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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

1832/1936, una lunga ma intervallata. quarantena per i democratici

Luglio 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1832, Andrew Jackson, primo Presidente di appartenenza democratica (e in qualche buona misura ‘padre’ del partito dell’asino) rivince le elezioni e viene confermato alla Casa Bianca.

Sconfigge con buonissimo margine Henry Clay, in quella circostanza nazional repubblicano.

Ebbene, incredibilmente, con l’eccezione del Woodrow Wilson del 1912 e del 1916, occorrerà attendere il 1936 – oltre un secolo! – per vedere nuovamente un democratico vincere due volte di seguito.

Lo farà Franklin Delano Roosevelt liquidando il povero repubblicano Alfred Landon.

Non che nessuno tra gli altri dem in tutti quei decenni sia stato capace di affermarsi due volte, no.

Grover Cleveland il desso, ma vincitore ad intervalli: nel 1884 e nel 1892 avendo perso invece nel 1888.

Oltre a Cleveland, ma una sola volta, avevano prevalso Martin Van Buren nel 1836, James Polk nel 1844, Franklin Pierce nel 1852 e James Buchanan nel 1856.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-12 12:39:262019-07-12 12:39:261832/1936, una lunga ma intervallata. quarantena per i democratici

Le particolari elezioni del 1916 che il GOP ‘doveva’ vincere e invece perse

Luglio 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Prima Guerra Mondiale in corso, sia pure nella lontana Europa.

Guerra Civile Messicana in atto e ad un solo passo.

Il fatto che nessun Capo dello Stato di appartenenza democratica fosse riuscito, addirittura dal 1832, ad essere eletto due volte consecutive.

La prominente figura del candidato repubblicano, Charles Evans Hughes, Giudice della Corte Suprema e autorevolissimo uomo politico (già Governatore del New York).

La considerazione che nel 1912 in verità Woodrow Wilson avesse vinto solo per le divisioni dello schieramento repubblicano.

L’altra considerazione relativa al fatto che ancora nel 1912 il numero dei voti popolari raccolti dai due repubblicani (Theodore Roosevelt per quanto uscito dal partito era tale) fosse ben superiore a quello dei suffragi democratici.

Tutte questi fatti e ragionamenti facevano pensare che il predetto Hughes (il quale, come succederà nel 1948 a Thomas Dewey, andò a dormire convinto del successo per svegliarsi perdente) avrebbe vinto.

E sarebbe in effetti bastato, che so?, che la California -dove perse per meno dello zero e quaranta per cento – lo votasse perché questo accadesse.

Ma così non fu e Woodrow Wilson si vide malgrado tutto assegnare un secondo mandato!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-12 12:38:152019-07-12 12:38:15Le particolari elezioni del 1916 che il GOP ‘doveva’ vincere e invece perse

Si fa presto a dire Reagan: ‘Ronnie’ la nomination la ottenne solo al terzo tentativo!

Luglio 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Primarie e Caucus repubblicani del 1968.

In carica quale Governatore della California dal gennaio del 1967, l’ex attore hollywoodiano (ha smesso di recitare nel 1964: ‘Contratto per uccidere’ di Don Siegel – bellissimo -l’ultimo film) nonché già due volte Presidente dello Screen Actors Guild scende in campo.

Prevale d’un soffio quanto al voto popolare (ottiene lo zero e trentanove per cento di suffragi in più di Richard Nixon), vince però solo in Texas, e infine, alla Convention del 5 agosto a Miami Beach, deve assistere alla investitura del redivivo (aveva perso nel 1960 da John Kennedy e fallito dipoi nel 1962 addirittura il tentativo di diventare Governatore di quella California che lui stesso al momento guida) rivale.

Fermo necessariamente nel 1972: impensabile sconfiggere nelle Primarie il Capo dello Stato in carica (Nixon, ovviamente) che si ricandida.

Torna all’agone nel 1976 cercando di battere Gerald Ford, subentrato a White House nel 1974 a seguito delle dimissioni, ancora e sempre, di Nixon.

Ford è in difficoltà all’interno del GOP per avere preferito posizioni centriste (avverse naturalmente al Nostro) e per la scelta fatta quanto alla Vice Presidenza, affidata a Nelson Rockefeller (inviso al punto di essere sostituito nella futura candidatura vicaria da Robert Dole, invano pretendente in proprio nel 1996).

Lotta dura senza paura.

Ma alla fine prevale in sede di Convention, a Kansas City, l’uomo di Omaha che andrà peraltro incontro alla conseguente sconfitta – siamo nel ‘dopo Watergate’, va ricordato – novembrina.

