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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Barrett ‘ratificata’ alle 19 di lunedì 26 ottobre?

Ottobre 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In una rara seduta tenutasi di domenica, il Senato americano ha deciso, con 51 voti contro 48, di procedere sollecitamente alla ratifica della nomina di Amy Coney Barrett a Giudice della Corte Suprema.
La votazione finale in aula è fissata alle ore 19 di lunedì 26 ottobre.
Dovesse così effettivamente andare sarebbe una grande vittoria per Donald Trump.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-26 11:19:492020-10-26 11:19:49Barrett ‘ratificata’ alle 19 di lunedì 26 ottobre?

Razzismo ieri e oggi

Ottobre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Viene – tra mille altre cose – accusato Donald Trump di essere “razzista”.
Ribatte, esagerando ma con un riferimento storico più che corretto, di essere “inferiore solo a Lincoln” nell’azione a favore dei neri.
(Occorre qui ripetere che Abramo Lincoln era repubblicano? Altroché!)
Orbene, il fatto che da oramai molti decenni, se non quasi un secolo, la gente, la pubblica opinione, praticamente per ogni dove, ritenga i repubblicani USA se non razzisti certamente avversi alle minoranze etniche, neri in prima fila, e, per contro, i democratici assolutamente favorevoli ai loro diritti è per molti versi stupefacente.
È uno dei più chiari esempi di contraffazione storica e una implacabile dimostrazione della capacità del ‘narrato’ di prevalere sul reale.
Della volgare ‘narrazione’ sulla nobiltà dei ‘fatti’.
Brutalmente semplificando (e rinviando ai miei scritti infinitamente più articolati) come si deve trattando in una ‘breve’ di un tema vastissimo, appunto i ‘fatti’.
1) Il partito repubblicano nasce nel 1854 avendo come primo (e quasi unico) punto in programma la abolizione dello schiavismo sostenuto a spada tratta – nel Sud ovviamente, ma non solo – dal partito democratico.
2) È il primo Presidente repubblicano (repubblicano!) Abraham Lincoln ad operare, al costo della Guerra di Secessione, perché il predetto schiavismo venga sconfitto.
3) Gli Emendamenti costituzionali che provvedono ad introdurre nella Carta fondamentale le disposizioni che escludono ogni impedimento al voto e alla emancipazione dei neri sono proposti, votati e ratificati da maggioranze repubblicane che prevalgono sconfiggendo le forti resistenze democratiche.
4) Passati gli anni del dopo Guerra di Secessione, i democratici, tornati a governare il Sud, usano ogni mezzo giuridico e sociale per mantenere i neri in uno stato di minorità che assume la duratura (fino agli anni Settanta del Novecento!) forma del segregazionismo.
5) È la Corte Suprema presieduta dal repubblicano Earl Warren a dettare tutte le aperture liberal degli anni Cinquanta e Sessanta che consentono ai neri la possibile emancipazione e minano alla base il sistema segregazionista voluto ed applicato dai democratici.
6) È il Presidente repubblicano Dwight Eisenhower che invia niente meno che la Guardia Nazionale a Sud perché le determinazioni della predetta Corte abbiano attuazione.
7) È il Presidente repubblicano George Walker Bush a nominare il primo nero (Colin Powell) Segretario di Stato.
Sarà il medesimo G. W. a collocare nello stesso ambito ruolo la prima donna nera (Condoleezza Rice).
Si ricordi che fino alla loro Convention del 1936 (!!!) i democratici assegnavano la nomination a chi avesse raggiunto una maggioranza qualificata dei due terzi dei delegati la qual cosa consegnava al Sud un vero e proprio potere di veto.
Veniva in sostanza candidato l’uomo politico che garantiva il mantenimento dello status quo in relazione ai negati diritti delle minoranze e un conseguente programma elettorale.
È pur vero che con Franklin Delano Roosevelt e il suo New Deal qualcosa si muove.
Ma è in verità solo con il da loro messo in secondo piano Lyndon Johnson – straordinario Presidente a questi riguardi, per quanto democratico verrebbe da dire – che finalmente (dal 1964, e quanta acqua è passata sotto i ponti) i democratici operano concretamente per le indispensabili ulteriori aperture.
È comunque talmente potente la narrazione che rappresenta i democratici quali non sono se non di recente e di rincorsa stati a proposito della lotta contro il razzismo che i neri americani stessi votano in larghissima misura per loro.
Non tutti, a ben guardare.
Non tutti, perché i neri di più alta educazione e cultura emergono tra i repubblicani.
Un’ultima doverosa precisazione in merito a Barack Obama, il primo Presidente di colore.
Presentato come ‘Afroamericano’ non lo era affatto se per tale si intenda (come doveroso) un nero USA discendente da schiavi.
Era ed è invece un ‘Kenyan American’ di etnia Luo.
La sua ascesa ed elezione può essere in effetti vista e correttamente valutata come una vera operazione razzista che puntava su quel tipo di razzismo molto spesso inconsapevole che porta non pochi a votare per una persona non per le sue capacità ma per il colore della sua pelle.
Qualcosa di analogo i democratici stanno tentando con Kamala Harris, presentata come ‘Afroamericana’ senza che assolutamente lo sia.
Certo, i tempi cambiano ma la Storia non può essere cancellata.
Certo, i tempi cambiano ma, guardando anche agli anni più recenti, quali mai davvero significanti provvedimenti hanno preso i democratici per i neri?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-25 15:49:012020-10-25 15:49:01Razzismo ieri e oggi

