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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Sta vincendo Bernie Sanders (?!?!)

Agosto 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le cose cambiano e molto velocemente.
Ragione per la quale quanto veniva affermato solo cinque/sei mesi fa non conta più nulla.
Non era forse Joe Biden fino al 29 febbraio un vecchio arnese che tutti attaccavano certi che fosse fuori gioco?
Non era sugli scudi fin sempre a quel benedetto giorno Bernie Sanders?
Non si disse solo sei giorni dopo (risultati del Supertuesday alla mano) esattamente tutto il contrario?
Non si affermò con sicurezza che i radicali socialisteggianti alla Ocasio Cortez erano e sarebbero restati quantomeno sulla difensiva?
Non si scrisse esattamente il contrario a maggio e a giugno e in particolare dopo che Ocasio e compagnia bella avevano stravinto le Primarie democratiche defenestrando vecchi campioni del moderatismo centrista?
Non è poi accaduto che Biden e i suoi abbiamo concluso un accordo accettando di includere nella loro platform non poche delle istanze del Senatore del Vermont?
Non siamo oggi a dire e sostenere che alla luce degli accadimenti il vero vincitore del processo elettorale dell’Asinello è quel tale che si presentava per la seconda volta da indipendente alla corsa dem per la nomination?
Non si sta forse cercando un (una) candidata Vice che sia in perfetta sintonia con tutto questo procedere?
E come non pensare che fra pochi giorni qualcuno, poi seguito da tutti, dirà esattamente l’opposto?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-09 16:42:302020-08-09 16:42:30Sta vincendo Bernie Sanders (?!?!)

E Trump procede per decreto

Agosto 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Congresso, diviso più che mai, non decide e così Donald Trump prende l’iniziativa.
Quattro i decreti amministrativi (di competenza del Presidente) firmati:
– tagli alle tasse sui salari
– indennità di disoccupazione portata a quattrocento dollari la settimana
– protezione per quanti debbano affrontare uno sfratto
– rinvio dei rimborsi dei prestiti agli studenti.
Agisce e nel contempo migliora la propria immagine.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-09 12:52:292020-08-09 12:52:29E Trump procede per decreto

2020, una situazione senza precedenti (per via di Trump!)

Agosto 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sì fa presto – si è senza dubbio nel vero e basti guardare all’epidemia – a dire che le Presidenziali 2020 non hanno precedenti.
Non ne hanno anche e inoltre perché mai come in questo caso il voto è stato assolutamente e del tutto concentrato sul Presidente in carica.
Sul giudizio che se ne dà.
Dal dopoguerra – per limitare il campo – nessuno tra i Capi dello Stato in cerca di rinnovo era personalmente tanto contestato e esposto.
Non così ovviamente Dwight Eisenhower rieletto senza colpo ferire nel 1956.
Non, perfino, Richard Nixon che cavalcava l’onda dei successi in politica estera e i cui serissimi guai erano nel 1972 di là da venire.
Addirittura, si può sostenere fosse, malgrado la questione iraniana, meglio messo anche Jimmy Carter cui toccò la sfortuna di doversi confrontare con Ronald Reagan (si vuole forse paragonare quanto a carisma Joe Biden con quel treno di Ronnie?).
Travolgente, di più, nell’84 quest’ultimo, perse certamente il primo Bush nel 1992 ma per l’imprevedibile discesa in campo di Ross Perot.
Tranquillo il 1996 di Bill Clinton.
In fondo altrettanto sia il 2004 (i guai e le critiche più feroci vennero dopo) di George Walker Bush che il 2012 di Barack Obama.
È, come detto in premessa, proprio Donald Trump il solo Presidente sotto scacco personalmente, prescindendo dal nome del rivale (non vorrei esagerare, ma al posto di Biden potrebbe esserci un qualunque democratico e la faccenda non cambierebbe).
La cosa – ripetiamo – rende ultra speciale una campagna che già di per sé sarebbe unica.
Fossi in Trump, sarei orgoglioso di essere tanto assolutamente speciale!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-09 11:03:532020-08-09 11:03:532020, una situazione senza precedenti (per via di Trump!)

