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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Quote, ad oggi, dei bookmakers USA quanto alla nomination democratica

Agosto 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Detto che non poche volte in passato i bookmakers nuovaiorchesi ci hanno preso…

detto che in campo repubblicano lo sfidante di Trump – l’unico che abbia avuto l’ardire – per l’investitura Bill Weld è dato duecento a uno…

tra i mille (!) candidati democratici alla nomination – e solo a questo fine, non con riferimento alla possibile conquista di White House – le quote ad oggi vedono

Joe Biden e Kamala Harris a sette contro uno,

Elizabeth Warren a otto,

Bernie Sanders a undici.

Questi i ‘fab four’.

Estremo outsider il Sindaco di New York Bill de Blasio, addirittura a duecentocinquanta contro uno.

Per dire, peggio perfino del donchisciottesco GOP Bill Weld.

“Faites vos jeux, s’il vous plait”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-02 12:17:492019-08-02 12:17:49Quote, ad oggi, dei bookmakers USA quanto alla nomination democratica

Biden, ovviamente, nel mirino ma anche un poco produttivo fuoco incrociato

Agosto 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Seconda serata.

Joe Biden è ancora primo nei sondaggi?

Logica vuole che sia sotto attacco.

Aveva cominciato Kamala Harris a Miami,

Lo hanno fatto praticamente tutti ieri a Detroit nel secondo giorno dedicato al confronto tra i candidati alla nomination democratica 2020.

Ciò detto e constatato che l’ex Vice si è dimostrato pronto e in gamba, va segnalata la buona prestazione di Cory Booker, del resto attesa tutti conoscendo le sue doti oratorie.

Certamente, il fuoco incrociato interno non è produttivo.

La prossima volta, in Texas a settembre, più stretti i termini di valutazione, parecchi di meno i contendenti.

E aspettiamoci da presto le prime rinunce, gli abbandoni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-01 12:16:482019-08-01 12:16:48Biden, ovviamente, nel mirino ma anche un poco produttivo fuoco incrociato

Amy Klobuchar: il quarto Senatore del Minnesota in corsa

Agosto 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Senatore del Minnesota.

Questo l’incarico politico di non lieve entità che ricopre attualmente (è stata confermata alla grande per la terza volta nelle appena trascorse votazioni 2018) Amy Klobuchar, una dei candidati – per il momento non di primissima schiera – alla nomination democratica 2020.

A ben guardare, è da parecchio tempo che lo Stato con capitale Saint Paul è assente dalle massime competizioni politiche americane.

Addirittura – ove non si voglia dare conto della breve e sfortunata esperienza dell’ex Governatore repubblicano dello Stato Tim Pawlenty in vista del 2012 – da quando venne ad interrompersi la sequenza, veramente particolare di membri di grande peso della Camera Alta colà eletti.

Ebbene, tra la fine dei Cinquanta e i Settanta del trascorso Novecento, lo Stato di cui si parla fu presente al Senato con nientemeno che Eugene McCarthy, Hubert Humphrey e Walter Mondale.

Non che le avventure alla ricerca della Presidenza dei tre abbiano avuto esiti favorevoli, ma insomma.

Si confronta pertanto Klobuchar con predecessori (tutti democratici come lei) storicamente significativi.

Le facciamo i migliori auguri.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-01 12:15:272019-08-01 12:15:27Amy Klobuchar: il quarto Senatore del Minnesota in corsa

New Hampshire primary: vincere e perdere

Agosto 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sappiamo bene, il processo elettorale partitico teso alla scelta dei candidati alla Casa Bianca ha inizio tradizionalmente a febbraio dell’anno bisestile dapprima con il Caucus dell’Iowa e dopo con la Primaria del New Hampshire.

Guardando a quest’ultima – la riflessione è conseguente all’esito della votazione del 1920, allorquando il Generale Leonard Wood vinse tra i repubblicani – alcune considerazioni.

Vincere colà porta bene, ma non sempre.

Tra i GOP – oltre al citato Wood che infine perse la nomination a favore di Warren Harding – vinsero senza poi farcela Harold Stassen nel 1948, Henry Cabot Lodge nel 1964, Pat Buchanan nel 1996, John McCain nel 2000.

Fra gli asinelli, Estes Kafauver, due volte, nel 1952 e nel 1956, Paul Tsongas nel 1992, Hillary Clinton nel 2008, Bernie Sanders nel 2016.

