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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Introdurre la politica americana chiedendo scusa

Settembre 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cercare, come faccio nelle poche righe che seguono – e che precedono le vicende elettorali dei Presidenti e dei più importanti tra i loro sfidanti soccombenti – di rappresentare le infinite sfumature politiche e partitiche USA quali e come succedutesi nei secoli è impresa cui, avvedutamente, nessuno dovrebbe attendere.

La inevitabile, conseguente semplificazione è brutale.

Scrivendo, credetemi, soffro.

È in uso dividere la Storia politico istituzionale americana in ‘periodi’ cercando e trovando ‘momenti’ distinti e differenti.

Guardando specificamente alle elezioni, è ovviamente possibile identificare e comprendere i cambiamenti socio politici attraverso il confronto partitico e il succedersi dei movimenti politici rappresentativi delle via via emergenti realtà.

Ecco le contrapposizioni come a mio modo di vedere avvicendatesi nel tempo:

– Federalisti contro Democratici Repubblicani (I due movimenti comunque ‘aristocratici’ i cui esponenti hanno fatto ‘nascere’ e istituzionalizzato il Paese) tra il 1792 e il 1828, laddove i primi prevalgono nel declinante Settecento e conquistano la Presidenza con John Adams nel 1796 e i secondi nei decenni iniziali dell’Ottocento amministrando il Paese dal 4 marzo 1801, con l’insediamento di Thomas Jefferson, al 4 marzo 1829, giorno nel quale ha luogo, a seguito dell’esito delle votazioni del precedente 1828, la ‘defenestrazione’ di John Quincy Adams.

– Democratici (il Partito dell’Asino, semplificando e non poco, sorge a rappresentare una borghesia in fase di consolidamento che prevale politicamente, non senza duri contrasti e contrapposizioni, con la Presidenza di Andrew Jackson) contro gli effimeri Whig (a loro volta emersi proprio in opposizione alle politiche ‘jacksoniane’)

– Democratici contro Repubblicani (Partito questo che nasce nel 1854 con il principale intento di combattere e mettere fuori legge lo schiavismo e la società che lo rappresenta dai Democratici difesa in specie nel Sud conservatore), confronto che dal 1856 ad oggi vede le due forze idealmente, socialmente, politicamente e geopoliticamente muoversi e ben differentemente collocarsi.

Volendo usare le definizioni molto più europee di ‘sinistra’ e ‘destra’, assumendo nel tempo alternativamente le une e le altre significanze.

È dal 1860 (che vede prevalere Abraham Lincoln mentre i Democratici si dividono) al 4 marzo 1933, giorno dell’Insediamento di Franklin Delano Roosevelt, che, uniche intervallanti eccezioni Grover Cleveland e Woodrow Wilson, un Partito dell’Elefante riformatore e in qualche esponente (si pensi al grande Teddy Roosevelt) decisamente progressista, governa non sapendo, però ed infine, prevenire il ‘Crollo di Wall Street’ e la conseguente Crisi economica (‘Great Depression’).

La successiva, significativamente definita ‘New Deal Era’, vedrà governare (malgrado l’interruzione Eisenhower) fino al 1968 la ‘Coalition’ democratica, adesso partiticamente riformatrice, che Franklin Delano Roosevelt riesce a formare.

Fino a quel 1968 nel quale la contestazione nei confronti dei Democratici è rappresentata dagli scontri che, mentre a Chicago si svolge una depressa Convention dell’Asino, coinvolgono giovani e polizia.

Dal ‘69 seguente al clintoniano 1992, un Partito Repubblicano geopoliticamente in prevalenza non più rappresentativo del Nord (conquistato invero nel 1964 dall’eccezionale, elettoralmente inarrestabile Lyndon Johnson) e sostanzialmente conservatore occupa la Casa Bianca, tranne il quadriennio di Jimmy Carter favorito dallo Scandalo Watergate.

Ed eccoci a noi.

Bill Clinton, George Walker Bush, Barack Obama, Donald Trump…

Un Democratico per due mandati consecutivi, un Repubblicano per lo stesso periodo, un Democratico in sella ancora otto anni e di nuovo (vedremo per quanto) un Repubblicano.

Una alternanza precisa, scandita, mai vista prima.

Dove si preparano ad andare gli USA non più evidentemente e da tempo WASP (White, Anglo/Saxon, Protestant) e non ancora definitamente ‘altro’?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-08 09:20:232019-09-08 09:20:23Introdurre la politica americana chiedendo scusa

Niente Primarie GOP?

