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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Il fattore religioso

Agosto 19, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Importante sempre e di più nelle recenti elezioni il fattore religioso.

Importante soprattutto per i candidati repubblicani che vengono percepiti come difensori in genere degli antichi valori e in particolare di quelli etici.

Nel 2016 Donald Trump ha potuto contare sul voto dell’ottantuno per cento degli Evangelici (in non pochi Stati determinanti) e sul cinquantasei per cento dei cattolici bianchi.

Tutte le sue decisioni (la scelta dei giudici della Corte Suprema, la stretta sui finanziamenti alle cliniche abortiste, adesso la richiesta alla Corte di ritenere legittimo il licenziamento dei transgender) tengono conto di questa realtà.

Gli studi lo confortano avendo anche dimostrato che buona parte del latinos che avrebbero dovuto essergli avversi hanno votato per lui ritenendo in quanto cattolici inaccettabili molte ‘aperture’ liberal dei democratici.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-19 12:23:192019-08-19 12:23:19Il fattore religioso

Florida

Agosto 19, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La bellezza di ventinove Grandi Elettori!

Difficili da catturare.

Incerto quasi sempre l’esito.

Insomma, non è la Florida uno Stato ‘schierato’ da una parte o dall’altra.

È uno ‘Swing State’ costantemente sul filo di lana e a volte (si pensi al 1876 e al 2000) davvero decisivo.

Nel 2016, Donald Trump lo ha conquistato e ad oggi sia i Senatori che il Governatore sono repubblicani.

Ma se guardiamo ai Rappresentanti c’è un sostanziale pareggio: quattordici i GOP e tredici gli asinelli.

Ha votato lo Stato con capitale Tallahassee in quarantadue occasioni essendo entrato nell’Unione nel 1845.

Nel bailamme del 1860 (quattro candidati), ha preferito il ‘democratico del Sud’ John Breckinridge.

In totale, ricordato che la prima volta preferì il Whig Zachary Taylor, venticinque le affermazioni democratiche e sedici quelle repubblicane.

Tornando alla previsione in vista del 3 novembre 2020: impossibile al momento e quasi certamente fino all’ultimo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-19 12:22:242019-08-19 12:22:24Florida

Comprare la Groenlandia? I precedenti

Agosto 19, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non ci deve assolutamente meravigliare della proposta trumpiana di acquisto della Groenlandia.

I precedenti storici sono decisamente molti, a partire dalla ‘Louisiana Purchase’, 1803, il Trattato con il quale gli Stati Uniti d’America di Thomas Jefferson acquistavano dalla Francia Napoleonica l’immenso territorio sostanzialmente lungo il fiume Mississippi dal quale col tempo sarebbero nati una quindicina di Stati.

Alla fine, tra corrispettivo concordato e risarcimenti vari, una spesa di oltre ventitre milioni di dollari dell’epoca.

L’acquisto nel 1819 dalla della Florida, colonia spagnola, non comportò esborsi specifici ma si basò (cosa determinante) sull’impegno preso dagli USA, malgrado molti cittadini americani vi si stessero trasferendo, di non avanzare pretese sul Texas.

(Nel 1836, saranno gli americani texani a rendersi indipendenti entrando poi nell’Unione nel 1845).

Fu al termine in seguito (1848) della Guerra Messicana che col Trattato di Guadalupe Hidalgo gli USA, acquisito un vastissimo territorio (i futuri Stati dell’Ovest, California compresa), pagarono al confinante Stato a meridione quindici milioni.

L’Alaska dai Russi – lo zar era a corto di fondi – fu acquistata nel 1867 per sette milioni e duecentomila dollari.

I quattrini vennero usati anche dopo la Guerra Ispano Americana.

Il Trattato di Parigi del 1898, oltre a riconoscere l’indipendenza di Cuba, consegnava agli Stati Uniti le Filippine, Guam e Portorico.

In cambio, venti milioni.

E non va qui dimenticato che già Harry Truman ai suoi tempi aveva messo invano gli occhi sulla Groenlandia.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-19 12:21:322019-08-19 12:21:32Comprare la Groenlandia? I precedenti

La valutazione dell’operato di Trump secondo la CNN

Agosto 18, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La CNN ha condotto in questi giorni una serie di sondaggi per verificare cosa pensano gli americani di Trump e del suo operato.

In buona sostanza, per quanto riguarda l’indice di approvazione generale, Donald Trump sarebbe in questo momento fermo al quarantaquattro per cento fra quanti intendono votare.

Contrario il cinquantadue.

Se il giudizio si limita all’economia invece la situazione cambia radicalmente.

