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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Come si coniuga il principio ‘one person, one vote’ con il Collegio dei Grandi Elettori

Agosto 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete perché è successo nel 2016.

Chi ha buona memoria ricorda che, in misura meno eclatante, accadde anche nel 2000.

(E questo significa che se il sistema fosse stato diverso, una elezione ‘diretta su base nazionale’, i due ultimi Presidenti repubblicani non sarebbero arrivati a White House!)

Gli storici sanno che occorse altresì nel 1824 (con ulteriori complicazioni), nel 1876 e nel 1888.

Parlo ovviamente della conquista della Casa Bianca ad opera del candidato che, pur avendo perso in termini di voti popolari a livello dell’intera Unione, raccolga la maggioranza dei Grandi Elettori componenti il Collegio cui spetta la nomina effettiva del Presidente.

Fatto è che, semplicemente, il principio ‘one person, one vote’ si applica in ogni singolo Stato e non a livello federale!

Occorre vincere in Texas, in California, nell’Alabama, alle Hawaii, nel Maine, in Florida e via elencando.

Sono gli Stati Uniti d’America una federazione nella quale prevalente è la dignità degli Stati.

Non dimentichiamolo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-04 12:50:092019-08-04 12:50:09Come si coniuga il principio ‘one person, one vote’ con il Collegio dei Grandi Elettori

Dinastie

Agosto 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, se si parla di dinastie è Casa Bianca vengono subito in mente i Kennedy (John, Senatore e poi Presidente; Bob, Procuratore Generale, Senatore e candidato -entrambi assassinati; Ted, Senatore e invano sfidante di Jimmy Carter per la nomination).

Al limite, i Bush (Prescott, Senatore; George Herbert, Vice e in seguito Presidente; George Walker, Governatore del Texas e dipoi Presidente; Jeb, Governatore della Florida).

Ma è dall’inizio della loro storia che gli Stati Uniti hanno a che fare con figli di…

Addirittura con nipoti di…

Il secondo Capo dello Stato John Adams era difatti il padre del sesto John Quincy e il nonno di Charles Francis, candidato sconfitto alla Vice Presidenza anni dopo).

William Harrison (imbattibile recordman: è stato Presidente per un solo mese!) altri non era che il nonno di Benjamin cui riuscì l’impresa di defenestrare Cleveland.

Volendo, possiamo citare i due Taft: il padre William Presidente, il figlio Robert Senatore e sconfitto da Eisenhower nel tentativo di ottenere la nomination.

Ancora, in tono minore, i Romney: George Wilken che fu battuto da Nixon per la candidatura ufficiale GOP e Mitt che perse la sfida finale con Obama.

Innumerevoli infine le dinastie a livello di scranni senatoriali o della Camera.

Funziona così.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-04 12:48:312019-08-04 12:48:31Dinastie

Delaware

Agosto 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Capitale Dover, il Delaware è decisamente uno degli Stati più piccoli (il quarantanovesimo) e meno abitati (il quarantacinquesimo) degli USA.

Per conseguenza, minimo il suo ‘peso’ in termini di Grandi Elettori: solo tre.

Vanta il fatto di essere la prima tra le ex colonie ad avere ratificato la Costituzione.

Ha naturalmente partecipato a tutte le cinquantotto tornate elettorali presidenziali.

Nei primi decenni, si è espresso due volte per George Washington (lo ricordiamo, indipendente), in sei circostanze per i Federalisti, in quattro occasioni sia per i Democratici Repubblicani che per i Whig.

A seguire e fino ai nostri giorni, ventidue volte per l’asinello e venti per l’elefantino.

Dalla parte del vincente in totali trentanove occasioni.

Dalla prima candidatura di Bill Clinton in poi ha sempre preferito i democratici.

D’altronde, oggi, il Rappresentante (ne conta uno solamente) e i due Senatori appartengono al partito di Joe Biden, il quale, prima di essere Vice di Obama, ha occupato uno scranno alla Camera Alta per conto del Delaware per la bellezza di trentasei anni.

Si può ragionevolmente ritenere che il 3 novembre 2020 lo Stato in questione si confermerà ‘Blue’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-04 12:47:342019-08-04 12:47:34Delaware

‘Brokered Convention’?

Agosto 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel 2016, relativamente pochi gli aspiranti democratici alla nomination.

La ragione?

Correva un vero ‘pezzo da novanta’ come Hillary Clinton e solo un visionario alla Bernie Sanders poteva pensare di sconfiggerla.

Alla fine, cosa fece l’establishment del partito se non schierarsi – giustamente in termini di possibilità di vittoria – dalla parte dell’ex Segretario di Stato?

Oggi, mille essendo i pretendenti e nessuno soverchiando gli altri, il partito non si schiererà se non proprio all’ultimo.

Probabilmente, solo in sede di Convention.

Sono – ad oggi e tutto può cambiare – talmente vicini nei sondaggi i protagonisti (e tra loro non si staglia nettamente nessuno) che è ipotizzabile si arrivi dopo tanto tempo ad una ‘brokered Convention’, nella quale nessuno conti sulla maggioranza dei delegati.

Interessante al massimo.

Se possibile, per comprendere cosa succede in questa situazione, guardare il vecchio (1964) filmone di Franklin Schaffner ‘L’amaro sapore del potere’, con Henry Fonda e Cliff Robertson.

Sceneggiato nientemeno che da Gore Vidal!

Da vedere anche a prescindere!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-03 12:45:322019-08-03 12:45:32‘Brokered Convention’?

