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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

‘Naked Ballots’

Ottobre 28, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

2 milioni e mezzo, nientemeno, gli elettori della Pennsylvania che hanno fatto richiesta di essere ammessi al voto anticipato e a quello postale.
I regolamenti locali prevedono tra l’altro che perché il suffragio pervenuto sia valido debba essere in un ‘envelop’ (una busta) ufficiale fornito dallo Stato.
Nel caso così non pervenisse, sarebbe ritenuto ‘Naked’, in quanto non rispondente ai criteri di sicurezza stabiliti, e conseguentemente annullato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-28 10:24:302020-10-28 10:24:30‘Naked Ballots’

“Non si fanno comizi dove la vittoria è scontata”

Ottobre 27, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È sulla base di questa convinzione – ribadita nelle pagine online di un importante giornale italiano – che Hillary Clinton nel 2016 ha perso.
Non fece sforzi particolari in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin e finì come tutti sappiamo.
E pensare che il marito Bill glielo aveva raccomandato.
Fatto è che (salvo casi straordinari) nessuno Stato è mai vinto fino alla chiusura dei seggi e ogni voto va catturato.
Più probabile (ma non certo) che invece sia praticamente certo dove si perderà e che colà sia inutile per il candidato andare.
Dovrebbe tale considerazione valere in questo 2020 per Trump in California, in genere sulla Costa Pacifica e nel New York.
Per Biden, in larga parte dei ‘Flyover States’, intendendo per tali quelli che gli aerei, volando dalla Grande Mela piuttosto che da Miami in California, sorvolano e che i democratici normalmente trascurano salvo essere per questo bastonati il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre dell’anno bisestile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-27 19:44:042020-10-27 19:44:04“Non si fanno comizi dove la vittoria è scontata”

Le 3 telefonate di Al Gore

Ottobre 27, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È consuetudine che al termine della giornata elettorale e venuto a conoscenza dell’esito, il perdente conceda la vittoria al rivale.
Può essere che la concessione sia affrettata (Carter nel 1980) e arrivi a danneggiare i suoi impegnati per altri incarichi in Stati che, per via dei fusi orari, devono ancora chiudere i seggi (non pochi elettori degli Stati verso il Pacifico e della costa, delusi, restarono a casa e non votarono per Senato, Camera, cariche locali…)
Può essere che personalmente non ci sia e venga ad opera del capo staff dello sconfitto, fuori gioco essendo fisicamente o psicologicamente questi.
Può essere che venga rimangiata e poi di bel nuovo proposta.
Così accadde nel famigerato 2000.
Al Gore telefonò a George Walker Bush l’8 novembre per congratularsi.
Lo richiamò per ritirarla quando seppe con certezza che la Florida era in discussione.
Per infine chiudere la questione con la terza telefonata il 13 dicembre a seguito della determinazione a favore del repubblicano operata dalla Corte Suprema.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-27 17:42:322020-10-27 17:42:32Le 3 telefonate di Al Gore

ACB: quando la narrazione prevale sulla verità

Ottobre 27, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I media (si direbbe dappertutto) all’unisono, trattando della ratifica da parte del Senato americano della nomina a Giudice della Corte Suprema di Amy Coney Barrett, ‘accusano’ i repubblicani di avere ferocemente ‘forzato’ la normativa in merito, in questo (come sempre) adeguandosi alla narrazione dei democratici che richiamano quanto accaduto nel 2016 alla morte di Antonin Scalia sostenendo che le due circostanze coincidano.
Nulla di più falso!
La Costituzione (non la carta con la quale si avvolge il salame affettato) dice che la benedetta ratifica della designazione ad opera del Presidente di un Giudice (della Corte Suprema o Federale che sia) è di competenza senatoriale.
Occorre pertanto che in quell’aula esista o si formi una maggioranza.
Nel 2016, allorquando Barack Obama indicò Merrick Garland, non si costituì.
Nel 2020, alla designazione da parte di Donald Trump di Amy Coney Barrett, sì.
Erano totalmente in diritto i repubblicani, 4 anni fa prevalenti al Senato, di votare contro o neppure mettere all’ordine del giorno la votazione inerente.
Erano e sono stati totalmente in diritto in questi ultimi giorni nel mettere all’ordine del giorno l’argomento e nel ratificare la designazione presidenziale.
Non è assolutamente vero il contrario, dato che quello applicato è il dettato costituzionale.
I democratici, ovviamente, denunciando inesistenti prevaricazioni, fanno il loro mestiere.
Non si sa bene di contro quale mestiere esercitino quanti nei media fanno costantemente (ed anche in questa circostanza) loro eco.
O forse sì.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-27 15:49:382020-10-27 15:49:38ACB: quando la narrazione prevale sulla verità

Più indipendenti e neo elettori tra quanti seguono Trump?