Iowa

Ottobre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

6 (pochini) i Grandi Elettori attribuiti allo Stato con capitale Des Moines che ha da tempo infinito una enorme importanza politica elettorale iniziale (subito dopo persa) essendo sede del primo Caucus ed assegnando pertanto ai vari aspiranti alle nomination partitiche i primi delegati alle Convention.
Ebbene, a questo momento (25 ottobre), le rilevazioni riguardanti la destinazione dei predetti 6 Grandi Elettori concludono per la massima incertezza.
Lo Stato è considerato ‘Toss-up’.
Dando un’occhiata retrospettiva, si vede che in verità – almeno a partire dal ‘dopo Reagan’ – difficilmente assai nelle sue Contee (quanto alle Presidenziali, perché per il Senato si palesa GOP) prevale il repubblicano, tanto che appunto dal 1988, prima di Trump, solo il Bush datato 2004 ci era riuscito.
6 Grandi Elettori contano poco?
Si può vincere di 2 e quindi!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-25 11:02:112020-10-25 11:02:11Iowa

78 Grandi Elettori “possibili” per Biden

Ottobre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

270towin (per in pochi che ancora ne siano all’oscuro, essendo 538 i componenti il Collegio che effettivamente elegge il Presidente, la maggioranza assoluta degli stessi si fissa ovviamente a 270) è un Centro Studi politici teoricamente indipendente.
Le ricerche e le analisi finora da tale Centro condotte propongono un esito finale, sia pure naturalmente ipotetico, così determinato:
Joe Biden 301
Donald Trump 170
Toss-up (incerti e non attribuibili) 67.
Tra i ‘bideniani’
– 194 sarebbero ‘strasicuri’
– 29 ‘probabili’
– 78 ‘possibili’.
È ovviamente negli Stati che esprimono questi ultimi che la propaganda repubblicana e Trump personalmente devono incidere.
Si tratta per il Grand Old Party e il suo incumbent di vincere prima di tutto davvero laddove loro stessi vengono dati per ‘strasicuri’, ‘probabili’ e ‘possibili’ e di strappare allo schieramento opposto minimo 32 ‘possibili’.
Difficile?
Certamente.
Ma nel 2016 la situazione era leggermente peggiore e dei 12 ‘Battlegrounds States’ allora identificati e assegnati dai sondaggi a Hillary Clinton invece addirittura 9 furono conquistati da Trump all’ultimo assalto.
Non dormono affatto sonni tranquilli dalle parti democratiche.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-25 11:00:322020-10-25 11:00:3278 Grandi Elettori “possibili” per Biden