(È, per inciso, il 1976 l’ultima volta nella quale tutte e due le Convention sono aperte perché nell’uno e nell’altro campo nessuno arriva al confronto finale interno con la maggioranza assoluta precostituita).

Due, quindi, i tentativi andati a vuoto per il futuro grande Presidente.

Si rifarà stravincendo sia nel 1980 contro Jimmy Carter che, a valanga, nel 1984 contro Walter Mondale.

Quanto a Primarie e Caucus, in quel 1980 ne vincerà addirittura quarantaquattro con il sessanta per cento dei voti popolari, lasciandone sette a George Herbert Bush che imbarcherà peraltro quale running mate.

Chi la dura la vince.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-12 12:37:082019-07-12 12:37:08Si fa presto a dire Reagan: ‘Ronnie’ la nomination la ottenne solo al terzo tentativo!

Un censimento senza dichiarazione di cittadinanza!

Luglio 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ogni dieci anni, quando la finale è zero (1790 la prima volta e 2020 la prossima), gli abitanti degli Stati Uniti d’America sono chiamati al censimento.

Ok, vi diranno che serve per questo e per quello, ma, invero, è necessario (necessario!) per definire la distribuzione tra gli Stati, proporzionalmente al numero degli abitanti, dei quattrocentotrentacinque Rappresentanti alla Camera e, per conseguenza, dei Grandi Elettori che nominano infine – salvo eccezioni come accadde nel 1824 – il Presidente.

(Non si ripeterà mai abbastanza spesso che l’elezione del Capo dello Stato non è diretta ma di secondo grado).

Ebbene, è notizia d’oggi che tra le domande del corposo documento l’anno prossimo non sarà compresa quella relativa alla cittadinanza.

Nessuno sarà quindi chiamato a dichiararla.

Come oramai costantemente accade, motivi afferenti il politicamente corretto.

Nonché timori relativi alla conseguente formazione dei collegi elettorali per i Rappresentanti Stato per Stato.

Indispettito, Donald Trump, favorevole al mantenimento della quaestio, è sbottato in un “Una volta era un onore dichiararsi cittadini americani!”

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-12 12:35:312019-07-12 12:35:31Un censimento senza dichiarazione di cittadinanza!

“A new generation”

Luglio 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Barack Obama è nato il 4 agosto del 1961 e il suo successore Donald Trump il 14 giugno 1946, quindici anni prima.

Viene istintivo pensare che colui che segue in una carica sia usualmente più giovane del predecessore.

Così non è stato nella occasione citata.

Così, per il vero, non è stato anche in precedenti circostanze.

Si pensi a William Harrison che nel 1840, sessantasettenne, defenestra il decisamente più giovane Martin Van Buren.

Ci si immagina poi anche che il Vice Presidente debba essere a sua volta meno agee del titolare mentre in un notevole numero di occasioni (per dire, Lyndon Johnson aveva quasi nove anni più di John Kennedy) si è verificato il contrario.

Certo è che considerata l’età di Donald Trump, di Joe Biden, di Bernie Sanders e, mi si consenta, di Elizabeth Warren, si capisce come lo slogan del davvero giovane Sindaco di South Bend Pete Buttigieg possa avere notevole eco.

Scrive difatti il candidato in questione, nato il 19 gennaio 1982, capace di raccogliere consensi d contributi in misura superiore ai contendenti, “It’s time forza new generation of American leadership”.

Ovvio che non è possibile incentrare solo su questo sia pure importante dato una campagna elettorale e che debbano contare altri atout ma una mano la giovane età è in grado di darla.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-11 12:34:252019-07-11 12:34:25“A new generation”

Come si risponde a Pete Buttigieg se non citando Ronald Reagan?

Luglio 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Giovane è meglio? ci si deve chiedere portando avanti il discorso conseguente le dichiarazioni in proposito di Pete Buttigieg (che chiede “A new generation of American leadership” non certamente del tutto senza ragione guardando agli ultra settantenni in pista).

E quale migliore risposta – sempre considerando che naturalmente esistono giovani e giovani come anziani e anziani – se non quella fornita a suo tempo da Ronald Reagan?

Arrivato a White House a sessantanove anni e confermato a settantatre, Reagan è stato un Presidente di grande capacità ed efficacia come riconosciuto dagli storici e infine perfino dagli avversari sconfitti.

Memorabile, proprio riguardo a giovani e vecchi, la battuta pronunciata nel corso di un dibattito televisivo con lo sfidante del 1984 Walter Mondale, che aveva la bellezza di oltre sedici anni in meno:

“Non intendo approfittare della giovanile inesperienza del mio oppositore!”