Settembre 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È un progetto in fase di sviluppo.

Già nel South Carolina, in Kansas e nel Nevada, Stati ai quali sta per aggiungersi l’Arizona, il locale Partito Repubblicano ha deciso di non organizzare Caucus o Primarie affidando la nomina degli spettanti delegati alla Convention ad un procedimento interno senza coinvolgere gli elettori.

Assolutamente contrari, naturalmente, Bill Weld e John Welsh, i due finora scesi in campo contro Donald Trump.

Certo, stando ai dati attuali dei sondaggi il Presidente avrebbe dalla sua l’ottantotto per cento di quanti intendono votare repubblicano.

Ricorda qualcuno – e fra gli altri il sottoscritto – che a questo punto della corsa, nel 1991, George Herbert Bush godeva di un gradimento superiore di un punto e si è visto come è andata a finire a novembre 1992.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-08 09:10:332019-09-08 09:10:33Niente Primarie GOP?

‘Favorites Son’

Settembre 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Fino a non poi molti anni fa, allorquando in particolare pochi ancora erano gli Stati che avevano programmato Caucus e Primarie, capitava che in qualche circostanza localmente venisse votato un ‘Favorite Son’, ovvero un esponente politico dello Stato stesso.

Il fine era quello di arrivare alla Convention, quivi sostenere nel primo ballottaggio il proprio uomo e poi contrattare con i ‘veri’ aspiranti alla nomination l’appoggio dalla seconda votazione in avanti.

Un pacchetto di delegati cospicuo o magari, al momento opportuno, determinante, poteva essere ‘venduto’ politicamente a caro prezzo.

Una buona – anche se architettata e con differenti intenti – applicazione del meccanismo in campo democratico si ebbe nel 1964.

Il Presidente in carica Lyndon Johnson era (appariva? voleva apparire?) incerto rispetto alla possibilità di candidarsi.

Suo invero unico sfidante per la nomination il Governatore segregazionista dell’Alabama George Wallace.

Non intendendo Johnson avere politicamente a che fare con lui, negli Stati organizzati con Primarie nei quali quegli si presentava, gli contrappose per l’appunto un ‘Favorite Son’.

Nel Wisconsin, il Governatore John Reynolds.

In Ohio, l’enfant du pays Albert Porter.

Nell’Indiana, il Governatore Matthew Welsh.

Nel Maryland, il Rappresentante Daniel Brewster.

Wallace, sconfitto, si ritirò (quattro anni dopo correrà assai onorevolmente quanto a Stati vinti, cinque, e conseguenti Grandi Elettori, quarantasei, per un terzo partito).

E dalla seconda votazione della Convention i voti dei delegati dei predetti Stati conversero su un Johnson oramai ben deciso a correre e dipoi a novembre vincente ‘a valanga’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-08 09:05:572019-09-08 09:05:57‘Favorites Son’

‘Founding Fathers’

Settembre 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I ‘Padri fondatori’ (‘Founding Fathers’).

Magnifica espressione che penseresti coniata e in uso da subito o quasi.

È invece pronunciata a Chicago per la prima volta nella Convention del 1916 del Partito Repubblicano dal  futuro Presidente Warren Harding nel discorso inaugurale.

Thomas Jefferson, parlando dei Fondatori, tra i quali ovviamente va collocato in prima fila, aveva sostenuto fossero “Cinquanta semidei”.

Aveva indubbiamente cognizione di causa.

Fra loro, da ricordare, oltre lui, almeno John Adams, Benjamin Franklin, Alexander Hamilton, John Jay, James Madison e assolutamente George Washington!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-08 08:45:452019-09-08 08:45:45‘Founding Fathers’

I Presidenti subentrati e confermati

Settembre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Theodore Roosevelt, Calvin Coolidge, Harry Truman, Lyndon Johnson i quattro Vice subentrati mortis causa al titolare e poi confermati nelle seguenti elezioni.

Fino al 1904 – anno nel quale Teddy Roosevelt, successore dell’assassinato McKinley, si ripresentò – nessuno tra i Vice Presidenti in precedenza arrivati a White House a seguito della morte del titolare dell’incarico si era riproposto da ‘incumbent’, nella elezione immediatamente seguente la dipartita del suo predecessore.

Da allora, tutti.