Il cinquantatre per cento lo apprezza contro il quarantadue che lo disapprova.

E considerando il fatto che la situazione economica è sempre decisiva le sue prospettive in relazione al comunque lontano 3 novembre 2020 – salvo crisi nel prossimo anno – non appaiono poi malvagie.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-18 12:20:392019-08-18 12:20:39La valutazione dell’operato di Trump secondo la CNN

Wirt in Vermont: il primo Stato conquistato da un terzo partito

Agosto 18, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo altra volta ricordato come si debba al Partito Antimassonico la ideazione della Convention.

Accadde in vista delle Presidenziali del 1832.

Per la prima volta, un movimento politico radunava i suoi delegati per scegliere i componenti il ticket.

Fu nella circostanza nominato per la Presidenza l’ex Segretario all Giustizia (colui che storicamente ha esercitato più a lungo tale ruolo) William Wirt, del Maryland.

Ebbene, Wirt va qui celebrato come il primo candidato di un ‘third party’ (tale va definito l’Anti Masonic) che sia riuscito a vincere in uno Stato e a conquistare i relativi Grandi Elettori.

Si tratta del Vermont e dei suoi sette delegati al Collegio.

Nell’occasione, l’ex membro dei Governi Monroe e Quincy Adams prevalse colà di sei punti percentuali nei voti popolari su Henry Clay mentre il Presidente in carica ricandidato Andrew Jackson arrivava ultimo.

Caso particolare anche questo visto che Jackson fu confermato con duecentodiciannove Grandi Elettori su duecentoottantasei.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-18 12:19:422019-08-18 12:19:42Wirt in Vermont: il primo Stato conquistato da un terzo partito

Mississippi

Agosto 18, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Davvero particolare il voto dello Stato con capitale Jackson negli anni del dopo F. D. Roosevelt.

Vota nel 1948 il ‘destro’ Strom Thurmond e poi due volte il democratico per qualche verso radicale Adlai Stevenson preferendolo a Dwight Eisenhower.

Nel 1960, la delegazione dei suoi Grandi Elettori si esprime per Harry Byrd, ‘destro’ Senatore locale.

Nel 1964 si affida (tra i pochi) a Barry Goldwater per poi dare la preferenza a George Wallace contro Nixon e Humphrey quattro anni dopo.

È solo da 1972 che il Mississippi rientra per così dire in una qualche normalità.

E verrebbe da dire: peccato!

Nel trascorso 2016, Trump ha ottenuto un buon cinquantotto per cento dei suffragi e considerando che oggi i due Senatori e tre Rappresentanti su quattro sono GOP dovrebbe poter contare sulla delegazione dei sei Grandi Elettori mississipiani il prossimo 3 novembre 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-18 12:18:332019-08-18 12:18:33Mississippi

Adlai Stevenson II – grand’uomo e pessimo candidato – uno e due

Agosto 18, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La vita pubblica è costata decisamente parecchio ad Adlai Stevenson II.

Aristocratico, democratico (per questo apparentato dai superficiali a F. D. Roosevelt) e invero conservatore, la moglie ne aveva sopportato le idee liberali fin quando, forzato e incerto, non entrò nell’agone, divorziando dipoi ‘per incompatibilità politica’ (non si vede come altrimenti definirla).

Uomo di notevolissime capacità intellettuali e di ottimo livello culturale, complesso, pessimista, era assolutamente conscio della inadeguatezza della ‘democrazia’ così come vissuta e praticata.

Sua una delle più significative rappresentazioni al riguardo.

Aveva Adlai (allora Governatore dell’Illinois) appena terminato un pubblico discorso quando una Signora gli si avvicinò per dirgli:

“Governatore, tutte le persone intelligenti voteranno per lei”, alla quale amaramente e lucidamente rispose:

“Non basterà, Signora.

Occorre la maggioranza”.

Pessimo candidato, temendo l’inadeguatezza dei ghost writers, si ritirò per tre giorni a Springfield per scrivere un discorso mentre i comitati elettorali democratici lo reclamavano.

Sconfitto nettamente dal Generale Dwight ‘Ike’ Eisenhower, repubblicano già Comandante delle Truppe Alleate, nel 1952, vinse in soli nove Stati, pressoché tutti raccolti nella parte del Sud ancora ai tempi fedele all’asinello, per quanto allettato fosse dalla sirena Eisenhower.

Erano: Alabama, Arkansas, Georgia, Kentucky, Louisiana, Mississippi, North Carolina, South Carolina e West Virginia.

Era stato alla Convention democratica del ‘52 appoggiato decisamente dall’ex Presidente Harry Truman.