Ottobre 27, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ronna McDaniel – la Chairwoman del Grand Old Party – risponde di sì e snocciola i numeri.
Dice, afferma, che tra i partecipanti alle manifestazioni trumpiane degli ultimi giorni i non repubblicani, i giovani e quanti non hanno comunque votato per il tycoon nel 2016 sono parecchi e che questo è un segno significativo (si può dire? Sì!) ed entusiasmante in vista del voto.
Assicurano poi altre fonti repubblicane che tra quanti hanno finora anticipatamente espresso il suffragio in Texas, Michigan e Wisconsin – incredibilmente visto che si è sempre sostenuto che questo tipo di esercizio è preferito dai democratici – i ‘loro’ sono più numerosi.
Se son rose (repubblicane) fioriranno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-27 11:55:112020-10-27 11:55:11Più indipendenti e neo elettori tra quanti seguono Trump?

Amy Coney Barrett confermata!

Ottobre 27, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

52 a 48.
Questo il risultato in Senato della votazione plenaria tenutasi lunedì 26 ottobre nel tardo pomeriggio washingtoniano per la ratifica della nomina di Amy Coney Barrett a Giudice della Corte Suprema americana.
Un solo Senatore repubblicano (Susan Collins, del Maine) ha votato contro.
Si tratta di un grande successo personale di Donald Trump – che ha visto approvare il terzo Giudice (dopo Neil Gorsuch nel 2017 e Brett Kavanaugh nel 2018) da lui designato alla Corte – e di un risultato che può condizionare molto a lungo (Barrett ha 48 anni) la maggioranza nel consesso.
È difatti Barrett – fra le altre infinite cose che la definiscono come giuridicamente ferratissima – una allieva e seguace del defunto Antonin Scalia, grande assertore dell’Originalismo in campo costituzionale.
L’intero procedimento – che ha preso il via dopo la dipartita di Ruth Bader Ginsburg a settembre – si è articolato con particolare speditezza.
L’intento – come si vede raggiunto – essendo quello di arrivare al dunque prima del voto fissato al 3 novembre.
Quanto alla Corte, è ora tornata a contare su 9 Giudici.
Che possa e debba essere chiamata ad intervenire a seguito di ricorsi nel dopo elezioni è cosa possibile e, se così si può dire, probabilmente probabile.
Vedremo.
Da sottolineare il fatto che nessuno tra i democratici ha potuto contestare i titoli, la preparazione e l’integrità della Barrett, ovviamente, di contro, criticabile da quanti non ne condividano le posizioni dottrinarie e le convinzioni etiche.
Ancora, che tra i possibili critici repubblicani era agli inizi del discorso ratifica anche Mitt Romney, la cui possibile opposizione (per quei motivi di opportunità – aspettare il dopo votazioni, magari – che hanno portato Susan Collins ad esprimersi negativamente) è rientrata avendo egli costatato che Amy Coney Barrett è “eccezionalmente intelligente, accademicamente impeccabile e dotata di tutte le credenziali”.
A chiudere (mille le argomentazioni possibili ancora), come abbiamo altra volta sottolineato, un Giudice – che sia della Corte o Federale non importa – è comunque una personalità indipendente e non si contano i nomi di quanti tra gli insediati, considerati in particolare ‘a destra’, si sono nei fatti (nelle sentenze come nelle argomentazioni delle posizioni nell’ambito assunte) dimostrati ‘diversi’ dall’atteso.
Torneremo certamente e volentieri sulla Barrett e sui moltissimi temi afferenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-27 11:53:332020-10-27 11:53:33Amy Coney Barrett confermata!

In Texas esiste un seggio elettorale ‘spaziale’!

Ottobre 27, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’astronauta Kate Rubins ha votato per le Presidenziali dallo spazio nel seggio elettorale ISS.
Esattamente da 320 chilometri di altitudine a bordo della Stazione Internazionale orbitante.
È stato possibile attraverso la crittografia e perché dal 1997 il Texas – dove risiedono gli astronauti – ha previsto tale evenienza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-27 11:20:022020-10-27 11:20:02In Texas esiste un seggio elettorale ‘spaziale’!

