, esprime la propria preferenza infilando nel barattolo ‘giusto’ un chicco di mais.

Pare che sessantaseimila persone lo abbiano fatto!

Tra i repubblicani, stravittoroso Trump (solo oppositore Bill Weld ridotto al tre per cento).

Tra i democratici, Biden al venticinque e dopo di lui i soliti (verrebbe da dire così) Warren, Sanders, Harris, Buttigieg.

Chissà?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-24 10:06:122019-08-24 10:06:12Trump vince il ‘Kernel corn poll’ in Iowa

‘Jungle Primaries’

Agosto 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, esistono Primarie di molti e differenti tipi.

Tra le altre, le ‘Jungle Primaries’.

Non mettono a confronto i candidati all’interno dei partiti per selezionare lo sfidante prescelto dall’avversario ma tutti insieme.

I primi due più votati – che possono pertanto appartenere al medesimo movimento politico – si contendono poi l’elezione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-24 10:05:092019-08-24 10:05:09‘Jungle Primaries’
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