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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Amy Coney Barrett in retta d’arrivo

Ottobre 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La ratifica della nomina di Amy Coney Barrett alla carica di Giudice della Corte Suprema sarà oggetto della riunione dell’aula del competente Senato lunedì 26 ottobre.
Questo ha comunicato il leader della maggioranza repubblicana nel consesso Mitch McConnell.
In precedenza, il 22, la Commissione Giustizia che ha interrogato Barrett chiuderà i propri lavori.
Pare pertanto davvero avviata a conclusione l’intera operazione voluta dal Presidente che porterà Barrett a succedere nel ruolo, su ben diverse posizioni, alla deceduta icona liberal Ruth Bader Ginsburg.
Il livello di preparazione di Amy Coney Barrett è del resto assolutamente ineccepibile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-21 18:27:302020-10-21 18:27:30Amy Coney Barrett in retta d’arrivo

Venezuelani USA per Trump?

Ottobre 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I Latinos?
Lo sappiamo, accumunarli politicamente è sbagliatissimo.
Dipende, difatti.
Ovviamente, dalla provenienza.
Tendenzialmente (si parla nella misura del 59 per cento) ‘trumpiani’ i Cubani della Florida.
E importantissimi ai fini della conquista dello Stato con capitale Tallahassee che conta la bellezza di 29 Grandi Elettori.
In giro per gli States – anche se a loro volta principalmente collocati nel Sunshine State – i Venezuelani.
Pare proprio che quanti tra loro avranno diritto di votare lo faranno in buon numero anch’essi a favore del tycoon.
Conta notevolmente a questo riguardo l’appoggio dato dalla Amministrazione repubblicana a Juan Guaidò, l’oppositore di Nicolas Maduro, che Trump ha ricevuto a White House.
Se son rose repubblicane (spine non dovrebbero essere) fioriranno.
Abbastanza da permettere la ‘cattura’ GOP dell’ex colonia acquistata dagli States ai tempi di James Monroe?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-21 17:11:052020-10-21 17:11:05Venezuelani USA per Trump?

A meno di 2 settimane dal voto

Ottobre 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un riepilogo storico dei confronti elettorali tra Repubblicani e Democratici pare indicato oggi quando mancano meno di 2 settimane al voto tanto atteso.
Tutto ha inizio con le votazioni datate 1856.
Il Partito Democratico era sostanzialmente nato nel 1828 con la dissoluzione dei Democratici/Repubblicani.
Il Repubblicano viene fondato nel 1854.
È quindi solo dal citato 1856 che partecipa alle Presidenziali.
Da allora, gli Elefantini (il simbolo del Grand Old Party – altro nome dei Repubblicani – è un elefante) hanno detenuto il potere esecutivo per totali 96 anni contro i 68 degli Asinelli (il simbolo dei Democratici è appunto un asino).
Storicamente, i due movimenti hanno agito percorsi geopolitici opposti.
I Democratici sono stati per lunghissimo tempo molto forti, dominanti, nel Sud segregazionista e conservatore post Guerra di Secessione prima di evolvere politicamente (orientandosi infine su posizioni liberal) e geograficamente (conquistando il Nord in precedenza totalmente avverso) negli anni Sessanta del Novecento a partire dalla grande affermazione di Lyndon Johnson datata 1964.
Sostanzialmente opposto il percorso dei Repubblicani, lungamente su posizioni progressiste a difesa dei diritti civili avanti di volgere a destra e di arrivare a prevalere nel prima a loro contrario Sud.
Il colore che identifica i Democratici è il blu e gli Stati che usualmente votano per loro sono definiti per questo ‘Blue States’.
Il colore dei Repubblicani è il rosso e per conseguenza gli Stati che si esprimono per loro sono chiamati ‘Red States’.
Quasi sempre le votazioni sono decise da un relativamente ristretto (una dozzina) numero di Stati che votano alternativamente e a seconda delle circostanze per gli uni o per gli altri.
Sono questi gli ‘Swing’ o ‘Battlegrounds States’.
Tradizione vuole – sbaglia rarissimamente e non più dal 1960 – che il partito che si afferma in Ohio conquisti la Casa Bianca.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-21 10:56:362020-10-21 10:56:36A meno di 2 settimane dal voto

“Biden Debate Commission”

Ottobre 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il capo dello staff elettorale di Donald Trump Bill Stepien ha coniato un acronimo (BDC) per indicare – secondo lui correttamente alla luce delle decisioni che ha preso ritenute lesive per il tycoon – la Commission on Presidential Debate (che regola in dibattiti tra i candidati).
Sta BDC per “Biden Debate Commission”.
Divertente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-21 10:55:212020-10-21 10:55:21“Biden Debate Commission”

Dipende da dove e di quanto si vince

Ottobre 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si parla spesso di Pennsylvania di questi tempi.
Perché ha fatto vincere Trump quattro anni fa.
Perché conteggerà il voto postale arrivato fino a tre giorni dopo il 3 novembre.
Perché soprattutto sarà la vera ‘misura’.
Philadelphia e Pittsburgh nel 2016 votarono forte per Hillary Clinton.
Non abbastanza da contenere la rimonta (i risultati arrivarono dopo) del tycoon.
La sorpresa consistette in particolare nel fatto che in molte contee periferiche il vantaggio di Trump fu amplissimo.
Quest’anno, proprio alla luce del risultato ricordato, i democratici sono al lavoro – certamente per mantenere la loro prevalenza urbana – ma soprattutto, non per vincere ma per contenere grandemente la forza elettorale rurale del Presidente uscente.
Vinca pure nelle contee contadine e operaie ma non in modo tale da sovvertire nuovamente i risultati.
Funzionerà?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-21 10:53:552020-10-21 10:53:55Dipende da dove e di quanto si vince

Meglio i dem in Senato?

