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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Chicago: porca vacca!

Aprile 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1871.

Chicago è al culmine di un periodo espansione dovuto principalmente all’arrivo della ferrovia.

Dimenticate le stragi ad opera dei pellirosse del 1812, forte e apparentemente inarrestabile la spinta economica seguente al ritorno dei bianchi.

Tutto bene, quindi.

Poi, la sera dell’8 ottobre del predetto 1871, una mucca appartenente alla Signora Catherine O’Leary, muovendosi, da un calcio a una lanterna che cade sulla paglia sparsa a terra.

Conseguenza?

18.000 case distrutte dall’incendio così provocato!

Si vedrà proprio allora di quale pasta erano fatti gli americani, di quale tempra.

La ricostruzione fu talmente rapida che gli abitanti aumentarono di 200.000 unità nel successivo decennio.

Dieci anni e briscola ancora e la nuova Chicago scalzava Philadelphia dal ruolo di seconda città più popolosa del Paese.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-09 00:00:002019-04-09 00:00:00Chicago: porca vacca!

Washington e la ‘Indennità di collina’

Aprile 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ai vecchi tempi, ai diplomatici inglesi costretti a vivere in località dal clima quantomeno discutibile se non malsano (norme in merito erano applicate nelle colonie asiatiche, per dire), il Governo di Sua Maestà concedeva la cosiddetta ‘indennità di collina’ (‘Hill Allowance’) per permettere loro di soggiornare di quando quando in luoghi più corroboranti.

Fu solo negli anni Quaranta/Cinquanta del Novecento che tale indennità fu tolta ai funzionari dell’ambasciata britannica a Washington.

Il vecchio Raymond Cartier cominciava con queste parole nel suo ‘Le Cinquanta Americhe’ la descrizione della capitale USA di fine Cinquanta:

“Nulla a Washington può essere definito normale.

Il clima è spaventoso.

L’estate un bagno turco…

La natura stupenda…”

È in questo luogo, naturalmente ‘discutibile’, che il 15 aprile 1791 il Generale George Washington delimitò i confini di quella che sarebbe diventata la capitale federale.

Si era arrivati alla palude in questione – lo era e occorrerà bonificarla prima di costruire – accettando l’offerta degli Stati del Sud (in specie della Virginia e del Maryland che avevano dato i terreni) più ricchi di quelli del Nord i cui debiti furono nella circostanza messi in comune.

Occorrerà arrivare al 1800 perché la dimora presidenziale (futura Casa Bianca) possa essere inaugurata.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-09 00:00:002019-04-09 00:00:00Washington e la ‘Indennità di collina’

Ronna Romney McDaniel

Aprile 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Romney, ricordate?

Parlo di Mitt, in primo luogo, già Governatore del Massachusetts e candidato sconfitto alla Casa Bianca nel 2012.

E parlo del di lui padre George Wilcken, due volte Governatore del Michigan, ministro nel primo mandato nixoniano.

E ancora della nipote abiatica di Wilcken nonché figlia del fratello di Mitt, Ronna Romney McDaniel.

È, quest’ultima, dal gennaio 2017 ‘Chairwoman’ (Presidente) del Partito Repubblicano.

Occorrerà darle di quando in quanto un’occhiata.

È del 1973 e, con Nikki Haley per dire, tra le Signore in gamba che nel GOP scaldano i motori.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-08 00:00:002019-04-08 00:00:00Ronna Romney McDaniel

Fuori il Segretario della Homeland Security

Aprile 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Data in partenza dai media fin dal trascorso novembre, ieri la ministra Kirstjen Nielsen è stata sostituita nell’incarico ad opera del Presidente Trump.

Problemi a proposito della sua adeguatezza su temi quali il famoso muro messicani e annessi in particolare.

Sarà Nuelsen sostituita da Kevin McAleenan, finora Commissario per la difesa delle dogane e del confine.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-08 00:00:002019-04-08 00:00:00Fuori il Segretario della Homeland Security

Un quarto Vice di cognome Johnson? Possiamo escluderlo!

Aprile 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tre i Vice Presidenti USA di cognome Johnson.

Il primo, Richard Mentor Johnson, è detentore di un record straordinario: è il solo Vice eletto, secondo il disposto del XII Emendamento, dal Senato visto che non aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori.

Correva l’anno elettorale 1836.

È Richard Mentor altresì uno dei pochi Vice ‘scaricati’ dal ticket in occasione di una seconda o successiva candidatura del Presidente del quale era vicario dato che nel 1840 Martin Van Buren corse (perdendo) senza ‘Running Mate’.

Il secondo (Andrew) e il terzo (Lyndon) Johnson sono accomunati dal fatto di essere entrambi succeduti a un Presidente assassinato.

Andrew nel 1865 ad Abraham Lincoln.

Lyndon nel 1963 a John Kennedy.

