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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Candidature troppo anticipate?

Agosto 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lamentele.

Non tutti i candidati in corsa per la nomination democratica accettano senza fiatare le decisioni del Democratic National Committee relative alla regolamentazione della campagna in atto.

V’è chi sostiene che anche nel caso non fosse ammesso al terzo dibattito televisivo nazionale in programma in Texas prima di metà settembre continuerebbe comunque a fare propaganda.

V’è chi – facendo Il nome di Bill Clinton che nel 1991, in vista delle elezioni del novembre 1992, si candidò ad ottobre – afferma che l’avere con tanto anticipo regolato il percorso e praticamente limitato i concorrenti (quasi non fosse possibile candidarsi anche più avanti) sia un errore.

Critiche giustificate?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-17 12:13:512019-08-17 12:13:51Candidature troppo anticipate?

L’elezione al Senato di Robert La Follette prima da parte del legislativo e poi del popolo

Agosto 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Governatore del suo Wisconsin eletto nel 1900, confermato nel 1902 e due anni dopo, il grande riformatore politico Robert La Follette (che per primo mise in uso il sistema delle primarie nel suo Stato e fece in modo fosse adottato dal GOP già nel 1912) fu eletto al Senato in rappresentanza del suo Stato nel 1905 entrando in carica il 4 gennaio dell’anno successivo.

Era quello ancora il periodo nel quale la nomina a membro della Camera Alta spettava ai legislativi dei singoli Stati.

Con un Emendamento datato 1913, l’elezione dei Senatori diventerà popolare, ad opera cioè degli elettori.

La Follette (in carica fino al 1925) va segnalato anche per essere uno dei Senatori che hanno esercitato il mandato sia in quanto demandati dal legislativo locale sia perché votati dai cittadini.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/renato-balestra.jpg 1416 2128 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-16 12:12:102019-08-16 12:12:10L’elezione al Senato di Robert La Follette prima da parte del legislativo e poi del popolo

La terza, solo ipotizzata, candidatura di Ulysses Grant

Agosto 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, lo sappiamo, l’unico Presidente USA che si sia candidato e sia stato eletto una terza (e in seguito una quarta!) volta dopo avere ricoperto l’incarico per otto anni si chiama Franklin Delano Roosevelt e le tornate elettorali da lui vinte datano 1932, 1936, 1940 e 1944.

Guardando indietro – principalmente per dare seguito alle parole pronunciate da George Washington che allorquando gli proposero un terzo mandato rifiutò sostenendo che nessun uomo poteva essere in grado di sopportare tanto a lungo un cotale oneroso impegno – politici di grande levatura come Thomas Jefferson, James Monroe ed Andrew Jackson, per dire, trascorsi due quadrienni in sella avevano volontariamente lasciato.

Prima che ad un ‘quasi’ terzo mandato (la prima volta era subentrato all’assassinato William McKinley) pensasse nel 1912, dopo un intervallo, Theodore Roosevelt, incredibilmente (visto che la sua Presidenza non poteva essere considerata tra le migliori), nel 1880, tra i repubblicani, fuori gioco Rutherford Hayes, non pochi pensarono al vecchio Ulysses Grant.

Capo dello Stato dal 1869 al 1877, per quanto si fosse dimostrato un governante mediocre e molti tra i suoi collaboratori fossero stati coinvolti in scandali vari, il Generale (che nelle campagne elettorali poteva far valere la ‘giubba insanguinata’ indossata quale comandante le truppe del Nord finalmente vittoriose) ebbe in sede di Convention GOP (dal 2 all’8 giugno a Chicago) per qualche lungo momento una qualche chance.

In competizione con James Blaine e John Sherman, resse l’urto fino addirittura al trentacinquesimo ballottaggio, quando i suoi rivali si coalizzarono ritirandosi e facendo convergere i propri delegati su James Garfield, già leader della minoranza dei Rappresentanti sotto la Presidenza Hayes.