Lo stesso gli preferiva invece nel 1956 Averell Harriman, Governatore del New York.

Ottenuta ciò malgrado una seconda investitura, contro natura, cercò di rappresentarsi popolare, alla mano, diluendo per quanto possibile l’ironia e il sarcasmo che lo caratterizzavano.

Credette incredibilmente di poter rovesciare il tavolo, di buttare per aria le carte.

Soffrì molto la nuova e più bruciante sconfitta.

Tre degli Stati del ‘52 (Kentucky, Louisiana e West Virginia) lo abbandonarono certamente non compensati dal conquistato Missouri.

Scrive Raymond Cartier: “La Casa Bianca richiede il cinque per cento di intelligenza e il novantacinque di decisione.

Adlai Stevenson invertiva i due fattori”.

Sarebbe stato un Presidente dubbioso e tormentato.

Con ogni probabilità (per quanto…) un bene per gli Stati Uniti che le porte di White House non si siano aperte davanti a lui.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-18 12:17:392019-08-18 12:17:39Adlai Stevenson II – grand’uomo e pessimo candidato – uno e due

Endorsement: quando?

Agosto 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In un mondo che tutto velocizza (quanto alla Storia, gli Imperi duravano millenni, i domini dei diversi Stati almeno qualche secolo mentre, per dire, l’Unione Sovietica, in fondo, decenni), la campagna elettorale USA si dilata oltre misura.

Siamo arrivati a ventidue mesi visto che Elizabeth Warren è praticamente scesa in campo a fine dicembre 2018 e il voto è fissato al 3 novembre 2020.

Si sono conseguentemente velocizzati tutti i corollari politici ed anche gli endorsement, le dichiarazioni di sostegno da parte di veri o presunti vip a questo o a quel candidato in vista della nomination.

Volendo (e da mesi!) è possibile cercare nel web i nomi di quanti si sono già spesi per Biden, Warren, Harris, Sanders, Buttigieg…

Nel 2016 le cose erano decisamente più rallentate e gli endorsement presero slancio soprattutto dopo i primi test elettorali: Iowa e New Hampshire, come da tradizione.

Donald Trump – alla cui vittoria non credeva ancora nessuno – ricevette il primo sostegno di peso (da un big del suo partito) solo il 24 febbraio 2016 dopo essersi affermato sia in South Carolina che nel Nevada!

Dovesse Trump vincere una seconda volta, prepariamoci ad assistere ad una campagna elettorale della durata di quattro anni sia tra i democratici che tra i repubblicani, non potendosi il tycoon più riproporre.

E a qualche endorsement dichiarato già a gennaio del 2021.

Esagero?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-17 12:16:432019-08-17 12:16:43Endorsement: quando?

Richard Mentor Johnson

Agosto 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tre i Vice Presidenti di cognome Johnson.

Due li conosciamo bene.

Andrew Johnson è subentrato a Abraham Lincoln dopo il suo assassinio.

Lyndon Johnson è succeduto a John Kennedy dopo Dallas.

Prima di loro, Richard Mentor Johnson, l’uomo che avrebbe (?) ucciso il Capo indiano Tecumseh.

Colui che ebbe, elettoralmente parlando, una vita davvero particolare.

È difatti Richard Mentor l’unico Vice della lunga sequela non eletto dal Collegio dei Grandi Elettori.

Nel 1836, running mate di Martin Van Buren, non raggiunse la maggioranza dei voti dei delegati nazionali perché la Virginia si rifiutò di appoggiarlo.

Fu conseguentemente eletto dal Senato ed è questa la sola volta nella quale, per la carica vicaria, è stato applicato il XII Emendamento.

Ma c’è di più.

Nel successivo 1840, Van Buren non lo volle come compagno di cordata tanto che arrivò a candidarsi da solo, senza Vice.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-17 12:15:412019-08-17 12:15:41Richard Mentor Johnson

Eleggibilità, un corollario

Agosto 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo di recente concluso che – detto questo, detto quello in proposito – è in effetti ‘eleggibile’ (prescindendo dal necessario possedimento dei prescritti requisiti costituzionali) chi venga in effetti eletto.

Ovvio, che tale asserzione non valga soltanto per la candidatura alla Presidenza USA e abbia carattere generale.

Occorre a questo punto più attentamente guardare alle singole situazioni per concludere con un corollario in qualche modo naturale ma da sottolineare:

la stessa persona con le sue specifiche caratteristiche può essere ‘eleggibile’ in un dato momento e non eleggibile poco prima o poco dopo in una appena differente ‘atmosfera’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-17 12:14:502019-08-17 12:14:50Eleggibilità, un corollario
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