Dal 1952 (allorquando Harry Truman dopo il New Hampshire si ritirò dalla corsa) al 1988, chi si affermò nello Stato con capitale Concord ottenne poi la nomination.

Non così – come si è visto elencando i vincitori e guardando agli sconfitti – nel 1992 con Bill Clinton, nel 2000 con George Walker Bush, nel 2008 con Barack Obama, con Hillary Clinton nel 2016, tutti battuti e nominati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-08-01 12:14:292019-08-01 12:14:29New Hampshire primary: vincere e perdere

Sanders e Warren su tutti a Detroit aspettando Biden

Luglio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per la seconda volta divisi (10 ieri e altrettanti oggi) gli aspiranti democratici alla nomination si sono contesi l’audience e i favori di critici e spettatori.

A Detroit nell’occasione.

Sappiamo già che nel terzo confronto (settembrino) i criteri di selezione saranno molto più stretti e che parecchi tra i candidati ne verranno esclusi.

Comunque, in questa prima serata nella città del Michigan (Stato che Hillary Clinton perse per soli 11.000 voti) Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, alleati e decisamente più radicali, hanno prevalso affermando di non essere motivati esclusivamente dalla necessità di defenestrare Trump ma dal desiderio di riformare profondamente il Paese.

Non male Pete Buttigieg – che essendo il più giovane non ha voluto calcare la mano sul ‘fattore età’ – e a sorpresa Marianne Williamson.

Malino Beto O’Rourke.

Oggi, gli altri.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-31 12:13:302019-07-31 12:13:30Sanders e Warren su tutti a Detroit aspettando Biden

I record di Gerald Ford

Luglio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tutti sanno che Gerald Ford è stato nella storia delle votazioni per White House il primo Vice Presidente regolarmente in carica ma non eletto come tale.

Fatto è che Spiro Agnew – vicario di Richard Nixon – aveva dato le dimissioni e il posto era vacante.

Così sarebbe restato (e in effetti restava) prima della approvazione (con relativa e successiva ratifica degli Stati) da parte del Congresso del XXV Emendamento che stabiliva come e in qual modo la nomina potesse essere fatta ad opera del Presidente e ratificata dal Parlamento.

Fu pertanto e per conseguenza l’uomo di Omaha altresì il primo Capo dello Stato arrivato ad occupare lo scranno da non eletto.

Questo il 9 agosto 1974, a seguito delle dimissioni di Nixon per lo Scandalo Watergate.

Detiene il buon Ford un terzo primato (del quale avrebbe fatto volentieri a meno).

I primi quattro Vice subentrati ‘mortis causa’ (nell’ordine, John Tyler, Millard Fillmore, Andrew Johnson e Chester Arthur, per una ragione o per l’altra, non avevano tentato la rielezione a fine mandato.

(Fillmore che potrebbe essere indicato in merito come eccezione non lo è perché si ricandidò, perdendo, quattro anni dopo l’uscita dalla Casa Bianca).

Poi, sia Theodore Roosevelt, sia Calvin Coolidge, sia Harry Truman, sia Lyndon Johnson, riproponendosi, avevano invece conservato l’incarico.

Ebbene, Ford è il primo nella sequenza dei Vice subentrati e in cerca di conferma a non avercela fatta.

Venne difatti defenestrato nelle elezioni del 1976 da Jimmy Carter.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-31 12:10:582019-07-31 12:10:58I record di Gerald Ford

Quanti anni aveva Victoria Woodhull il 4 marzo 1873?

Luglio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come più volte scritto, Hillary Rodham Clinton non è stata “la prima donna candidata alla Casa Bianca”.

Invece, certamente la prima donna con forti probabilità di arrivarci.

Prima ci lei, molte altre, però neppure vicine ad una nomination da loro neanche sfiorata.

Guardando a molti, molti anni prima, a quando le donne americane non avevano federalmente il diritto di voto (ottenuto nel 1920) si sostiene che la Signora che superò gli steccati e gli sbarramenti posti a difesa di un ruolo ritenuto obbligatoriamente maschile sia stata nel 1872 Victoria Woodhull, per l’Equal Rights Party.

Ma c’è a tale proposito un grosso ma.

Uno dei tre requisiti – con l’essere cittadino americano dalla nascita ed avere colà avuto residenza per almeno quattordici anni – richiesti dalla Carta Costituzionale USA è che l’eletto “abbia almeno trentacinque anni”.

