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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

‘Teddy’, “quel dannato cowboy” come inveiva Mark Hanna

Luglio 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Riformista.

Si fa presto a definirsi tale.

Difficile è esserlo.

Beh, un veemente riformista era Theodore Roosevelt.

Lo dimostrerà alla Casa Bianca abbondantemente.

Qui però illustriamo come e perché proprio il fatto che lo fosse già da prima lo conducesse alla Presidenza.

E non in quanto tale sua caratteristica fosse positivamente vista.

Tutt’altro.

Al contrario.

Arrivato difatti dopo la tornata elettorale del 1898 (una ‘mid term’ che vedeva in gioco anche parte dei Governatorati) ad Albany capitale dello Stato del New York, diede subito fastidio all’establishment GOP che faceva a quei tempi il bello e il brutto gioco curando soprattutto i propri interessi.

A capo della struttura di potere, il potente Senatore Tom Platt.

Fu così – per toglierlo di torno – che questi, visto che il Vice di William McKinley (Garrett Hobart) era morto, si diede da fare perché il Nostro fosse nominato running mate dell’uscente (e quasi certamente entrante) uomo politico dell’Ohio.

Eletto, Teddy lasciò quindi Albany per ricoprire un incarico teoricamente di poco conto.

Che tale è certamente, a meno che il Presidente muoia.

Come in effetti accadde (McKinley fu assassinato), cosa che portò Theodore a White House.

Le pieghe misteriose della Storia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-17 13:24:402019-07-17 13:24:40‘Teddy’, “quel dannato cowboy” come inveiva Mark Hanna

Oregon

Luglio 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Doveva avere l’Oregon qualche particolare antipatia nei confronti del democratico Grover Cleveland dato gli ha votato contro tre volte tra il 1884 e il 1892.

E doveva avere in uggia anche William Jennings Bryan visto che anche a lui ha votato tre volte (1896, 1900 e 1908) contro.

E doveva amare particolarmente Franklin Delano Roosevelt avendolo sostenuto in tutte e quattro (1932, 1936, 1940 e 1944) le sue candidature.

E dal 1988 deve avercela non poco con i repubblicani se è vero, come è vero, che da dopo Reagan ha costantemente preferito il candidato democratico chiunque fosse assegnandogli i suo Grandi Elettori, oggi sette.

Comunque sia, lo Stato in questione vota per White House dal 1864 per, quindi, quaranta tornate.

Non si è mai espresso se non per i democratici (in sedici occasioni) o i repubblicani (in ventiquattro) essendosi Federalisti, Democratico/Repubblicani e Whig storicamente ‘consumati’ prima.

Per candidati vincenti in ventotto circostanze.

Per gli sconfitti nelle restanti dodici.

‘Blue State’ come i vicini California a Sud e Washington a Nord, forma da qualche tempo la zona blu (colore dei democratici) degli USA sul Pacifico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-17 13:23:432019-07-17 13:23:43Oregon

I sondaggi quanto al New Hampshire

Luglio 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Estremamente importanti, e non solo dal punto di vista psicologico, né perché sono le prime dopo solo il Caucus dell’Iowa, le Primarie del New Hampshire in programma l’11 febbraio prossimo.

Per dire, nel 2016 videro uscire da un sostanziale anonimato la figura e le idee ‘socialiste’ (vocabolo che si riteneva fino ad allora politicamente impronunciabile) del’anziano Senatore del Vermont Bernie Sanders che vinse superando Hillary Clinton e che in seguito portò avanti praticamente fino in fondo la sua sfida.

Ebbene, un serio recentissimo sondaggio colà condotto dice che Joe Biden sarebbe primo col venti e otto per cento.

Kamala Harris seguirebbe col diciassette e cinque. Terza Elizabeth Warren col sedici e sette.

I tre sarebbero peraltro praticamente alla pari considerando il margine d’errore previsto.

Poi, staccati ma in corsa, Pete Buttigieg con l’undici e cinque e il predetto Bernie Sanders col nove e nove.

L’ex Rappresentante del Texas Beto O’Rourke – del resto in gravi ambasce quanto alla raccolta fondi – sarebbe addirittura precipitato allo zero per cento.

Vedremo, ovviamente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-16 13:22:172019-07-16 13:22:17I sondaggi quanto al New Hampshire

Affollamento in Iowa

Luglio 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Guardi ai programmi e ti rendi conto della complessità della corsa democratica in atto.

Intendo, i programmi relativi alle presenze dei candidati in Iowa – il Caucus è in calendario per il 3 febbraio – nella settimana appena iniziata.

