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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

La suola bucata

Aprile 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1952, verso la Casa Bianca due uomini prestati alla politica.

Per i repubblicani, il Generale ‘Ike’ Eisenhower.

Per i democratici, il Governatore dell’Illinois Adlai Stevenson.

Certo, difficile definire ‘prestato alla politica’ un Governatore, ma Adlai era soprattutto un grande intellettuale e un gentiluomo ed è quasi impossibile rinvenire in uomo politico questo due qualità.

Difficile per lui farsi capire dal popolo.

E l’utilizzo del l’ironia come del sarcasmo già non lo aiutavano.

La mazzata, però, arrivò a causa della sua trascuratezza, accentuata da quando la moglie, repubblicana, lo aveva lasciato non sopportandone le mire politiche alla guida della parte a lei assolutamente invisa.

Capitò, quindi e in conseguenza (come ben sa chi, ogni mattina, uscirebbe in pigiama se la consorte non lo accudisse), che un fotografo riprendesse durante un comizio la suola di una sua scarpa.

Ahi lui, bucata!

Fece, l’infelice scatto fotografico, il giro dei giornali.

Ne parlarono poi radio e tv (la prima, all’epoca, molto più diffusa e importante).

Non che si possa assicurare che altrimenti avrebbe Stevenson vinto.

Ma, insomma.

E, d’altra parte, aveva mai sul serio pensato di farcela?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-02 00:00:002019-04-02 00:00:00La suola bucata

Il Vice non può mancare

Aprile 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

22 novembre 1963, Dallas, il Presidente John Kennedy viene assassinato.

Gli succede il Vice Lyndon Johnson.

Ma chi succede a Johnson nella carica vicaria?

Nessuno.

Come altre volte accaduto in precedenza – sia quando era deceduto il Capo dello Stato, sia in caso di morte dello stesso Vice – la posizione rimane scoperta.

È per fare fronte in futuro a tali possibili evenienze che nel 1967 entra in vigore il Venticinquesimo Emendamento costituzionale.

Prevede tale disposizione che nel caso di assenza del Vice Presidente (perché ‘promosso’, perché deceduto o in quanto dimissionario) l’inquilino di White House al momento in atto lo nomini e che la scelta sia ratificata dai due rami del Congresso a maggioranza semplice.

La normativa troverà applicazione nel 1973, allorquando al Vice Spiro Agnew – coinvolto in pubblici scandali e costretto a lasciare – subentrò, prescelto da Richard Nixon e approvato da Senato e Camera, Gerald Ford.

Il caso poi volle che alle successive dimissioni dello stesso Nixon (1974) l’uomo politico di Omaha arrivasse ad occupare lo scranno presidenziale risultando pertanto l’unico Presidente USA legittimamente in sella benché mai votato a quel fine dal popolo 

Non per l’altissimo compito.

Non per il vicariato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-02 00:00:002019-04-02 00:00:00Il Vice non può mancare

Utah mormone

Aprile 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1844, 27 giugno.

Prigione di Cartagine, Illinois.

Joseph Smith, profeta e fondatore della ‘Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni’, fra l’altro candidato alla Presidenza USA, viene ucciso a fucilate in carcere da un gruppo di uomini dal volto coperto di fuliggine.

1847, il 24 giugno, quasi esattamente tre anni dopo, Brigham Young, suo successore alla guida dei Mormoni (come sono conosciuti e denominati abitualmente i predetti ‘Stanti’) – più esattamente alla testa di una avanguardia a quel momento composta da centoquarantadue uomini, tre donne e due ragazzini – giunge all’imbocco di una valle “asciutta, deserta, caldissima, orrenda” (Raymond Cartier, ‘Le cinquanta Americhe’) dalla quale si vedono le sponde di un grande lago “sponde, rive incrostate di sale”.

“That is the place”, esclama.

Ha in precedenza rifiutato di fermarsi in mille luoghi decisamente assai più alla vista accoglienti nei quali però paventa l’arrivo dei nemici ‘gentili’ che nella infelice landa appena scoperta certamente non verranno.

Sempre per lo stesso motivo, di lì a poco, rifiuterà il suggerimento di un certo Brennan – un confratello che era andato invece in California e ne vantava ricchezza e prospettive.

Nasce così Salt Lake City.

Nasce il Territorio (in seguito Stato) dello Utah.

Lo Stato mormone.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-01 00:00:002019-04-01 00:00:00Utah mormone

Un solo ‘territorio’ ha sempre votato democratico

Aprile 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1961 – anno nel quale fu approvato l’Emendamento che stabilisce che il Distretto di Columbia (in buona sostanza, la capitale federale Washington) in sede di scelta dei Grandi Elettori ha diritto ad averne tre, quanti ne spettano agli Stati meno rappresentati al Congresso – che il numero complessivo di tali Delegati è pari a cinquecentotrentotto e, per conseguenza, la maggioranza assoluta necessaria per vincere è di duecentosettanta.

È dal 1961 – meglio, dalle elezioni presidenziali del 1964 – che invariabilmente il citato Distretto vota democratico.

È l’unico caso storico (sia pure limitato nel tempo) di un ‘territorio’ (non si può definire Stato il Distretto in questione) che non abbia mai cambiato indirizzo politico.