Trump ha votato anticipatamente

Ottobre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Smentendo in qualche modo se stesso, Donald Trump ha votato anticipatamente in Florida, laddove lo scorso anno ha spostato, dal New York, la propria residenza.
(Perché il trattamento locale quanto alle tasse è nello Stato con capitale Tallahassee migliore si dice, anche se personalmente credo possa avere inciso il fatto che, avendo perso nel 2016 lo Stato di residenza – cosa successa a non molti dei suoi predecessori – spera, rieletto, questa volta, di vincerlo).
“Ho votato per un tizio che si chiama Trump”, ha detto ridendo.
Per poi affermare che non aveva nulla da ridire sulla procedura bene seguita nel seggio ma che altrettanto poteva e può benissimo non accadere altrove restando il voto anticipato e quello postale (che è ben differente cosa) vulnerabile, attaccabile da ‘truffatori’ elettorali.
Sterminato il numero dei suffragi nell’uno o nell’altro modo indicato già espressi laddove le leggi statali lo consentano.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-25 10:59:202020-10-25 10:59:20Trump ha votato anticipatamente

Anche Lisa Murkowski voterà per Amy Coney Barrett

Ottobre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si allarga la maggioranza repubblicana al Senato intenzionata a ratificare nella seduta plenaria la nomina alla Corte Suprema di Amy Coney Barrett.
La Senatrice dell’Alaska Lisa Murkowski – la quale aveva sostenuto all’inizio della procedura la necessità (meglio, l’opportunità) di provvedere in merito dopo il 3 novembre – ha deciso di votare a favore visti i meriti e le particolari capacità giuridiche e morali mostrate dalla Barrett nel corso delle audizioni davanti alla Commissione Giustizia della Camera.
A questo punto, i repubblicani favorevoli sono 52 e la questione dovrebbe risolversi velocemente.
La procedura è in scaletta da lunedì 26 ottobre.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-25 10:58:042020-10-25 10:58:04Anche Lisa Murkowski voterà per Amy Coney Barrett

Come e quando si vota per il Senato in Georgia

Ottobre 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Alla luce dei sondaggi, il Senato, oggi a maggioranza repubblicana (53 a 47 per gli Elefantini i seggi), potrebbe cambiare volto.
Non pochi, difatti, gli Stati nei quali i democratici danno l’impressione di poter defenestrare il titolare appartenente al Grand Old Party.
Ora, i dem possono centrare l’obiettivo in due modi.
Ovviamente, arrivando a minimo 51 seggi.
In alternativa – se Joe Biden effettivamente per White House prevalesse – anche solo pareggiando, visto che, appunto in caso di parità, esprime il proprio voto (negli altri frangenti non ammesso) il Presidente del Senato che, per Costituzione, è il Vice federale (nell’ipotesi, Kamala Harris).
Il voto popolare temporalmente coincide con quello cosiddetto presidenziale.
Tutto bene, non fosse per le disposizioni in merito a tale elezione in vigore specificamente in Georgia.
Legge locale colà vuole che si usi per la bisogna il ‘Runoff Method’
Ove pertanto il 3 di novembre nessun candidato (con questo Metodo possono presentarsi anche più pretendenti dello stesso partito) arrivasse a superare il 50 per cento dei voti, i primi 2 in graduatoria si affronterebbero in una data successiva.
Esattamente il 5 di gennaio.
Questo vuol dire che potrebbe capitare che si debba attendere il giorno precedente l’Epifania 2021 (o la stessa Befana) per sapere da che parte va la Camera Alta USA.
E pensare che i due rami del Congresso sono convocati irrevocabilmente per il 3, due giorni prima.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-25 10:56:052020-10-25 10:56:05Come e quando si vota per il Senato in Georgia