Kamala Harris Vice? Mah?

Agosto 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Kamala Harris?
Non fu lei la più fiera accusatrice di Joe Biden ai tempi dei primi dibattiti televisivi tra i candidati alla nomination democratica?
Non fu lei a dire al vecchio Senatore che a causa di disposizioni legali da lui accettate e sostenute lei aveva subito da giovanissima non gradite ‘attenzioni’ perché di colore?
È vero, il tempo passa e le cose vanno nel dimenticatoio ma certamente i repubblicani tireranno fuori quei filmati – Biden non sapeva che pesci prendere – dovesse davvero essere la Senatrice della California la candidata alla Vice Presidenza dell’Asinello, collocata nel ticket accanto al da lei tanto violentemente accusato Joe.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-08 18:38:292020-08-08 18:38:29Kamala Harris Vice? Mah?

Molti più del solito gli elettori in questo 2020?

Agosto 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il ‘turnout’, ovvero l’affluenza alle urne, è da molto molto tempo relativamente basso negli USA.
Difficile davvero superi il 60 per cento, collocandosi invece solitamente più sotto questa linea.
Stranamente – ma forse la spiegazione sta proprio nella straordinarietà della situazione – recenti rilevazioni hanno indicato che addirittura un 85 per cento dei cittadini aventi diritto voterebbe.
Sarà opportuno per capire se veramente l’affluenza aumenterà (e così cospicuamente) vedere le nuove iscrizioni alle liste elettorali.
Storicamente, con un parco di ammessi al voto molto più contenuto (le donne, per dire, non potevano esprimersi), i record in tema sono collocati negli anni Settanta Ottanta dell’Ottocento.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-08 18:37:282020-08-08 18:37:28Molti più del solito gli elettori in questo 2020?

I partiti politici americani (a volo d’uccello)