Cosa può voler dire la conferma di Amy Coney Barrett

Ottobre 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allora.
Quanto alla questione relativa alla validità e allo spoglio delle schede comprendenti il voto postale e quello anticipato per la Pennsylvania, pochi giorni fa, la Corte Suprema ha sentenziato in buona sostanza a favore dei democratici rigettando la richiesta repubblicana di non considerare quelle arrivate dopo il 3 novembre ed accettando invece anche le ricevute nelle seguenti 72 ore.
Per sovrammercato, ritenendo sanabile anche la mancanza del timbro postale.
Il voto ha visto il Presidente John Roberts schierarsi con i cosiddetti liberal, la qual cosa, essendo il risultato 4 a 4, per via della mancanza del nono membro e nel caso contando doppio il parere del Chief, ha portato all’esito indicato.
Ora, cosa succede se della Corte entra a far parte fra pochissimo – prima del voto novembrino – una confermata dal Senato Amy Coney Barrett visto che il partito repubblicano della Pennsylvania intende ripresentare il quesito?
Si forma una maggioranza pro ricorrenti?
Cambiando completamente le prospettive quanto ai tempi e assai probabilmente al risultato elettorale?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-26 17:59:502020-10-26 17:59:50Cosa può voler dire la conferma di Amy Coney Barrett

Gli orari del 3 novembre

Ottobre 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In generale, i seggi elettorali si chiudono alle 20 locali.
Ovviamente, occorre tenere conto dei differenti fusi orari.
I primi exit polls dovrebbero essere proposti verso le ore 2 italiane.
Lo spoglio delle schede comincia in ciascun seggio subito dopo la chiusura.
Lo scrutinio dei voti postali e di quelli anticipati è regolato dagli Stati.
Si pensi, per esempio, alla Pennsylvania che accetta le schede arrivate fino a 3 giorni dopo.
Vuol dire che se l’esito dello spoglio dei voti dei seggi non determina una maggioranza schiacciante dell’uno o dell’altro sarà necessario aspettare davvero molto per scoprire chi abbia vinto e conseguentemente catturato i Grandi Elettori di quello Stato (come di altri).
E se (molti i se, ma concernono cose non solo possibili ma probabili) lo Stato stesso fosse decisivo, determinante…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-26 16:02:222020-10-26 16:02:22Gli orari del 3 novembre

Trump e il ‘Perdono presidenziale’

Ottobre 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Fantapolitica?
Se non fosse un percorso effettivamente praticabile, verrebbe voglia di affermarlo.
Mi riferisco allo scenario che qualcuno – dotato di fantasia ma a conoscenza del precedente e pertanto della possibilità di concretizzarlo – va delineando guardando a un Donald Trump sconfitto il 3 novembre e considerando i guai giudiziari (molte la azioni giuridiche nei suoi riguardi ferme, congelate, per via della carica che esercita) ai quali conseguentemente, tornato semplice cittadino, andrebbe incontro.
Ebbene, battuto, si dimetterebbe praticamente subito.
Ciò facendo, verrebbe sostituito nella ‘Lame-duck Session’ (fino a mezzogiorno del 20 gennaio 2021) dall’attuale Vice Mike Pence.
Questi, gli concederebbe il ‘Perdono presidenziale’, cosa che fece nel 1974 Gerald Ford nei confronti di Richard Nixon.
Dopo di che, almeno tutte le questioni penali sarebbero sostanzialmente cancellate.
Certo, dovrebbe Pence accettare un ruolo che lo esporrebbe a critiche feroci e con ogni probabilità (mai dire mai, però, rammentando che l’allora indicato come ‘venduto’ Ford nel successivo 1976 perse sì da Carter ma molto dignitosamente) a rinunciare a qualsiasi aspirazione quanto al 2024.
È da marzo che, per e con tutto quanto va accadendo, verifichiamo l’unicità storica di questa tornata elettorale.
E ancora non sappiamo cosa (magari anche quanto sopra ipotizzato) succederà al e dopo il voto.
Interessantissimo!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-26 11:21:292020-10-26 11:21:29Trump e il ‘Perdono presidenziale’
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