Nelle due circostanze (George McGovern nel 1972 e Walter Mondale nel 1984) nelle quali un candidato democratico è stato elettoralmente travolto vincendo in un solo Stato (McGovern in Massachusetts e Mondale in Minnesota) comunque ha ottenuto i voti dei tre Grandi Elettori del Washington D.C.!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-01 00:00:002019-04-01 00:00:00Un solo ‘territorio’ ha sempre votato democratico

Sequenze datate e alternanze recenti

Aprile 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Democratici e Repubblicani USA si sfidano dalla tornata elettorale 1856 essendo il Partito di Abraham Lincoln stato fondato solo nel 1854.

Escluso il quadriennio 1857/61, assai distinguibili le sequenze di governo degli uni e degli altri.

Dal 1861 al 1913, i Repubblicani hanno governato con due sole interruzioni – le Presidenze non consecutive di Grover Cleveland (1885/1889 e 1893/1897).

Per quarantaquattro anni su cinquantadue.

Dal 1933, insediamento di Franklin Delano Roosevelt, al 1953, cinque mandati consecutivi democratici.

Dal 1969, entrata in carica di Richard Nixon, al 1993, primo giuramento di Bill Clinton, venti anni repubblicani e intervallati da solo quattro democratici (conseguenza questi dello Scandalo Watergate).

Nelle tornate successive, non si evidenziano sequenze quanto alternanze.

Otto anni di Clinton, democratico.

Poi, otto del secondo Bush.

E ancora otto di Obama. 

E otto di Donald Trump?

Vedremo, ma pare proprio che le sequenze di una volta non trovino oggi più cittadinanza.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-04-01 00:00:002019-04-01 00:00:00Sequenze datate e alternanze recenti

‘Pac’ America First Action

Marzo 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I ‘PAC’ (Political Action Committee) sono sostanzialmente dei comitati costituiti da privati per la raccolta dei fondi a sostegno delle candidature politiche negli Stati Uniti.

In vista del 2020, i sostenitori di Trump intendono procedere appunto alla predetta ricerca attraverso un ‘Superpac’ denominato ‘America First Action’.

L’idea è di arrivare alla bella cifra tonda di un miliardo di dollari.

Alla Presidenza del ‘Superpac’ in questione andrebbe Linda McMahon, al momento compresa nell’amministrazione, che a tal fine lascerebbe l’incarico di Segretario alle Piccole e Medie imprese.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-31 00:00:002019-03-31 00:00:00‘Pac’ America First Action

Un solo mandato

Marzo 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Pare – non se ne ha la certezza – che l’ex Vice Presidente Joe Biden sia intenzionato a scendere in campo per la nomination democratica facendo una del tutto particolare promessa: si impegnerebbe cioè a governare se eletto per un solo mandato.

Questo in ragione del fatto che al 20 novembre 2020 avrà la bellezza di settantotto anni.

Di più, avrebbe idea di includere nel ticket un candidato Vice giovane, in qualche modo ‘da allevare’.

Un programma interessante che al momento, però, resta una voce.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-31 00:00:002019-03-31 00:00:00Un solo mandato

Fare molta attenzione

Marzo 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allora, Joe Biden prometterebbe (non è ufficiale) che se eletto nel 2020 resterebbe in carica per la durata di un solo mandato.

Non è che tale promessa porti buono.

Storicamente, due soli Presidenti presero il medesimo impegno: William Harrison e Zachary Taylor, entrambi whigs.

Ebbene, tutti e due morirono in carica (Harrison un mese dopo l’insediamento e Taylor avendo ricoperto l’incarico poco più di un anno) mantenendo assolutamente la promessa.

Fossi in Biden…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-31 00:00:002019-03-31 00:00:00Fare molta attenzione

Nikki Haley Vice?

Marzo 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sussurri e grida.

Molte le grida in campo democratico davvero parecchi essendo i candidati che si agitano.

E di contro un sussurro in casa repubblicana.

Sostiene qualcuno che il Vice Presidente in carica Mike Pence potrebbe essere sostituito nel ticket GOP 2020 dall’ex Ambasciatore (Ambasciatrice) USA all’ONU Nikki Haley.

Donna di grande competenza dotata di un notevole carisma, Haley sarebbe in questo modo da identificare praticamente nel successore designato di Trump nel 2024.

E Mike Pence?

Nel caso, che fine farebbe?

Docilmente o protestando, poi?

Verrebbe ‘compensato’ con uno scranno alla Corte Suprema!

Un incarico di grande prestigio e a vita.

Se son rose fioriranno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-31 00:00:002019-03-31 00:00:00Nikki Haley Vice?

Harris/O’Rourke, ticket vincente?

Marzo 30, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Steve Bannon è uno che se ne intende.

Ha lavorato per Donald Trump nella campagna 2016 ai massimi livelli organizzativi e poi, brevemente, a White House.

Ieri, in una intervista, dopo avere ripetuto che, quanto al 2020, Trump è favorito, si è espresso sui democratici in corsa per la nomination.

A suo modo di vedere, un ticket dell’asinello formato da Kamala Harris e Beto O’Rourke sarebbe la miglior formazione possibile.

Sono i due i più capaci di mobilitare la base democratica.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-30 00:00:002019-03-30 00:00:00Harris/O’Rourke, ticket vincente?
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