Et voila!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-11 12:33:322019-07-11 12:33:32Come si risponde a Pete Buttigieg se non citando Ronald Reagan?

‘Eleggibile’

Luglio 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non tutti i candidati sono ‘eleggibili’ (si dice).

Ma cosa specifica, come si caratterizzano coloro che lo sarebbero?

Da sempre, negli USA, in vista delle presidenziali, ci si interroga – dando risposte spesso sbagliate e si pensi alle reazioni suscitate nel 2015 dalla discesa in campo di Donald Trump – sulla effettiva ‘eleggibilità’ dei candidati.

È capitato – ed è timore comune ai due partiti che si ripeta (cosa che certamente ha portato a suo tempo l’establishment dell’asinello a sostenere Hillary Clinton contro Bernie Sanders) – che l’elettorato delle Primarie, più radicale, abbia a volte scelto quello tra i pretendenti in qualche modo “più vicino al cuore” non curandosi delle conseguenze elettorali novembrine.

Per fare solo due esempi, Barry Goldwater tra i repubblicani nel 1964 e George McGovern in campo democratico nel 1972: entrambi demoliti.

È occorso – caso emblematico Bill Clinton nel 1992 tra i democratici – che un concorrente alla nomination poco se non per nulla considerato abbia poi vinto.

Dobbiamo concludere che la ‘eleggibilità’ sia qualcosa di misterioso che solo a posteriori si rivela tale?

Evitando a priori di considerare ‘ineleggibile’ chiunque per quanto estraneo possa apparire?

È, banalmente, in verità ‘eleggibile’ il candidato che in quel preciso momento, sentendo e interpretando Il volere della maggioranza, ne conquista il voto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-10 12:32:122019-07-10 12:32:12‘Eleggibile’

Il secondo pubblico dibattito dem a Detroit

Luglio 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Democratic National Committee ha annunciato che il secondo dibattito pubblico tra i candidati in vista della nomination avrà luogo il 30 e 31 luglio a Detroit.

Come si ricorderà, a Miami, nel corso del primo confronto verso fine giugno, erano stati ammessi solo venti dei candidati in corsa e divisi in due serate.

Lungi dal diminuire il numero dei pretendenti è aumentato.

Sarà interessante vedere quanti e in qual modo risulteranno gli ammessi al dibattito.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-10 12:30:312019-07-10 12:30:31Il secondo pubblico dibattito dem a Detroit

Come va la raccolta fondi tra i democratici?

Luglio 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sorpresa!

Ma non troppo, a ben guardare.

I dati ufficiali relativi alla raccolta dei fondi da parte di donatori privati negli ultimi tempi vede nettamente al primo posto il Sindaco di South Bend Pete Buttigieg con ben ventiquattro milioni di dollari!

Un notevole esito, indicativo di un crescente seguito popolare.

Seguono Elizabeth Warren con diciannove, Bernie Sanders (il cui impeto evidentemente permane) con diciotto, Kamala Harris con dodici.

Significativo di contro il regresso di Joe Biden (solo cinque).

Vedremo col trascorrere del tempo e le nuove candidature (Tom Steyer è appena sceso in gara) cosa succederà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-10 12:29:292019-07-10 12:29:29Come va la raccolta fondi tra i democratici?

Tom Steyer in corsa tra i democratici

Luglio 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ventiquattro o venticinque finora i candidati alla nomination democratica del 2020.

Un numero davvero notevole e mai finora raggiunto visto che il precedente record apparteneva ai repubblicani: diciassette nel 2016.

Ma non basta.

Evidentemente – avrà certamente fatto ricerche e sondaggi in questo senso prima di scendere in pista – c’è spazio e tempo per almeno un altro contendente.

È di ieri 9 luglio infatti l’annuncio ufficiale dell’entrata nella competizione dell’asinello del miliardario nuovaiorchese, filantropo, ecologista e finora grande finanziatore dei democratici Tom Steyer.

Avrebbe Steyer stanziato personalmente cento milioni di dollari per la bisogna.

Vedremo già nei prossimi giorni quale impatto la sua partecipazione possa avere.

E a questo punto aspettiamoci che altri ancora, più avanti, si propongano.

D’altra parte, non è forse assolutamente aperta la corsa essendo in notevole calo nei sondaggi le posizioni dei due ‘vecchi’ Biden e Sanders?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-07-10 12:28:312019-07-10 12:28:31Tom Steyer in corsa tra i democratici
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