Ipotesi Michelle Obama

Agosto 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Michael Moore, ricordate?

Il regista fierissimo democratico.

Spesso parlando di presidenziali ha indovinato.

Ieri ha dichiarato che l’unico candidato dell’asino certamente in grado di battere davvero (non solo in termini di voto popolare ma anche quanto ai Grandi Elettori) Donald Trump è l’ex First Lady Michelle Obama.

Non si tratta di una valutazione sbagliata perché la Signora è molto considerata in tutto il Paese.

Ha però finora sempre negato ogni possibile candidatura.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-03 12:44:192019-08-03 12:44:19Ipotesi Michelle Obama

8, per ora, i democratici ancora in corsa

Agosto 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

8 – soltanto e finora (si può recuperare) – i candidati democratici alla nomination ancora in corsa.

Otto, coloro che possono dimostrare di avere ricevuto contributi da almeno 130.000 persone e raggiunto il 2 per cento di sostegno nei sondaggi.

Quindi e pertanto, ad oggi, i qualificati al terzo confronto televisivo in programma a settembre in Texas sono:

Joe Biden

Bernie Sanders

Kamala Harris

Elizabeth Warren

Cory Booker

Amy Klobuchar

Pete Buttigieg

Beto O’Rourke

Ricordate ‘Highlander’?

“Ne resterà uno solo” il tormentone.

Ecco.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-03 12:42:302019-08-03 12:42:308, per ora, i democratici ancora in corsa

“A bunch of malarkey”

Agosto 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Hai voglia a tempestarlo, a prenderlo di mira sul web per la sua relativa dimestichezza col mezzo.

Hai voglia a criticarlo per il modo desueto di esprimersi.

(Parlando di quanto andavano dicendo i suoi competitori durante il dibattito di Detroit se ne è uscito con un coloritissimo “A bunch of malarkey” usando una vecchia espressione irlandese americana: “Un mucchio di sciocchezze”, traducendo gentilmente).

Hai voglia…

Resta il navigato Joe Biden un politico di spessore che rappresenta al meglio il centro del Partito Democratico.

Un centro che difende dagli attacchi dei radicali che, ammaestrati dal Sanders del 2016, fanno a spintoni a sinistra.

Vinca o perda, un gentiluomo!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/roberta-bellesini-2.jpg 667 1000 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-03 12:37:492019-08-03 12:37:49“A bunch of malarkey”

Attacchi a Joe Biden per posizioni assunte e frasi pronunciate quarant’anni fa

Agosto 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tra le molte difficoltà che incontra in questa campagna un politico di antico pelo come Joe Biden – oltre quelle per così dire conseguenti naturalmente l’impegno politico per ottenere la nomination – quella di sentirsi rinfacciare posizioni prese o frasi dette decenni e decenni fa, in contesti, in mondi assolutamente diversi dall’attuale.

Una notevole complicazione conseguente all’età dell’ex Vice Presidente.

Età che più che pesare in se e per se conta per gli infiniti, labirintici trascorsi che necessariamente comporta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-02 12:35:402019-08-02 12:35:40Attacchi a Joe Biden per posizioni assunte e frasi pronunciate quarant’anni fa

‘Kenyan Americans’, Barack Obama tra loro

Agosto 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Afroamericani.

Siamo da tempo – non da sempre, visto che l’espressione è opera del grande Malcolm X – abituati a definire così tutti i neri statunitensi.

A ben guardare, l’appellativo non è applicabile in molti casi, quando la persona in tal modo identificata non discende da schiavi importati a forza nel Nuovo Continente e dimentichi obbligatoriamente delle antiche provenienze geografiche ed etniche.

Per quanto Barack Obama sia stato considerato e proposto quale Afroamericano tale non è essendo suo padre un keniano di etnia Luo.

È pertanto l’ex Presidente da considerarsi invece un ‘Kenyan American’.

Assolutamente non il solo visto che si possono definire tali all’incirca altre 92.000/93.000 persone.

Tra loro, sia pure a seguito di naturalizzazione, il magnifico corridore mezzofondista Bernard Lagat, due volte campione del mondo e plurimedagliato olimpico.

Ebbi a suo tempo a notare che i Luo – minoritari in Kenya – non sono mai arrivati a fare eleggere Capo dello Stato africano uno dei loro riuscendoci invece negli Stati Uniti!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-02 12:34:112019-08-02 12:34:11‘Kenyan Americans’, Barack Obama tra loro

Washington State

Agosto 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Entrato nell’Unione nel 1889, lo Stato di Washington ha votato per un totale di trentadue tornate presidenziali.

Una volta per il ‘terzo’ Theodore Roosevelt (nel 1912).

Diciassette per i democratici.

Quattordici per i repubblicani.

In ventidue occasioni per il candidato vincente.

Attualmente, i due Senatori fanno capo al partito dell’asino come sette dei dieci Rappresentanti.

Quanto alla Casa Bianca, dai tempi di Eisenhower ha votato quasi sempre democratico (le eccezioni sono il Nixon perdente del 1960 e quello vincente del 1972 nonché i due vittoriosi Reagan, 1980, 1984).

‘Pesa’ dodici Grandi Elettori e non è poco.

Considerando altresì che il suo Governatore, Jay Inslee, è in corsa per la nomination democratica, assai difficilmente il 3 novembre 2020 abbraccerà il campo avverso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-02 12:19:152019-08-02 12:19:15Washington State
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