Difficile davvero, con questi certamente non fortunati trascorsi per i loro tre capicordata, che un futuro candidato a White House accetti come ipotetico Vice un signore con un cognome a questo particolare riguardo al minimo ‘porta sfortuna’ o ‘sfiga’ che dir si voglia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-08 00:00:002019-04-08 00:00:00Un quarto Vice di cognome Johnson? Possiamo escluderlo!

Adolf Hitler: due parole sugli Stati Uniti

Aprile 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Riflessioni – interessanti e condivisibili – di Adolf Hitler a proposito degli Stati Uniti d’America.

“Che cosa è uno Stato Federale?

Per noi, è una lega di Stati sovrani i quali, con libera volontà, in forza della loro sovranità, si legano insieme e cedono alla collettività quella parte dei loro diritti sovrani necessaria a garantire e a rendere possibile l’esistenza della lega comune.

Ma nella pratica questa formula teorica non si adatta in modo assoluto a nessuno degli Stati federali della Terra.

Meno che meno all’Unione Americana, dove, nella maggior parte dei singoli Stati non si può parlare di una sovranità originaria: molti di essi furono inseriti nel complesso della Federazione solo nel corso del tempo.

Negli Stati della Confederazione Americana si tratta in prevalenza di territori più o meno grandi, creati per motivi di tecnica amministrativa, spesso delimitati col righello, i quali prima non avevano né potevano avere una propria sovranità statale.

Perché non furono questi Stati a creare l’Unione ma fu  l’Unione a creare gran parte di questi cosiddetti Stati.

Quindi i diritti sovrani, spesso cospicui, lasciati o meglio concessi,  ai singoli territori rispondono alla natura di quella Confederazione di Stati e, soprattutto, alla vastità della sua superficie, alle sue dimensioni spaziali equivalenti all’ampiezza di un continente.

Negli Stati dell’Unione Americana non si può parlare di una sovranità statale, ma solo di loro diritti fissati e garantiti dalla Costituzione.

Forse, più che diritti, conviene dire ‘facoltà'”.

 

Adolf Hitler, Mein Kampf

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-08 00:00:002019-04-08 00:00:00Adolf Hitler: due parole sugli Stati Uniti

I votanti

Aprile 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non hanno la sfera di cristallo ma non dovrebbero sbagliare poi di molto.

Si parla degli istituti che stanno lavorando per avere la più attendibile tra le previsioni di voto 2020 quanto al numero degli aventi diritto.

(Il più recente censimento è datato 2010).

Allora, gli ispanici dovrebbero essere trentadue milioni.

Gli afroamericani trenta.

Gli asiatici undici.

I bianchi sono solo i due terzi dei citati aventi diritto.

Per dare un’idea, nel 2000, erano i tre quarti!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-07 00:00:002019-04-07 00:00:00I votanti

Jill Stein ha detto no!

Aprile 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I Verdi.

Nelle ultime due elezioni presidenziali il Partito Verde americano ha ottenuto risultati alquanto modesti.

Specie se paragonati a quelli del 2000 quando il suo candidato a White House era Ralph Nader.

Leader in entrambe le circostanze il medico ambientalista Jill Stein.

Forse per evitare il rischio di essere inclusa nell’elenco dei ‘perennial candidates’, Stein ha dichiarato ufficialmente di non essere interessata ad una nuova investitura.

Vedremo dunque quale sarà il pretendente Verde 2020 sapendo che saremo orfani di Jill.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-07 00:00:002019-04-07 00:00:00Jill Stein ha detto no!

Trump vince sulla Banca Mondiale

Aprile 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate?

Poche settimane fa, Trump ha designato David Malpass alla Presidenza della Banca Mondiale.

Designazione che ieri, all’unanimità, il consiglio di amministrazione della istituzione con sede a Washington ha ufficializzato.

Importante questo accadimento che può essere senza dubbio considerato un successo personale del Presidente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-06 00:00:002019-04-06 00:00:00Trump vince sulla Banca Mondiale

E il Libertarian Party?

Aprile 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate?

Nel 2016, il ticket del Libertarian Party formato da Gary Johnson e William Weld ha preso oltre il tre per cento dei voti pari a quasi quattro milioni e mezzo di suffragi.

Il miglior risultato mai ottenuto dalla fondazione (1971).

Orfani di Johnson (al momento in panchina) e di Weld (rientrato nei partito repubblicano e intenzionato a sfidare Trump per la nomination, mah?), cercando nuovi candidati, i dirigenti nazionali guidati da ‘chairman’ Nicholas Sarwark, pare stiano osservando le mosse del Rappresentante repubblicano del Michigan Justin Amash, autodefinitosi di recente proprio come “l’unico libertariano presente nel Congresso”.

Riusciranno a convincerlo?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-06 00:00:002019-04-06 00:00:00E il Libertarian Party?
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