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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Di Abraham Lincoln e dell’Ucronia

Agosto 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Scrive Raimondo Fassa che Abraham Lincoln va celebrato certamente per avere lottato contro lo schiavismo ma soprattutto per avere conservato e garantito l’unità del Paese.

Non avesse a tal fine combattuto o fosse stato sconfitto, gli Stati Uniti d’America non esisterebbero come tali.

La Federazione del Nord sarebbe qualcosa di simile al Canada.

La Federazione del Sud un Messico in meglio.

Ucronia?

Certo.

E, d’altra parte, se la Guerra dei Sette anni l’avesse vinta la Francia la cui sconfitta segnò sostanzialmente la fine del suo colonialismo oltre Atlantico?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-10 13:42:442019-08-10 13:42:44Di Abraham Lincoln e dell’Ucronia

Virginia

Agosto 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Stato Fondatore, terra di nascita di larga parte dei primi Presidenti, la Virginia – secessionista quale fu – non ha votato per White House sia nel 1864, a Guerra Civile in corso, che nel 1868 venendo riammessa alle urne solo nel successivo 1872.

Dopo avere optato sia nel 1788/89 che nel 1792 per George Washington, si espresse in otto circostanze per i Democratici Repubblicani.

Va sottolineato il fatto che mai colà riuscì ad imporsi un candidato Whig.

Nel 1860, preferì larghissimamente John Bell relegando Abraham Lincoln nelle estreme retrovie.

Ventinove le occasioni nelle quali fu per gli asinelli.

Sedici quelle nelle quali è stata con il GOP.

Dai tempi di Richard Nixon ha votato costantemente (sette volte di fila) repubblicano tranne nelle ultime tre tornate che hanno visto in corsa Barack Obama (che colà ha, sia pure non clamorosamente, vinto) e Hillary Clinton.

Conta sette Rappresentanti democratici su undici e due Senatori della stessa formazione.

Democratico anche il Governatore, dovrebbe nel 2020 ripetere il voto pro asinello e consegnare al rivale di Donald Trump i suoi tredici Grandi Elettori.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-09 13:41:302019-08-09 13:41:30Virginia

Kentucky

Agosto 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Entrato nell’Unione nel 1792, il Kentucky ha partecipato a cinquantasette elezioni presidenziali su cinquantotto.

Ha pertanto votato per il Padre della Patria George Washington una sola volta.

Da sottolineare che nel 1860 fu altresì tra gli Stati che minimamente sostennero Abraham Lincoln e che si espressero per John Bell.

Dopo avere votato cinque volte Whig e nove Democratico Repubblicano, lo Stato con capitale Frankfurt, a partire da Andrew Jackson e poi più articolatamente (entrò quell’anno in competizione il Partito Repubblicano) dal 1856, è stato degli asinelli in ventisei circostanze e con i GOP in quindici, le ultime cinque, dal 2000 del primo George Walker Bush. incluse.

Il Governatore, i due Senatori e cinque Rappresentanti su sei sono al momento repubblicani.

Considerando il fatto che la percentuale raggiunta dal partito di Donald Trump si aggira sul sessanta per cento, difficile pensare che al tycoon possano sfuggire gli otto Grandi Elettori che il vecchio Kentucky rappresentano nel Collegio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-09 13:28:182019-08-09 13:28:18Kentucky

Nomination democratica 2000: Gore vince tutto (per poi perdere)

Agosto 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Da quando – poco più di un secolo fa, con difficoltà e diffondendo il sistema gradatamente a tutti gli Stati – si è deciso (meglio: i partiti hanno deliberato) di scegliere il candidato a White House attraverso Caucus e Primarie, solo in casi eccezionali (e comunque quando il Presidente uscente si ripresentava) il processo è arrivato a conclusione vedendo uno dei contendenti sempre e costantemente vittorioso in ogni e qualsiasi parte del Paese.

Straordinaria pertanto la performance nel 2000 del Vice Presidente di Bill Clinton Al Gore che vinse tutte le cinquantasette (oltre gli Stati, il Columbia D. C., gli americani all’estero e i Territori) consultazioni in programma.

Non che corresse da solo.

All’inizio, cercò di contrastarlo l’ex Senatore del New Jersey e grande campione (di basket) Bill Bradley.

Perso nettamente l’Iowa e di veramente poco il New Hampshire, Bradley naufragò il 7 marzo, allorquando soccombette in tutti i quindici Stati chiamati alle urne.

Guardare la carta geografica degli Stati Uniti a fine corsa e vederla tutta dello stesso colore (il blu assegnato a Gore) resta davvero impressionante.

Prevarrà a novembre a livello nazionale il futuro Premio Nobel per la Pace anche in termini di voto popolare ma perderà per un vero soffio (la più volte trattata ‘questione Florida’) quanto a Grandi Elettori.

Quattro anni (si parlava della su candidatura dal 1997 appena dopo il secondo insediamento a fianco di Clinton) di duro e continuo impegno per ottenere alla fine meno di un pugno di mosche.