E qui casca l’asino, perché Woodhull al 4 marzo 1873 – giorno dell’insediamento del Presidente eletto il 5 novembre del precedente anno – non aveva ancora la prescritta età essendo nata il 23 settembre 1838.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-31 12:08:402019-07-31 12:08:40Quanti anni aveva Victoria Woodhull il 4 marzo 1873?

Colorado

Luglio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Colorado è entrato nell’Unione l’1 agosto del 1876 ed ha partecipato dunque trentasei volte alle Presidenziali.

Ha votato nel 1892 per il populista James Weaver.

Per il resto, tredici volte democratico e ventidue repubblicano.

In venticinque casi, per il vincitore.

Più frequentemente GOP dai tempi di Lyndon Johnson, ha optato per l’asinello nelle ultime tre occasioni.

Quanto alla rappresentanza congressuale, oggi, uno dei due Senatori è repubblicano e l’altro democratico mentre i sette Rappresentanti sono così suddivisi: quattro dell’asino e tre dell’elefante.

Dal 2006, il Governatore è democratico.

Probabile che nel 2020 si schieri nuovamente contro Trump.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-31 12:07:482019-07-31 12:07:48Colorado

John Davis, terzo nei primi ballottaggi ma favorito dai bookmakers per la nomination democratica 1924

Luglio 30, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1924, New York.

Madison Square Garden.

Addirittura dal 24 giugno al 9 luglio, l’incredibile durata della Convention democratica per la scelta del candidato alle Presidenziali del successivo 4 novembre.

Occorsero nella circostanza centotre ballottaggi per arrivare al dunque.

Fatto era che i due principali candidati, William Gibbs McAdoo e Alfred Smith, si bloccavano reciprocamente ed essendo allora necessario ottenere l’investitura dei due terzi dei delegati…

Era McAdoo l’ex Segretario al Tesoro di Woodrow Wilson (del quale risultava altresì genero).

Era Smith il Governatore del New York.

All’incirca dal quindicesimo scrutinio, al terzo posto, distanziato più o meno a seconda dei momenti, il futuro designato, John Davis già Ambasciatore nel Regno Unito.

Una particolarità: prevedendo correttamente come sarebbe andata a finire (per sbloccare la situazione sarebbe stato necessario ricorrere ad un ‘terzo’), i bookmakers nuovaiorchesi davano alla miglior quota per la nomination proprio Davis.

Il ticket democratico fu nella occasione completato da Charles Bryan, Governatore del Nebraska e fratello di quel William Jennings che aveva invano corso per White House tre volte (1896, 1900 e 1908) essendo dipoi abbastanza brevemente Segretario di Stato.

Perderanno nettamente i due le elezioni contro il Presidente repubblicano uscente Calvin Coolidge.

‘Tanto rumore per nulla’, verrebbe da citare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-30 12:06:522019-07-30 12:06:52John Davis, terzo nei primi ballottaggi ma favorito dai bookmakers per la nomination democratica 1924

Maryland

Luglio 30, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1856, il Maryland vota Millard Fillmore.

Già Presidente a seguito del decesso di Zachary Taylor del quale era stato running mate e dipoi Vice, Fillmore, nella circostanza, si candida per un terzo partito (era quella la prima occasione di confronto tra democratici e repubblicani) e vince appunto e solamente nel Maryland.

Essendo una delle tredici ex colonie fondatrici dell’Unione, lo Stato la cui capitale è Annapolis ha naturalmente votato per le Presidenziali fin dal 1788/89, per un totale quindi di cinquantotto occasioni.

Altrettanto naturalmente, nei decenni precedenti al predetto 1856, è occorso si esprimesse per movimenti politici da lungo tempo scomparsi.

Per i Federalisti una volta.

Per i Democratici Repubblicani otto.

Per i Whig cinque.

(Come sempre, le due prime elezioni che hanno visto l’indipendente Padre della Patria George Washington consacrato dal suffragio unanime dei Grandi Elettori non vanno considerate).

Stato da lungo tempo (dal Reagan del 1984) assolutamente blu (il colore dei democratici), a livello mandati congressuali il Maryland conta attualmente due Senatori e sette Rappresentanti su otto appartenenti all’asinello.

Tutto ciò detto e considerato, ben difficilmente nel 2020 potrà essere conquistato da Donald Trump.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-30 12:05:342019-07-30 12:05:34Maryland
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