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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Piedi di piombo nel fare previsioni

Agosto 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Bill Clinton?

Nel 1991, oscuro Governatore dell’Arkansas, non era tra i primi cinquanta dei quali si parlava come possibili candidati democratici da opporre a George Herbert Bush e abbiamo visto come poi sia andata a finire.

E pochissimi a quel momento avrebbero scommesso un soldo bucato sulla defenestrazione dello stesso Bush”.

Così, ieri, intervistato, Bob Woodward, il coprotagonista della investigazione giornalistica politico scandalistica – ovviamente il Watergate – più sconvolgente del trascorso secolo e dell’intera storia istituzionale americana.

È bene se non necessario di questi tempi, quando già pensiamo a questo o quel possibile sfidante di Donald Trump, ricordare i trascorsi storici (non solo il Clinton del 1991/92), per non azzardare troppo facili previsioni.

È vero – e l’ho appena scritto – Trump non ha seri contendenti tra i GOP e pare proprio che il suo oppositore debba uscire da uno tra i ‘fab four’ che i sondaggi mettono oggi in evidenza (Biden, Warren, Sanders e Harris), ma fra sei sette mesi o addirittura in sede di Convention (se ‘brokered’) potremmo trovarci di fronte a un oggi neppure individuabile Mr. Smith per di più capace di insediarsi a White House il 20 gennaio 2021.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-12 13:54:152019-08-12 13:54:15Piedi di piombo nel fare previsioni

John Cabell Breckinridge nel 1860

Agosto 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vice di James Buchanan (era entrato in carica il 4 marzo 1857 poco più che trentaseienne!), John Cabell Breckinridge si trovò nel 1860 candidato a White House alla testa della componente ‘sudista’ dei democratici, la cui parte ‘nordista’ aveva scelto come proprio leader Stephen Douglas.

Contrasti ovviamente insanabili tra le due fazioni relativamente non allo schiavismo, che praticamente tutti gli asinelli sostenevano, ma alla protezione federale dello stesso che Breckinridge, se eletto, prometteva di garantire.

La frattura fece naturalmente il gioco dei repubblicani.

Guardando all’esito elettorale (oltre a Abraham Lincoln per i repubblicani e ai due suddetti democratici in corsa anche John Bell del neonato Constitutional Union Party), decisamente forte la presa del Vice Presidente uscente in tutto il Sud dove si affermò in ben undici Stati collezionando settantadue Grandi Elettori.

La qual cosa gli permise di superare agevolmente Bell e Douglas e di uscire nettamente sconfitto dal confronto con Lincoln.

Sarà poi per brevissimo tempo nel 1865 Segretario alla Guerra della Confederazione.

Resta Breckinridge nella storia (in coabitazione con Douglas) il primo candidato democratico alla Presidenza sconfitto da un avversario repubblicano.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-12 13:50:192019-08-12 13:50:19John Cabell Breckinridge nel 1860

Longevità

Agosto 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La durata media della vita umana si è allungata.

(Che scoperta, viene da dire).

Questo vale ovviamente anche per i Presidenti.

I record di longevità si vanno a questo proposito sprecando.

Che faccia gli scongiuri, Jimmy Carter ma è proprio di lui che a questo riguardo dobbiamo parlare visto che oramai li detiene tutti.

Il trascorso 1 ottobre 2018 il Nostro ha compiuto novantaquattro anni ed è il più longevo tra tutti i Capi di Stato succedutisi.

Avendo lasciato la carica il 20 gennaio 1981 è sopravvissuto la bellezza di oltre trentotto anni al momento del distacco.

È altresì componente (il componente anziano) del ticket più vecchio all time.

Ha ad oggi Carter, come evidenziato, novantaquattro anni e dieci mesi abbondanti mentre il suo antico running mate e Vice Walter Mondale – nato il 5 gennaio del 1928 – ne conta oltre novantuno.

Una coppia di ferro.

Facendo ogni scongiuro, ripeto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-12 13:50:122019-08-12 13:50:12Longevità

2004: G. W. Bush raddoppia

Agosto 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, fino alle elezioni del 2000, i Bush padre e figlio avevano ricalcato pari pari le orme degli Adams padre e figlio.

Come John Adams dopo due mandati da Vice (di Washington) era arrivato alla Presidenza così aveva fatto George Herbert Bush appena terminati i suoi due quadrienni da vicario (di Reagan).

Esattamente come John Adams (defenestrato da Jefferson), Herbert non era stato poi confermato (sconfitto da Clinton) restando un ‘one term President’.

Il figlio di John, John Quincy Adams, primo diretto erede di un Capo dello Stato a riuscirci, era stato a sua volta eletto anni dopo il padre per essere subito dopo sconfitto da Jackson.

Il figlio di George Herbert, George Walker Bush fu in grado di percorrere esattamente lo stesso cammino arrivando a White House nel 2000.

Avesse perso nel 2004 le due parabole familiari sarebbero risultate identiche.