I quattro elencati riuscendo nell’intento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-07 09:53:292019-09-07 09:53:29I Presidenti subentrati e confermati

Nevada

Settembre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Entrato nell’Unione nel 1864 durante la Guerra Civile, il Nevada ha votato nel 1892 per il Populist Party di James Weaver.

È questa, in qualche modo, l’unica specificità elettorale dello Stato con capitale Carson City.

Per il resto, una assoluta parità di espressioni a favore dei democratici e dei repubblicani.

Da segnalare che – perfetto ‘Swing State’ – dal 1980 compreso, con l’eccezione del 2016, ha costantemente votato per il candidato vittorioso.

Reagan, Reagan, G. H. Bush, Clinton, Clinton, G. W. Bush, G. W. Bush, Obama, Obama, la sequenza.

Nelle ultime votazioni ha preferito Hillary Clinton a Trump.

Difficile dire dove andranno i suoi Grandi Elettori il 3 novembre 2020.

Più facilmente in casa democratica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-07 09:47:022019-09-07 09:47:02Nevada

Andrew Yang nega l’ipotesi terzo partito

Settembre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate?

Per un certo periodo, l’ex amministratore delegato di Starbucks, Howard Schultz ha pensato alla possibilità di presentarsi da indipendente alle elezioni 2020.

Ebbene, dopo un lungo silenzio, ha ieri comunicato che non sarà della partita.

È di questi giorni la voce di una possibile candidatura del candidato democratico alla nomination Andrew Yang come leader di un terzo partito.

Ebbene, Yang ha precipitosamente smentito affermando che, anche dovesse uscire sconfitto dalla corsa democratica, mai si proporrebbe altrove essendo suo primo intento sconfiggere e mandare a casa Donald Trump.

Ritiene correttamente che un terzo partito forte favorirebbe invece la permanenza del Presidente a White House.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-07 09:30:092019-09-07 09:30:09Andrew Yang nega l’ipotesi terzo partito

‘Two term President’

Settembre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

George Washington, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe, Andrew Jackson, Abraham Lincoln, Ulysses Grant, Grover Cleveland, William McKinley, Woodrow Wilson, Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Ronald Reagan, Bill Clinton, George Walker Bush, Barack Obama.

Questi i Presidenti eletti due volte.

Tra loro, Abraham Lincoln, William McKinley e Richard Nixon non hanno portato a termine il secondo mandato.

I primi due perché assassinati.

Il terzo in quanto dimissionario.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-07 08:52:152019-09-07 08:52:15‘Two term President’

Biden in Alabama

Settembre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel fine settimana, Joe Biden visita elettoralmente l’Alabama.

È la prima volta e la cosa va segnalata perché indica la volontà (si parla di un suo particolare interesse verso il South Carolina) del candidato di rispolverare una ‘Southern Strategy’ nella quale nelle ultime circostanze (per il vero, da molto tempo) gli Asinelli si sono dimostrati non poco carenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-07 08:49:122019-09-07 08:49:12Biden in Alabama

‘One term President’

Settembre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

– John Adams, John Quincy Adams, Martin Van Buren, William Harrison, John Tyler, James Polk, Zachary Taylor, Millard Fillmore, Franklin Pierce, James Buchanan, Rutherford Hayes, James Garfield, Chester Arthur, Benjamin Harrison, William Taft, Warren Harding, Herbert Hoover, John Kennedy, Gerald Ford, Jimmy Carter, George Herbert Bush.

Questi, nell’ordine temporale, i Presidenti degli Stati Uniti che sono stati eletti una sola volta o che sono subentrati in quanto Vice e non hanno dipoi ottenuto un successivo proprio mandato.

– Fra loro i defenestrati, gli sconfitti nelle urne da uno sfidante: John Adams, John Quincy Adams, Martin Van Buren, Benjamin Harrison, William Taft, Herbert Hoover, Gerald Ford, Jimmy Carter e George Herbert Bush.

– I morti in carica nel corso del primo quadriennio: William Harrison, Zachary Taylor, James Garfield, Warren Harding e John Kennedy.

– I Vice subentrati mortis causa e in realtà alla Casa Bianca per meno di un mandato: John Tyler, Millard Fillmore, Chester Arthur e Gerald Ford.

Tra questi, solo Ford si è ricandidato, peraltro perdendo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-09-07 07:51:052019-09-07 07:51:05‘One term President’
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