Dovette in cotal modo il Generale rinunciare definitivamente al sogno di essere il primo a governare più a lungo perfino di George Washington!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-16 12:10:312019-08-16 12:10:31La terza, solo ipotizzata, candidatura di Ulysses Grant

Sondaggi dettati anche dalla collocazione geografica

Agosto 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Iowa, Midwest.

South Carolina, Sud Est.

Due differenti zone geografiche.

Due differenti aggregazioni sociali.

Due differenti visioni politiche.

Lo Stato con capitale Des Moines è uno ‘Swing State’ che può di volta in volta votare repubblicano come democratico.

Lo Stato con capitale Columbia è sostanzialmente un ‘Red State’ avendo scelto i repubblicani dai tempi di Barry Goldwater con una sola eccezione (Carter 1976).

Ecco quindi che sondaggi condotti oggi nei due Stati per conoscere le preferenze dei locali quanto alla corsa per la nomination democratica potrebbero dare risultati diversi fra loro.

Così non è invece almeno per quanto riguarda i primi cinque classificati (Biden, Warren, Sanders, Harris e Buttigieg) che però, percentualmente parlando, ottengono risultati difformi.

Joe Biden per dire, è primo ma con il ventuno per cento in Iowa e il trentasei in Sud Carolina.

Elizabeth Warren gli è molto vicina (al diciannove) nel Midwest e lontana (al diciassette, meno della metà) nel Sud Est.

La geografia politica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-16 12:09:322019-08-16 12:09:32Sondaggi dettati anche dalla collocazione geografica

New Mexico

Agosto 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Entrato nell’Unione il 6 gennaio 1912, il

New Mexico ha preso parte a ventisette votazioni per White House.

Fino al 1996 (secondo Clinton) compreso vantava un record davvero impressionante: in ogni circostanza aveva votato per il candidato vincente, democratico o repubblicano che fosse.

Poi, deve lo Stato con capitale Santa Fe avere perso questa sua particolare sensibilità.

Certo è che di questi tempi vota costantemente per l’asinello tanto che appartengono al partito di Joe Biden sia i due Senatori che i tre Rappresentanti dello Stato.

Pare difficile che nel 2020!i suoi cinque Grandi Elettori sfuggano al candidato democratico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-16 12:08:282019-08-16 12:08:28New Mexico

Marcia Fudge appoggia Kamala Harris

Agosto 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Verrebbe voglia di darlo per scontato.

L’appoggio, il sostegno, l’endorsement come si dice da parte dei componenti il Congressional Black Caucus nei confronti di un candidato di colore, intendo.

Così non è e d’altra parte se un pretendente alla nomination appunto black fosse sostenuto solo da neri…

Oggi la Rappresentante dell’Ohio Marcia Fudge ha rotto gli indugi e si è dichiarata sostenitrice di Kamala Harris.

È invero Fudge il decimo membro del predetto Caucus a rendere noto il proprio appoggio alla Senatrice californiana.

Con tanto anticipo, non è decisamente poco.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-16 12:06:462019-08-16 12:06:46Marcia Fudge appoggia Kamala Harris

Comprare la Groenlandia?

Agosto 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’idea – di comprare la Groenlandia – sarebbe venuta a Donald Trump quando messo al corrente di difficoltà economiche nelle quali verserebbe la Danimarca.

Del resto, comprare un Territorio non sarebbe certamente una novità per gli Stati Uniti d’America.

Si pensi alla Louisiana ceduta da Napoleone a Jefferson.

Alla Florida spagnola.

Alla Alaska un tempo russa.

E sarebbe per il tycoon decisamente un modo spettacolare per restare per sempre nella storia.

Ci riuscirà?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-16 12:05:322019-08-16 12:05:32Comprare la Groenlandia?

West Virginia

Agosto 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nasce ufficialmente il West Virginia nel 1863, in piena Guerra civile.