Questa, anche, è la politica!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-09 13:27:052019-08-09 13:27:05Nomination democratica 2000: Gore vince tutto (per poi perdere)

Candidato in un solo Stato

Agosto 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Riley Alvin Bender: chi era costui e perché parlarne?

Uomo d’affari di Chicago – città dalla quale si mosse assai raramente – fu candidato tra i repubblicani nel 1944, nel 1948, nel 1952.

Candidato a White House naturalmente, ma solo ed esclusivamente nel suo Illinois!

È possibile farlo e lo fece come detto a ripetizione, ma va ricordato anche perché nel secondo tentativo, approfittando del fatto che i maggiori candidati alla nomination

(Dewey e Stessen) non erano sulla scheda, stravinse (addirittura con il novantasei e novanta per cento dei suffragi) conquistando tutti i Grandi Elettori dello Stato.

Un risultato effettivamente straordinario per un ‘enfant du pays’, che, normalmente, raccoglie consensi solo per simpatia contando sulla benevolenza di una qualche parte dei conterranei.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-09 13:25:322019-08-09 13:25:32Candidato in un solo Stato

William Harrison, James Garfield, forse Zachary Taylor: non classificabili

Agosto 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Esistono un’infinità di classifiche – spesso, almeno per quanto riguarda le posizioni intermedie, assai discordanti tra loro – riguardanti i Presidenti USA.

Storici, analisti, giornalisti, si sono esercitati nel tempo a tale proposito.

Criteri spesso differenti hanno portato a valutazioni contrastanti.

Importante, ovviamente, la collocazione dei consultati.

Conservatori?

Progressisti?

Ciò detto, va certamente rilevato che da tali classificazioni va senz’altro tolto William Harrison la cui permanenza a White House è ingiudicabile: trenta soli giorni trascorsi da malato.

Ritengo che lo stesso ragionamento debba essere fatto nei riguardi di James Garfield che venne a morte dopo duecento giorni gli ultimi dei quali trascorsi da incapace.

Qualche dubbio può nutrirsi invece guardando alla Presidenza di Zachary Taylor durata un anno e quattro mesi.

Ma insomma.

Questo per dire che una classifica per quanto possibile ‘giusta’ dovrebbe limitarsi a quarantuno dei quarantaquattro individui che hanno occupato lo scranno presidenziale.

(Quarantaquattro non quarantacinque perché Grover Cleveland, eletto due volte non consecutivamente, è conteggiato sia come ventiduesimo che quale ventiquattresimo Presidente pur essendo ovviamente una sola persona).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-08 13:24:202019-08-08 13:24:20William Harrison, James Garfield, forse Zachary Taylor: non classificabili

Denver, Colorado, 23/25 luglio 2000: i Verdi danno la nomination a Ralph Nader

Agosto 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come le cose vengono da lontano.

È in Colorado, verso fine luglio, che nel 2000 i Verdi tengono la Convention al termine della quale indicano quale loro candidato alla Presidenza Ralph Nader.

Attivista di grande notorietà, affiliato e mai iscritto praticamente a tutti i partiti USA, già in altre circostanze in pista per movimenti minori, nelle votazioni 2000, il Nostro sarà (affermano in specie i democratici ma si può concordare visto che pescava a sinistra) determinante.

Ricorderete che quella combattutissima tornata elettorale fu alla fine vinta per un pugno di voti (cinquecentotrentasette) in più raccolti in Florida da George Walker Bush, voti che gli permisero di strappare al Vice Presidente democratico uscente Al Gore quello Stato e lo scranno di Capo dello Stato in palio.

Ebbene, lì in Florida Nader ottenne la bellezza di oltre novantasettemila preferenze.

Non si fosse presentato…

Con i se e con i ma non si fa la storia ma certamente il povero Gore ancora oggi maledice la scelta verde di quel oramai lontano luglio in Colorado.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-08 13:22:502019-08-08 13:22:50Denver, Colorado, 23/25 luglio 2000: i Verdi danno la nomination a Ralph Nader

Quando Nixon chiamò Kissinger

Agosto 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, c’è la famosa intervista di Oriana Fallaci.

(“Sono Stato contro di lui in tre elezioni”, le disse Henry Kissinger parlando di Richard Nixon).

Ma soprattutto c’è la sua testimonianza autobiografica.

Per farla breve e soffermandoci solo al 1968, l’ex Vice Presidente di Dwight Eisenhower, risorto dopo due durissime sconfitte (1960, contro Kennedy per White House e 1962 per il Governatorato della California: due sberle!), correva per la nomination repubblicana.

Suo principale avversario Nelson Rockfeller.

E chi era il più affidabile e capace collaboratore di ’Rock’ se non Henry Kissinger del resto da tempo facente parte del suo entourage?

Nixon prevale.

Affronta a novembre e sconfigge il democratico Hubert Humphrey (l’unica volta nella storia nella quale un ex Vice Presidente si scontra per White House con un Vice Presidente in carica).

Giura ed entra in carica il 20 gennaio 1969.

Suo Consigliere per la Sicurezza Nazionale – perbacco – l’avversario Kissinger.

Il quale ha così raccontato l’accaduto:

“Quando mi fece la proposta rimasi molto sorpreso.