Ottobre 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Secondo Larry Sabato, il prossimo 3 novembre, i repubblicani dovrebbero perdere la bellezza di 4 (se gli andasse di lusso, 3) seggi al Senato.
Così fosse, scenderebbero da 53 a 49 scranni lasciandone 51 (2 di questi in verità a indipendenti che convergono sui dem) ai rivali.
Ove Biden vincesse poi al Grand Old Party non basterebbe neppure arrivare a 50 (come invece se restasse Trump) perché Presidente del Senato abilitata a votare in caso di pareggio sarebbe la vice Presidente Kamala Harris, per dettato costituzionale a capo della Camera Alta.
Tempi difficili?!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-20 19:06:072020-10-20 19:06:07Meglio i dem in Senato?

La Corte Suprema a favore dei dem sul voto in Pennsylvania

Ottobre 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ancora una volta decisivo (4 a 4 i Giudici della Corte Suprema con il suo voto nella circostanza determinante) il Chief of Court John Roberts.
In merito alla decisione da prendere a proposito del ricorso presentato dai repubblicani della Pennsylvania quanto alla validità dei voti postali in arrivo.
Chiedevano i ricorrenti che fossero presi in considerazione solo quelli arrivati entro il giorno delle votazioni.
L’alto consesso ha invece deliberato per l’accettazione delle schede pervenute anche nelle seguenti 72 ore.
Per di più, perfino se recanti sulla busta indicazioni poco chiare quanto alla data di spedizione o prive di timbri.
Lasciando da parte ogni possibile valutazione giuridica, ben si comprende come e perché il Presidente e il Grand Old Party stiano facendo di tutto per concludere prima del voto novembrino e dei successivi (data la situazione altre volte illustrata) certi ricorsi il percorso relativo alla ratifica della nomina di Amy Coney Barrett.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-20 12:02:102020-10-20 12:02:10La Corte Suprema a favore dei dem sul voto in Pennsylvania

Donald Trump Presidente e Kamala Harris Vice (?!)

Ottobre 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una ‘ipotesi di scuola’ quella proposta ed esaminata da Francesco Russo su AGI il 19 ottobre?
L’ipotesi che a fianco di un Donald Trump confermato dalla Camera sieda una Kamala Harris eletta dal Senato?
Una ipotesi di scuola estrema che dimostra quanto l’autore sia felicemente addentro ai meccanismi più riposti delle istituzioni e delle regole elettorali americane.
Sulla base del XII Emendamento datato 1804, se i Grandi Elettori usciti dalle urne il 3 novembre fossero 269 a testa e non vi fossero defezioni nel voto del loro Collegio (come altrimenti se invece, proprio a causa di cambiamenti si arrivasse colà comunque al pareggio), il Presidente sarebbe eletto dalla Camera e il Vice dal Senato.
Le votazioni in sede camerale vedrebbero gli Stati pesare tutti un solo voto non contando più a quel punto né il numero degli abitanti né la conseguente consistenza dei predetti Delegati al citato Collegio.
Ove il numero degli Stati aventi delegazioni a maggioranza repubblicana fosse prevalente potrebbe essere rieletto Trump.
Le votazioni in sede senatoriale nelle quali ogni Senatore si esprime personalmente, se la Camera Alta fosse a maggioranza democratica, potrebbero concludersi invece effettivamente con la elezione di Kamala Harris.
Quanto alla nomina da parte della House of Representatives del Capo dello Stato abbiamo il precedente del 1824.
Quanto a quella del suo Vice, del 1836.
Divertente se le due situazioni coincidessero.
Molto divertente!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-20 11:19:222020-10-20 11:19:22Donald Trump Presidente e Kamala Harris Vice (?!)

Confronto Biden/Clinton a 15 giorni dal voto

Ottobre 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Secondo RealClearPolitics, a 15 giorni dal voto, il vantaggio medio nei 12 decisivi ‘Battlegrounds States’ di Joe Biden su Donald Trump è del 4,1 per cento.
Nel 2016, alla stessa distanza temporale dalle elezioni, Hillary Clinton era avanti notevolmente di più: del 4,8.
Alla fine, 9 di quei 12 Stati andarono a Trump.
Ovviamente, il precedente non può condizionare al punto di far dimenticare che comunque il democratico è nettamente in testa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-20 09:58:192020-10-20 09:58:19Confronto Biden/Clinton a 15 giorni dal voto

Un primato di Mitt Romney

Ottobre 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nelle elezioni del 2012, il candidato repubblicano Mitt Romney conquistò 206 Grandi Elettori.
Era dal 1976 – allorquando l’uscente Gerald Ford era stato defenestrato da Jimmy Carter – che un aspirante del Grand Old Party sconfitto (come nella circostanza l’attuale Senatore dello Utah) non superava i 200 predetti Delegati al Collegio Nazionale.
Volendo retrocedere la ricerca, partendo dal 1912 (anno nel quale gli Stati ammessi al voto erano 48 – diventeranno 50 nel 1960 e il District of Columbia si aggiungerà nel 1964), fra i perdenti GOP, solo Charles Evans Hughes nel 1916 e Richard Nixon fecero meglio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-19 20:12:062020-10-19 20:12:06Un primato di Mitt Romney
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