Invero, per tutto l’arco della campagna elettorale, il sostegno dei media e quello delle opinioni pubbliche di quasi tutti i Paesi (ma votano gli americani, ammonivo allora ed occorre sempre ricordare) nonché molti sondaggi facevano prevedere proprio una sconfitta del secondo Bush, a vantaggio del Senatore del Massachusetts John Kerry, candidato dei democratici.

Si votò infine il 2 novembre e i risultati furono tutti a favore del Presidente in carica.

Prevalse difatti George Walker in termini di voto popolare (l’ultimo repubblicano a riuscirci visto che, a parte McCain e Romney sconfitti, anche Trump da questo punto di vista ha fallito), di Grandi Elettori, di numero di Stati conquistati.

Con lui fu confermato il Vice Dick Cheney, la cui vicenda va segnalata essendo da tempi lontani (dal 1952, quando Alben Barkley non corse per la nomination) il primo vicario a non cercare una propria successiva chance presidenziale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-12 13:50:092019-08-12 13:50:092004: G. W. Bush raddoppia

Corsa a quattro, forse cinque

Agosto 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, si partirà il 3 febbraio 2020 col Caucus dell’Iowa cui farà seguito l’11 successivo la Primaria del New Hampshire.

Si partirà ovviamente per scegliere il candidato democratico da opporre a Donald Trump.

Due appuntamenti questi tradizionali e molto spesso, se non determinanti (per chi fosse costretto dai risultati a lasciare, certamente), assai indicativi.

Cercare sicurezze con questo largo anticipo (mancano sei mesi, grossomodo) è folle.

Possibile però ottenere dai sondaggi indicazioni.

Orbene, tutte le rilevazioni in merito (tante) effettuate colà collocano l’ex Vice di Barack Obama Joe Biden al primo posto.

Alcune, abbastanza nettamente.

Tutte mettono alternativamente alle sue spalle Elizabeth Warren, Bernie Sanders e Kamala Harris.

Tutte confermano un qualche interesse da parte degli intervistati nei confronti di Pete Buttigieg, la cui corsa, però, appare meno rapida delle precedenti settimane.

Quinto pertanto il Sindaco di South Bend ma con un certo distacco.

Dispersi gli altri.

Sull’orlo del ko Bill de Blasio.

Va qui ripetuto che nessuno impedisce nuove discese in campo e che, addirittura (non siamo più abituati, ma è successo e può nuovamente accadere), nel caso in cui alcuno dei contendenti arrivasse alla Convention con la maggioranza dei delegati (‘Brokered Convention’), il partito potrebbe nominare un proprio esponente che non avesse preso parte alla kermesse.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-11 13:50:062019-08-11 13:50:06Corsa a quattro, forse cinque

Eisenhower: del giovane ‘Ike’, invero

Agosto 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per quanto i texani includano Dwight ‘Ike’ Eisenhower tra i loro prediletti figli – nacque a Denison, contea di Grayson la cui capitale si chiama Sherman e ha preso nome dal Generale Sidney Sherman (tra Generali…) – il futuro Capo assoluto delle Forze Alleate in Europa e dipoi Presidente aveva decisamente di più del kansaniano.

La casa familiare era ad Abilene – nel centro dello Stato più centrale possibile, il Kansas appunto.

E al momento nel quale il Nostro colà studiava e imparava a vivere, nel paese ancora risuonava l’eco delle pistolettate con le quali Wild Bill Hichock, tempo prima, aveva messo a tacere malfattori e razziatori vari.

Appartenevano gli Eisenhower, religiosamente parlando, ai Brethren in Cristo – cugini degli Amish per capirci – la cui fede proibiva in modo definitivo l’uso delle armi.

(Che dire, guardando alla strada che – per caso e ne parleremo – prese?)

In casa – ricorderà anni e anni dopo ‘Ike’ – tre Bibbie, una delle quali (quella che il padre leggeva), in greco.

Non bello (‘Ugly’, il nomignolo), sui vent’anni, pensò il Nostro di uscire in qualche modo dal mondo costrittivo che lo circondava.

Avevano allora (anche oggi? fin quando, altrimenti?) i Senatori una particolare facoltà.

Potevano raccomandare un giovane per l’Accademia Navale di Annapolis o per West Point.

E al Senatore repubblicano Joseph Little Bristow – destino volle che fosse in carica per il suo unico mandato proprio allora – ‘Ike’ chiese una collocazione ad Annapolis.

Com’è, come non è, gli toccò West Point.

Fu quando riferì timorosamente in famiglia della questione che, rimbrotti eticamente impeccabili a parte, si sentì perentoriamente dire:

“Non c’è nessun possibile avvenire nell’esercito!”

Davvero?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-11 13:49:242019-08-11 13:49:24Eisenhower: del giovane ‘Ike’, invero

1 aprile 2020: Censimento

Agosto 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È in programma il prossimo 1 aprile – come sempre negli anni con finale zero – il ventiquattresimo Censimento degli Stati Uniti d’America.

Il primo si tenne nel 1790.

È il ‘Census’ – come lo chiamano gli americani – un adempimento indispensabile per la distribuzione dei Rappresentanti Stato per Stato e, conseguentemente, dei Grandi Elettori facenti parte del Collegio che ‘il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre successivo al voto’ elegge il Presidente USA.