‘Ho detto peste e corna di lei fino a ieri’, risposi.

Per ottenere questa risposta:

‘Vero, ma lei è il migliore in questo campo”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-08 13:21:382019-08-08 13:21:38Quando Nixon chiamò Kissinger

5 agosto 2019, ottocentosette i candidati alla Casa Bianca regolarmente iscritti alla Federal Election Commission

Agosto 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Spesso, sentiamo dire e sostenere che gli Stati Uniti d’America hanno solo due partiti.

Niente di più falso, ovviamente.

Hanno invece un sistema elettorale che porta necessariamente (o quasi) al bipartitismo.

Sentiamo inoltre parlare di un ristretto (venticinque circa i democratici questa volta e già ci siamo meravigliati) numero di aspiranti alla nomination nell’uno e nell’altro campo.

In verità, ben differentemente stanno le cose.

Ecco la situazione al 5 agosto scorso.

Ottocentosette in totale gli iscritti alla FEC (Commissione Elettorale Federale).

Duecentosettantadue i democratici.

Centotredici i repubblicani.

Trentaquattro i libertariani.

Quindici i verdi.

Il resto indipendenti o in rappresentanza di partiti minori.

Dopo di che contano solo democratici e repubblicani (salvo quando come nel 2000 in Florida un esponente ‘terzo’ decide una elezione) e tra questi un numero assai più ristretto visto che l’enorme maggioranza dei restanti e anonimi aspiranti non hanno seguito e mezzi che permettano loro di organizzare una minima campagna elettorale.

Correranno in mille alla fine e, come in Highlander, “ne resterà solo uno”!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-08 13:20:202019-08-08 13:20:205 agosto 2019, ottocentosette i candidati alla Casa Bianca regolarmente iscritti alla Federal Election Commission

Perché e come dal 1848, data epocale, si è deciso di votare di martedì in un solo giorno e cosa successe allora

Agosto 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È – va ripetuto ogni volta altresì per sottolineare che si tratta di una elezione ‘di secondo grado’ e non ‘diretta’ – dalle Presidenziali USA del 1848 che i cittadini, essendo decisamente migliorati i collegamenti, sono chiamati alle urne nell’intera Unione in sole ventiquattro ore (“il primo martedì dopo il primo lunedì del penultimo mese dell’anno”) per la nomina, Stato per Stato, dei Grandi Elettori componenti il Collegio, delegati costoro ai quali compete – salvo casi eccezionali e cioè quando nessuno ne abbia conquistato la maggioranza assoluta e l’incombenza passi alla Camera dei Rappresentanti – la successiva (“il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del dicembre seguente”) ufficializzazione dell’inquilino di White House.

Va qui sottolineato che non fu ritenuto possibile votare semplicemente il primo martedì novembrino perché ogni tot anni sarebbe caduto l’uno, in Ognissanti, festività religiosa, e, prima ancora, che per ragioni afferenti proprio la religione non si optò per la domenica, ragione per la quale, lasciando il lunedì per i trasferimenti ai seggi a quel tempo non ovunque collocati…

In precedenza, era possibile, di volta in volta, recarsi ai luoghi preposti per la bisogna in un periodo di tempo che copriva più settimane e, a partire dalla tornata del 1792 – anno, vuole il caso, bisestile la quale circostanza impone da allora che appunto sempre nel bisesto si votasse e si voti considerato il mandato quadriennale – comunque il mese di novembre, essendo all’epoca gli elettori in larghissima maggioranza dediti a lavori – i campi e gli allevamenti – che trovavano qualche momento di relativa quiete a quei giorni.

Nel predetto e decisamente ‘epocale’ 1848, il “primo martedì dopo il primo lunedì di novembre” cadeva il giorno 7.

Per la Storia, nell’occasione, il candidato Whig Generale Zachary Taylor prevalse conquistando centosessantatre dei duecentonovanta Grandi Elettori in palio.

Si trattò di una elezione a tre dato che contro Taylor – che aveva comandato le truppe statunitensi nella appena cessata e vittoriosa Guerra contro il Messico – si battevano il democratico Lewis Cass e l’ex Presidente Martin Van Buren, questa volta in rappresentanza del Free Soil.

Peraltro, l’eletto non ebbe modo di esercitare a lungo il mandato perché morì il 9 luglio 1850.

In suo luogo e vece, Millard Fillmore componente il ticket con lui.

Da rilevare che Taylor era il secondo Whig arrivato alla Casa Bianca.

Che il predecessore del medesimo partito era stato William Harrison, eletto nel 1840.

Che anche Harrison – fra l’altro a sua volta Generale – era deceduto in carica (insediato il 4 marzo 1841 passò a miglior vita il 4 aprile successivo: il mandato più breve).

Infine – puro divertissement – che i Whig avanzavano all’epoca la proposta (non peregrina: si eserciterebbe l’incarico senza l’assillo relativo alla rielezione) di un unico mandato e che morendo a tale asserto decisamente si adeguarono!

Rien d’autre, direi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-07 13:19:352019-08-07 13:19:35Perché e come dal 1848, data epocale, si è deciso di votare di martedì in un solo giorno e cosa successe allora
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