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“Nessuno sa come sarebbe una presidenza Trump… Non lo sa neanche lui!”

Luglio 16, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Qualche tempo fa, il vecchio (quanto ad età ed esperienza) Newt Gingrich, parlando di The Donald, se ne uscì con una efficacissima frase: “Nessuno sa come sarebbe una presidenza Trump.

Nessuno sa come si comporterebbe,

Non lo sa neanche lui!”

Ebbene, per quanto le parole dell’ex speaker sembrino attagliarsi splendidamente al tycoon nuovaiorchese, in verità – e dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti – possono essere dette anche riguardo a Hillary Clinton, per dire.

Guardando alla oramai lunga storia USA, ovviamente, infiniti i casi nei quali accadimenti imprevisti hanno portato vari capi dello Stato ad agire in modo del tutto opposto rispetto a quanto promesso in campagna elettorale o preventivabile sulla base del loro pregresso, del loro carattere, dell’appartenenza ideologica o partitica.

Semplificando brutalmente e limitando l’analisi all’appartenenza, ove si escluda quello del Golfo, tutti i conflitti combattuti dagli Stati Uniti nel Novecento hanno visto entrare in guerra gli States mentre alla Casa Bianca sedeva un democratico (nell’ordine, Woodrow Wilson, Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, John Kennedy, Bill Clinton).

E non è forse stato detto e scritto milioni di volte che i repubblicani sono guerrafondai e i democratici pacifisti?   

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-16 00:00:002016-07-16 00:00:00“Nessuno sa come sarebbe una presidenza Trump… Non lo sa neanche lui!”

Cornel West appoggia Jill Stein

Luglio 16, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Cornel West – probabilmente il più importante intellettuale nero progressista americano attivo da sempre sul piano culturale e in politica – ha dichiarato di appoggiare per la presidenza la candidata del Green Party Jill Stein.

West aveva finora sostenuto la sfida portata all’establishment da Bernie Sanders.

Sfida sfociata in un incredibile e criticatissimo endorsement del senatore del Vermont nei confronti di Hillary Clinton.

Stein si è detta onorata dell’appoggio di un “così leggendario personaggio” e ha aggiunto che farà di tutto per rappresentare al meglio le speranze da lui e da mille altri riposte su di lei in vista di un futuro che porti alla moralizzazione della politica americana.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-16 00:00:002016-07-16 00:00:00Cornel West appoggia Jill Stein

Frange del GOP cercano di impedire la nomination di Trump

Luglio 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Lo si sapeva e lo avevamo scritto.

Un gruppo di attivisti del partito repubblicano, in cerca di un ultima difesa (ritengono – continuano a ritenere malgrado l’esito delle primarie – Trump un oggetto estraneo), ha chiesto di modificare le regole in uso e di consentire ai delegati che stanno convenendo in quel di Cleveland di votare non secondo l’impegno preso ma “secondo coscienza”.

In buona sostanza, di cercare un diverso candidato.

L’operazione è teoricamente possibile (il Republican Rules Committee può cambiare la norma in questione) ma in verità improponibile.

Per prima cosa, è del tutto improbabile che nel predetto comitato – formato da centododici persone – si possa formare una maggioranza indirizzata in tal senso.

In secondo luogo, perché una decisione così fatta provocherebbe una insanabile frattura nel partito e una più che certa disfatta a novembre.

Trump, saggiamente, in proposito non fiata.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-15 00:00:002016-07-15 00:00:00Frange del GOP cercano di impedire la nomination di Trump

Due Stati almeno su tre. Almeno

Luglio 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Torniamo brevemente sulla notizia di poche ore fa.

Quella del sondaggio Quinnipiac che informava della situazione in Florida, Ohio e Pennsylvania.

Situazione non buona per Hillary Clinton che da un vantaggio in precedenza certificato (addirittura di otto punti in Florida) si ritrova oggi alla pari in Ohio e indietro nelle intenzioni di voto negli altri due Stati.

Perché guardare specificamente a questi tre territori?

Perché dal 1960 chi è arrivato a White House ha vinto almeno in due fra questi.

Da non trascurare, poi, il fatto che Hillary è in calo anche in tutte le rilevazioni su base nazionale.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-15 00:00:002016-07-15 00:00:00Due Stati almeno su tre. Almeno

Può un giudice della Corte Suprema entrare nell’agone politico?

Luglio 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ok, Ruth Bader Ginsburg, per educazione, estrazione sociale, ideologia e idee politiche è quanto di più lontano si possa immaginare da Donald Trump.

Ma può intervenire tanto pesantemente nell’agone elettorale dicendo a due riprese (per far capire che è proprio questo il suo pensiero) tutto il male possibile del tycoon fra l’altro accusato di essere un bugiardo.

Fatto è che Ruth Bader Ginsburg non è un personaggio qualsiasi ma un membro nientemeno che della Corte Suprema!

Trump ha replicato a modo suo sottolineando l’età non più verde della gentildonna e dicendo che è andata fuori di testa.

Questo, prima di chiederne le dimissioni.

Non pochi elettori – ed è quello che gli avversari di Trump non capiscono e non capiranno – dopo quanto accaduto sosterranno ancora più fermamente il repubblicano vedendo nelle parole della giudice una indebita interferenza dell’establishment contro il quale, a loro modo di vedere, il nuovaiorchese si batte.

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Jesse Ventura voterà per Gary Johnson

Luglio 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

“Conosco personalmente Gary Johnson.

Eravamo governatori negli stessi anni.

E voglio lui come presidente”.