Praticamente tutti i front runner (Biden, Warren, Harris, Sanders, Buttigieg) e un notevole drappello di quanti al momento sembrano comprimari saranno a Des Moines e dintorni uno o più momenti.

Un affollamento mai visto naturalmente perché mai nella storia tanti erano stati, nei due partiti egemoni, i pretendenti alla nomination.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-16 13:19:482019-07-16 13:19:48Affollamento in Iowa

Nebraska

Luglio 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Unicità del Nebraska: è il solo Stato USA che sia lontano dai mari (in ogni direzione) almeno tre altri Stati.

Ad Ovest lo dividono dal Pacifico Wyoming, Idaho e Oregon.

Ad Est dall’Atlantico, dall’Iowa al New Jersey, sei Territori.

A Sud Kansas, Oklahoma e Texas dal Golfo del Messico.

A Nord South Dakota, North Dakota e Canada dal Mar Glaciale Artico.

Inoltre, la sua città più popolosa, Omaha, ha dato i natali ad un numero sterminato di personalità di rilievo nei più diversi campi.

Ne citiamo alcuni:

Fred Astaire, Montgomery Clift, Marlon Brando, Nick Nolte e Dorothy McGuire, tra gli attori.

Gerald Ford, Presidente degli Stati Uniti.

Malcolm X, intellettuale rivoluzionario.

Warren Buffett, ‘oracolo di Omaha’, appunto.

Max Baer, campione mondiale di pugilato.

Andy Roddick, ultimo americano numero uno nel tennis.

Nicholas Sparks, scrittore.

Alexander Payne, regista e sceneggiatore.

Quanto alle elezioni dei suoi Grandi Elettori (attualmente cinque), dal 1992 ha cambiato metodo abbandonando il winner take all per dividersi in distretti.

Dal 1868 per le presidenziali si è espresso trentotto volte.

Trentuno per i repubblicani e sette per i democratici.

In ventiquattro occasioni ha votato per il candidato poi vincente.

Dal 1968, è terra di conquista per il GOP.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-16 13:18:072019-07-16 13:18:07Nebraska

Cosa unisce il Vermont e il Texas

Luglio 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1791, 4 marzo.

Il Vermont è ammesso nell’Unione come quattordicesimo Stato.

Il primo dopo le tredici ex colonie fondatrici.

1845, 29 dicembre.

Il Texas è il ventottesimo Stato dell’Unione.

Ebbene, il Vermont ed il Texas sono gli unici due membri degli Stati Uniti d’America che prima di entrare a far parte della Federazione erano due Repubbliche indipendenti.

Il Vermont si era reso indipendente nel 1777.

Il Texas nel 1836.

Il primo non volendo sottostare agli inglesi.

Il secondo non volendo sottostare ai messicani.

Avevano le due Repubbliche proprie Costituzioni.

Tredici Fondatori a parte, tutti gli altri membri degli USA erano entrati seguendo uno specifico iter.

Venivano dichiarati Territori e, dopo un periodo più o meno lungo, infine inglobati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-16 13:16:502019-07-16 13:16:50Cosa unisce il Vermont e il Texas

1792: le seconde elezioni

Luglio 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In programma dal 2 novembre al 5 dicembre, le Presidenziali del 1792 videro la partecipazione non solo di tutti i tredici Stati Fondatori (nel 1788/89 New York, North Carolina e Rhode Island per differenti ragioni non avevano preso parte alla consultazione) ma anche dei due nuovi entrati, il Vermont e il Kentucky.

Erano pertanto i Grandi Elettori passati da sesssantanove a centotrentadue.

Il Capo dello Stato uscente George Washington, ‘nopartisan’, fu naturalmente confermato all’unanimità.

Quanto alla Vice Presidenza, al riproposto John Adams, sostenuto dal Partito Federalista, si opponeva George Clinton, Governatore del New York, appoggiato dal Partito Repubblicano Democratico che si era formato per contrastare le posizioni politiche del Ministro del Tesoro Alexander Hamilton.

Fu Adams a prevalere per settantasette voti a cinquanta.

Essendo il 1792 anno bisestile e quadriennale il mandato, da allora le elezioni presidenziali cadono appunto nell’anno bisesto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-15 13:15:472019-07-15 13:15:471792: le seconde elezioni

I preoccupanti esiti delle Presidenziali 1796 e 1800 e come si pose riparo

Luglio 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete.

Elezioni del 1796.

Vince (nel senso che ottiene un maggior numero di voti da parte dei Grandi Elettori: settantuno, contro sessantotto del rivale più prossimo) il Federalista John Adams.

Sconfitto – il rivale suddetto – Thomas Jefferson, del Partito Democratico Repubblicano.