La crescita economica del Paese dalla Grande Depressione

Ottobre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Al fine di dimostrare l’inadeguatezza di Donald Trump, The Guardian – proponendo un interessante grafico che riporta i dati della crescita economica degli Stati Uniti sotto le diverse Presidenze a partire dalla Grande Depressione – evidenzia nel titolo dedicato come il periodo trumpiano (solo lo 0,8 in più) sia da considerare il peggiore, ‘Herbert Hoover Era’ a parte.
Nel testo, non può peraltro esimersi dal precisare che il predetto dato comprende le proiezioni relative al 2020 quando nei tre precedenti anni (2017/18/19) di contro il numero era un buon 2,5 (per dire, migliore dell’1,6 del predecessore Obama!).
Ecco comunque a fini storici la tabella:
Hoover – 9,3
F. D. Roosevelt + 9,3
Truman + 1,3
Eisenhower + 3
Kennedy + 4,4
Johnson + 5,3
Nixon + 3,5
Ford + 1,6
Carter + 3,3
Reagan + 3,5
G. H. Bush + 2,3
Clinton + 3,9
G. W. Bush + 2,2
Obama + 1,6

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-24 11:27:452020-10-24 11:27:45La crescita economica del Paese dalla Grande Depressione

Il voto anticipato con particolare riferimento ai giovani

Ottobre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si era detto che a causa soprattutto della pandemia un gran numero di elettori avrebbe approfittato della possibilità da molti Stati concessa di votare anticipatamente (è ammesso per dimostrata necessità) o per via postale.
Le stime al riguardo arrivavano a numeri imponenti (80 milioni!), sostanzialmente doppi rispetto a quelli di 4 anni fa.
E in effetti al 21 ottobre, gli istituti che seguono l’andamento in merito parlavano già di quasi 50 milioni di suffragi nei due indicati modi espressi.
Guardando alla composizione demografica dei votanti, salta agli occhi il davvero sostenuto aumento (sono 3 milioni, 2 dei quali raccolti nei 14 ‘Key States’) tra loro dei giovani della fascia 18/29 anni, dei più giovani quindi.
(Due situazioni locali a conferma:
– North Carolina, da 25.000 a 205.000
– Florida, da 44.000 a 258.000).
Considerato il fatto che normalmente i repubblicani preferiscono affollare i seggi e che i democratici sono decisamente più propensi alle anticipazioni indicate, si pensa (qualcuno sostiene di essere in possesso della documentazione, avendo verificato le iscrizioni dei votanti alle liste elettorali) che nello spoglio di queste schede il ‘blu’ del partito dell’Asino prevarrà nettamente.
Per il vero, qualche notevole dubbio – in generale e nello specifico – sorge ove si sottolinei l’appello di recente lanciato ai suoi dalla Speaker della Camera Nancy Pelosi, timorosa per avere avuto notizia del fatto che si stiano dando da fare in tale ambito assolutamente più che in passato i ‘nemici’ repubblicani.
Abbiamo già sottolineato come la situazione quanto al voto come sopra indicato debba preoccupare in vista della certezza per quanto possibile veloce del risultato novembrino.
Lo spoglio delle numerosissime schede comporterà nei casi di ‘too close to call’ a ritardare considerevolmente la determinazione dei risultati e la conseguente attribuzione dei Grandi Elettori.
Comporterà indubbiamente un numero esponenziale di ricorsi ai Tribunali locali per le più varie vere o solo immaginate scorrettezze.
Potrebbe al limite richiedere l’intervento ancora determinante (lo fu nel 2000) della Corte Suprema.
Tutto molto interessante agli occhi di uno storico.
Tutto molto preoccupante a quelli degli operatori economici.
Vedremo e manca oramai una sola decina di giorni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-24 10:05:582020-10-24 10:05:58Il voto anticipato con particolare riferimento ai giovani

Pareggio nei dati 2016/2020

Ottobre 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

11 giorni prima del voto novembrino del 2016, nei 12 ‘Battlegrounds’ o ‘Swing States’ – quelli determinanti ai fini della vittoria – il vantaggio medio attribuito dai sondaggi a Hillary Clinton era di 3,8 punti percentuali.
E si è visto come è andata a finire.
Ebbene, a 11 giorni dal 3 novembre 2020 la media dei sondaggi come proposta da RealClearPolitics conclude allo stesso preciso modo.
Suspense, massima suspense.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-24 10:04:312020-10-24 10:04:31Pareggio nei dati 2016/2020
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