Questa, la dichiarazione di appoggio e sostegno al candidato libertariano di Jesse Ventura, a suo tempo governatore del Minnesota.

L’ex attore e wrestler ha speso molte altre parole sull’operato e sul programma di Johnson e ha ribadito – un discorso che viene fuori spesso in questo periodo – che è arrivata l’ora che un terzo partito contenda il potere ai due da tempo infinito egemoni.

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Mike Pence running mate with Trump

Luglio 15, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Tanto tuonò che piovve.

Innumerevoli, negli ultimi giorni, gli articoli, le indiscrezioni, che indicavano in Mike Pence il vice scelto da Donald Trump.

Il tycoon ha confermato oggi che appunto il governatore dell’Indiana correrà al suo fianco.

Ha rinviato a domani la conferenza stampa in merito.

Come già scritto, si tratta di un riavvicinamento: Trump scegliendo un uomo vicino all’establishment GOP cerca di superare i forti dissidi e di trovare la necessaria unità.

Vedremo se ci riuscirà.

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Il giudizio su Obama e il raffronto con i suoi predecessori

Luglio 14, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Rasmussen Reports, 13 luglio (praticamente i dati sono gli stessi o pressappoco da tempo): giudizio favorevole per il quarantasette per cento;

giudizio contrario per il cinquantadue.

Giudizio assolutamente positivo per il ventinove per cento;

giudizio assolutamente negativo per il quaranta.

Guardando all’andamento del gradimento negli anni, Gallup – che oggi, in disaccordo con Rasmussen, lo indica al cinquantuno – dice che il picco positivo si è avuto appena dopo il primo insediamento (avvenuto il 20 gennaio 2009) con una percentuale favorevole del sessantasette per cento.

Il picco negativo del quaranta per cento è stato raggiunto in dodici occasioni, l’ultima agli inizi di novembre del 2014.

Guardando al gradimento dei predecessori di Obama nel medesimo momento (luglio dell’ultimo anno del secondo mandato), sempre secondo Gallup, abbiamo

Obama cinquantuno per cento;

George Walker Bush trentadue;

Bill Clinton cinquantotto;

Ronald Reagan cinquantatre;

Lyndon Johnson (per quanto il suo non fosse il secondo mandato personale visto che nel primo era subentrato a Kennedy) quaranta;

Dwight Eisenhower cinquantasei;

Harry Truman (situazione analoga a quella di Johnson in quanto subentrato a F.D. Roosevelt) ventinove.

Non pochi osservatori ritengono che un gradimento di rilievo del presidente in scadenza possa favorire un successore del suo stesso partito.

In realtà, il buon esito di Eisenhower non favorì fino alla vittoria Richard Nixon che perse da Kennedy e l’alto livello del gradimento di Bill Clinton non determinò affatto la vittoria di del suo vice Al Gore.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-07-14 00:00:002016-07-14 00:00:00Il giudizio su Obama e il raffronto con i suoi predecessori

Mike Pence vice Trump?

Luglio 14, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Donald Trump sarebbe in procinto di indicare il proprio running mate.

Tra i vari papabili (Newt Gingrich è da non poco tempo tra gli indiziati), pare stia prendendo consistenza Mike Pence.

Governatore dell’Indiana e prima per oltre un decennio alla camera, Pence era tra i sostenitori di Ted Cruz ma di recente ha dichiarato che “nessuno dai tempi di Reagan si è dimostrato capace quanto Trump di capire e interpretare i desideri, le necessità, gli umori del popolo USA”.

Conservatore ma nei limiti classici del moderno repubblicanesimo parrebbe essere indicato come un compagno di lotta in qualche modo tranquillizzante per l’establishment del GOP.

Peraltro, appartiene a uno Stato che usualmente (non sempre) vota repubblicano.

Una scelta, se tale sarà, non entusiasmante.

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Candidati adeguati e no

Luglio 13, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Tutti i sondaggi dicono che Hillary Clinton e Donald Trump godono di una a dir poco scarsa considerazione fra gli elettori sia sul piano personale che su quello politico.

Certo, la signora se la cava meglio del tycoon, ma insomma.

Tutti gli osservatori più seri ed attenti non nutrono grandi speranze nel prossimo quadriennio presidenziale, chiunque tra i due arrivi ad occupare lo scranno a White House.

Nella oramai lunga storia delle elezioni presidenziali in non poche occasioni candidati ritenuti ottimi una volta eletti hanno fallito mentre candidati dai quali non ci si aspettava nulla di buono, scelti comunque dai cittadini, hanno ‘funzionato’ più o meno bene.

Per non parlare delle volte nelle quali si sono dimostrati adattissimi vice presidenti subentrati mortis causa fino a quel momento magari mai tenuti in considerazione (e basti qui pensare a Theodore Roosevelt, ad Harry Truman o a Lyndon Johnson).

Certo, le ragioni dei successi come dei fallimenti sono molteplici e non ogni volta dipendono dalle capacità e caratteristiche personali.

Enorme influenza hanno infatti gli accadimenti, le contingenze, la fortuna.

(Un caso per tutti: come sarebbe stata la presidenza dell’isolazionista, nelle intenzioni, George Walker Bush senza gli attentati dell’11 settembre 2001?)

Non mi avventurerò ora in elenchi dei rappresentanti delle due categorie – i sorprendenti in meglio e quelli in peggio – non avendo qui lo spazio per giustificare i giudizi.

Rimando, al riguardo, ai miei mille e mille scritti sul tema USA a cominciare da ‘Americana’.

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