Nel mentre difatti ogni Stato ha comunque diritto a due Senatori, la distribuzione dei membri della Camera – il cui titale è fissato a quattrocentotrentacinque – è proporzionale al numero degli abitanti.

Se nel Censimento si certificano mutamenti significativi a tale riguardo la consistenza delle delegazioni dei Rappresentanti muta.

Contemporaneamente, cambia la consistenza dei Grandi Elettori spettanti essendo questi pari alla totalità delle delegazioni congressuali (Senatori più componenti la Camera Bassa e quindi cinquecentotrentotto dato che si aggiungono i tre delegati spettanti al Distretto di Columbia).

Visto che si ipotizza un incremento della popolazione (non dappertutto uguale) rispetto al 2010 pari ad oltre l’otto per cento, può ben capitare che si debbano registrare cambiamenti.

Sarà davvero interessante vedere quali Stati (i ‘Red States’ repubblicani? i ‘Blue’ democratici? gli ‘Swing’ di volta in volta da una parte o dall’altra?) aumentano il loro delegati e quali li diminuiscono.

Nota bene

In tutti gli articoli dedicati ai singoli Stati, laddove ho indicato la consistenza dei loro Grandi Elettori, ho fornito dati conseguenti il Censimento 2010.

Se i risultati del Census 2020 arriveranno prima della convocazioni dei comizi le votazioni del 3 novembre ne terranno conto e le delegazioni avranno in qualche caso differente consistenza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-11 13:48:222019-08-11 13:48:221 aprile 2020: Censimento

‘Maverick’

Agosto 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Di matrice texana (i nativi dello Stato della Stella Solitaria tengono alla propria indipendenza e non per niente il ‘Gigante’, come definì Edna Ferber il loro ‘Grande Paese’, è entrato nell’Unione trattando da pari a pari), il vocabolo ‘Maverick’, originalmente, indicava un capo di bestiame non marchiato, non compreso nella mandria.

Nel gergo politico, la persona indipendente, ribelle, al limite indomabile.

È occorso che uomini di tal fatta siano nel tempo apparsi nella scena USA e che abbiano cercato di aprirsi una strada verso White House.

Ma – spiace dirlo e nel contempo tale constatazione certifica la solidità d’impianto del sistema – senza successo e venendo in qualche modo, mi si perdoni, strozzati nella culla.

Una sola vera eccezione: Robert La Follette.

È vero, più volte sconfitto non è arrivato ad occupare lo scranno che fu di George Washington ma la rivoluzionaria idea (dare ai cittadini elettori la possibilità di scegliere con le Primarie i candidati strappando tale determinante potere alle nomenclature partitiche locali e nazionali) da lui propugnata e sostenuta, lentamente, subendo all’inizio brucianti sconfitte e molto contrastata, ha infine prevalso.

Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-10 13:46:042019-08-10 13:46:04‘Maverick’

Tutte le prime e le ultime volte del 1948

Agosto 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1) 17 maggio 1948.

Per la prima volta la radio trasmette un confronto dibattito tra due candidati alla nomination di un partito.

Siamo in vista delle Primarie repubblicane dell’Oregon e i contendenti sono il Governatore del New York Thomas Dewey (già soccombente avversario di F. D. Roosevelt quattro anni prima) e l’ex Governatore del Minnesota Harold Stassen.

2) Dal 21 al 25 giugno, a Philadelphia, Pennsylvania, si svolge la Convention GOP: la prima ripresa dalla televisione.

3) il ticket repubblicano che ne esce è formato da due Governatori in carica (il citato Dewey e il running mate californiano Earl Warren) cosa mai più successa.

Allorquando nel 2016 il duo candidato Presidente/candidato Vice del Libertarian Party fu composto da Gary Johnson e Bill Weld si sostenne che fosse della stessa pasta di quello repubblicano del ‘48 ma Johnson e Weld erano entrambi ex Governatori.

Ex!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-10 13:45:062019-08-10 13:45:06Tutte le prime e le ultime volte del 1948

Tennessee

Agosto 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cinquantacinque le elezioni presidenziali alle quali ha preso parte il Tennessee.

Entrato nell’Unione come sedicesimo Stato nel 1796 – cosa che gli impedì di partecipare alle prime due campagne – non votò neppure nel 1864 essendo tra gli Stati secessionisti.

Un’ulteriore specificità: nel 1860, non riconoscendosi in Abraham Lincoln, optò per John Bell (come i confinanti Virginia e Kentucky).

Nei decenni precedenti il Partito Democratico e, a maggior ragione (nacque ancora dopo) quello Repubblicano, votò Whig in cinque occasioni e Democratico Repubblicano in altre sette.

Dal 1968, ove si escludano le due campagne clintoniane, preferisce i candidati del GOP.

Nelle ultime tre circostanze, con maggioranze vicine o superiori al sessanta per cento.

Attualmente, ha il Governatore e i due Senatori appartenenti all’elefantino.

Quanto ai Rappresentanti, sette sono repubblicani e due democratici.

Dobbiamo ritenere che gli undici suoi Grandi Elettori non sfuggiranno a Donald Trump.

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