Secondo il disposto costituzionale in merito, alla fine, Presidente appartenente ad un partito e Vice di un altro.

Bizzarro quantomeno.

Peggio, forse, quattro anni dopo.

Jefferson si prende la rivincita e batte nella circostanza Adams ma ottiene lo stesso numero di voti dei Grandi Elettori: settantatre, di Aaron Burr.

Teoricamente, Burr correrebbe per il ruolo vicario ma non essendoci indicazioni in merito…

Ebbene, per risolvere l’impasse occorrerà ricorrere al voto della Camera che deciderà tra i due (relegando Burr al ruolo vicario) solo al trentaseiesimo ballottaggio.

La questione verrà risolta con la proposta, l’approvazione e la ratifica a tamburo battente da parte degli Stati del Dodicesimo Emendamento, già in funzione nelle elezioni del 1804.

Sostanzialmente, la norma veniva modificata in modo tale che le candidature alla Presidenza e al ruolo vicario fossero distinte.

Da allora – dal 1804 – ogni partito esprime un ticket elettorale e problemi quali quelli sopra rappresentati non sono più possibili.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-15 13:14:362019-07-15 13:14:36I preoccupanti esiti delle Presidenziali 1796 e 1800 e come si pose riparo

New York State electoral story

Luglio 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

New York, inteso come Stato, ha partecipato alle Presidenziali cinquantasette volte avendo saltato le prime per non avere scelto per tempo i propri Grandi Elettori.

Totalmente, ha votato quarantasei volte per il candidato vincente e undici per il perdente.

Ventiquattro per i democratici e ventuno per i repubblicani.

Essendo una delle ex colonie, nei primi decenni, troviamo ovviamente affermazioni di partiti da tempo dimenticati quali i Federalisti (una vittoria), i Whig (due) e i Democratici Repubblicani (sette).

Dal 1988, quando preferì l’asinello Michael Dukakis a George Herbert Bush, ha sempre votato democratico spesso con percentuali attorno al sessanta per cento.

Nelle ultime tornate il peso dello Stato con capitale Albany era pari a ventinove Grandi Elettori.

Parecchi ancora ma certamente molti di meno del periodo che va dagli inizi Novecento al 1980, allorquando arrivò a poter contare a seconda dei momenti da trentanove a quatantasette voti elettorali addirittura.

Segno questo del superamento del New York quanto al numero degli abitanti da parte di altri Stati (i quantitativi dei Grandi Elettori spettanti a ciascuno Stato sono in definitiva determinati dal numero degli abitanti essendo il totale di cinquecentotrentotto – i tre spettanti al Distretto di Columbia esclusi – diviso proporzionalmente sulla base dei risultati dei censimenti) quali la California e il Texas.

Guardando ai predetti recenti esiti nonché al fatto che i membri del partito dell’asino ricoprono larga parte delle cariche politiche federali (entrambi i Senatori e ventuno Rappresentanti su ventisette) e locali (il Governatore e il Sindaco della Grande Mela), difficile davvero pensare che ‘the Empire State’ possa nel 2020 votare repubblicano.

Si noti che Donald Trump è nuovaiorchese e avendo subito una sconfitta nel proprio Stato nel 2016 rientra nel ristretto numero di Presidenti eletti ma non votati appunto dalla terra di provenienza.

Nuovaiorchesi, intendendo nati nello Stato, tra gli inquilini di White House Martin Van Buren, Grover Cleveland e i due Roosevelt.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-15 13:12:572019-07-15 13:12:57New York State electoral story

Wyoming

Luglio 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Wyoming è storicamente il primo Territorio (entrerà nell’Unione come Stato nel 1890) che concede il voto alle donne, addirittura nel 1869.

A partire dal 1892 ha partecipato a tutte le elezioni presidenziali votando quindi in trentadue circostanze.

Per il candidato democratico in otto occasioni.

Per quello repubblicano nelle restanti ventiquattro.

Ventitre volte si è espresso a favore del vincente.

Conta su tre Grandi Elettori e conseguentemente il suo ‘peso’ è tra i più limitati.

(Per Costituzione, ogni Stato deve poter contare su almeno un membro della Camera dei Rappresentanti mentre ha diritto a due Senatori ed essendo il numero dei predetti delegati nazionali pari alla somma di Rappresentanti e Senatori i meno popolati, come il Wyoming, ne hanno tre).

Dal 1968, ha costantemente votato per il GOP (a volte con percentuali attorno al settanta per cento) e sinceramente non si vede come un democratico possa di questi tempi vincere colà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-15 13:10:422019-07-15 13:10:42Wyoming
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