Origina dalla decisione presa nel 1861 dai suoi abitanti di rifiutare l’ordine di Secessione della Virginia della quale erano parte.

Partecipa pertanto alle Presidenziali dal 1864.

Nelle trentanove circostanze ha votato democratico in venti occasioni e, naturalmente, repubblicano nelle restanti diciannove.

Nelle più recenti votazioni (dopo il Clinton 1996) lo Stato con capitale Charleston si è espresso con larghe maggioranze a favore dei candidati GOP. Trump ha ottenuto addirittura il sessantasette e ottantacinque per cento dei suffragi.

Conta su un totale di cinque Grandi Elettori.

Oggi, ha un Senatore repubblicano e uno democratico.

Quanto ai Rappresentanti, fanno tutti e tre capo all’elefantino.

Si può ragionevolmente ritenere che il Trump 2020 possa contare su questo gruppetto di delegati al Collegio Nazionale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-15 12:04:302019-08-15 12:04:30West Virginia

La ‘normalcy’ di Warren Harding

Agosto 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non tutti i repubblicani avevano una grande considerazione di Warren Harding.

E questo malgrado lo avessero scelto quale candidato a White House nella tornata 1920.

Il Senatore e boss politico della Pennsylvania Boies Penrose, per dire, arrivò al punto di invitare la segreteria del GOP a tenere a casa durante la campagna elettorale Harding così motivando la richiesta: “È talmente sprovveduto che rispondendo alle inevitabili domande nuocerebbe gravemente a se stesso e al partito”.

Sarà pur vero quello che scrissero molti osservatori dopo la sua affermazione e cioè che l’America stanca di lotte e contrapposizioni e appena uscita da un conflitto mondiale cercava rifugio in un uomo comune.

Fatto è però che il 2 novembre 1920 il Nostro stravinse.

Ecco le parole con le quali in un discorso elettorale illustrava la da lui promessa ‘normalcy’, un vocabolo di suo conio che usava in luogo di ‘normality’:

“Ciò di cui l’America ha bisogno non sono gli eroismi ma la guarigione.

Non le panacee ma la normalità.

Non la rivoluzione ma la ripresa.

Non le agitazioni ma l’adattamento.

Non le operazioni chirurgiche ma la tranquillità.

Non i drammi ma la serena imparzialità.

Non gli esperimenti ma l’equilibrio.

Non l’annullamento dell’internazionalismo ma il mantenimento di una trionfante nazionalità”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-15 12:03:302019-08-15 12:03:30La ‘normalcy’ di Warren Harding

Pennsylvania

Agosto 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Venti – un bel bottino – i Grandi Elettori ai quali ha diritto la vecchia Pennsylvania.

Nel 2016, conquistata all’arma bianca da Donald Trump.

Ed era dal 1988 che la cosa non riusciva a un GOP.

Stato spesso decisivo che ai nostri giorni si esprime più facilmente democratico quando prevalgono le città (Philadelphia soprattutto ma anche Pittsburgh) e repubblicano quando le campagne prendono il sopravvento.

Difficile davvero azzeccare la previsione quanto al novembre 2020 anche perché guardando alla rappresentanza congressuale si resta senza parole, perfetta essendo la parità.

Un Senatore a testa.

Nove Rappresentanti per uno.

Quanto ai trascorsi – ricordato che si tratta di uno degli Stati Fondatori – ovviamente (vinse con voto unanime) due colà le affermazioni del Padre della Patria George Washington.

Due quelle Whig.

Otto quelle dei Democratico Repubblicani.

Una quella anomala (diciamo così) legata al nome del Teddy Roosevelt 1912.

Venti colte dall’asinello.

Venticinque infine spettanti all’elefantino.

Lotta all’ultimo voto, affermo, sapendo bene di poter essere smentito.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-15 12:02:272019-08-15 12:02:27Pennsylvania
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