Agosto 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

224.
Tanti sono i movimenti politici USA di questi tempi riconosciuti.
Ovviamente, oggi – e a dire il vero dal 1856 quando si confrontarono la prima volta – i due partiti che si contendono la Presidenza, gli scranni congressuali, i Governatorati e le altre cariche elettive del Paese sono il Democratico e il Repubblicano.
Tentano da qualche decennio di avere una sia pur piccola voce in capitolo il Green e in specie il Libertarian Party.
Prima di arrivare ai predetti Asinelli (il simbolo dei democratici è un Asino) ed Elefantini (quello dei repubblicani – chiamati altresì GOP per via della definizione ‘Grand Old Party’ – è giustappunto un Elefante), una doverosa occhiata ai pochi partiti che hanno avuto almeno la possibilità di correre con qualche chance per White House.
Detto che il Padre della Patria e primo Capo dello Stato George Washington era un indipendente, va ricordato come, nel mentre quegli governava, due importanti movimenti andassero formandosi.
Il Federalista (alla guida massima solamente un quadriennio, con John Adams successore di Washington) e il Democratico/Repubblicano (che si imporrà e sarà ininterrottamente al governo dal 1801 al 1829 con Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe e John Quincy Adams, quest’ultimo per un solo mandato, quando i precedenti per due a testa).
La differenziazione tra loro – semplificando oltre ogni misura e dire – in particolare sulla maggiore o minore incidenza del Governo sugli Stati e sulla maggiore o minore indipendenza dal Governo di questi.
È a seguito della dissoluzione (conseguente alle dure e divisive lotte per la Executive Mansion del 1824) del Democratico/Repubblicano che, con Andrew Jackson vincente nel 1828 e in carica dal 4 marzo 1829 (data memorabile) nasce e si afferma il Partito Democratico ancora oggi imperante.
A contrastare Jackson e i suoi, ecco i Whigs che riescono a vincere due volte (nel 1840 e nel 1848, rispettivamente con William Harrison e Zachary Taylor) per poi scomparire.
Una qualche importanza ha agli inizi dei Trenta dello stesso Ottocento il Partito Antimassonico perché è il primo ad introdurre nel sistema che seleziona i candidati la Convention.
(Strano ma vero, il momento nel quale, oggi non da oggi certamente, si conclude il percorso che conduce alla ufficializzazione del pretendente partitico a White House è nato temporalmente prima di Caucus e Primarie che invece, nell’iter, lo precedono).
Una qualche significanza ha anche il Free Soil Party che arriva al dunque, ma perde, nel 1848.
Siamo oramai in un clima di piena contrapposizione, in particolare quanto allo schiavismo che i Democratici del Sud sostengono a spada tratta.
È in questa temperie che origina nel 1854, avendo quale primo punto in programma proprio l’abolizione della schiavitù, il Partito Repubblicano.
Perde il candidato GOP (John Fremont) nel citato 1856.
Vince nel 1860 e il suo nome è Abraham Lincoln.
Conosciamo i conseguenti fatti: la Guerra di Secessione, gli Emendamenti che concedono il voto (agli uomini) a prescindere dalla razza, l’assassinio del Presidente…
I repubblicani dominano in seguito e vincono più o meno facilmente – sia pure con un doppio intervallo (Grover Cleveland, democratico, caso unico, governa per otto anni con un intermezzo) – addirittura fino al 1912 quando si dividono e perdono il confronto con Woodrow Wilson.
Nel mentre, nasce e coglie qualche parziale successo il Partito Populista.
È nei primi decenni del nuovo secolo che perfino il Partito Socialista si fa notare.
Non che ottenga grandi risultati, ma insomma…
I democratici tornano a governare davvero e a lungo a seguito del Crollo di Wall Street del 1929.
Vincono con Franklin Delano Roosevelt (l’unico Presidente eletto più di due volte, cosa dal 1951 impossibile) in quattro occasioni di fila e in una con Harry Truman.
Dopo i Cinquanta governati dal GOP Eisenhower, parte l’altalena.
I due movimenti, sostanzialmente, si alternano.
A ben guardare – del resto, sono stati loro a volere un approfondito esame della situazione e delle prospettive (l’esito fu definito ‘autopsia’!) – e per quanto alla Casa Bianca sieda un repubblicano, gli Elefantini non pare abbiano grandi prospettive in questa temperie, mentre gli Asinelli sembrano decisamente più ‘adatti’ e preparati al mondo che cambia.
In qualche modo, il Grand Old Party è costretto all’angolo, in difesa, su posizioni conservatrici che soprattutto le emergenti etnie non gradiscono.
Sta diventando – in un Paese nel quale gli Wasp (White, anglo-saxon, protestant) non sono più maggioranza – il ‘partito dei bianchi’.
Più vigoroso, probabilmente già oggi ma certamente (in politica, invero, mai nulla è sicuro) in prospettiva, il rivale nelle cui fila i riformatori radicali socialisteggianti vanno prendendo il sopravvento.
Terzi partiti capaci di portare una seria sfida non se ne vedono.
Ah, dimenticavo (in fondo è folklore): nel 1932, il Partito Comunista, sostenuto da molti intellettuali, pensò di potere avere un qualche seguito presentando William Zebulon Foster.
Pochissimi i voti, a dimostrazione che i predetti intellettuali, elettoralmente, non contano un fico secco!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-08 18:36:112020-08-08 18:36:11I partiti politici americani (a volo d’uccello)

Rifiutato il dibattito sul voto anticipato

Agosto 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La Commissione all’uopo addetta ha risposto negativamente alla richiesta avanzata da ambienti repubblicani di programmare all’inizio di settembre un quarto dibattito (o in alternativa di anticipare l’ultimo dei tre in programma) per discutere del voto postale o comunque anticipato.
Sostengono i suoi membri che del tema si parli già adeguatamente.
Accadrà senza dubbio che una delle richieste trumpiane venga accolta.
Quando?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-07 18:51:252020-08-07 18:51:25Rifiutato il dibattito sul voto anticipato

Il margine d’errore nei sondaggi è del 6 per cento e non del 3!

Agosto 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Courtney Kennedy è ‘director of survey research’ del Pew Research Center, un importante ‘think tank’ ‘non partisan’ con sede a Washington.
Tornando sul tema – di questi tempi infinitamente discusso – della attendibilità dei sondaggi politici, Kennedy ha scritto che in effetti, tutto correttamente valutando, non è vero che il ‘margine d’errore’ sia, come sempre indicato, all’incirca del 3 per cento.
“Several recent studies show that the average error in a poll estimate may be closer to six percentage points” le sue parole.
La conclusione – del resto abbiamo già detto che alle telefonate degli istituti sondaggistici risponde un decimo dei chiamati la qual cosa già fa suonare mille campanelli d’allarme – è che “the polls are not precise enough to call the winner in a close election”.
Evviva!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-07 18:50:232020-08-07 18:50:23Il margine d’errore nei sondaggi è del 6 per cento e non del 3!

Non ‘giorno’ ma ‘stagione elettorale’ (‘election season’)

Agosto 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo abbiamo già rilevato.
In effetti, visto l’incremento del voto postale e la diffusa possibilità di farsi rilasciare la scheda per poter esercitare anticipatamente il proprio diritto, non è più corretto, come fino a poco fa, parlare del ‘giorno elettorale’ (il famoso ‘primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile’) ma, oramai, della ‘stagione elettorale’ (‘election season’).
In effetti, per cominciare, il North Carolina apre al voto postale già il 4 settembre, pressoché due mesi avanti del previsto 3 del penultimo mese dell’anno.
Dipoi, in differenti ma comunque anticipate date, molti altri Stati.
Ovviamente, i voti saranno conteggiati quel benedetto giorno (per quanto Trump e non pochi tra i suoi temano possano essere, diciamo così, ‘maneggiati’).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-07 18:48:532020-08-07 18:48:53Non ‘giorno’ ma ‘stagione elettorale’ (‘election season’)

Attaccare Trump? Lo sport preferito dall’uomo

Agosto 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Divertente ‘Lo sport preferito dall’uomo’, un film commedia di Howard Hawks con Rock Hudson.
È datato 1964 e (non si pensi a chissà quale sottinteso) parla della pesca appunto sportiva.
Oggi, lo sport preferito da chiunque voglia apparire per qualsivoglia ragione (il bersaglio si presta eccome) è attaccare Donald Trump.
Sei un politico in ombra?
Dagli addosso.
Sei un cantante di cui a malapena si ricorda il nome?
Forza.
Sei un attore di seconda serie o sulla via del dimenticatoio?
Ecco la tua occasione.
Sei perfino uno dei mille obliatissimi (tranne Neil Armstrong – deceduto – e ‘Buzz’ Aldrin dato che perfino Michael Collins è sparito dai radar) astronauti?
Attaccalo e il tuo nome, magicamente, farà addirittura il giro del mondo.
Essere Donald Trump vuol dire anche se non soprattutto questo: suscitare sentimenti negativi di ogni genere.
A chi mai verrebbe in mente di attaccare allo stesso modo Joe Biden?
Che infatti se ne sta sostanzialmente tranquillo e zitto lasciando fare.
Trump è bianco, eterosessuale, repubblicano (ci si dimentica dei suoi lunghi trascorsi democratici ma se ne è dimenticato anche lui), non handicappato…
Meglio di lui per essere collocato al centro dei bersagli nessuno!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-08-07 13:25:322020-08-07 13:25:32Attaccare Trump? Lo sport preferito dall’uomo
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